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Full text of "Nuova geografia di Ant. Federico Busching consigliere de Consistoro supremo del Re di Prussia ... tradotta in lingua toscana dall'ab. Gaudioso Jagemann. Tomo primo trentesimoquarto ed ultimo Tomo vigesimosecondo, che comprende l'introduzione alla Repubblica di Venezia, il Cremasco, il Bresciano, il Salodiano, il Veronese, il Vic"

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NUOVA 
GEOGRAFIA DI 
ANT. FEDERICO 
BUSCHING 
CONSIGLIERE DE... 

Anton Friedrich Busching, 
Gaudioso Jagemann 



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NUOVA 

GEOGRAFIA 



t> i 

A NT* FEDERICO BÙSCH1NG 

CONSIGLIERE DEL CONCISTORO SUPREMO DEL RE DÌ PRUSSIA, 
E DIRETTORE! DEL COLLEGIO ILLUSTRE DI BERLINO, 

T KsADOT T Ji Ift LIXGVjÌ TOSCANA 

DALL' AB. GAUDIOSO jAGEMANN. 

EDIZIONE PRIMA VENETA 
torretta < illujìratà , accrefciuta e d % alcuni Rami adornata « 

TOMO V1GESIMOSECONDO, 

« 

Che comprende 

V Introduzione alla Repubblica di Venezia , 
il Cremafco , il Brelciano , il Salodiano , il 
Veronefe , il Viceniino , il Padovano , il 
t>oleiìne, il Dogado, ed il Trerifano* 




tN VENEZIA MDCCLXtfvn. 

PRESSO ANTONIO ZATTA 

faenza de Superiori, e Privilegio dell' EccellentiJJimcr Sanato . 



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V 

I 

LO STAMPATORE 

AI CORTESI LEGGITORI. 

■ 

• 

£Ccovi il Tomo XXII; eh' è ti fecondo dell' Italia , la 
quale con gli altri tre Tomi farà compita ; ri* 
fervendomi a dare in fine un Appendice alle de- 
fezioni delle Provincie di quella Regione , aggiungendo in 
quella alcune notizie intereffanti che non ci ginn fero a 
tempo per inferirle ai loro rifpettivi luoghi . Indi fi 
pafferà air Afìa , Africa , e America , delle quali ognu- 
na abhraccierà due Tomi incirca , ficchi con quelle altre 
tre Parti del Globo Terreflre farà compito /' intero Corfo 
Geografico ed Iflorico del Sig. Bùfching. 

Non pafferà molto , che fi darà /' Elenco , ovvero In- 
dice fervente alla diflribuzione delle Carte Geografiche del mio 
nuovo Atlante , dal quale Elenco lo fiimatiffimo Sig. Anoni- 
mo che m' onorò di alcuni fuoi fuggerimenti pe' quali me gli di- 
chiaro gratiffimo , raccoglierà eh' io gli avea già prevenuti 
nel mio penpero; ed a fuo tempo vedrà eziandio la Carta de* 
contorni di Venezia-, imperciocché può bene figurarfi quejlo Si- 
gnore, che fe tanto s' eftende la mia attenzione per gli altri 
Stati, maggior mence devo averla per la mia Patria, prò* 
telandomi per effa vero zelante Cittadino . 

P. S. Siccome eflb Signor Anonimo fi fiupifee , eh* io non 
ubbia finora pubblicate le Carte Geografiche dell* America 
Settentrionale , e il Canada, Carte tanto interefTanti' nel- 
le circoftanze prefenti &c. fi rifponde ad ejfo Signore, che 
?er due motivi non furono pubblicate le detto due Carte con- 
tro il mio intereffe . Il primo fi è, eh* effe non entrano nella 
r erie del primo Tomo del mio Atlante; il fecondo poi, che 
ittefo per l'appunto le prefenti circoflanze non fi\ avevano 
fondamenti bafianti e certi, per poter pubblicare effe Carte 
•on l % efattezza che fi richiede a chi è impegnato di pubbli- 
are un Atlante (per quanto fi può) efatto, il quale efige 
e più accurate offerv azioni . Contuttociò appigliandomi aldi 
;fi confidilo per compiacere . ad alcuni miei Affbcix ti , ora 

che 

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VI 

che mi pervennero fodi fondamenti, ho dato mano alla fa- 
citore delie ftiddette due Tavole, e fra un mefe le pubbli- 
cherò , e le darò anche feparate dalf Atlante . 

Siccome ejfo Signor Anonimo è tanto informato d'ogni 
Tomo e Carta , che vado pubblicando , certamente dev effe- 
re uno de' miei Jtffociati\ e perciò gli capiterà alle mani il 
prefente mio Awifo in cui gli replico quello che mi prote- 
fldi in altro mio Awifo , affiorandolo , che mi farà fom- 
ma grazia fe lafcierà lo N. N. , e porrà il fuo nome nelU 
fottofcrizione delle fue lettere. 




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/ va 

TAVOLA 

Delle materie contenute nel Tomo XX1L 
LA REPUBBLICA DI VENEZIA 

INTRODUZIONE- 

« 

Ove fi tratta anche della Dalmazia, e Levante 

in genere . , 

LE Carte Geografiche . ro governo , titoli dei 

Pa?. 3. Governatori , e Corpi 

L'elteniione antica, e mo- Provinciali . Clero e iti e 

derna , e fua coft inizio- regolazioni, dignità, c ti - 

ne- 4 tuli ; Feudi , Fortezze , e 

Confini, Clima, qualità del Piazze d'armi. 27 

terreno, monti -, fiumi c Forze della Repubblica ma - 
laghi principali. 5 nttime, c terreltri . 33 

Numero delle Città , bor- Rendite , e lòrgenti da cui 

ghi , terre, comuni, e po- derivano 34 

polazione - 6 Stona. 3S 

Agricoltura, prodotti, ani- 
mali, bolchi , e minie - STATO DA TERRA . 

re. 2 

Commercio antico e mo- IL CREMASCQ. 

derno . 9 

Monete, pefì e anfore, ìz Carte Geografiche Eftenfio- 

Letteratura , Scienze, ed ar - ne , e Confini . Clima , 

ti . 14 qualità del terreno , prò- 

Lingua e Religione degli dotti, e fiumi • Numero 

Abitanti . 1 6 dei Communi , e Parroc- 

Governo , Magiftraturc , > Di- chie, Corpi Provinciali , 

gnità della Repubblica , popolazione e governo . 

Cavalierati antichi, emo- Storia. Diocefi e fua divi* 

derni . 17 (ione. 51 « feg. 

Oivifione dello Srato in La Città di Crema , con 

Provincia , fìftema del lo - le Vicarie di Offan cilgo«3 

» 4 ' di ! 



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Vili 

di Ripalta Nuova di Chie- 
vc, di Bagnolo, di Traf- 
core, di Gabiano. 58. e 

fig' 

IL BERGAMASCO. 

Le Carte Geografiche . Con- 
fini f ed eftenfione • Aria , 
qualità del terreno, pro- 
dotti, fiumi , e laghi . 
Popolazione , numero del- 
le Città, borghi , e co- 
muni, Configlio Territo- 
riale . Commercio, fabbri- 
che , manifatture, e mi- 
niere, Storia della Pro- 
vìncia , Diocefi , e divisio- 
ne della Provincia . 64. e 

Territorio di Pianura cioè 
Bergamo con le quadre 
di Mezzo , d* Ifola , di 
Calcinate : *ii Valle di 
Trefcore , di Valle Caval- 
lina, di Val Caleppio, il 
Diftretto di Martinengo, 
il Diftretto di Romano . 
67 e feg. 

Territorio di Montagna, la 
Val S. Martino , Vali' 
Imagna , Val Brembana 
Inferiore, Val Brembana 
Superiore, Val Brembana 
oltre la Goggia , Val Se- 
riana Superiore , ValGan- 
dino, Val Seriana Infe- 
riore, e feg. 

Le Valli fepara te di Scalve, 



di Averara , di Taleggio, 
e Vai Torte. 79 e feg, 

IL BRESCIANO. 

Carte Geografiche. Eftenfio- 
ne , confini , Laghi , e 
fiumi . Popolazione , nu- 
mero delle Città , Terre 
eComuni, animali, fal> 
briche, Diocefi, e Corpo 
Territoriale. Storia della 
Provincia, e fua divifio» 
ne. 81 e feg. 

Territorio di Brefcia , Bre- 
feia con le Chiufure, le 
Quadre d' Ifeo , Palazzolo , 
Guflago, Rovato,Caftre- 
zato, Pontoglio, Chiave, 
Travagliato, Pompiano, 
Quinzano , Mairano , Pon- 
tevico, Bagnolo, Gotro- 
lengo, Manerbio, Calvi- 
fano , Gambara , Ghedi , 
Carpanedolo , Montechia- 
ro, Rezzato, Gavardo, 
Nave, Orzinovi, e Terre 
feudali . 84 e feg. 

Afola col Tuo Territorio. 99 

• fig- 

Lonato e fuo Territorio . zoo 
Valle Sabbia. 101 
Valle Trompia . 102 
Valle Camonica . 105 

IL SALODIANO. 

Carte Geografiche. Còrrfini 
qualità del terreno, eden- 

fio- 



fione , prodotti , laghi c 
fiumi. Numero de Comu- 
ni e de' Villaggi > popo- 
lazione, e governo. Sto- 
ria della Provincia. 105. 

< fig- 
he Quadre di Campagna 

vai Tenefe, Saio, Ma- 
derno, Gargnano di Mon- 
tagna. 108. e feg. 



IL VERONESE 

Lo Carte Geografiche . Eften- 
(ione, qualità del terre- 
no , prodotti , monti , mi* 
nicre , fiumi , c 1 aghi . Nu- 
mero delle Città, fortez- 
ze, Terre, Comuni, e 
Villaggi , popolazione, di- 
visone, e governo della 
Provincia. Storia. 113. 

* h- 

Te rri torio Piano * col Di- 
ftretto di Verona , Capi- 
tanato del Lago di Gar- 
da, Podeftaria di Pefchie- 
ra, Vicariati di Sermio- 
ne , di Cà di Campagna , 
di Buflolengo , di Va lezzo 
di Villa Franca , dell' Ito- 
la della Scala, di Noga- 
ra, di Sanguine, e di Bo- 
volon , di Cerea , dell' 
Ifola Porcarizza , di Me- 
nerbe di Bevilacqua . La 
Giurisdizione di Legna- 
go, e di Soave, con al- 



tri minori Vicariati . 117 

• fig- . 

Territorio montuofo, la Val 
Policella , Val Paltena , 
Valle d'Illafi , Vicariato 
delle Montagne , con quel- 
lo di Tregnago, Lazife, 
Garda , Torri , Caprino , 
Montorio , ed altri Mi* 
nori.. 133. e feg. 

IL COL0ONESE 

Carte Geografiche . Eften- 
fione confini , fertilità , e 
fiumi . Numero de' Vil- 
laggi , popolazione e go- 
verno. Storia ìjj.efeg. 

Cologna . j 3 8 

IL VICENTINO. 

Carte Geografiche. Qualità 
dei paefe, prodotti, fab- 
briche , manifatture , cli- 
ma , monti , fiumi , ef- 
tenfione e Confini . Nu- 
mero delle Città, Terre, 
Villaggi , divifione in Di- 
ftretti , e popolazione . 
Storia della Provincia . 
L39 e feg. 

La Città di Vicenza e fuo 
Diftretto , Podeftaria di 
Loni^o, e li Vicariati d' 
Orgian , Barbaran , Ca- 
milan , Podeftaria di Ma- 
rollica, Vicariati di Tie- 
ne, Schio, Malo Valda- 

rno 



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gno , Arziguano , Mon- 
tecchio Maggiore, Mon- 
tebello , Brcndola , e li 
VII Comuni. 14 1 e feg. 

IL PADOVANO» 

I 

\* 

Le Carte Geografiche. Ef- 
tenfione , confini , mon- 
ti , prodotti , fabbriche , 
manifatture, fiumi mag. 
giori . Numero delle Cit- 
tà Terre, e Villaggi , po- 
polazione e governo . Sto- 
ria della Provincia . 153 

La Città di Padova col fuo 
Diftretto Podeftarie di 
Cittaddella , e Campo 
San Piero , Vicarie di 
Oriago , Miran, Confel- 
ve , Podeftarie di Pio- 
ve di Sacco, e di Mon- 
felice, Vicarie di Arqua 
c Teolo , Podeftaria di 
Efte, Vicaria d'Anguilla- 
ra , Podeftarie di Caftel 
BnldOjCMontagnana . 156 

. • fig- 
li POLESINE. 

Carte Geografiche. Qualità 
del terreno , prodotti , cli- 
ma , fiumi , navigazione , 
confini , denominazione . 
Storia . Numero delle Cit- 
tà Terre, Villaggi, popo- 
lazione, e governo. 171 

' fig- 



Li Diftretti di Rovigo e 
Città con quelli dj Len- 
diuara;, e Badia 177 , e 

fig' 

TERRITORIO D* ADRIA • 

Carte Geografiche . Eden- 
fiohe confini , prodotti , 
agricoltura , fabbriche , 
commercio, aria, acque. 
Storia , governo , Diocefi . 
181 e feg. 

La Città di Adria con li 
Luoghi di Ga vello , Bel- 
lombra e Butrighe . 183 

' fig- 

IL DOGADO. 

Cane Geografiche. Confini 
e fiumi . Qualità del ter- 
reno , Lagune , prodotti , 
porti ,eftenfione, numero 
delle Città Terre e Vil- 
laggi , Diocefi , e popola- 
zione governo, e divi- 
sone . J 89 e feg. 
Le Podeftarie di Loreo , 
Cavarzcre, Chioggia, Ma- 
lamocco , La Cina di 
Venezia , le Podeftarie di 
Murano ,TorcetIo, Gam- 
barare, Caorle, e Grado. 
1 94 e feg. 



/ 

IL 



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XI 



JL TREVISANO. 

Carte Geografiche , e anti- 
ca fua denominazione , 
ed eftenfionc . Eftenlionc 
moderna , confini , pro- 
dotti, qualità dei terre- 
no , bofehi } fiumi e fab- 
briche . Numero delle 
Città , Bórghi , Villaggi , 



popolazione, governo ci- 
vile ed cccicfiaftico . Sto- 
ria . 241 
Il Territorio della Città di 
Trevifo , di Meftre di 
Novale , Cartel franco , 
Afolo , Quer , Motta , 
Valdobiadenc, con li Con- 
tadi di Cefana , Mei , Val 
di Marino, cS. Donauo. 

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LI- 



XII 

a ». ■ • . \ • 

- LIBRI, E DOCUMENTI 

♦ 4 • 

Confusati dalP Autore , ir <M? Editore nella Deferitone 
dello Stato Veneto. • 

* - • • * 

Principi di Storia civile della Repubblica di Venezia , di 

Vettor Sandi Patrizio Veneto. 
Atamano Fino . Storia di Crema . 
P. Celerino Cappuccino. Storia di Bergamo. : 
Bartholomms Farina. Hiftoria Bergomenfìs. 
Nazario. Brefcia antica. 
Ottavio Raffi . Memorie Brefciane. 
Descrizione generale della Provincia Brefciana (rampata 

in Brefcia nel 1764. 
dongiovanni Gratarolo . Salò e fua Riviera . 
Giulio Pozzo . Lago e Rocca di Garda , e Gardesana . 
Fra Gregorio . Trattenimenti facri, e profani de' Popoli 

Comuni . 
Saray. Origine di Verona. 

Le Storie di Verona di Girolamo Cèrte , e Scipion Maffei # 
Marzari . Storia di Vicenza . 
Z. Battifta Pagliarini . Cronica di Vicenza . 
Port enari . Felicità di Padova, e Salomonio Intenzioni ce. 
Silveflri . Dcfcrizione delle Paludi Adriane. 
Girolamo Bronziero. Condizione ed origine de' Luoghi del 
Polefine . 

Defcrizione Topografica del Dogado di Vcnez/a. 1776. 

Bonifazio. Defcrizione del Contado di Trevigi. 

La Patria del Friuli deferitta ed illuftrata . PreiTo Gio: 

Battila AIbrizzi. 1753. 
Gio: Bertondelli. Storia di Feltrc. 
Antonio dal Corno. Memorie Storiche di Feltra, 
Piloni . Storia di Belluno . 
Pietro Copo . Sito dell' Iftria . 
Niccolò Manzi . Nuova defcrizione dell' Iftria * 
Joannes Lucius. De Regno Dalmati», 
Mauro Orbino. Regno de' Sciavi* 



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XIII 

Fr. Serafino Razzi. Storia di Ragufi. 
Ifola rio del P. Coronelli . 
Defcrizionc della Dalmazia dell' Ab. Fortis. 
F. Leandro Alberti. Defcrizion dell' Italia . 

Nella Geografia antica fi fono confatati . 

Plinio , 
Strabone , 
Tolomeo , 

Tito Livio ed altri Storici antichi. 
Per lo Stato delle Provincie Venete ne* Secoli di Mezzo . 

Paolo Diacono , 

L'Ughellio, 
Il Sigonio. 

Il Muratori^ Scriptores Rerum Italicarum . 



.1 



Oltre di tutto ciò l'Editore ha confultato gli Statuti 
Municipali d'ogni Città, e Provincia, ed ha regola- 
tala Detenzione di quefto Stato con moltiflimi do- 
cumenti, e moderni, e antichi, fomminiftratigli dai 
Letterati d'ogni Provincia, Città, e Terra, ai quali 
non ha mancato di fpedire lettere circolari a quefìo 
oggetto. 



Regi* 



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XIV 



Rame I. 



Regiftro detti Rami contenuti in qnejìo Toma 

( Il Sereniamo Doge di Venezia * ) 
( li Cancelier Grande. 
( Cavaliere della Stola d'oro # 



^ Pag< 104 



( Cavaliere di S. Marco* 

r> 77 ( Cavaliere della Calza . 
Rame U, ( dd Si | enzio , 



j Pag. i6< 



NOI 



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XV 

NOI RIFORMATORI 

Dello Studio di Padova . 

AVendo veduto per la Fede di Revifione , ed approvazione 
del P. Fr. Gio:Tommafo Mafcberoni Inquifitor Generale 
del Santo Officio di Venezia nel Libro intitolato : Nuo- 
va Geografia di Antonio Federico BUfching , tradot- 
ta dalla lingua Tedefca , ec. non v' efler cofa al- 
cuna contro la Santa Fede Cattolica , e parimente 
per Atteftato del Segretario Noflro , niente contro 
Principi , e buoni coi lumi , concediamo Licenza ad 
sìntomo Zatta Stampator di Venezia che pofli efiere 
Campato , oflervando gli ordini in materia di Stam- 
pe , e prefcntando le folite Copie alle Pubbliche Li- 
brarie di Venezia, e di Padova. 

Data li 8. Decembrc 1776. 



( Alvife Vallareflò Riform. 

( Andrea Tron Cav. Proc. Riform. 

(Girolamo Afcanio Zuftinian Cav* Riform* 

Regiftrato in Libro a Carte 333. al Nura. 8o> 

Davidde Marchefini Segr. 



Addi 30. Decembre 177& 
Regiftrato noi Magiftrato Eccell. contro la Beftaromia. / 

Gio: Antonio Dolfin Segr. 

» 

ER- 



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XVI 

ERRATA. CORRIGE. 



Par 


Lin. 






4 


3 


fua 


lue 


« 7 




lore 


loro 


3 5 


» 


dominante 


I ■ /^ai/Ja 

i^yojraao 


3 > 




della Dominante 


UC1 A_SO».aUO 


c 8 
5 9 


aff a guifa di un ferro da 


a lenacavaiiu ictjiutìc et» jvtiipi.r 






cavallo 




6 * 


3 . ' 


Mofcarano 


jvioica/.ano* 


«3 


31 e 34 Fi albore 


1 ra icore 


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1 


Ciovaunclli 


fiir ivannrlTì 
vjiuv tiuuv. 1 1 1 • 


7* 


1 » 


Temo 


i ' > ilU « 




10 


Burco 


Barco 


,0 4 


19 


Brefciana 




IO» 


30 Terre ben fabbricate 


alcune iure ucn ìauDijiaic 


XIX 




Gargniano 


l i.l. 4IMI1U • 


X I 2 




Zegnale 




1 2 f 


IO 


Malìlmo I. 


lVleUllllO !• 


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X 2 5 


*s 


là di Campagna 


v^a ai campagna • 


l J5 




Baltena 


T) 1 1 r Ari a 

1 .niella . 


x 40 


16 


118 Comuni 


2i« \_uinuni 




*7 


Loveron 


Lovcrton 


x 55 


•f 


Sulboro 




«oc 


21 


Onora 




I&"t 


X7 e Miran, Campo S.Piero 


e Mirati. Campo S. Piero 




*7 


fecolo IX. e X. 


fecolo X. e XI. 


■ • 7 


«7 


veAigia a tempi 






20 


la rifabbricò 


lo rifabbricò • 


i-i s 


31 


abitanti 


perfone 


174 


IX 


EJie 






M 


occupa 


occupava 


191 




25000 perfone 


250000 perfone 


,58 


J» e 3j 


Tornora 





NB. Alcuni altri errori di neiTuna confeguenza , i quali fono affatto 
materiali, faranno di leggieri corretti dai Leggitori, e compatiti come 
inevitabili nella fìampa.^ 



-y:^c- -y-y>«- -y^ -ys -»»»v ■ ■ «- yy^-->^r>t>— ->rv^«- -w^/^»- ir\r«r -a^yx- 

I 

£ MISURE VENEZIANE. 

La Tavola dei Pefi porta rei primo Tomo , e le due Tavole delle Mì- 
fure porte alla fine del prefente Tomo XXH. fervono per alTicurare i 
Marcami e gli economici del precifo contenuto di noftre mifure , e 
del vero pefo delle noftre cinque once. 

Servono fooltre a far conofeere, che fi poflono far delle Tavole ove fi 
vegga cfatta corrilpondrnza di o^ni oncia , e milura nazionale con le 
Veneziane ; acciò alcuno non reUi pregiudicato . 

Servono finalmente a intendere le Libbre , e le Mifure dei libri latini , e 

« Francefi, che parlano d' agricoltura e di economia civile. 

L A 



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\ 



L A 



REPUBBLICA 

D I 



VENEZIA. 



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I 



I 



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LJL MEPJUJBJBJblck 

DI VENEZIA. 

INTRODtJZÌONE, 

PàragKàfó I. 

El Dominio Veneto trova nfi varie Carte gene- 
rali àelAfagini, Blaeu j J 'ai Hot j Homman , ed altre 
fìmili quafi tutte egualmente difettofc. Quella pe- 
to del Jaillot merita là preferenza, quantunque anch' ciTa 
abbia molti erróri. (*) Tutte quefte Carte peraltro non rap- 
prefentano> che gli Stati della Repubblica in Italia, t 
non tutto il Dominio Veneto in pieno; onde fono dop- 
piamente mancanti, e difettofe (**)* 

$. i. Lo Stato della Repubblica di Venezia comprende 
buona parte dell'Italia iuperiore, o Lombardia, la Dal- 
mazia, e Bafs' Albania, le Ifole dell' Adriatico, e del Mar 
Jonio, ed altra nel Mar di Candia » In altri tempi non 
molto remoti formavano parte di queftò Dominio anche 
li tre Regni di Morea, di Candia j e di Cipro > invali, e 
tuttofa occupati dagli Ottomani , oltre tanti altri paefi 
che un tempo riconobbero la fovranità della Repubblica 
di Venezia * e che poi ne furono fmembrati nelle guerre 
col Turco, o con altri Principi confinanti. Ciò che pok 
fiede al prefcnte quefta Repubblica fuol confiderai divifo 
in due Stati, cioè Stato da Terra , e Stato da Mare. Il 
primo comprende tuttociò che appartiene a quefto Domi* 
ilio in Italia, e l'altro contiene la Dalmazia, l'Albania, 
e il Levante. Quefti due Stati però, quantunque fcparati 
rial Mare , o interfecati da piccoli Territori appartenenti 

ad 

C) Nelle loi gitudini in particolare , ponendo Veneaia a gradi ì j , con 
non meno di 3. gradi in ciiva d'erróre. 

(**) Nel Nuozo fidante Geografico del Sijr. xÀntmto Zatts fi trOVrajf 
ho, non Colo Ja Carta generale dello Srato Venéro da Terra , e da Md* 
re; ina tutte le particolari ancora delle Tue Provincie, ridotte all' u l'i tri 
perfezione « 

A 1 



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4 1A HUPPBBLICA DI V1NEZTA . 

già altri Principi , formano un folo corpo, mediante la 
comodità del Mar Adriatico, di cui la Repubblica è pa- 
drona , e le lua forze marittime che fioreggiano trtto 
il Golfo, Stendefi in lunghezza più di 600 nrg'ia geo- 
grafiche, occupando la longitudine dal gr, 27, alla fpon- 
da orientale del fiume Aààa, ove forre dal Lago di Co- 
mo, fino al gr, 30 nel!' Ifola del Zante, fenza contare 
quella di Cerigo nel Mar di Candia .. La fua maggior 
larghezza però non oltrepaffa le miglia no geografiche , 
formando una linea curva fra il gr, 38, ed il gr. 47 di 
latitudine • Attefa la fua cefi it azione, farebbe affai diffì- 
cile il dare un calcolo di tutta la fuperficie di terreno , 
che occupa queAo flato; ma per quanto fpctta all'Italia, 
probabilmente non oltrepaffa le 15000 miglia quadrate 
geografiche . 

§.3. Da Mezzodì confina in Italia collo flato Eccle- 
fiaflico, da Settentrione colle Valli de* Grigiori , e nel 
rimanente è circondato dagli Stati Auftriaci , cioè dal- 
li due Ducati di Milano , e di Mantova, dal Princi- 
pato di Trento , dal Tirolo , e Caratala , ed in al- 
cuni Citi viene tramezzato da piccoli Territori apparte- 
nenti al Circolo d'Auflria, cioè dal Territorio d'Aqui- 
leja , dal Contado di Gorizia , e dal Territorio di Triefte 
nel 1' 1(1 ria . Nello Stato da Mare non ha che due poten- 
tiflìmi Confinanti , l' Impero Ottomano , e 1' Auflriaco in 
qualche parte. Il Paefe gode per la fua fituazione un'aria 
temperata, e falubre. Gli Stati d'Italia fono in un clima 
alquanto più freddo , come pure la Dalmazia ; ma le Ifo- 
1e fopra tutto della Grecia godono fempre una flagione 
affai più dolce , e mite . II terreno confitte in Monti , 
Valli , Colline , e Pianure . I Monti fono la maggior par- 
te Aerili, formando parte dell'Alpi, che feparano l'Ita- 
lia dalla Germania, denominate, fecondo la diverfità de' 
luoghi, Graje , Nmcbe, Ginlit , e Carie \ e flendonfi dal 
Bergamafco fino al Golfo del Quarnero, ultimo confine 
d'Italia. Fra quefle Acrili montagne, trovanfi le Valli , 
ove 21 terreno è più o meno fruttifero. Le colline fono 
a piè dell' Alpi , compofte di un terreno affai fecondo , 
«meno, ed abbondante» Offervabili e famofi fono tra que- 
lli 



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fti ì Colli Euganei) che trovanfi nelle Provincie Padova* 
na, e Vicentina. La Dalmazia abbonda anch' efla di mon- 
ti Aerili* c generalmente il terreno è più ingrato che al- 
trove; e le Tue Ifole partecipano della (letta qualità e na- 
tura. Non così però quelle della Grecia , o del Levante* 
ove la terra è di ottima qualità * ed eftremamente ferti- 
le. In Italia la maggior parte del terreno piano è dap- 
pertutto fruttifero, non trovandovifi nè lande, nè paefe 
incolto , eccettochè alcuni piccoli tratti di campagna , o 
paludofa, o faflbfa, o flerile, che non è di molto rilie- 
vo, dalle Paludi in fuori del Veronefe, che fino ad ora 
non fi fono potute afeiugare , nè ridurre a coltura, le 
quali occupano un tratto confiderabile di Paefe. 

Tre laghi confiderabili fi trovano nella Terraferma Ve- • 
neta, cioè quello d' Uro nella Riviera di Salò, Territo* 
rio della Provincia Brefciana , quello d' Ifeo nella (tetta 
Provincia , e quello di Garda nella Veronefe . Quelli due 
ultimi erano noti anche ai tempi dei Romani, il primo 
col nome di Lacus Sebintu % e V altro con quello di Lacus 
TSenactts . I Fiumi più confiderabili fono il Po e l' Adige , 
che sboccano nell' Adriatico i Gli altri fiumi minori fonò 
per così dire infiniti, e copiofittimi d'acque rapidi e tor- 
renti , che fpettb formontano le fponde, ed allagano trat- 
ti confiderabili di paefe * come fanno anche il Po, e l* 
Adige. I principali fra quefti nello fiato da Terra fono 
il Brembo h Serio , Olio, Metta , Cbiefe^ Mincio , Tartaro t 
Bacbiglione , Brenta , Sile , Piave , Livenza , Tagliamento $ 
Lifonzo, Quieto, ed Arfo. Nello Stato da Mare, in Dal- 
mazia trovanfi altri fiumi confiderabili, cioè la Cetina i 
Harenta, e Cberka . 

$* 4. In tutto lo Stato Veneto da Terra 5 e da Mare 
fi contano più di 40 Città di vario rango fra le quali 8 
fi diftinguono in grandezza e popolazione. Oltre di che 
vi fi trovano più di 100 grotti Borghi , e Terre murate 1 
alcune paragonabili , ed altre fuperiori a varie Città di 
Germania , ed anche d' Italia < Il numero de' Comuni 
afeende a più di 3500, e quello delle Parrocchie a circa 
4000 nella fola Terraferma . Secondo il più recente tal- 
wl* U popolazione dello Staro Veneto arriva a cir- 

A * ca 



1 



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6 LA REPUBBLICA DI VENEZIA, 

ca xSooooo dei quali dooooo ne ha la Terraferma <*i là 
dal Mincio, e l8<5oooo il rimanente dell'Italia Veneta. 
La Dalmazia ed Albania non hanno più di circa 250000 
abitanti, ed il Levante , cioè le Ifole della Grecia circa 
1 zoooo. Le perfone Religiofe di tutto lo flato fi com- 
putano afeendere a circa 40000. 

§.5, V Agricoltura quantunque non fia ridotta all'ulti- 
ma perfezione , può dirfi però che fi trovi in affai buono 
ftato, fingolarmente nella Terraferma, giacche nello fla- 
to da Mare non è dappertutto coltivata . 11 Governo per 
dilatare, e perfezionare queft' arte tanto neceffaria al ge- 
nere umano , e vera forgenrc della profperità dei popoli , 
e degli Stati, ha iflituite diverfe Accademie d'Agricoltu- 
ra nelle fue Provincie, onde renderne la coltivazione più 
metodica, e più proficua, dal che va derivando fempre 
maggior vantaggio alla Nazione. Il paele piano è colti- 
vato, e feminato principalmente di frumento, e di formen- 
tone , che vi crefee in abbondanza affai grande; anzi del 
fecondo in molte Provincie fi fanno due raccolte Tanno; 
non già nello fteffo terreno , ma dove prima fi è raccolto 
il frumento , lavorata di nuovo la terra fi femina altro fru- 
mentone , che in cinquanta giorni , nafee crefee , e matura , e 
rende le campagne doppiamente fruttifere. La fegala , V 
orzo, ed i legumi, che in altri paefi fono tanto coltiva- 
ti ed abbondanti, nella Terraferma Veneta fogliono con- 
fiderarfi poco, e fe ne raccoglie quella fola quantità , 
che può badare al bifogno degli abitanti. Al contrario 
vi è grande abbondanza di rifo , di cui fi fa un confuma 
indicibile nello Stato . Quefto grano crefeendo coli' ali- 
mento dell' acqua fuol effere coltivato con più vantaggio 
in quefto paefe tanto abbondante di acque, che in ogni 
altro d'Italia. L'oglio è un prodotto che mancherebbe 
interamente alla Terraferma Veneta , fe lo Stato da Ma* 
re non la provvedeffe del bifognevole in abbondanza , per- 
chè pochiffimi fono i luoghi di Lombardia, in cui fi col- 
tivino gli ulivi con vantaggio . Il vino, di cui fifa grand' 
ufo in quefla parte d'Italia, come in ogni altra, ove le 
viti allignano , vi fi fa in grandiflìma copia , talvolta più , tal- 
volta meno , fecondochè le vindemmie fono più , o meno felici. 



INTRODUZIONE. 7 

Il Vino delle colline fuoi eflere più delicato, e più iti. 
mato di quello che producono le campagne piane ; 
Ma o derivi dal modo di farlo, o dalla qualità dell' 
uve, non refifte nè l'uno nè l'altro alla navigazione, nè 
sì fquifno riefee, o sì ricercato, come alcuni altri d'Ita- 
lia di Francia, di Spagna, e di Grecia. Convien però 
credere che ciò piuttofto derivi dalla poca diligenza nel 
farlo, che dalla qualità delle uve , avendovi una prova 
nei Piccolit del Friuli fingolarmente, che con la dovuta 
attenzione formato regge a lunghe navigazioni, ed è ri. 
putato uno de* più eccellenti liquori d' Italia . D'acqua vite 
non fi fa prefentemente grand' ufo fe non di qualche 
quantità di RLofolino di Dalmazia , o di Grecia , ed anche del* 
la ftefla Terraferma , e della Dominante . Del rcfto general- 
mente lo Stato da Terra produce ogni anno tanto gra- 
no, che foppravvanza ai mantenimento di tutti gli Abi- 
tanti, e perciò fpeffo fe ne permette l'eftrazione ; ma talvolta 
manca il bifognevole , e conviene procuracelo dai Pacfi efteri . 

Lo Stato da Mare non è tanto abbondante di grano, 
ed appena ne produce per la fufliftenza di tre mefi dell' 
anno, ond'è cdtrerto provvedetene ne' paefi dell'Impero 
Ottomano, o altrove. Produce però vino più dclbifogno. 
oglio , uve pane , cotone, ed altri generi , che recano grandifli- 
mo profitto. Il lino ed il canape crefeono molto meglio nel- 
lo Stato da Terra , e fopratutto ne' paefi piani , partico- 
larmente nel Cremafco, Brefciano, Veronefe, Polefine e 
Padovano. Gli alberi fruttiferi crefeono dappertutto a. perfe- 
zione, e tutte le frutta generalmente fono d' ottimo fa pore . 
La coltivazione dei Bachi da feta anch' cÉTa c affai pre- 
miabile in quafi tutte le Provincie, malfime nello ftato da 
Terra, e nelle Ifole; ma farebbe anche maggiore in al- 
cuni luoghi , fe i coltivatori ponefTero più cura nel mol- 
tiplicare c migliorare i gelfi , che fervono di nutrimento 
a' medefimi. Ciò non oliarne la raccolta annuale della 
feta eccede il bifogno del paefe , e forma u»i capo con- 
fiderabile di commercio attivo. Le lane non fonone molto 
abbondanti , nè molto fine cflendo pochi que' luoghi , do- 
ve fi nutrono numerofe mandrc di peccore . Vi fono però 
alcune Provincie tanto nello ftato da Terra , quanto in 

A 4 qutfl- 



{8 LA REPUBBLICA DI VENEÈM - 

quello da Marc, ove abbonda qucfto prodottò; ma pure 
non bafta per mantenere tutte le fabbriche delio (iato , e 
per l'intiero bifogno degli abitanti. 

Le razze di cavalli di quefto paefe fono di poca con- 
feguenza, e poco (limate . Quella de buoi e un poco più 
coniìderabile , attefo il bifogno di coltivare il terteno, a 
cui appena fupplifcono ; e quafi tutto Y altro beftiame di que- 
fta, fpezie, che ferve di nutrimento agli abitanti, fopra- 
ititto della Capitale, viene da Paefi efteri, dalla Stiria, 
Bofnia , ed altri Stati Auftriaci , ed Ottomani . Ciò pro- 
viene ptrticolarmente dalia mancanza dei pafcoli , ,che 
quantunque fieno eccellenti, non badano per nudare, fe 
non piccola quantità di animali; perchè quafi tutto il 
terreno è ridotto a cultura di grano, il quale fi fupponc 
che renda affai più dei migliori pafcoli. 

IBofchi fono degni di rifleffo fopratutto quelli che ap- 
partengono al Principe ove fi allevano le tanto gro(fe e 
belle quercie desinate alia coftruzione delle navi da guer> 
i a . Fra quelli che formano [un oggetto gelofilTimo della 
pubblica economia i più confutabili fon due: Y uno detto 
del Mantello nella Provincia Trivigiana , e l'altro del Canfejo 
nella Bellunefe ; oltre quelli del Friuli e deli' I briache fono 
alTai riguardevoli . Non folamentc però il Principe forni- 
ice di Legni il fuo A rieri ale con quelle provide d il porzio- 
ni ; ma quando ne'boichi particolari crefea qualche bella 
pianta di quercia, fe dagl* Infpettori , o Guardiani desi- 
nati alla cuftodia de'bofchi viene feoperta, fubito è con- 
traflegnata con un bollo, od impronto del Principato* 
ond'c vietato fotto pena della vita a qualfivoglia perfona 
non eccetuato il Padrone il tagliarla , o recarle verun' 
altro pregiudizio. Le legna da abbruciare abbondano nel* 
le Provincie, che fomminiilrano il bifo^ncvole anche alla 
Dominante, fopra tutto l'Iftria, e la Dalmazia . 

Le miniere, maflime di ferro, fono frequenti, cricche 
ne' paefi montuofi della Terraferma, i quali contengono 
anche cave di marmi d'ogni qualità e colore, di coti e 
macine da molino, e molte miniere di rame, vitrioloj 
mercurio, ed altri metalli, e minerali comuni. Non vi 
mancano acque minerali, tra le quali le più celebri fono 

quel ■ 



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IKtKODUZlONE.' p 
quelle di Abano nella Provincia Padovana edìRecoaro nel* 
la Vicentina. Nello flato di Terra vi fono delle faline, 
ma poco abbondanti. La maggior quantità di fale fi rac- 
coglie nello Stato da Mare, ed è di due qualità, cioè 
bianco, e di color terreo. Il primo confumafi molto piò 
nelle Provincie, e l'altro nella Dominante. 

§. 6. Il Commercio di quefto Stato ne* fecoli preceden- 
ti alla feoperta del Capo di Buona Speranza , cioè pri- 
ma che i PortugheG aveflero trovata la via di penetrare 
per mare alle Indie Orientali , era il più florido d'Eu- 
ropa . L' Impero del mare era divifo fra quefta , e la Re- 
pubblica Genovefe; ma finalmente i Veneziani prevaleva- 
no in ogni parte . La Repubblica in que' tempi proteg- 
geva fortemente il commercio, e la navigazione de* fuoi 
iudditi , a tal che imprecava 30. libre d'oro a chiun- 
que fabbricafle una nave grotta da mercanzia; ed affin- 
chè potettero efercirare il traffico anche i meno ricchi 
quattro iquadre di navi mercantili alleniva ogni anno per 
quattro differenti viaggi, fopra le quali era lecito ai pri- 
vati caricare con ficurezza le merci loro. Quattro, o fei 
galere fi fpedivano alla Scala d' Aleflandria emporio an- 
tico dell'Egitto. Altre fe ne desinavano al viaggio di 
Baruti in Soria , fcala della Città di Damafco , e della 
Paleftina , le quali approdavano altresì ad AlelTandretta , 
che corrifponde ad Aleppo , toccando anche Famagofta, 
ed altre leale di Cipro. La Terza flotta era desinata al 
viaggio di Coftaminopoli ; rna oltre pattando ed entrando 
nel mar Nero s'avvanzava fino all'imboccatura del fiu- 
me Tanai . L'ultima fiaccatali da Venezia radeva tutte 
le corte di Barberia, e di Marocco, paflando poi in In- 
ghilterra, e di là con paflb retrogrado fulle cofte di Spa- 
gna bagnate dall' Oceano ; c rientrata finalmente nello 
Stretto di Gibilterra feguitava a corteggiare la Spagna, 
ed il redo dell'Europa bagnata dal Mediterraneo; cofi* 
chè dopo vifitate le due Sicilie fi rimetteva in Venezia. 
Quelle chiamavanfi le Galere del Viaggio di Fiandra. 
In quefta guifa le merci indiane, di tutta la Grecia a fi a- 
tica ed europea, della Paleftina, Soria, Egitto, Africa, 
e mar Nero , da quafì foli i leijni Veneziani venivano 

tra- 



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IO LA REPUBBLICA DI VENEZIA • 

tradotte a Veneziane quindi fparfe per tutta l'Europa, 
ove non vi era aè funzione nuziale , ne imbandigione di 
qualche riguardo , che non fofle arricchita da profumi, 
e drogherie portatevi da Veneziani . Le accennate merci 
indiane per giungere ai Mediterraneo facevano tre ftrai 
de: l'una era quella del mar Roflb fino all' Iftmo di 
Suez in Egitto, da dove a fchiena d' animali trafportate 
fino alle fponde del Nilo , difendevano ad AleÉTandria ; 
l'altra quella del Seno Perfico per cui entrando nell'Eu- 
frate navigavano contr' acqua fino a Bagadet , fui confi- 
ne della Perfia verfo la Turchia , donde fi conducevano 
in Aleppo, o in Damafco, e di colà nelle corrifponden ti 
piazze di Barin i , e di Alcfiandretta ; la terza finalmente 
era quella del Gange con viaggio di terra nella Danna- 
rla al Mar Cafpio , e per erto ad Aftracan fituato alla 
bocca del Volga , e di la nel Tanai . Giunte le galere 
mercantili allerifpettivc mete caricavano non folo le mer- t 
ci delle Indie, e delle Itole dell' Oceano Indico , ma quel- 
le della Per ha. della Soria, della Paleftina, dell'Arabia, 
ed altre Provincie dell' Afia , ed inoltre quelle dell' Egit- 
to, dell'Etiopia, e dell'Africa alla Iteffa contigua. Con* 
fiftevano quelle merci in aromati, droghe, pietre prezio- 
le, perle , tappeti , cotone , avorio, fete , riib, fd al- 
tri prodotti. Gli acquifti di sì preziofi generi non fi fac- 
cevano già a contanti, ma colla permutazione delle ma* 
nifatture di Venezia , principalmente di lana , e drapperie 
di feta , le cui fabbriche quando in Venezia fiorivano era- 
no decadute in Italia, oltre le manifatture di vetro, di 
criftallo e di metalli , armi , accette , fpecchi, ftadere, 
Ica cole , bulToli, pettini d'avorio, ed altre . Nel viaggio 
poi di Fiandra che durava un' anno intiero le Galere fi 
fermavano alle rade di One, c di Orano, e permutava- 
no in quella fiera coi Mori particolarmente i metalli , ed 
i panni colà condotti , con polvere d'oro . Con quefta 
pattando alle riviere di Spagna comperavano fete , lane ed 
altre cole neceffarie alle loro fabbriche. Dopo la feoper- 
ta ed il paflaggio del capo di buona fperanza , il traffico 
de* Veneziani a poco a poco illanguidì. Nel J497 giun- 
ti i Portoghefi alla Cofla di Malabar , poco dopo s' ira* 

pof- 



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IKTRODUZIONE. Il 

poflefsarono di Ormus full' ingrefso del Golfo Pcrfico, e 
s' appropriarono così il miglior commercio , che sì facef- 
fe da' Veneziani. Anzi eflì lo fecero con un vantaggio di 
molto fuperiore, poiché acquiftavano ogni cofa di prima 
mano, quando i Veneziani non la ricevevano fe non per 
feconda , o terza mano . \ 

Qtiette vicende difturbarono tanto la navigazione vene- 
ziana , che dopo varj accidenti , mutato lo flato delle co- 
fe recarono prima intermedi , poi totalmente abbandona- 
ti li deferitti viaggi marittimi , nel fecolo XVI. A tutto ciò 
fi aggiunfe per ultimo trabocco la prefa di Coftantinopo- 
li fatta dalla Cafa Ottomana , con che fi rendette pri- 
ma malagevole , indi fu interdetto con violenza agli Eu- 
ropei di oltrepafsare quella Capitale coi .loro battimenti. 
Se ne fperimentarono ben pretto le confeguenze; ma do- 
po aver tentato tutte le ftrade poflìbili per ripriftinare il 
traffico della Nazione convenne accomodarfi alle circo- 
danze. Per quefto motivo nel 1537 dalla Repubblica fu 
inftituito un particolar Magiftrato detto dei V. Savj al- 
la Mercanzia , che tuttora fuffifte , ed ha la direzione di 
tutte le cole fpettanti al Commercio. Il traffico pertan- 
to dei Veneziani , quantunque oggidì non fia sì ricco, 
com' era un tempo , e non fieno le bandiere di quefta 
Nazione tanto numerofe nel Mediterraneo , come le lo- 
gici! , e Francefi che prevalgono, ciò non ottante fi può 
dire , che il commercio de' Veneziani fia il più florido , 
ed il più ettefo di tutti gli altri d'Italia. I capi di com- 
mercio attivo confittono per lo più in manifatture del 
paefe, alcune delle quali nel loro genere, fono eccellen- 
ti , come quelle di criftallo , e degli fpeccht che fono i 
migliori , ed i più ricercati d' Europa . Di quefti fi fa 
commercio coli' Impero Ottomano , fe ne trafporta in 
Ifpagna, ed in Portogallo , e fe ne fpaccia buona parte 
in Italia , e nella Germania ancora. Le manifatture di 
lana delle Provincie di qua dal Mincio hanno qualche 
e/ito ne' paefi Ottomani ; e quelle delle Provincie di là 
dal Mincio fi fpargono la maggior parte nella Lombar- 
dia. I Drappi di ìeta, rafi, e fimili manifatture fi con- 
fumano nello Stato ; ma pure fe ne portano anche ne 
• , paefi 



/ 

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12 LA REPUBBLICA DI VENEZIA * 

pacfi Ottomani . Della feta lavorata fi fa un traffico cori* 
fiderabile con le Nazioni mercantili d'Europa. Coir Im- 
pero Ottomano, il maggior traffico, e più lucrofo , con- 
fitte in canne da fchioppo ed armi da fuoco , che i Tur- 
chi pregiano più delle altre di qual fi voglia paefe . Il 
traffico delle uve patte, -che produce il folo Stato Vene- 
to da Mare c tuttavia un ramo vivo , e forfè uno de* 
più confiderabili di commercio attivo , e fi efercita fo« 
prattutto cogl' Inglefi . Ricevono i Veneziani dai paefi 
foreftieri , caffè , zucchero , piombo , ftagno , fermone , 
aringhe , baccalà, droghe, lana, argento, ed oro filato , 
drappi di panno fini, tinta di fcarlatto, vallonia , foda, 
cenere di Spagna per far criftalli , tele di Slefia , e d' 
Olanda, otone, rame, e cera vergine. Queft' ultima però 
fi può contare per un capo di commercio attivo , men* 
tre i Veneziani poffeggono l'arte di purificarla, e render- 
la bianca in modo tale, che le candele di c'era di quefto 
paefe fono le più belle di Quante fe ne fabbricano in 
Europa, ed è in ufo in tutte le Corti; e fi confuma la 
maggior parte in Italia, ove s'adopera con profufione in 
tutte le Chiefc per le funzioni ecclefiaftiche , fecondo il 
rito cattolico • Nello Stato da Mare non vi fono buone 
manifatture , fe non alarne poche di rafeie grotte , pan- 
ni ordinar;, e certe manifatture di lana, dette zenit y che 
fervono di (irato alle gondole , o barche nobili, che li 
ulano in Venezia. 

§. 7. Lo flato Veneto ha la fua particolar moneta di- 
verfa dal rimanente degli Stati d' Italia . I conti fi fan- 
no a ducati , lire, foldi, e bagattini . Dodici bagattini 
fanno un foldo , 20 foldi fanno una lira , e j5 lire e 4 
foldi formano un ducato, che chiamafi corrente , a dif- 
ferenza del ducato effettivo, moneta d'argento che equi- 
vale a lire 8. Le monete effettive Veneziane fono di quat- 
tro Torta, di rame , di lega , d'argento, e d'oro . La 
moneta più piccola di rame è il bezzo che vale 6. bagat- 
tini, ed il Soldo che ne vale 12. Quelle ài lega, o Vil- 
lione fono il Traero del valore di 5 foldi, ed altre mo- 
nete maggiori di valore duplicato, e triplicato, chiama- 
te perciò da dieci, e da quindici , oltre la lirazza , che 

vate 



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INTRODUZIONE. ì} 

vale 30 (oidi . Le monete d' argento che prefente- 
raente fi coniano fono il Ducato d' argento di lire 8 , il 
Mezzo, ed il Quarto di ducato ; ed anche certe mone- 
te, o piuttofto medaglie , che ogni anno fono regalate 
alla Nobiltà , del valore di lire 3, e foldi 18, le quali 
chiamanfi 0 felle. Di quefte fe ne coniano anche d'oro, 
le quali hanno il valore di 4 zecchini Veneziani • C è 
an he Io feudo della Croce, il cui valore è di lire do- 
dici e foldi otto, e la S. Giuftina che vale undici lire. 

Il zecchino è una moneta d'oro effettiva che corrif- 
ponde a lire 22, e di quefta fi trovano parimenti li 
Mezzi ed i Quarti di valore proporzionato . Il Ducato d' 
oro che è alquanto raro vale lire 14 e fòldi to. Oltre 
di quefte monete comuni ultimamente fono fiati coniati 
de* Talleri d'argento del valore di lire 10, e fono le 
più belle monete veneziane , mentre le altre non foglio-, 
no aver contorno , ne conio diligente , eccetto le Ofellc 
già nominate. 

Vi è però un altra maniera di conteggiare, ed altre 
monete immaginarie, dette Monete di Banco . \ì Ducato 
di Banco vale in moneta effettiva lire 9, e foldi 12. Il 
Graffo di Banco , o fia il Piccolo corrifponde a foldi 8, 
correnti . Un foldo di Banco vale lire 4 correnti , e fol- 
di 16. Una Lira poi di Banco ha il valore di 12 duca- 
ti d'argento, o lì a lire 96 di moneta corrente. Nell'in- 
troduzione di quella mia Opera fi è data una Tavola di 
ragguaglio per intelligenza del valore, e della proporzio- 
ne delle monete Veneziane con quelle degli altri Stati 
d' Europa . 

I Pefi che fi ufano nello Stato Veneto fono diverfi in 
quafi tutte le fue Provincie, cofa evidentemente incomo- 
da al commercio ; ma che fin ora non è fiata riforma- 
ta, nè in quefto Stato, nè in verun' altro d' Europa, e 
che meriterebbe di cfferlo . Nella ftefla Capitale vi fono 
varietà affai incomode nei pefi . Vi è il pefo groffo , nel 
quale una lira ha 12 onde di 192 carata Tuna. Il pe- 
fo fottile ha parimenti la lira di oncie 12, ciafeuna pe- 
rò dalie quali non ha che caratti J2I. -p^. 

L'oncia per l'oro ed argento coniato e lavorato è di 



14 LA REPUBBLICA DJ VENEZIA. 

144 caratti ; ma per 1' argento ed oro filato noti ne hà 
fe non 132. Alcuni generi poi fi vendono a pefo gro(To, 
altri a pelo fotcile . La medefima egualmente incomoda 
diverfità s' incontra nelle mifure varie in tutte le Provin- 
cie, e diverfe anche fra fe ftefle in una /ola Provincia, 
refiduo delle incomode Confeguenze lafciate in Italia dall' 
antica barbarie , et governo feudale * La mifura più co- 
mune chiamaG il Braccio di due lunghezze in ogni Pro- 
vincia , una pe' drappi di feta , e l'altra per quelli di 
lana , e tela . La mifura poi che fi adopera nelle fab- 
briche, e nel mifurar terreni chiamafi Piede, diverfo an- 
ch' effo in ogni Provincia, e Territorio, e di lunghezza, 
ed anche di nome; ciò che impediice il poterne dare un 
precifo ragguaglio. Il fimilc accade nelle mifure del vi- 
no, oglio , e grano diverfe, e con particolari nomi chia* 
mate in ogni Provincia. Al Capitolo del Dogado fi da- 
rà qualche maggior informazione delle mifure Veneziane, 
come più intereflanti per il commercio * 

§. 8. Lo Stato Veneto ha fempre prodotto molti uomi- 
ni dotti , benché le feienze non vi fieno tanto promolfe , 
quanto in altre parti d'Europa. L'unica Univerfità che 
vi li trova è quella di Padova, una delle più antiche d' 
Italia . In altti tempi fu affai più florida di quello fia 
oggidì; t ciò proviene principalmente, dall' iftituzione d' 
altre univerfità nell'Italia, che vanno di giorno in gior* 
no fempre più acquietando credito * Qttefta e diretta da 
uci parricolar Magiftrafo comporto di tre illuminati Sena- 
tori Veneziani col titolo di Riformatoti allo fludio di Pa- 
dova , ai quali foli è devoluta tutta la materia lettera- 
ria dello Stato . Qiiefti approvano , e cenfurano 1 libri 
per mezzo dei loro &evifori e Segretario , promuovono le 
feienze, premiano i talenti benemeriti della Patria, ed 
clegono tutti i Profcflòri, che devono infegnare le feien- 
ze con pubblico ftipendio. Per 1' addietro illuftrarono que- 
fta Univerfità uomini dot ti (lìmi , e celebri, le cui produ- 
zioni fempre viveranno e faranno (limate dai letterati; ed 
anche di prefente non pochi fono quelli che fidiftinguò-» 
no. L'Autore degli ammirabili libri dei fonti deW empietà 
fcritti contro i moderili increduli è il Profeflòre di Teo- 



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I 



INTRODUZIONE, 

logia irt quefta Univerfità. Vi s' infegnano oltre la Teo* 
logia la Sacra Scrittura , e la Storia Ecclefiaftica , il 
Jufcanonico , e Civile , le Leggi , la Filofofìa la Medici- 
na, la Chirurgia , la Matematica , la Nautica, ed il Com- 
mercio, la Storia profana, l'Etica le lingue Latina gre- 
ca, ed ebraica, ed anche t Agronomia , e la Geografia. 
Nelle arti , e foprattuto nella Pittura fi fono Tempre di- 
ttimi i Veneziani, e la Scuola di quefta Nazione è una 
delle migliori di tutta 1' Europa ; non così però nella Scul- 
tura à L' arte dell' intaglio in rame anche di prefente è 
molto in buono (lato in quefto paefe, e lo farebbe anche 
di più, fe T arte fi fotte più (limata e premorta. 

I Veneziani fono i foli che pofleggano l'arte di get- 
tare fpecchj a fiato, e di fare molte altre belle manifat- 
ture di criftallo ftimatiflìme. Le manifatture di lana del- 
lo Stato Veneto non fono delle più fine d'Europa , ma 
di gran durata, e di buon prezzo. Quelle di feta fono 
migliori ed aflai belle. Queft' arte fu introdotta in Ve- 
nezia circa l'anno 1310 da molte famiglie Lucchefi efi- 
gliate dalla loro Patria, accolte benignamente dalla Re^ 
pubblica , e fingolarmente privilegiate , avendo loro ac- 
cordato un Uffizio proprio, o Magrftrato inferiore com- 
pongo di tre Proveditori, eltrattf dal loro corpo, il qua- 
le chiamafi l'Uffizio della Seta. Le manifatture di lino , 
e canape non lòno troppo avanzate, c perciò buona quan- 
tità di tela viene nel Dominio Veneto dalla Germania . 
Stimati e ricercati fono i merletti che fi fabbricano nel- / 
la Provincia del Dogado, e fono di tal finezza che for- 
paflano quelli di Bruxelles. Unaltr'arte particolare , che 
pòfleggono i foli Veneziani , è qpella di fabbricare le mar- 
garite di vetro, delle quali folto il nome di. Contarle fi 
fa gran commercio nell' Imperio Ottomano per la Perfia , 
Arabia , ed altri Paefi Afiatici , come pure nella Spa- 
gna , e Portogallo per li Stati d* America. Anche l'artedi 
lavorare la cera è quafi unica neVeneziani. Ultimamen- 
te vi fi è (labilità altresì una fabbrica di tappeti fini , e 
di arazzi, nella qual'arte per ordine pubblico fi devono 
fare alquanti allievi per perpetuarla nella Nazione . Vi 
fono pure varie altre fabbriche eccellenti di fapone, biac- 
ca, 



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16 LA REPUBBLICA DI VENEZIA . 

ca , tartaro, ed altre che portano il vanto (òpra quelle* 
degli altri paefi . Le fabbriche di porcellana che vi fi fo- 
no introdotte da qualche tempo rieicono affai bene. 

§. 9. La lingua Veneziana è un dialetto delia Italiana 
il migliore ed il più bello di tutu' gli altri della Lom- 
bardia ; ma non fi par'a che in poche Provincie , men- 
tre nella maggior parte dello Stato da Terra fi ufano 
varj dialetti Lombardi affai rozzi, ed in quello da Ma- 
re fi parla la lingua Illirica ^ e la Greca . La religio- 
ne dominante, e quafi unica è la Cattolica romana , 
che mai in quefto Stato non ha (offerto alterazione al- 
cuna in qualsivoglia vicenda , a motivo della buona 
inclinazione degli abitanti , e della vigilanza dei go- 
verno , che folo veglia a fua difefa L' anno 12S9 
per compiacere il Pontefice Nicolò IV. la Repubblica di 
Venezia accetta il Tribunale della Sacra Inquifizione , ma 
con molte regolazioni, e limiti affai riftrettu Nella Do- 
minante quefto Tribunale è comporto dei Nunzio delPa- 
pa , del Patriarca di Venezia , che tempre è dell' or- 
dine de' Patrizj , del P. InquiGtore Domenicano , e 
di tre Senatori, che fono aflGftcnti, fenza la cui prefen- 
ze tutti gli atti fon nulli , e le fentenze prive d' efe- 
cuzione. L'erefia efpreffa è quafi la fola materia de- 
voluta a quefto Tribunale * La rhàggior parte dei difor- 
dini, che fono cenfeguenza deh" erefia , o che poffono 
farla nafeere, od alimentare fono l'oggetti ai giudizj le- 
colari, e a quefti foli compete il fame cognazione , e fen- 
teaza * 

Mantiene poi il Governo due Dottori , chiamati col 
titolo di Con/ultori delia Repubblica , uno ccclefiaftico , e 
l'altro fecola re; ed uno pur ecclefiaftico che ha il titolo- 
di Revifore de' Brevi , ed è incaricato d' efaminar* tutti 
li Brevi, e Bolle , che vengono da Roma , onde nulla, 
venga accettato di contrario alle leggi , ed alla libertà 
dello Stato. In Levante, e nello Stato da mare vi fono 
de' Greci feifmatici ; ma nella Dominante e nello Stato 
da terra , non fi foffre pubblico efercizio di altre religio- 
ni , fuorché della cattolica . Vi fono de' Proteftanti > 
ma non foffrono per quefto alcuna molcftia, nè dal Pub- 
bli- 



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I 



INTRODUZIONI. 17 

blico, nè dai privati, c poflòno liberamente vivere nella 
loro credenza; ma non profetarla pubblicamente con at- 
to efterno , o cerimonia pubblica di religione . Gli Ebrei 
vi fono tollerati , e fi permettono lore le Sinagoghe in- 
terne nel recinto delle loro abitazioni , denominato il 
Ghetto . Di dicci in dieci anni però vengono conferma- 
ti, e rinnovate le leggi, e capitolazioni, colle quali fu- 
rono fin da principio accettati , finiti li quali s* intende- 
rebbero licenziati , fe non venilfero di nuovo riconferma- 
ti . E' loro vietato Y efercizio delle arti, e manifatture 
dello flato; e folo è loro permeilo il comperare, e ven- 
dere robba vecchia , fotto nome della quale , non manca- 
no di trafficare di altre cofe, quando lo poffono impu- 
nemente . Attefe quefte restrizioni gli Ebrei dello flato 
Veneto, non fono nè molto ricchi nè molto numerofi, 
c forfi non oltrepafifano il numero di 4000. pedone . 

$. 10. Il Governo di queftp Stato libero è ariftocrati- 
co . La Nobiltà Patrizia è la fola che comandi , c V al- 
tra è fuddita egualmente che il rimanente del popolo . 
L* iftituzion* della Nobiltà patrizia fu ftabilita e refa ere- 
ditaria fin dall'anno 1296, allorché fu ferrato totalmen- 
te il Configlio per luggerimento del Doge Pietro Grade- 
nigo, e ne fu efclufo non folo il popolo, ma il rima- 
nente dei Cittadini, e della Nobiltà , onde fembra nata 
quella forte folievazionc , di cui fu capo Boemondo Tie- 
polo, uno de* principali efclufi, e Marco Qiierini fuofuo- 
cero. Nello fteflò decreto però, epoca della vera arifto- 
crazia di quella Repubblica , fu riferva to il patere eleg- 
gere altre famiglie nobili al numero delle patrkie , aggre- 
gandole al Configlio Maggiore, che rapprefenta tutta la 
Repubblica, ed in cui rifiede l'autorità fuprema legislati- 
va. Varie aggregazioni di tempo in tempo furono esegui- 
te in occafione delle guerre Cenovcfi , e Turchefche , on- 
de la Nobiltà Veneziana fi dipingile in Cafe nuove, e 
Cafe vecchie, differenza folo di nome, e* non di foflanza. 

Qu?fta regolazione era nrceffaria per, mantenere nume rofo 
il corpo del 'Configlio Maggiore , che fenza tale ripiego fa- 
rebbefi ridotto troppo rfflretto , mentre fembra che le famuli* 
nobili fieno fempre andate mancami.) ed eftinguendofi i 
Itali* . B que 



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ìS LA REI-CSM ICA Di VrNtZiA . 

quella Nazione , ci i modo che delle prime originarie c coetanee 
lilla fondazione delia Repubblica dodici Soltanto fe re contano 
prcfcmemenrcdiviieperòinmoitirrmi. La diminuzione del 
Corpo Nobile nella fola metà di quello fecolo fu fenfibiliflìma ; 
poiché di 2959 Patrizj che coniava la Repubblica di Vene- 
zia l'anno J723, foli 22} 8 ne aveva Tanno 1769; co- 
f.cche in 46 anni Ioli fi diminuì di 721. L'età preferit- 
ta dalla Legs ( c per aver ingrelYo nel Maggior Configlio è 
di anni 25; ma pure ogni anno nel giorno di S. Barbara 
fe ne eftrae qualche numero, fra quelli che non hanno 
per anco l'età compita , e loro fi permette il potere en- 
trarvi. Quello Maggior Con figlio fuol raunarfi nei gior- 
ni Feftivi , o in quelli ne' quali non fi radunano gli altri 
Magiftrati inferiori; cicc nelle ferie del Foro, dette Fefie 
di Palazzo; poiché altrimenti i Patrizj impiegati nelle Ma- 
gifìrature non vi potrebbero concorrere. Per dare un det- 
taglio della quantità de' Patrizj, che poflono unirfi nelle 
più copiofe adunanze rapporterò il feguente calcolo dell' 
anno 1769, in cui come fi è detto i Nobili afeendeva- 
no a 2238. - 



Giovani che non hanno l'età N. 720 

Ecclefiaftici Regolari ...... 88 

Abati veri , o di nome 89 

Procuratori di S. Marco ai 

Impiegati nei Reggimenti 214 

In Armata . 24 

In Ambafciate ............. 5 

Ritirati , ed in correzione 25 

Ablcnti per domicilio altrove 100 



Summa J276" 

Reflano al Maggior Configlio foli 962, e detratto il 6* 
per 100, a motivo di malattia , od altro impedimento , il 
numero maggiore fi riduce a 903 , numero che mai non 
fuol effere totalmente compito . Nelle ultime regolazioni 
della Repubblica propoflc dai ^fuoi cinque Correttori ( M agi- 
tato che fi elegge quando abbilògni di riforma la poli- 

\ zia 



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INTRODUZIONE. jg 
Eia civile interna dello Stato ) fra le altre fu rinnovato 
anche Tufo della aggregazione, limitata a fole 40 Fami- 
glie nobili dello Stato con provide condizioni efpreflè nel 
Decreto fteflo del Maggior Coniglio; c di già alcune 
hanno confeguito la grazia (ingoiare. Il Maggior Confi- 
dilo oltre il potere |di far nuove leggi, ed abolire le an- 
tiche ha rifervato a fe medelìmo reiezione di tutte le 
altre Magiftrature , e Dignità della Repubblica . Dopo 
il Maggior Configlio uno do' più rifpettabili Corpi della 
Repubblica è il Senato, detto anche Pregadi , perchè al- 
tre volte erano pregati, o invitati ad intervenire aquefìo 
Configlio i più autorevoli della Repubblica . I Membri 
fono tutti eletti dal Maggior Configlio, il quale ha com- 
meflò ai Senato fopratutto le due importantiflime ma- 
terie dell'Economia, e dell'erario pubblico; oltre l'ele- 
zione di certi Magirtrati, di quc'Vcfcovi di cui la Re- 
pubblica ha il Juipntronato, ed altre cariche dello Stato 
da Terra e da Mare. Il Senato è comporto di 120. Pa- 
trizj , ma vi hanno ingreHo anche alcune Magi/tra t are „ 
Ogni Senatore però cflèndo eletto dal Maggior configlio 
deve avere dallo ftcuo l'annua approvazione. Il Configlio 
chiamaro di Dieci viene eflratto dal Corpo de' Senatori li 
più aflennati, ed è comporto di iyperfonaggicomprefovi i 
Doge, ed i'fuoi 6*. Con figl ieri . Quello porta il titolo di 
Eccclfo , e ben gli conviene poiché è riverito della Su- 
prema autorità di vita e morte fopratutti i Sudditi, ed 
a lui fpettano tutti gli affari di flato più geloG, di ribel- 
lione , congiure, e le loro appartenenze, indizione, o af- 
petto di cfla, violenze, prepotenze, e mal colìume,* cofi- 
chè dal Maggior Configlio in quefto c trasfufa gran par- 
te del i omino imperio, che viene efercitato coi figillo 
della più impenetrabile, fecretezza . Dal corpo di quello 
Eccetto Configlio fcielgonfi poi tre foggetti che portano 
il titolo di Inquifitori di Stato, la cui autorità tiene in 
dovere la Nobiltà ftefla non che i fudditi. Ma non è le- 
cito ad alcuno indagare, e molto meno fapere od c (por- 
re le Aie appartenenze, che non portano ellire conofeiute 
da altri fuorché da chi è (ecko a foflenerle. - s 
Un altro Corpo de' più ragguardevoli è il Collegio for- 

B z ma- 



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ZQ LA REPUBBLICA DI VENEZIA . 

rnato da! Doge c fuoi Conflglieri, e da 3. Capi dei 40 
Giudici criminali , ed altri detti Savj . Quello porta il ti- 
tolo di Serenijffìma Signoria, riceve gli Ambaiciatori de* 
Principi , i Vcfcovi delle Città fuddite , i deputati delle 
medefime, i Generali delle armate. A lui fi prefentano 
tutte le fuppliche, e memoriali diretti al Senato, che 
fenza l'approvazione di quefto corpo nulla accetta. Vi fo- 
no poi anche altri Magiiìrati in gran numero, come ri- 
chiede la moltiplichi degli affari in una vada Repubblica * 
L' abito ordinario dei Nobili quando fanno pubblica figu- 
ra confìtte in una lunga toga di panno nero con cintura 
adorna di fregj d'argento, ed prnata di pelle l'inver- 
no, e nella frate fciolta e fenza pelli con fott' abito di 
feta nera di forma particolare. I Senatori poi portano la 
toga aflai più larga di feta di color vermiglio con una 
ftola iulla fpalla di veluto dello fteflò colore. Alcuni al- 
tri però portano le vedi di color violaceo, come dall' an- 
ticha confuetudine vien loro preferitto. Anticamente por- 
tavano in capo una beretta nera, ora la portano con lo- 
ro tuttavia; ma tengono il capo ricoperto di una magni- 
fica pairuca aflai grande . Fra le Dignità della Repub- 
blica di Venezia che non hanno influenza eflenziale 
nel governo fupremo, e politico dello Stato, la più cos- 
picua ed eminente è quella del Doge o fia Duca , capo 
vifibìle della Repubblica che feco porta perciò i titoli, c 
infc gne del Principato . Indrizzandogli il difeorfo chiamali 
Serenità . Nelle fue vefli conferva lo fplendore , e la ma- 
gnificenza reale della Repubblica di cui è capo . Con- 
fiftono quelle, quando fi fa vedere in pubblico , in una 
verte talare di broccato d' oro , con manto limile ad 
una pelliccia di ermellini che gli cuopre le fpalle, det- 
ta Mozzetta . Porta le fcarpe e le calze rode, e il cin- 
ge con ricca cintura d'oro. In capo tiene una berretta 
di figura d'un cuore rovefeio tutta ricoperta di drappo d* 
oro, e cinta nel fondo d'altra rilevata cintura d'oro 9 
fotto la qual beretta tiene certa cuffia di tela finiflìma , 
le cui due eflremità da, una parte è dall'altra del vifo 
gli pendono clUriormente . Cambia però talvolta il colo- 
re dell'abito fecondo le varie folennità . Quando efee ir 

pub- 

» 1 



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INTRODUZIONE. 21 
pubblico le precedono 6 ftendardi 16 Trombetti con troni* 
be d'argento vediti di color celcfte con beretta rotta in 
capo, 6 Pifferi in veftc di feta rofla , ìz Scudieri vediti 
nobilmente di nero , ed alcuni foftentano il lungo ftra- 
feino della vefte. Altri portano un ombrella ricchi(Tima 
d* oro , ed altri una feggia magnifica , che appunto 
raflbmiglia alle antiche felle curuli de* Romani. Ha inol- 
tre un cappellano ed un chierico vediti con abiti parti- 
colari, ed un cavaliere, o macftro di cerimonie , che Io 
precede immediatamente. Le monete fi coniano coi nome 
del Doge, tutti gli atti pubblici lo portano in fronte. Si 
premette anche nelle lettere credenziali che fi danno agli 
Ambafciatori , benché non le fottoferiva , nè vi apponga il 
fuo figillo. Le relazioni e lettere dc'medefiml Ambafcia- 
tori, li difeorfi degli Ambafciatori efteri, o delle Città 
fuddite, a lui fono indrizzate. Le medaglie , e le colla- 
ne d'oro, che la Repubblica deftina in regalo a perfo- 
naggi meritevoli efteri , e nazionali portano impreflò il fuo 
nome con 1" aggiunta di quelle due lettere S. C cioè ì*- 
rum Con/ulto. Conferifce tutte le prebende della Chiefa 
Ducale di S. Marco, che è foggetta unicamente alla fua 
giurifdizione ; può creare que' Cavalieri , che diconfi di 
San Marco. Con tutte quefte apparenze però di reggia 
dignità, la fua autorità è molto riftretta. Egli è ben- 
sì capo d* ogni Configli© , ma il fuo voto non è fupe* 
riorc a quello d* ogni altro membro de' medefimi . Il 
fuo titolo è di Sereniflìmo ed è foggetto alla depofizione 
in cafo di demerito. Durante il fuo Dogado la fua fa- 
miglia refta efclufa da qualunque maneggio nel governo; 
e la fua ftefla perfona è foggetta a tante reftrizioni, che 
non gli refta di Principe fuorché il nome, i titoli, e le 
infegne. Ciò non oftante eftendo la figura principale del- 
lo flato è amato, e riverito generalmente dalla Nobiltà, 
c dalla Plebe. s 

.Fra le pubbliche funzioni alle quali egli interviene con 
la Serenimma Signoria , preceduto dal corteggio fuddtt^ 
ro , dai Cancellieri , e Segretari , e dal Gran Cancel- 
liere della Repubblica , ed accompagnato da Min i fi ri 
efteri , magnifica oltre modo riefee quella del giorno dell' 

- — . 

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/ 



21 LA RLPITiBLICA DI VENEZIA . 

Alandone, in cui nel reale naviglio detto il Bucentort 
pafia al porto dei Lido, e quando è placido il mare vi 
s'inoltra qualche poco accompagnato dalle galere, e da 
numero prodigiofo di barche Seguito a fare V annua fun- 
zione dello fpozalizio del mare, che per la fua fìngolari- 
ta è de&na d'cfTere riferita. Il Doge cala nell'acqua un 
anello d'oro pronunziando le feguenti parole: Dcfronfamns 
te mare in fignum Veri perpetuile domini i . Ciò Luto sbar- 
ca col (uo ièguito nella punta Settentrionale del Lido 
dell' Ifola di Malamocco, ove nella Chiefa di S. Nicolò 
afftlle alla melfa folenne, terminata la quale colio fleflo 
ordine ritorna al palazzo ducale fra lo itrepito dell' ar- 
tigliarla, terminando la iella con un Solenne banchetto a 
tutta la comitiva; ed è uno de' quattro che fi fanno dal 
Doge annualmente. 

Quella folenne cerimonia fecondo alcuni ebbe origine 
da una famofa vittoria ottenuta da' Veneziani fopra la 
Flotta di Federico Barbarofla ; ma pare fuor di dubbio , 
che la fua epoca vera debba ripeterli dal Dogado di Pie- 
tro IL Orfeolo, il quale filila fine del X. fecolo, il dì 
appunto dell' Afccnfione , prefo il coniando dell' armata na- 
vale , partì verfo l'Ulna già fuddita con parte della Dal- 
mazia , e feonfitti i Narentani liberò V Adriatico dai Glor- 
iali, e ne prefe in confeguenza il primo giulìifiimo pol- 
feflTo . L' cÓere poi (lata da AlefTandro III. confermata 
certa fentenza dei Vefcovi di Equilio, e di Torcello, dc- 
cifiva d'una controversa nata fra l'Abbate di S. Nicolò 
del Lido, ed il Vefcovo di Venezia, circa gli onori fo- 
liti praticarli allora da que' monaci a quello nel giorno 
fuddetto dell' Afcenfione, allorché accompagnava il Do- 
ge alla Chiefa di S.Nicolò, ficcomc ci aflicura che l'epo- 
ca di quella funzione è anteriore alla vittoria accennata , 
così è probabile cofa che abbia dato motivo all'equivoco, 
ed alla tradizione p che il colmine di fpofare il mare fiali 
al tempo di quel Pontefice introdotto. 

Se il Doge è ammogliato la moglie porta il titolo di 
DogareJJa . Anticamente fi coronava folenncmcnte , ed 
erale concedo abito reale e magnifico treno ; ma quella 
coniuetudine andò in difillo , e prefememente è affatto 

aboli- 



< 



INTRODUZIONI. 2J 

abolita; coficchè le Dogarcfle oggidì fono ridotte aduna 
figura affai privata , Le rendite annette alla dignità du- 
cale fono fondate fopra l'entrate della Provincia del Do- 
gado , antico patrimonio del Doge; ma per maggiore ficu- 
rezza, e decoro della dignità, il fuo patrimonio gli vie- 
ne fomminiftrato dall'erario pubblico, e confitte in 1800© 
ducati, il che aggiunto alle lue particolari rendite baita 
per foftenere lo fplendore deir eminente fuo pofto. L* 
elezione del Doge fi fa in un modo fingolariflìmo , e con 
un metodo complicatimelo di elezioni e di elettori, i 
quali finalmente fi riducono al numero di 41 , e ricevu- 
ta l'approvazione neceflaria di tutto il Maggior Confi- 
glio , ii rinchiudono in un appartamento del Palazzo Du- 
cale , ove rimangono finché hanno eletto il nuovo Do- 
ge, il quale per lo meno deve avere 25. voti in fuo fa- 
vore . Pubblicata l'elezione, nel giorno dopo il nuovo 
Doge accompagnato da qualche ftretto Congiunto vien 
portato intorno la piazza di S. Marco , fedente in una 
fpezie di pulpito, che chiamafi Pozza , fopra le fpalle di 
molti uomini deli' Arfenale , mentre il novello Principe, 
e chi l' accompagna , lanciano al popolo ogni forta di 
monete nazionali coniate col fuo nome la notte prece- 
dente . Giunto alle porte del Palazzo feende da quella 
fedia, monta la fcala detta dei Giganti , ed ivi dalle ma- 
ni del più vecchio Configgere gli viene pofta in capo la 
preziofa Ducal Corona , detta volgarmente il Corno, la 
quale fi conferva nel teforo di S. Marco, ed è fregiata 
di ricche groffiflime perle, diamanti, e rubini d'un valo- 
re a(Tai (limabile . Si compiicono in feguito le altre ceri- 
monie dell' incoronazione , accompagnate da fcfte grandio» 
fé tanto nel palazzo ducale, quanto nella piazza di S. Mai- 
co, ed in tutta la Città , dillribuendofi vino , danaro 
alla plebe . La dignità Ducale dura in vita, e dopo la 
morte del Doge fono delegati alcuni Patrizj per formare 
procella fuila condotta del defunto. 

La feconda dignità più confpicua della Repubblica c 
quella dei Procuratori di S. Marco, eletti anch' elli dal 
Maggior Configlia, e portano abito dillinto, e magnifi- 
co di color violetto ne' dì feriali , {e rofTo ne' folcnni. 

B 4 Que- 



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24 LA REPUBBLICA DI VEN'ÉZfA* 

Quefta dignità fuol conferirti ai pcrlonaggi più meriterò» 
li della Repubblica, e dura in vita. 

Oltre la nobiltà patrizia vi è un altr' ordine di Nobiltà 
fecondaria formata da Cittadini originar) veneti, efciufi 
dal corpo del Maggior Coniglio. Fra qucfti la claflepiù 
riguardevole è V Ordine de' Secretar) miniftri fedeliflimi 
delle Repubblica , impiegati non folo negli affari più re- 
conditi dello Stato , ma anche nelle ambafeiarie di fe- 
conda sfera . Capo di qucrV ordine è il Cancellier Grande 
della Repubblica y che quantunque non fi a Patrizio porta, 
come quelli, il titolo di Eccellenza . Viene eletto dal Mag- 
gior Configlio, e veftc pompofamente di color vermiglio, 
e nelle funzioni porta in capo una beretta nera . Vi è 
però un altr* ordine di Cittadinanza acquieta alla quale 
per privilegio iella aferitta tutta la Nobiltà , e Cittadi- 
nanza originaria di Terraferma, e dello Stato, dalla qual 
clafle fi eflraggono i Computili! pubblici , detti Ragiona* 
ti, dalla voce latina Rationales , i Notaj, Fiicali de'Ma- 
giflrati , Avvocati, ed altre pubblici officj civili . E* of- 
icrvabile che ai ProfelTori di Legge , e Medicina, ed ai 
Filcali è permetto l'ufo della to^a patrizia. I Notaj pe- 
rò e Ragionati, come pure i lòllecitatoii del Foro ufano 
abito loro proprio , quale ufavano nè tempi antichi an- 
che i Mercanti Veneziani , che ora vertono alla francefe , 
come il rimanente d'Italia. Le caufe del Foro Venezia- 
no il trattano per mezzo degli Avvocati , agitandole a 
voce, e non per mezzo di fole fcritture, come altrove: 
nel qual genere di eloquenza perciò abbonda il Veneto 
Foro di foggetti che fi diftinguono e vengono con pia- 
cere afeokati. 

Il contegno della Repubblica verfo le altre Potenze è 
il feguente . Coltivano fpezialmente l'amicizia e buona 
corrifpondenza con tutti i Potentati Cattolici . Spediro- 
no 4 ordinari Ambafciatori dell'ordine patrizio alle Cor- 
ti di Vienna, di Francia, di Spagna, e di Roma, dalle 
quali ricevono corr/Tpondcnti Am >afciarie ordinarie . L\ 
Ambafci tore del Sommo Pontefice preflb la Repubblica 
di Venezia, ha come altrove, il f itolo di Nunzio . Al- 
tro Ambafciatore ordinario della Repubblica rifiede alla 



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i 




INTRODUZIONI. 25 

Porta Ottomana col titolo di Bailo , c dove alle altre 
Corti fi mandano Ambafciatori di frefca età , a que- 
lla fi deputa un maturo Senatore a tutta fpefa pub* 
blica, onde colla Tua prudenza pofla maneggiare gli affa- 
ri . Alle Corti poi di Napoli , Turino , Londra , e Mi- 
lano fpedifee la Repubblica di Venezia Ambafciatori or- 
dinar; ,' ma dell* ordine de' Secretar) ; e le Corti fud- 
dette hanno anch' efle predò la Repubblica di Venezia 
un Refidente' ordinario . Oltre quefte Ambafciate ordina- 
rie fe ne fpedifeono anche altre Straordinarie di varj (og- 
getti, fecondo l'efigenza, e la grandezza delle Corti ami- 
che . I Patrizj impiegati nelle Ambafciate delle Corti 
afeendono per tal mezzo ai primi onori delia Repubblica , 
alla dignità di Procuratore di S. Marco , ed al Cavaleria- 
to della Stola d'oro. 

Qucfto Cavalierato è così detto , perchè V infegna de' 
Cavaiier. è appunto una ftola d'oro, ch'elfi portano fo- 
pra la 1 pali a , e che per moderazione* ariftocratica è ri- 
dotta ad una di panno nero Tomigliante a quella degli 
altri Nobili , ma orlata di ricco gallone , e frangia d' 
oro, fuorché nelle comparfe pubbliche , nelle quali è le- 
cito loro portarla intieramente d'oro. Quello cavalierato- 
è proprio de'. foli Patrizi, i quali afeendono a quella di- 
gnità in tre forme, o'per diritto di discendenza , o per 
eflfere flati dichiarati tali da qualche tefta coronata (com- 
prendendo fra quefte meritamente anche in ragione di 
temporale dominio il Sommo Pontefice), o finalmente 
per decreto del Senato, e del Maggior Configlio . Della 
prima clafle tre fole fonò le Famiglie alle quali fia an- 
netto nella primogenitura il Cavalierato perpetuo, cioè la ' 
Contarmi detta del Zaffò, una delle Qucrini, ed un'altra 
delle M&rofini . La prima fu invertita del Contado del 
Zaffo, e della Signoria di Afcalona nel regno di Cipro, 
e di Gerufalemme dalla Regina Caterina Cornaro-Lufi- 
gnana , ultima fovrana di Cipro, nella perfona e dipen- 
denza di Giorgio Contarmi ino cognato, ed a quello ca- 
valierato fu data dal Senato la preferenza fopra gli al- 
tri . La feconda ne fu invertita con feudale prerogativa 
nel Regno di Candia dal Senato Veneto. nella perfona di 

Bene- 




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16 LA REPUBBLICA DI VENEZIA . 

Benedetto Qucrini per fcrvigi importantifliiii! predati in 
tempo di careilia, e peftilenza negli anni 1590 e 92. La 
terza famiglia finalmente ne fu in/ignita dal Senato ftel- 
fo , nella perfona di Lorenzi) Marò/ini fratello del gran 
Doge Franceico Morofini iuo fratello. Avvi in oltre limi- 
le Cavalierato perpetuo nella Famiglia Rezzonico in grazia 
del Pontefice Clemente XIII. La feconda e terza qua- 
lità di Cavalierati della Stola d'oro , non è ereditaria 9 
c termina colla morte dei Cavalieri . Tutti però indillin- 
tamente portano la inedefima diviia , ne fi diftinguono 
Delle infegne l'uno dall'. nitro. 

L'Ordine C aveller efeo di S. Marco , è d'un rango affai 
inferiore al primo, competente ai foli privati. Creavanfi 
quelli Cavalieri dal Doge per fcrvigi di guerra o d' altra 
ipezie. L'iniegna di quello Cavalierato, era una Meda- 
glia, e Croce d'oro, o di color celefte , che fi portava 
pendente fui petto. Sopra di quella era incifa o rilevata 
la figura di un Leone coronato, fimbolo dell' Evangelica 
3. Marco . In procreilo di tempo il Senato ed il Colle- 
gio creò anch' elfo di quefta ciatfe di Cavalieri per meri- 
ti, eoa un infegna di collana d'oro, ed un leone alato; 
coftume che ancora fuffifte. Quantunque.però anche il Dòge 
poffa creare così fatti cavalieri ; ciò fa egli lolo privata- 
mente nelle camere di udienza , e fuori d'ogni folennc 
comparfa. Quelli così decorati vivono lotto la protezione 
della Repubblica , promettono ubbidienza , e fi obbligano 
a prender Tarmi a di lei dit'cU contro gl'Infedeli , giu- 
rando a pie del Doge fedeltà. 

L Ordine dei Cavalieri della Calza , è affai antico ; ma 
febbene, come ci afiicura qualche Scrittore, fia fiato ri- 
metto nel fuo primo fplendorc nel 15Ó2; ed anche do- 
tato di nuovi privilegi , contuttociò non più fuffifie. A 
quello erano aferitti, venti foltanto fcelti dalle più cofpi- 
cue Famiglie . Molte erano le leggi ad elfi preferiate, 
che fi veggono regifirate dal Giufliniani . Il MennenÌ9 af- 
ferma che il Superiore o gran Maftro di elfi Cavalieri 
chiamavafi Signore , il quale eleggeva, e dava loro una 
collana d'oro, da cui pendeva V infegna di S. Marco 
alato, col moto .* Pax tìbi Marce . Era proprio diftinti- 



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/ 

INTRODUZIONE. 27 
vo di un tal* Ordine il portare le calze lunghe, l' una di 
colore diverfo dall' altra . Nelle funzioni pubbliche veni- 
vano una toga aflai larga di feta rofla, ed un bcrettone 
di veluto parimenti rotto colla collana al collo. Portavano 
legati talvolta i lunghi capelli con un naflro . Il giubbo- 
ne era di drappo di cotone , o di feta ricamata d'oro, 
nelle cui maniche trinciate lanciavano apparire la cami- 
cia. Le calze erano ricamate , ed una di e fi e fino alla 
metà adorna di gioje . La figura che ne diamo, fu di- 
fegnatada Tiziano nella guifa|ftefla in cui velìivano Tanno 
1480, difegno poi pubblicato colle ftampe da C efare Veccllio . 

L'Ordine dei Cavalieri del Silenzio fu inftituiro fin dall' 
anno 1195 per difendere la fede criftiana contro degl' 
Infedeli, e fuflìfteva nel Regno di Cipro. Molti di que- 
lli Cavalieri erano anche feudati da quei Re ; ma d'un 
Principato già eftinto riguardo ai Lufignani . QuelV ordi- 
ne ebbe fufliflcnza, non iolo fotto i Re fuddetti, ma an- 
che per tutto il tempo che V Ifola rcftò fotto il domi- 
nio della Repubblica . Occupato quel regno dai Turchi, 
T Ordine fu eftinto ; e x ne vive folo un avanzo nel men- 
tovato cavalierato della Famiglia Contarmi del Zaffo , ora 
convcrtito in quello della (loia d'oro. 

L'Arme compendiofe della Repubblica confiftono in un 
Leone d'oro alato pollo di fronte col diadema in campo celc- 
fte, che tiene un libro fpiegato d'argento in cui fta fcritto : 
Pax Ubi Marce Evangelica metis; poiché S. Marco è il pro- 
tettore iella Nazione . Sull' arme pofa la Corona Duca- 
le. Le Arme d'unione compofte di quelle delle Provin- 
cie , e Città fuddite non fi ufano dalla Repubblica . 

A quelli Cavalierati deve aggiugncrfi quello dello Sprone 
d'oro, del quale fono fregiati il Doge, ed il Gran Can- 
celliere della Repubblica. 

$.11. Tutto il Dominio Veneto , tanto da Terra , quanto 
da Mare, è divifo in Provincie e Governi, che chiamanti 
Reggimenti. Le Provincie di Terraferma fono le feguenti: 
La Cremala , I La Padovana, La Feltrina, 
La Bergamasca , J IlPolcfiue, La Bellmefe , 

La Ere/ciana , ì 11 Dogado , // C adorino, 

La Veroncfe , | La Trevigiana , j II Frinii, 
L'Jflria. Le 



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28 



LA REPUBBLICA DI VENEZIA . 



Le Provincie dello Stato da Mare fono 



La Dalmazia , 
Albania , 



Erzegovina , 

Levante , o fia Ifole di Grecia . 



Il metodo del govèrno di quelle Provincie, rjfpetto al- 
lo Stato d'Italia, è il feguentc . 

Ogni Provincia per lo più è governata da due Patrizj 
Veneziani , uno de' quali ha la dignità ed autorità di 
Pretore , e V altro quella di Prefetto . Il Pretore detto 
volgarmente Podeftà efercita 1' autorità criminale % gover- 
na la Città , e prefiede al Configlio della mcdefiraa . Il 
Prefetto chiamato comunemente Capitando > efercita la ci- 
vile , e militare , governa e prefiede al Configlio del 
Territorio. Ambi due quefti governatori chiamano* Retto- 
ri , o Rapprefentanti . I Patrizj deftinati a quelle cariche, 
dovendo per 16 meli durare nell' efercizio delle mcdeli- 
me, e mantenervi!! a loro fpefe con ifplendore corrifpon- 
dente alla pubblica maeftà che rapprefentano , fono fcelti 
dal Maggior Configlio fra le Famiglie più opulenti, e 
per tale ftrada afeendono alla dignità fonatoria . Se al- 
cuno viene eletto ad uno di quelli governi , non può efi- 
merfi in alcun modo , altrimenti è coftretto pagare la 
fomma di jooo ducati, c reftar efclufodai MaggiorCon- 
fìglio, e da ogni altro Magiftrato per tutto il tempo che 
dura in carica quegli che viene eletto in fua vece. Al- 
cuni però talvolta fogliono fottometterfi a quella legge, 
piuttofto che allumerc il governo , o troppo difpehdiofo 
alle loro facoltà, o poco decorofoal loro grado; ciò che 
chiamafi andare al bando . Frattanto ficcome prima che 
venga eietto il fucceffore , richiedefi certo tempo deter- 
minato, quello dei due Rapprefentanti che ha terminato 
il fuo governo , è in libertà di abbandonarlo , e rinun- 
zia rio all'altro Governatóre; e così l'una, e l'altra au- 
torità pretoria, e prefettizia talora refta unita in un fo- 

10 Patrizio , che porta ambidue i titoli fenza accrefcerc 

11 difpcndio. Così pure alcune Provincie, o più piccole, 



o 



ricche fono governate 




ti- 



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t 



INTRODUZIONE. 20 

titolo di Podeltà e Capitanio; ma quefti governi, invece 
di efTere difpendiofi, rieicono proficui a chi gli occupa, c 
perciò a quefti dal Maggior Configlio fono deftinati Pa- 
trizi di Famiglie meno ricche. Oltre qucfti Governi prin- 
cipali vene fono alcuni altri fparil per le Provincie , ai 
quali fi mandano Patrizi , che abbisognano di provvedi- 
mento , e fono fubordinati ai Capi di Provincia . Tutti 
i Governi della Terra ferma, fra grandi, minori, e pic- 
coli afecndono ad 84. 

La direzione del governo ecconomico ed interno delle 
Provincie è degno di rifletto . Siccome la Repubblica di 
Venezia non totalmente per forza d'armi, ma più tofto 
colla fama della fua equità s moderazione, e clemenza . 
ha renduto fuddite le Provincie che oggidì poffiede , cosi 
ha conceduto alle medefime una forma di governo con- 
veniente a fudditi volontari , e fedclitfìmi . Al governo 
politico , come fi è detto , dettino i fuoi Patrizi , con 
quello Hello titolo che folevano portare i Governatori di 
ognuna di effe Città e Provincie avanti la loro dedizio- 
ne; e da ciò ne deriva la di ver fi tà de' titoli competenti 
ai diverfi Governatori, chiamati non folo Podeflà, o Ca- 
pitanio , ma in certi luoghi Proveditori , Conti, CafieJlani y 
Luogotenenti, Mini f calchi , Baili, e Rettori, fecondo la di- 
vertita dei Governi . Alle Città poi , e Provincie diede 
molti privilegi, e accordò loro in tempo della prima de- 
dizione certe onorifiche capitolazioni , che tuttora hanno 
vigore . In ogni Provincia la Repubblica riconofee tre 
Corpi pubblici provinciali , cioè la Città , il Territorio , 
ed il Clero . La Città è rapprefentata dal fuo Coni- 
glio comporto di Cittadini nobili . Qucfto Configlio 
elegge tutti i Magirtrati fubordinati al Rapprcfentanjc 
Veneto . La polizia della Città , e molte caufe civili fo- 
no devolute a quefti Magiftrati . Così pure lo fteflo Con- 
iglio elegge fra fuoi alcuni fuggetti , che prcfiedono e 
governano i diitretti della Provincia, con fubordin azione 
ai Governatori Veneti. A quefti Configli, cui prefiedono 
li Podeftà , partecipa la Repubblica , le guerre , le paci , 
le vittorie, l'elezione del Principe , e de' Sommi Ponte- 
fici, e le altre notizie di Stato più interefiami * Effi fpe- 

di- 



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30 LA REPUBBLICA DI VENEZIA. 

difcono ambafciate ftraordinarie alla medeiìma , e tengo- 
no fempre pretto la fletta nella Dominante un Ambafcia- 
tore ordinario col titolo di Nunzio . Il Territorio vien 
figurato da un altro Configlio comporto dai Deputati dei 
Diftretti che lo compongono . Ogni Diftretto manda à 
quefto Configlio un Deputato , il quale colla prefidenza 
del Capitanio Capo di Provincia regola , le impofizioni 
delle pubbliche gravezze del Territorio proprio , e diitri- 
buifee le tafle fopra le terre , c raccoglie la fua tangen- 
te di rendite dovute (all'Erario pubblico . Anche quefti 
Configli tengono un Nunzio nella Dominante. 

Il Clero è rapprefentato da un numero di Deputati de- 
terminato, che hanno per capo il Vefcovo, e loro è co- 
rnetta la regolazione degli affari economici riguardanti il 
Clero che contribuire le Decime all'Erario della Repub- 
blica . Intorno al governo ecclefiaftico c da ottcrvarfi , 
che tutto lo Stato da Terra, e da Mare è divifo in $6 
Diocefi, cioè 31 Vefcovadi, 4 Arcivefcovadi ed un Pa- 
triarcato . Le divifioni , ed i confini delle Diocefi fono 
diverfe da quelle delle Provincie. Ve ne fono alcune che 
itendonfi non folo in diverfe Provincie, ma ancora fuori 
dello Stato; ed al contrario alcune Diocefl eftere s'inter- 
nano negli Stati della Repubblica , fenza che ciò alteri in 
verun conto il Dominio temporale. Le Diocefi fono di- 
vife in Vicarìe Forane: , ognuna delle quali ha fotto di 
fe un determinato numero di Parrocchie. Vi fono però 
molte Parrocchie povere; e nelle fole 4 Provincie, Ber- 
gamafea, Veroncfe, Padovana, e Trivigiana fe ne con- 
tano più di 350, alle quali la Repubblica in gran parte 
ha provveduto con un annuo affegnamento di danaro , 
ritratto dall' eftinzione di diverfe Commende delle Pro- 
vincie flette, a tale oggetto faviamente fopprefie, ed in. 
veftito il danaro ne* pubblici Depofiti alla fomma di 
425135 Ducati, che ne rendono ogni anno 12754, 
quali 6897 fono diftribuiti in aumento delle rendite del- 
le Parrocchie povere , ed il rimanente in penfioni , ed 
alla morte de' penfionarj avranno il medefimo dettino de' 
primi. 

L'elezione dei Vcfcovi parte fpetta alla Repubblica, e 

par- 



INTRODUZIONE. ' $1 

parte è lafciata al Romano Pontefice. Quelli che fono 
eletti dal Senato devono edere poi approvati dal Ponte- 
fice fecondo la preferizione de' Canoni. Cosi pure il forn- 
irlo Pontefice fuol dar pefo alle raccomandazioni dell* 
Ambafciatorc della Repubblica per que' Nazionali , che ne 
fono più meritevoli. Le rendite dei Vcfcovadi nello Sta- 
to da Terra fono più confidcrabili di quelli dello Stato 
da Mare . I più ricchi fono quelli di Brefcia , Bergamo, 
e Padova. Quell'ultimo ha circa 40000 Ducali di an- 
nua rendita . 

Di tutte quelle rendite ecclefiafiiche , come ho accen- 
nato, la Repubblica ne ritrae le Decime; ed acciocché 
l'Erario pubblico non venghi defraudato, avvi un Magi- 
strato a bella polla illituito per tener conto delle loro 
entrate, e chiamafi il Magifirato alle Decimi del Clero. 
Oltre di ciò niun Vefcovo, Abbate, Commendatario, 
Parroco, od altra perfona ecclcfiaftica può godere le ren- 
dite annette alla fua Dignità , fé prima non riceve dal 
Principe il poflerTo temporale del fuo beneficio Ecclcfia- 
lìico . A quell'oggetto vi è un Offizio particolare in Ve- 
nezia detto della Bolla ^ che rilafcia le lettere patenti chia- 
mate Ducali ai nuovi eletti , acc iocchè dai Governatori 
delle Provincie portano ricevere il poflfeflo temporale. Per 
ottenerle però bifogna che contribuifeono certa tafla nY- 
fata a proporzione delle loro rendite, e ciò chiamati pa- 
gar le Bolle. Da quella legge fono per altro aflolti i Be- 
nefizi Ecclefiaflici più poveri ; e la direzione di quell' Uf- 
fizio appartiene al gran Cancelliere della Repubblica. 

Il Patriarca, gli Arcivescovi , e Vefcovi quando fono 
dell'ordine dc'Patrizj, chiamanti Eccelenza Reverendijfima ; 
ma quando non fono fe non che Nobili Provinciali di- 
cotili Monfignor Jlluflriffimo , e RevsrendìJJimo . Il Patriarca 
di Venezia s'intitola anche Primate della Dalmazia con 
quede efprefle parole NN. Miferatione Divina Patri are ha 
Venetiarum , Dalmati 'jeque Primas . I Vefcovi delle Città di 
Terraferma hanno i titoli di Conti, Marcheti, e Ducili: 
ma non contengono in altro che la voce , e cìafcu- 
no aggiugne a' fuoi titoli la formula , Dei Jlpoflo- 
Ucét Sedis gratia Epifcopus ÈV. Ogni Città poi ha dalla 

PvC- 



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32 LA REPUBBLICA DI VENEZIA. 

Repubblica il titolo di Magnifica ; ogni Territorio quello 
di Spettabile^ ed il Clero quello di Reverendo. Della Na- 
zione Veneziana fonovi lempre alcuni Cardinali , come 
delle altre maggiori nazioni Cattoliche d' Europa , ed ha 
la Repubblica il diritto di tenere un Auditore di Rota 
di fua Nazione in Roma , che occupa il luogo di quel- 
lo , che una volta vi teneva la Nazione Inglcfe > prima 
che abbracciale la riforma. 

I Feudi nel Dominio Veneto non fono tanto frequen- 
ti, come altrove, eccettuata la Provincia del Friuli quafi 
tutta feudale; ma l'autorità de* Feudatari è molto limi- 
tata , e quafi nefluno di effi ha la facoltà di mero , e 
mifto impero. Anzi pochi fono quelli che abbiano auto- 
rità criminale, benché limitata; e ciò per evitare le in- 
giuftizie, e le opprelfioni de' piccioli Tirannf , che altre 
volte tormentavano gli abitanti de' Villaggi , e Cartelli 
feudali . Nemmeno in civile hanno i Feudatari autorità 
illimitata; ed in ogni cafo le loro fentenze fono appella- 
bili ai Governatori delle Provincie , ed ai Magiftrati della 
Dominante. La materia feudale c devoluta ad un parti- 
colar Tribunale detto il Magiflrato dei Feudi . 

Le Fortezze, i Cartelli , e le Piazze d'armi fono cu- 
ftodite da Nobili Patrizi , ma le guarnigioni fono poco 
confiderabili in tempo di pace. Le Fortezze però di con- 
fine fono meglio curtodite ; ma non tutte fono ben forti- 
ficate fecondo il moderno fiftema militare , e quella di 
Palma nel Friuli è la migliore di Terraferma . Per la 
confervazione , e miglioramento delle Fortezze di tutto la 
Stato, la Repubblica ha inftituito una Magiftratura par- 
ticolare, detta il Magiflrato delle Fortezze. 

§. 12. Nello Stato da Mare le Provincie fi regolano 
con fiftema diverfo . Le Città hanno Territori aliai ri- 
rtretti , perchè in gran parte furono invafi, e fmembrati 
dalla prepotenza Ottomana ne' fecoli feorfi . Le Dioccfi 
fimiimente affai riftreue c povere. Si confiderà divifo in 
due grandi Provincie, alla prefidenza delle quali fi deftU 
nano, oltre gli altri Governatori fubal terni , due Parrizj 
dell' Ordine Senatorio, col titolo di Provveditori Generali . 
£(Tendopaefe di frontiera e confinando appunto colle nazioni 

più 



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INTRODUZIONE. 33 

più armigere dell' Impero Ottomano in Europa; cioè cogli 
Albancfi, e Bofniani , neceflariamentc in quefta parte di 
irato le Fortezze fono affai più frequenti , migliori, e più 
validamente prefidiate . Tra quefte la Piazza di Corfu 
vien giudicata incfpugaabile . La Nazione Dalmatina fi 
pregia molto dal Governo , non folo pel fuo valore ; ma 
più ancora per la lua coftanza, e fingolarc fedeltà verfo 
la Repubblica; non così però la Greca non mai benaffet- 
ta agl'Italiani, e Cattolici. L'abito di quefte due Nazio- 
ni è quafi fimile a quello degli abitanti lotto l' Impero 
Ottomano; ma la gente più colta, e civile ha oggidi 
adottato il veflito Italiano, fimile al Fiaurefc. 

§. 13. La Repnbblica di Venezia è una Potenza marit- 
tima, e tcrreftre , e fi c veduta in altri tempi mettere in 
piedi eferciti conlìderabili in Italia, e riotte numeroliiìime 
contro l'Impero Ortomano, alla cui fproporzlonata po- 
tenza ha Tempre potuto quafi miracoìofamcnte refiftere , 
In tem;-o di pace la Repubblica non paga fe non 1 2 . 
mila uomini tra fanteria, e cavalleria, compofti di Reg- 
gimenti Italiani, e DaJmatini, fparfi in tutte le piazze 
dello Stato. La Squadra navale ordinaria confitte in o 
Navi da guerra, e 15 Galere o altri legni fottili. Le ca- 
riche di quefta flotta fono il Proveditor Generale da Ma% 
re, odia Proveditor in Levante, il Proveditor Generale 
in Dalmazia, il Capitanio del Golfo, il Govcrnator de* 
Condannati , e dieci Comandanti di. Galera , detti 
pracomit: . Le dignità dell'Armata grolla fono il Capita- 
no delle Navi, l'Alma ante, la Patrona con fei altri Ca- 
pitani chiamati Governatori delle Navi. Olire di che fo- 
pra le Navi ftcflc s' imbarcano S. Patrizj Veneziani gio- 
vani, per imparare l'arte e le regole dell'Armata marit- 
tima prima di riceverne il comando. In tempo di guerra 
le forze terreftri non folo fi accrefeono con reclute , ma 
con truppe mercenarie Svizzere al foldo della Repubbli- 
ca!. Oltre di tutto ciò avvi un corpo di milizia na- 
zionale detto h\ Cernute formato della più robufta e co- 
raggiofa gioventù delle Provincie, che in tutto lo Stato 
afeende al numero di circa 30000 uomini . Le forze ma- 
rittime poi fi aumentano ancora di più, ed affai più pretto ; 
Italia. C men- 



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34 LA RLFtf.lUCA DI V£Nn2IA. 

mentre neH'Arlènalc di Venezia fono fempre pronte in 
cantiere 25 Navi da guerra , e numero proporzionato di 
Galere, Sciabecchi, Fregate, ed altri legni da guerra * 
La Provincia dclDogado, e l'Imia fomminiftranoi Mari* 
nari in copia . Le Provincie poi di Terraferma fono oh* 
blfgate a dare alla Repubblica in cafo di bifogno fino 12. 
mila uomini da remo, o da altro impiego marittimo, 
coli' aflègname rito di due ducati al mefe per ogni uomo; 
e nel redo rimangono a fpefe della Repubblica . Oltre 
tutto ciò molte Ifole , e Città della Dalmazia, e del Le- 
vante y fono tenute in cafo d: guerra ad armare a tutte 
loro fpefe una o più galere , fecondo la loro tangente; 
onde non è meraviglia fe quefta Repubblica ha fempre 
pofte in mare numcrofilTirae armate. 

§. 14. Le rendite di quefta Repubblica fi fanno afeendere a 
circa 7200000 Ducati d'argento . I fonti da cui deriva- 
no fono i dazj ordinar; del tabacco , falc , olio , vino 
e biade, e di altri generi, e prodottidi entrata, ediufei- 
ta. Il iolo diìzio del tabacco rende all'Erario pubblico 
circa un milione di ducati all'anno. Le rendite che rica- 
va la Repubblica dalla Terraferma derivano da due for- 
benti, cioè dalle impofizioni ordinarie reali, e pcrfonali . 
L'unica ìmpofizione pcrfonale è la Tanja, che rìconofee 
per giufta originaria cagione Tinduiìria ed il traffico de* 
Mercanti . Le reali fono il Campatico debito de' (ingo- 
iar! poffeflòri de' beni proporzionatamente però alla quan- 
tità e qualità loro , non al valore ; con la diftinzio- 
ne de' terreni in due ciani, arativi, e pativi; nella qual 
feconda clafle fono comprefi i bofebivi, ed è deftinata la 
quota fpettante a ciafeuna . La badia , o Colta così detta 
nelle Provincie di qua dal Mincio rifpetto a Venezia, ed 
in quella di là dal detto fiume, chiamata Taglia Ducale-, 
cui fono tenuti contribuire tutti li poflefibri de' beni, an- 
che li Veneti ; eccettuati tra ^uefti li foli che aveflero fat- 
ti acquifti colà avanti l'anno J496, ed efclufe anche le 
Provincie del Friuli, Polefine, Bergamako, e Cremafco . 
Quefta gravezza e ripartita a proporzione dell' eftimo , ed è 
un ccnlo degli averi, cioè fnpra il valore de' beni . I15w/- 
fidh ordinario è parimenti n gguagliato fopra lo fteflò 

efti- 



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lttT'ftÒDUfclONE. 35 
eftimo , c da qucfto non fono cariti fe non gli abitami 
della dòm'inanrc , c gli Ècclbfiàftitì. La ripartizione di 
qutfr* gravezza è là feguente per decréto del Senati) deli' 
anno 1542. 



Padovano • . D. 10300 

Trevigiano D. 10300 

latria del Friuli . . . . D. 5:500 

Veronefe . D. 14700 

Colagn.'fe Territorio feparato D. 1000 

Vicentino . . . D. 10S00 

fècrgamafco ......... . . D. 8000 

Baffanefe Territorio feparato ..... D. 600 

Sellimele ed aggiunti D. 17000 

Ferrino . . . . D. 1300 

Polefme . . D. 2100 

CfenhalcO D. 2600 

Brefciàho . . . D. 15000 

=£==== 

Somma D. 109300 

Dfetf atto però ilio, per cento per la paga dei Minirtri 
efattori entrano nel pubblico Erario dal iitflìdio ordina- 
rio della Terraferma 1 00000 Ducati . Le Provincie me- 
defime fonò foggette ad altra impofizione detta \a.Taffa: 
contribuzione 'che fer>ir deve per 1* allòggio 'delle truppe 
di Fanterìa , e Cavalleria , c da quella non fono efenti nè nie- 
llo gli Ecclefiaftici ; rrfa folo gli abitami nella Dominante. 
Quettc clafli di contribuzioni fono uni verfali a quafi tutta la 
Terraferma . Ve he fono però altre che chiamanft ftra- 
ordinarie, a cui non fono foggetti fe non certi tparticola- 
ri Territori , o Provincie, ed hanno per oggetto le fab- 
briche dell* fortezze , efeavazione di fiumi, od altro funili 
pubbliche fpefe. 'Le altre gravezze particolari dei Territo- 
ri, col nome di Taffe delle ordinanze, o fieno Milizie Pro- 
vinziali , la Limitazioni , e li 'Soldi yer cadauna tira , edal- 
tre fìmili particolari piccole impofizibni', chiamanti edn- 
tribtizioni De Mandato DoMìnii, e fono di poco rilievo. 
Di tutti qucfti tomi d'i pubbliche rendite è dirTcrcnte 

C 2 il 



3 6 UK RJEPUBUUCA DI VENEZIA . 

il metodo con cui entrano nell'Erario. In tutta la Ter- 
raferma Veneziana vi fono 15 Camere, oltre quella del 
Magiftraro fopra effe Camere, che ha immediatamente 
foggette a fe alcune Comunità dello Stato. Inquefte Ca- 
mere entrar deve il rifeoflò delle rifpettive Comunità, e 
Terre loro foggette con quefta differenza : Le due gravez- 
ze Tanfa, e Campatico fi sborfano immediatamente dalli 
Contribuenti nelle pubbliche caffè, e quelle De Mandato 
Dvnir.ii fi contribuifeono dalle rifpettive Comunità , le qua- 
li infondate per li propri Contribuenti sborfano in quelle 
il foldo ritratto dalli particolari poflefforr de' beni. 1 Con- 
tribuenti poi fono dittimi in 4 Gaffi; Cittadini , Forcjiie* 
ri , Dijlrittuali , e Clero ; e la efazione fi efeguifee per 
mezzo di Efattori con idonee ficurtà , cambiati ed eletti dal- 
le Comunità di due in due anni; ma non già con difea- 
pito del pubblico eminente diritto contro i beni de* mede- 
fimi debitori , fempre obbligati al debito . Quindi come 
per la Tanfa , e Campatico efiftono a cauzione del Prin- 
cipato il folo fondo, e la perfona del Debitore, cofe fog- 
gette tuttavia a pericoli frequenti di fallimenti, ripudie, 
anzianità di crediti, e pagamenti di dote; così per le |a!- 
tre gravezze ha in oltre la manutenzione delle Comunità 
ileffe, che rende il debito immancabile. Non tutto però 
il ritratto di quefte contribuzioni deve entrar neh" Eratio. 
Nell'anno 1516 fi permife alli contribuenti, oltre la af- 
francazione della gravezza detta Coìta , anche l' acquato 
della medcfima. Nell'anno poi 1647 ad efempio della 
Colta fi permife lo fteflb per la maggior parte delle al- 
tre contribuzioni De Mandato Domimi: onde eccettuato il 
Suffidio, feguirono acquifti di grandi porzioni di tutte. 
Ma nel 1671 conofeiutofi dal Governo eccedente il profitto 
de* Compratori , fi comandò una riduzione dei cenò fopra 
quefte gravezze, eccettuatane la fola Colta; riduzione che 
Je diminuirono a giuda mifura per la ferie degli anni fi- 
no al 171 4, dalle quali vendite, ed acquifti fi cfclufc 
unicamente per ragioni particolari parte della Provincia 
Trevigiana. Le tangenti per altro dell' annuo credito di 
fimili compratori non fi pagano già dall'Erario pubblico, 
ma dagli Efattori rispettivi , c dalle Comunità dalcumu- 



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! N T R O t> U Z t O U fc* 5? 

lo del Danaro ritratto dalla fpettante gravezza* fu di cui 
è fondato il credito , e ciò con prelazione anche Copra al mede- 
fimo Principato * Quefte fono le contribuzioni devolute all' 
Erario della Repubblica , e non fi devono confondere colle 
private contribuite dagli abitanti alle loro rifpettive Comunità, 
per particolari cagioni j ed oggetti , riparidi fiumi , ftradc,ed 
altre limili particolari urgenze. Le rendite che ritrac Ja 
Repubblicha di Venezia dalle Camere della Dalmazia fo- 
no affai meno confiderabili di quelle dello Stato df Ter- 
raferma , dove dalla fola Camera di Brefcia ricava il man- 
tenimento del fuo Arfenalc, e le paghe degli artefici che 
vi lavorano , o ci fono aferitti , che afeendono a circa 
3000 perfonc. Le rendite delle Ifole del Levante fono 
conllderabili , attefa la loro fertilità foprattutto di oglio, 
e di uve pafle, da cui ne ricava la Repubblica per mez- 
zo de* Dazj una rendita annua di molta confeguenza . So- 
no ignote affatto nel Dominio della Repubblica di Vene- 
zia certe impofizioni altrove tifate fopra le fìneftre, por- 
te, cammini ; nè vi fi è giammai introdotto l'ufo della 
carta bollata, ed altre fimiJi novità non mai adottatedal 
Governo. Bensì in occafione dibifogno s' impongono nuo- 
ve contribuzioni , e fi cercano maggiori fulTidj dalie Pro- 
vincie, che volonticri, ed anche ipontaneamente talvolta 
gli efìbifeono, fecondo le occorrenze. In tempi calamitofi 
ha ufato la Repubblica , per ritrovare del danaro di ac- 
cordare la Nobiltà Patrizia ai fuoi fudditi Nobili provin- 
ciali , e più ricchi , ed anche la dignità Procuratoria : la 
prima per ] 00000 Ducati, e la feconda in aggiunta per 
25000. Nelle due ultime guerre col Turco più di 110 
Famiglie concorfero a quefto invito, onde fenza contare 
le vedi Procuratorie al fuddetto patto concedute, la Re- 
pubblica fenza aggravare i fuoi fudditi ebbe nelle mani 
più di 12 milioni di Ducati . Anche il Lotto pubblico 
ordinario che fi cava ogni mefc c una forgente (perpetua 
di danaro all'Erario pubblico, fenza aggravio dei fuddhi 7 
c puòafcendcre a circa 300000 Ducati all'anno ; eduna fola 
e/trazione annuale fatta a queft' oggetto bafta , e ne fo- 
pravvanaa per mantenere tutti i fanali che di notte illu- 
minano tutta la Q'ttà di Venezia . 

C 3 * 1 15. 

1 ' 4 



1 



3$ LA REPUBBLICA DI VENEZIA . 

$. iy. I Veneziani iono discendenti dagli antichi pr> 
poli Veneti , o Heneti , abitatori dell'antica Regione è* 
Italia- detta Veneti* , la quale comprendeva le antiche fa* 
mofe Città d'Aqu He ja, Aitino, Padova, Vicenza, Vero- 
na , Trento , ed airre nomina» dagli antichi geografi . 
L'antica Venezia prima fu confederata alla Repubblica 
Romana, indi fatta fuddita api' Imperatori di quella na- 
zione fino ai tempi delle invafiouii. Cominciarono quelle 
fui principio del Secolo V. colla Scorreria' di Radagaifo 
condotrìere de' Suoi Goti . Allora» fu elicgli' abitatori del- 
la Venezia, e Sopra nitro i più vicini al ino marcAdria» 
rico per Sottrarli dalla morte , e dalla Schiavitù prefero 
dal timore il configlio di rifuggirli nelle Lagune dello 
Hello Mare , ove ben fapevano trovarfi ipaife ifolette e 
luoghi inaceffibili abitati da foli Pefcatori . Pattato il 
turbine , non {«redurò foriero di maggiore fempefta ognu- 
no ritornò alla propria Patria; ma fopraggiunta poco do* 
po Marito con maggior numero di Goti , furono co- 
li retti i Veneti ricorrere alla comoditi del primo alilo, 
ove cominciando alcuni: già a preScntire il dettino dell' 
Impero- Occidentale , e la forte futura della loro Provin- 
eia (porrà dell'Italia febbene non ancora praticata dagli 
Eferciti de' popoli- Settentrionali ) fi determinarono a 
bilirvifv; onde trovafi memoria che pochi anni dopo ini 
un ifolette dellte Lagune Venete detta Rivoalto , vi fu 
edificata una Chiefa dedicata all' Apoftolo S. Jacopo 1- 
anno 421 ; e quella è la prima epoca della fondazione? 
della Città, e della Repubblica di Venezia odierna ; men- 
tre l' Kola di Rivoaìtò' chiamata oggidì Rmli& forma una 
parte della Città ftefla di Venezia . Anzi la- Città mede- 
sima ora detta di Venezia -, ne' primi tempi fu chiamata 
di Rivoalto, e non acquiftò il nome di Venezia, fe non 
alquanti Secoli dopo. Poco appreflò Attila entrò di fatto 
in Italia con numerofiflìmo eSercito pet la fìrada delle 
Alpi Giulie , ora monti del Friuli . La tanto famofa 
Aquileja , Sa Città principale della- Venezia , fu la prima 
di tutte prefa-, Saccheggiata, é diftrutta . Indi Concordia 
altra Città Veneta poco difeofta dalle lagune adriatiche, 
poi Aitino altra gra^difTirr.a Città dopo breve refiftenza 

ebbe 



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INTRODUZIONI. 1Q 

ebbe la fteifa forte ed iti feguito Padova . Bfte allora 
Città , e tutte le altre della Bigione Veneta reftarono 
totalmente defolate, arfe e dittante . In quella fpavente- 
vole confufionc , appena i più providi fi puotero falvare y 
e varie furooo le direzioni prefo dai popoli per metterli 
al ficuro. Gli avanzi d'Aquileja , e di Concordia fuggi- 
rono nelle lagune a loro vicine, ove fondarono. Caorle, 
e Grado; quelli di Aitino fi nafeofero nelle vicine loro 
ifolette , e vi fecero fei ftabilimenti , dai nomi antichi 
dei quartieri della loro patria chiamati Torccllo , Bu 
rano, Murano, Mazorbo, ed altri due che più non fuf-- 
iìtiono : quelli di Padova , e di Elle fi trai portarono nel- 
le Ifole di fabbia , che facevano argine alle lagune , e ci 
popolarono Chioggia, Malamocco, e Peleflrina. Cosi do- 
po foli 31 anno dalla fondazione di Rivoako, le lagune 
dell' Adriatico fi trovarono piene ci popolazioni , di no- 
biltà, e di ricchezze . L'Ifola di Riaito fu la prima ad 
avere unMagiilrato col nome di Confoli ; ed effendo forfè 
colonia di Padovani , eranvi mandati da quella Città do- 
po la partenza di Radagafio, e di Alarico. Ma dopo la 
venuta di Attila crefeiuto il numero delle nuove colonie, 
e diftruite le Madri-Patrie , quelle fi unirono in un fol 
corpo , e diedero principio ad una nuova nazione , con 
forma di governo repubblicano . Fu adunque riabilito che 
ogni Itola aveflc il fuo Tribuno , che provvedere ai bi- 
fogni Angolari d'ogni colonia, i quali poi uniti avellerò 
cura dei vantaggi in generale di tutta la nazione. Il bi- 
fogno e la mancanza di tutto fece nafeere in elfi io Ir- 
rito di commercio, unica ilrada per loro di falute, e di 
fufliftenza , c nelle lettere diCau*ìodoro confcrvafi memo- 
ria , che avevano già fatti dei progreffi aliai rapidi in 
quello particolare fin fotto il Re d'Italia Teodorico Go- 
to , fui finire del V. Secolo . Si sà inoltre che circa la 
mera del Secolo VI. fu da' Veneziani predato foccorfo 
aU'Imperator Giuftiniano nella ricupera d'Italia , effet- 
tuata per mezzo dei due valorofi Generali Beiifario, e 
Narfetc eunuco. Quelli dopo l'ultima vittoria, che fpen- 
(c il nome c V Impero de' Goti in Italia , pafsò a vi fi- 
tare Ili nuovi ftabilimenti della nazion Veneta ; e ncll' 



4Ù LA RfcF URALICA DI VfNtZlA . 

Ifola di Rialto fece edificare due Chicle ad onore di S* 
Teodoro , e de* S. S. Menna , e Geminiano , per adem- 
pire un voto, che aveva fatto, e per tedimoniarc Ja fua 
gratitudine agl'Ifolani. NcIJa fine di quefto fteflo Secolo 
erano già tanto bene ftabilite Jc cofe de' Veneziani full* Adria* 
lieo, che fpelTorcpreflero le piraterie degli Siavi, popoli uf- 
iìti anch'elfi dal Nord, e fattali padroni dell' Illirico. 

Nel Secolo VI. per la via defla di Attila calarono in 
Italia i Longobardi così detti dalle lunghe afte cl)e ufa va- 
ro portare in guerra . Alboino fu condottiere di quella 
ipedizione . Entrò nel Friuli Io conquido e vi fondò il 
primo Ducato della fua nazione in Italia . A chi non 
piacque il novo giogo fervano di ritirata novamente le 
lagune adriatiche, le di cui popolazioni furono in quefl* 
incontro di molto accrefeiute. 

Nel VII. Secolo fi era già {labilità in Italia la 
potenza , e la Sede de' Longobardi , i quali benché 
aveflero il merito di ediparvi 1' Idolatria , ciò non 
edante eflendo ariani v' introdudero qucll' creda . Alza- 
rono altare , contro altare , ed ai Vefccvi cattolici 
in tutte le Città del loro dominio ne contrappofero un 
Ariano . Indi nacque follevazione ne' popoli, e pcriecu* 
zioni contro i Cattolici , onde il Velcovo di Padova fi 
trasferì aMalarnocco , quello d'Aitino in Torcello, quel- 
lo di Concordia a Caorle, ed il Patriarca d'Aquileja in 
Grado ^ con che fi ftabilirono le Sedi Epifcopali in quel* 
le Ifole Venete . Crebbe a tal fegno il difordinc che al* 
cune Città già rivolgevano il penderò all' Imperio d' 
Oriente , e fra le altre Opitergio una delle Venete , ora 
detta Uderzo , fi dichiarò pubblicamente dipendente da 
quella Corte; e fu perciò replica tamente dai Re Longo- 
bardi Rotari, e Grimoaldo «(Tediata, e didrutta . Dalle 
rovine di quefta altre due Città acquidarono le lagune 
Venete, cioè Eraclea, ed Equilio, ora didruttc; la pri- 
ma delle quali avvanzò in grandezza , e dignità tutte le 
antecedenti , é vi furono ftabiliti due Tribuni . La fine 
di quefto fletto fecolo forma un' epoca memorabile dell' 
iftoria , Veneziana ; poiché per varj difordini inforgenri 
nel governo, radunatali la nazione in quefla $effa Città 

» di 



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* • 

INTRODUZIONE. 41 
di Eraclea , perorando il Patriarca di Grado fi decretò 
l'elezione di un Capo, che fotte principe della Repubbli- 
ca , e del Governo , e cadde la lecita fulla perfona di 
Paokccio jinafefto di Eraclea Y anno 697. Quello ebbe il 
titolo di Duca detto in idioma Veneto Doge , e flabilì la 
Tua fede nella fua Patria, fatta così capitale di tutta la 
Provincia, che dal filo titolo fi chiamò Dogado. 

Nuovi progredì appaiono di quella Nazione nel Secolo 
Vili, (limata da' Principi confinanti, c temuta in mare. 
Furono fortificate le foci dei fiumi che sboccavano nella 
laguna, e l'Adriatico purgato dai Corfari. Fu introdotta 
corri fpondenza colla Corte Greca di Coitantinopoli , in fa- 
vor della quale ad iilanza del Sommo Pontefice Gregorio 
II. fu dall'Armata navale Veneziana invertita, e prefad' 
aifalto la Città di Ravenna Capitale dell' Efarcato , po- 
co prima occupata dai Longobardi. Inforfero però civili 
difeordie fra le Città di Eraclea, e quella d'Equilio, con 
defolazionc dell'una, e dell'altra ; onde la fede Ducale 
fu tralportata a Malamocco. 

Il Secolo IX. fu pieno di calamità, e difgrazie cagio- 
nate dall' ambizione di Carlo Magno , e di Pipino Re d' 
Italia fuo figlio . Il primo che ambiva alla Monarchia 
univcrfale , e che già aveva confeguito Y Impero Occi- 
dentale vedeva di mal' occhio nell' Italia già fua , una 
i\,h nazione che non aveva ricevuta la legge; e che an- 
zi nutriva attacco , e corrifpondehza cogl' Imperatori d' 
Oriente . Si determinò dunque Pipino all' imprefa di op- 
primere anche la libertà dei Veneziani, non credendola 
tanto ardua, quanto la provò in fatti. Unì una potente 
Flotta di grotte navi , s' impadronì di Chioggia , ed Al- 
biola , entrò nell'abbandonata Città di Malamocco, e 
già credette di aver in pugno la vittoria . Seppe che gì' 
Ifolani tutti s'erano ridotti all'lfola di Rialto, e fi de- 
terminò di fdcciarli anche da quel pollo . Mancava pe- 
rò di navi lottili , e leggiere ; ciò nonoftame a favore 
della marea aliai fenfibile nelle lagune Venete s* avvanzò 
colle fue navi verfo Rialto ; ma ficcome la marea non 
cura ivi più di 6 ore , così predo fi trovarono le Navi 
in lecco, il che preveduto , e feoperto dar;!' Ifolani con 

tutte 



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4* LÀ REPUBBLICA DI VENEZIA l 

tutte le loro forze, attaccarono V armata nemica , e coli' 
agilità de' loro legni , e pratica delle lagune la diftrufle- 
ro, e pofero Pipino fuori di flato di poter più nulla ten- 
tare contro di loro . Cosi la Sede Ducale da Malamocco 
sellò trasferita a Rialto. Avvenne ciò nel principio del fe- 
colo, e verfo la fine del medefimo fi videro novamentc 
comparire full' Adriatico le Flotte Veneziane , prima con- 
tro i Narentani (confitti di nuovo, poi contro i Sarace- 
ni già audaci in mare a legno di tentare la conquifta 
della Città ed Ifola di Grado. 

Nel fulTeguente Secolo X.* nuova procella fi defiò con- 
tro la libertà Veneta. Gli Uncari calati in Italia Jafac- 
, cheggiarono barbaramant? , mentre due Re , fe ne difpu- 
tavano il polTelTo . Spogliate le Provincie mediterranee di- 
leguarono di depredare anche le lagune per conto del 
traffico affai più ricche. Prefero Eraclea già ritorta dal- 
le rovine col nome di Città Nova, pacarono ad Equt- 
lio, c d'altra parte s' av varcarono fino a Chioggia; ma 
finalmente incontrarono la (leda forte dell'armata Fran- 
cie . Dopo quella vittoria verfò la fine del Secolo ftetTo 
fono la condotta del Doge Pietro Orieolo II. i Vene- 
ziani dilatarono in modo iòrprendentc il loro commer- 
cio nel Mediteraneo, nell'Arcipelago , e nel Mar Nero. 
Conquiftarono , per volontaria dedizione dei popoli , V 
Iftria , e buona parte della Dalmazia , e diitruffero i Pi- 
rati Nnrenrani, gli aderenti loro, e la loro Città. 

I due Secoli XI, e XII. fono memorabili per molte 
vittorie ottenute dai Veneziani contro i Vefcovi d'Adria, 
t Mulcimiro Re di Croazia , e la guerriera nazione de* 
Normanni, {confìtti, e debellati fui mare. La potenza di 
quella nazione era talmente avanzata in quefto Secolo, 
che qua fi ad un tempo fi videro i Veneziani impegnati 
con forze potenti nella famofa Crociata per la ricupera* 
zione di Terra Santa , in cui fi acqniftarono fama di rin- 
goiar valore, c generalità, nel combattere , e nel foccor- 
rere i Principi della Lega ; mentre in Italia fi accinge- 
vano a ricuperare Ferrara alla ContciTa Matilde, a cui 
erafi ribellata . Pochi anni dopo fi videro i Veneziani 
con joo, e più legni concorrere al foccorfo di Balduina 

Jnglio 




INTfcÓ&UZIONÉ. 43 

figlie e fucceffore di Gottifredo , all' afTedk* di Tolemat* 
de , di Barati , e di Sidone . Vinfero nette fteflo tempo i 
Padovani, Trevigiani, e Ravennati uniti ai foro danni. 
Diedero una rotta memorabile airéfercito del Re d'Un- 
gheria che fpalleggiava i Zaratini ribelli. Ivfiferó ir* con- 
tribuzione la Croazia. Riportarono (opra gl'infedeli una 
fa mo fa vittoria vicino a Jafìa m Siria , indi paffarono 
all' attedio di Tiro , e di Afcalònft ; è tutto ciò nef bre- 
ve giro di poco più di »ó anni . Vcrfo por )a fine del 
Secolo XlL fi fegnatò la Repubblica di Venezia nella 
protezione pretta ta al Pontefice Aleflandro III. contro 
Y Imperatore Fedrigo I. fuo perfecutore. Si combattè fui 
mare in villa di Pirano terra dell' Iftria ; fu diftrottaf la 
Flotta Imperiale , prefo Ottone figlio dello ììeflo Fedri- 
go , e 30 Galere nimiche furono condole in* trionfo à 
Venezia . Frattanto ftretto Federigo dalla forte refiftenza 
de' Lombardi' , e difanimafo dali' infelice evento inclinò 
alla pace . Si trasferì V Imj>eratore a Venezia , ove flava 
ritirato il Pontefice . Ivi colla mediazione della Repub- 
blica fu {labilità la farnofa riconciliazione , che rendette 
la pace' all' Europa . Le circoftanze di quefta* pac£ fono 
diverfamente dagli Scrittori rapportate; ma attenendofi ai 
contemporanei fi rileva eflerfi efeguita m Cucita* forma*. 
La Repubblica , aveva prometto ai Collegati di non per- 
mettere che T Imperatore entrafTc ne' fuoi Stati, fe non 
previo un giuramento da preftarfi dallo fteflb Imperatore'. 
Effendo poi perfuafo di pacificarfi col Pontefice, fattane 
parola alla Repubblica gli fu permetto V ingreflo in Chio^- 
gia. Adombrati perciò i Lombardi, e gli altri €oHeg.< i 
nacquero difpareri affai gravf. Finalmente fu riabilito ohe 
lì fpediiTero Galere della Repubblica per ifeortarc ? Im- 
peratore fino a S. Niccolò del Lido , ove incontrato da 
6 Cardinali fu affolto dalle cenfure ecclefiafliche . Ciò 
fatto pafTarono colà a vifitarlo il Doge di Venezia ac- 
compagnato dal fuo Configlio , e dal Patriarca df Gra- 
do , in compagnia de* quali V Imperatore si trasferi a Ve- 
nezia e ftt condotto alla Bafih'ca di S. Marco , nel cui 
atrio protrato ai Pontefice che lo alzò, ricevette il ba- 
cio di pace, e la pontificia benedizione. t Fini la ccrimo- 



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44 ' LA REPUBBLICA DI VENEZIA ; 

nia con celebrazione della Metta Pontifica le , e dopo qual- 
che giorno di dimora l'Imperatore partì per V Alleni a- 
gna , ed il Pontefice , dopo aver celebrato nella fttrfla 
Gliela di S. Marco un Concilio di molti Vefcovi d'Ita- 
lia, fu dal Doge accompagnato con gran pompa marit- 
tima fino ad Ancona. In quefi? incoutro il Doge ebbe in 
dono dal Pontefice un anello di cui ancor fi fa ufo ncll' 
annuo fpofalizio del mare Adriatico. 

Il Secolo XIII. fu ancora più luminofo pe' Veneziani , 
i quali unitili ai Francefi , ed a Bonifazio Marchefe di 
Monferrato per la guerra contro gl'Infedeli, prima do- 
marono Zara, indi irritati dai tradimenti degl* Imperato- 
ri d'Oriente, fi accinfero all' efpugnazionc di Cofiantino- 
poli . Prefero la Città per asfalto , ed ebbe il merito di 
quella grande imprefa il Doge Enrico Dandolo che in 
età di 80 anni , e quafi cieco era alla tetta delle lue 
truppe. Acquiftarono così la quarta parte di tutto l'Im- 
pero Orientale i Veneziani col diritto di eleggere il Pa- 
triarca latino di Coflantinopolt . Profcgucndo la vittoria 
s' impoflèflarono della maggior parte della Grecia , e del- 
le Ifole; onde sii tutti i mari dilatarono la loro poten- 
za , ed il loro commercio ; por cui incontrarono mortale 
inimicizia colla Nazion Genovefe . La fine di quefto Se- 
colo ci prefenta un'epoca memorabile nell'iftoria di que- 
lla Nazione ed è la riforma del Governo, e della R.epub« 
blica , il quale di popolare divenne Arifiocratico ; non pe- 
rò tutto ad un tratto come alcuni fcnìTero , ma a poco 
a poco fu con replicate regolazioni efclufo il popolo da ogni 
ingerenza nel Governo. L'anno però 1 2 96 fembra condotta 
a perfezione la premeditata riforma per mezzo del Doge 
Pietio Gradenigo, Principe intraprendente , e di penfieri 
c d' animo robufto . La riforma produlfc varie folleva- 
zioni, ma pure furono fopite , e la perfetta Ariftocrazia 
rcftò {labilità • 

Il Secolo XIV. fu fertile di guerre, parte calamitofe , 
c parte felici, e di vicende di decadenza, e di profperità 
della Repubblica. Si erano già mifchiati i Veneziani ne- 
gli affari terreftri d'Italia più d'una volta nei precedente 
SccoIq malìlme in occafione di abbattere la Tirannia di 

Eizc- 



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INTRODUZIONE. 45 

Ezzelino, col loro ajuto finalmente debellato. In quello 
Secolo fi ftabilirono nella Terraferma, coli' acquifìo della 
Provincia , o Marca Trevigiana per diritto di guerra e 
di pace flipulata colla Caia Scaligera che la pofledeva . 
Frattanto crefeeva l'emulazione anzi la nimicizia colla 
Repubblica di Genova a motivo del commercio , e già 
comparivano anche le bandiere Turche fui Marc. Rapidi 
furono i progredì di quefta Nazione in Europa, a fegno 
che afTediata Coftantincpoli già racquieta dai Greci, 
rendettero tributario tutto l'Imperio d'Oriente, quantun- 
que cogli Ungheri, i Veneziani vi fi opponelTero con tut- 
te le forze. Quindi fi unirono i Veneziani al Re di Ci- 
pro, e prefero, faccheggiarono , ed abbandonarono Alef- 
fandria d'Egitto. L'anno 76 di quello fecolo fi fufeitò 
l' incendio dell' afpra guerra colla Repubblica Gcnovefe 
collegata col Patriarca d' Aquileja , colla Cafa Carrarefc, 
col Red' Ungheria , con li Scaligeri , colla Regina di Napo- 
li, e colla Città d'Ancona. I (òli alleati della Repubblica 
di Venezia furono la Caia Vifconti di Milano , ed il Re 
Pietro di Cipro . Si era già combattuto al Promontorio 
d'Azio, ora Capo d'Anzio , ove fi difputò altre volte Y 
Impero del Mondo fra Ottaviano e Marc' Antonio ; ma 
s era combattuto con la peggio de' Genovefi , avanti di 
ilabilire la forte confederazione . Un' altra battaglia na- 
vale guadagnarono i Veneziani fopra i Genovefi nell' 
Adriatico, e d'altra parte un altra Flotta della Repub- 
blica di Venezia faccheggiava , e diiìruggeva la Riviera 
di Genova , tenendo la Città in continue anguftie . Cam- 
biarono poi faccia tutte ad un tratto le cofe con la mag- 
giore {confitta navale, che mai aveflfero i Veneziani do- 
po la loro fondazione . Oltre la ftrage infinita vi rima- 
iero 2400 prigionieri di guerra, con 12 Capitani; ed il 
folo Generale Pifani con 7 malconcie Galere fi ritirò a 
Parenzo . Ciò feguì il dì 7. di Maggio del 1379. Li Ge- 
novefi pafTarono a Zara in trionfo , cfultarono i Confe- 
derati, ne fparfero la notizia a tutti i Principati d'Eu- 
ropa . Se ne comode Venezia in terrore ; fi chiufero i 
porti con catene di ferro e legni armati ; fi fortificarono 
i lidi con cartelli di legno;' e fi armarono altre 15 Ga- 
le- 



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45 LA REPUBBLICA DI VÈmtlÀ * 

ìerc. InUntò il popolo S Venezia ricusò dì combattere, 
te non fotto il comandò del Generale Piùni , già deco- 
tto , e condannato «er ÌOSP^J: p^ma . Di Genova 
éPa già ufcftA altra formidabile flotta con ordine di afTa- 
lire Venezia. Vien prefo Rovigno neiì'Htria , Caorlc, 
Grado', e già l'inimico è a vifta deìlà Città , sbarca, c 
s impadronilce dei lidi di Malamocco e Peleftrina , e poi 
di Chioggia . Venezia è freflata dalla fame *, e ridotta 
quafi all' ettremttà . Finalmente fi aflegnàdi nuovo il Ge- 
neralato del Mare al frfani , e le cofe cominciano a 
prendere buona piega Frattanto giunge il formidabile 
Carlo Zeno ili foccorfo della Patria , e fono feonfitti i 
Genovcfi , ed aflediati in Chioggia , che finalmente "do- 
vette arrenderfi a dilezione con 5000 prigionieri di guer- 
ra . Così redo liberata Tà Capitale , ma convenne perde- 
re Ta Provincia Trivigiana , rinunziaridola all' Arciduca d' 
Auflria per non vederla cadere in mano de' Confederati . 
Buona parte però della Dalmazia reflò in potere degli 
UrioheVi . Fatta la pace ecco la Repubblica 'fare nuovi 
acuirti ih quefto 'ìteflo fecolo . Corfù fe le rende volon- 
tariamente, con le Città di Durazzo', e Scuttari ; e nel- 
la Morea Argos , e Napoli di Romania vengono cedu- 
ti alla Repubblica da chi crane allora padrone . P~co 
dopo ecco di bei nuovo ^ricuperata la Provincia Trivigia- 
na , e fui finire del Secolo la Repubblica fatta arbitra 
della pace d' Italia . 




iuddiii da lui già ftabilita nel dominio della Pio v -ne ia , 
fi Città Padovana, abbracciò la prima occafione ; oneita , 
che gli fi prefentò yer reprìmere la di le; audacia. àtet- 
Kro ?ran tempo i Vepezfani fofpcfi intorno al tare ac- 
iiuifii, per isfugire ogni impegno in Terra -lerma ; ma 
fin^ImeiSe invitati volontariamente dalle Citta e Provin- 
eie di Lombardia, a fermarvi il piede, vi acconfentirono . 
La Città di Trivigi era "la foia , che foff; poOcduta 



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Introduzione.' 47 

dalla Repubblica in Terra -ferma, piuttofto ad Oggetto 
di commercio, che di ftabilimento tcrreQre . La PfOTtH: 
eia Vicentina fu la feconda , che fpontaneamente fi die- 
de in potere de* Veneziani, per fottrarfi dalle infidfe' de* 
Carrarefi, che V afTediavano. Non fi acquietò alla vo- 
lontà del popolo il Carrarefe, e moflfe guerra alla Re- 
pubblica ; guerra che finì colla perdita del fuo dominio, 
c della vita » Nel principio di quello fecolo corfero per 
così dire in feno della Repubblica volontarie le Città , c 
le Provincie tutte di Terraferma. Dopo Vicenza Feltrc 
col fuo Territorio, indi Belluno col Bellunefe, poi la 
Città colla Provincia di Verona. Nel quinto anno di 
quello lccoio i Padovani coftrinfero il Carrarefe a cede- 
re il dominio alla Repubblica, che a cagion fua con 
efercito li attediava . Poco dopo i Veneziani fi rivolferó 
alla loro primogenita Provincia di Dalmazia , ricupera- 
rono Zara , e tutte V Ifole dell' Adriatico , aggiungendo- 
vi nuovi acquifti anche nella Grecia , c Peloponefo , ora 
detto Morta. 

Nella guerra con Sigifmondo Re d' Ungheria , e col 
Patriarca d' Aquilcja Ludovico II. , il Friuli pafsò fotto 
il loro dominio Veneto col rimanente dell' fllria . Sì 
rapidi progredii dettarono 1' emulazione ne' popoli della 
Lombardia per unirfi fotto il Governo Ariftocratico de' 
Veneziani. Prima il Brefciano, indi il Bergamafco vi 
concorfero poco dopo . Ecco (labilità la potenza Vene- 
ziana in Terra , ed in Mare . Qin però non fermaronfi 
gli acquifti; perciocché in breve vi fi aggiunfero Crema, 
c Cremona, il Polefine, il Regno di Cipro, con varie 
Città marittime di Puglia; ma furono perduti alcuni 
luoghi della Dalmazia , e gran parte della Morea , prefi 
dal Conquiftatore Maometto II. Più grave danno però 
rifentirono i Veneziani nel loro traffico, alimento delle 
loro grandezze , e forgente del loro potere. Sul finir*» 
appunto di quello fecolo fu pattato dai Portoglieli il 
Capo di Buona Speranza , con quella rivoluzione nei 
commercio Veneto, che s' è già fopraccennata , c che 
fu la prima epoca della fua decadenza. 
, Il Secolo XVI. è memorabile per la famofa lega di 

Cam- 



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4$ LA REPUBBLICA Di VENEZIA • 

Cambrai , ordita dal Pontefice Giulio II. c componga da 
quali tutti i Principi d* Europa . I Francefi furono i più 
attivi , tanto reftava loro imprefla la memoria amara del- 
la battaglia del Taro . O Calato in Italia il Re in per fon a 
dopo la fanguinofa battaglia di Agnadello, o di Gbiara- 
dadda , quafi tutta la Terraferma reftò in potere di 
quella Nazione. In quello incontro tutti x Collegati ricu- 
perarono facilmente le Città pretefe. La facilità degli ac- 
quieti raddoppiò l'appetito ne' Vincitori. Il Pontefice fe 
ne adombrò, e la lentezza di Maflìinigliano rifvcgltò l'ar- 
dire , c la coftanza de' Veneziani , che finalmente co- 
conobbero la precipitazione delle prime rifoluzioni . Giu- 
lio II. fi fiaccò dalla Lega, c le cofe cambiarono affet- 
to. L'impeto Francele ft era raffreddato, Maflimiliano 
camminava adagio, e gli Spagnuoli erano contenti dell* 
effettuato ricuperamento delle 4. Città marittime del Re- 
gno di Napoli . Per 1' altra parte i popoli fempre affezio- 
nati all' Ariftocrazia Veneziana afpettavano 1' occafione dì 
fcacciare i foreftìeii . In breve tempo tutte le Città di 
Lombardia ritornarono al prillino Dominio Veneto, ec- 
cetto Cremona , ed altri piccoli luoghi . Cominciato il le- 
ccio da quelli infaulìi principi, terminò più infelicemente 
colla perdita del Regno di Cipro conquiftato dai Turchi » 

e po- 

(•) Dì quefla famofa Lega ceco come ne feriva il vivente Autore deU* 
Iftoria Filolofica e Politica degli Stabilimenti , e del Commercio degli .£«- 
ropei nelle due Indie, lib. t. pag. 66. dell'Ediz. di MaeAricht , in lode della 
Repubblica di Venezia , e contro i propri Francefi • „ La faviezza della 
„ Repubblica di Venezia era fìaa (concertata da una Lega , a coi non po- 
„ tè far reiifrenza, e che al certo non era in obbligo di dover prevede- 
„ re. Malti Principi d' inr creili divertì, rivali quanto alla poffanza , ed 

aventi prerefe oppofte e contrarie, eranJi di recente uniti fra loro, con- 
„ tro le regole tutte della giuf.izia, e della politica, per diftruewre tino 
„ Sraro che non fa cev' ombra a veruno di loro; e Lodovico XIT. delfo, 
„ cui fra i Principi rutti do7ca più ftar a cuore pel proprio interete la cou- 

fervazion di Venezia, Lodovico XII., dico, colla vittoria di Ghiari- 

dadda la ridufle all'orlo del precipizio. La diviùooe che di neceffìrà 
„ forger dovea fra Alleati di funil. fatta, e la prudenza della Repubblica 
,, falvara l'avcauo da coi cito pericolo, iu apparenza graviflimo, intatti 
„ però meco grande ec. 



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* 



INTRODUZIONE. <jO 
e poco fervi a medicare sì acerba piaga la famofa vitto- 
ria ottenuta dai Veneziani e Collegati contro la Flotta 
Turchefca totalmente disfatta ne' Mari di Grecia, agli 
Scogli de' Curzolari . 

Anche il Secolo XVII. fu affai torbido, e calamitofo. 
Sui bel principio inlòrfero alcune turbolenze colla Corte 
Romana, che fecero dello Crepito in Europa; ma reca- 
rono colla mediazione del gabinetto di Parigi felicemente 
fopite. Gli Ufcocchi imitatori degli antichi Narentani di- 
ìlurbavaiio la navigazione, e la tranquillità dell' Adriati- 
co, e ponevano la Repubblica in cont'inuo procinto di 
avere nuovi difgufti dalla Porta Ottomana . Si credeva 
che la Cafa d'Auftria fpalleggiaflc li Corfari fuoi fudtil- 
ti; e fi venne ad una aderta guerra colla medcfima . Fa 
polio l'attedio a Gradifca fortezza del Conrado di Gori- 
zia . Intanto fi tramava da alcuni fuorulciti di varie na- 
zioni fono l'ombra dei miniftri d'una Potenza non trop- 
po amica una complicatiiTima congiura contro la Repub- 
blica. La qualità dei talenti impiegati nell' ordirla l'ave- 
va pre{fo che condotta a termine lenza il 'minimo femore 
del Governo. Fu però feoperta tulio feoppiare, ed eferrv- 
plarmente fi caligarono i complici. L'Arciduca convenne 
nella diftruzione dè* Pirati Ufcocchi ; e fu riftabiJita la 
pace. La fine del Secolo fi fegnalò colla perdita gloricfa 
deil'Ifola di Candia contrattata a palmo a palmo all' 
eferciio Ottomano : perdita in qualche parte riparata coli' 
acquilo dell' Ifola di S.Maura, e della Morea. 

Il principio del prefente Secolo XVIII. fu parimenti af- 
fai turbolento. I Turchi tentarono con tutte le loro for- 
ze l'Ifola di Corfù; ma dalla Repubblica fu con fermez. 
za difefa per mezzo del Generale Scolemburgo al cui va- 
lore dalla Repubblica fu eretta . una (tatua nella piazza 
della fteffa Città di Corfù: onore non mai praticato dal. 
la Repubblica fe non verfo que' Generali delle ftie armate 
terreftri, che rendono qualche fegnalato fervigio allo Sta- 
to. La guerra fu foftenuta da' Veneziani con intrepidezza 
femprc memorabile anche a Secoli futuri ; e la tranquilli- 
tà , fu rifiabilrfa colla pace ;di Paflarowirz , colla perdita 
della Morea . Dopo queh? epoca la Repubblica fu femprc 

' Italia. D pa- 



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50 LA REPUBBLICA DI VENEZIA • 

pacifica, confervandofi neutrale in tutte l'occafioni di 
guerre, chi tanto difturbarono V Europa . Su di cjuefto 
piede dura tuttavia , confervando l'antico Tuo fiftema , 
non insaccandoli dalle vecchie Tue corrifpondenze colle 
Corti d'Europa, ed occupandoli indefeflamente a regola- 
re l'interiore de' proprj Stati, ed a promuovere via mag- 
giormente la felicità de'fuoi fudditi. 




STA- 



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* 

STATO DA TERRA 

Avvertimento. 

ABbiamo già offervato nell'Introduzione, che tutto Io 
Stato da Terra dividefi in 14 Provincie , e tùie è 
certamente la fua divifione geografica ; ma eflendovi al- 
cune Provincie fmembratc in più Governi indipendenti 
l'uno dall'altro , ho giudicàto più opportuno in quefta 
deferizione attenermi alla divifione de* Governi Capitali, 
additando però a qua! Provincia geograficamente appar- 
tengano. Per maggiore intelligenza deve anche avvertirà* 
che tutto lo Stato da Terra dividefi in Terraferma , e 
Dogado. La Terra ferma poi fi fuddivide in Terraferma 
di qua dal Mincio > e dì là dal Mincio , divifioni che ba- 
llerà avere indicate nel prefente avvertimento. 

Intorno la fituazione, grandezza, ecoftituzione di que- 
fta parte del Dominio Veneto fi è parlato di fopra neh" 
Introduzione. Comprende le regioni anticamente abitate 
dai Galli Ccnomani , e dai Veneti.. Ne' fecoli di mezzo 
quefte ftefle regioni furono comprefe in parte nelle Pro- 
vincie di Liguria, e di Venezia; quindi dopo le conqui- 
ftc di Carlo Magno formarono parte delle Marche d* 
Ivrea, di Trcvigi, e del Friuli; tre delle fette ftabilite in 
Lombardia da queir Impcradore , comprefo il Dogado , 
antico patrimonio de* Veneziani rironofeiuto libero nel fa- 
molo concordato dei due Imperjfra Carlo , e Niceforo . 
Siegue la deferizione della Terraferma, e Dogado. 

I. IL CREMASCO 

Paragrafo i. 

npRovafi delineata quefta Provincia in varie Carte Geo* 
X grafiche del Magmi , BUen , Sanfin , e Cantelli* 
copiate l'una dall'altra . Un difegno topografico affai 
efatto della medefima fu pubblicato colle ftampc da GU\ 
Andrea Bottini Capitano Ingegnere della Repubblica . Qu*- 

D a iU 



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LO STATO VENETO. 

fta è la Provincia più piccola di tutta la Terraferma Ve- 
neta, cftendefi in lunghezza folo miglia i6, in larghezza 
jo, ed in circuito ne gira 50. Confina da Levante col 
Cremonefe, da. Mezzodì e da Ponente col Lodigiano , e da 
Tramontana colla Ghierra d'Adda in parte, ed in parte col 
Cremonefe; coficchè refta quafi ifoJata in mezzo ^ i Du- 
etto di Milano , ne può aver comunicazione colle altre 
Provincie Venete, fe non permezzo d'una fola breve Gra- 
da detta lo frettato che 1' unifee col Bcrgamafco a Tra.- 
montana . 

§. 2. L'aria è un poco grofla , ma pure falubre . Il 
terreno è totalmente piano , nè vi fi trovano monti , o 
colline nè grandi, nè piccole, da certa piccola eminenza 
in fuori , che circonda quafi la Provincia da Ponente a 
Mezzodì, la quale chiamafi la Co/ìa, Quefta elevazione 
di terreno è ancora un veltigio delle rive d' un gran Ia- 
go , o palude che anticamente ingombrava tutto il p«ie- 
fe, ora comprefo fotto quefta Provincia e chiamavaii il 
Lago Geronào. Tutto il terreno è graflo, e fertile produ- 
cendo ogni fona di grano, e frutta in abbondanza . Il pro- 
dotto di grano di un fol anno farebbe fufficienxc all'intero 
mantenimento di tutti gli abitanti per tre anni di fegui- 
to ; e farebbe , per cosi dire , di niun prezzo , le la lcar- 
fezza delle vicine Provincie non fot tea traile a coniumarlq, 
introducendoG per tal via nella Provincia buona quantità di 
danaro. Le viti vi allignano poco, o fono poco coltiva- 
te , mentre non produce il paele tanto vino che balli , 
fe non pe r lrc dell' anno al bifogno degli abitanti . 
Due prpdotti copipfi fono oflervabili in quefta Provincia, 
cioè la feta, ed il lino. La feta del Cremafco riefee co- 
sì fina, e (limata, che a gara vi concorrono a .comprare 
la i Bergamafchi vicini , i quali di poi lavorandola 
ne fanno un vantaggiofo commercio colla Francia, e col 
Piemonte, ed altre parti d'Europa, ov'è in molta ftima 
per l'ufo maflìmamente di tener drappi . Sarebbe dcCido- 
rabilc che un fomigliantc fpirito d' induftria s' introduceflè 
ed allignane anche ne'Cremafcht , onde non folamcnte 
fvolgendo e filando la loro feta, ma torcendola, e lavo- 
randola fi dafle impiego a più perfone, e fe ne ritraeflfe 

c re- 



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IL CREMÀSCÒ. 53 

e reftaffe in paefe il profitto, che nè rifalterebbc . 11 li. 
no anch'etto è un prodotto quali tutto proprio alla fola 
Provincia Cremafca , ove nafte iti tanta copia , e di qua- 
lità cosi fina, che non v'è il migliore in tutta l'Italia . 
Quello prodotto è tanto più utile , quanto che in foli 
due meli fi femina e li raccoglie . Lo fpirito d' induftria 
non eflendo molto avanzato negli abitanti , le manifattu- 
re di qucfta fpezie tìon fono molto topiofe nella Provin- 
cia ; mentre la maggior parte del lino fi vende in ifpezie! 
ai mercanti di Genova $ Bergamo , e Salò. La fertilità 
del Cremafco proviene in gran parte dalla quantità delle 
acque che V irrigano . 

I Fiumi principali fono dué . Il Serio, che fccndendo 
dai monti del Bcrgamafco , entra poi nel Cremafeo , e 
lo divide in due parti quafi eguali, è il maggiore di tut- 
ti . Elfo per altro d'ordinario non è troppo copiofo d' 
acqua, coficchè può agevolmente guadarfi ; ma nelle 
piene non effendo valicabile , vi fi trovarlo due ponti di 
legno, uno in Montodinc*, l'altro a Crema fabbricato C 
mantenuto dalla Città ftefta , che ne efige anche il pe- 
dagió dai foreftieri . Di quello fiume per tutto il fuo cor» 
fo lui Cremafco è invertita con titolo di Contea, e Feo* 
do la nobile famiglia Bonzlo , che ne affitta anche la pei* 
ragione . La Comuna , detta anche Cremafca , è un ramo 
deli' Adda , da cui sbocca dirimpetto al villaggio di Caf. 
{ano. Àmbidue quelli fiumi congiuntififotto Montodine fi 
gettano nell'Adda, dopo aver fervito all'irrigazione delle 
campagne . Miniere non fe ne trovano in quella Pro- 
vincia » 

$. 3. Si contano in tutto il Cremafco una Città , 4. 
grotti borghi ben fabbricati > e 55 Comuni comporti di 
numero aflai maggiore di villaggi diftribuiti fotto 47 Par- 
rocchie . 

Li Corpi Provinciali fono còrhpólU di $ dadi ; La ^ri- 
ma comprende i Cittadini rapprelentati dal Configlio Mag* 
giore della Città; La feconda clalfe contiene i Territo- 
riali abitanti nei $3 Comuni della Provincia , e rappre* 
fentati dal Configlio del Territorio , comporto di zSCon- 
figlicri, e 4 Sindici generali t colia prefidenza del Vica- 

D $ rio 



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54 LO STATO VENETO. 

rio del Governatore della Provincia , Quello corpo ha i 
fuoi fubalterni miniftri, cioè Ragionato % f 'efori ere , e Fante 
con due fervitori in livrea ; e tiene nella Dominante il 
proprio Nunzio, ed un Protettore dell'ordine Senatorio* 
La terza claflc comprende gli Eccleftaftici , o fia il Cle- 
ro , rapprefentato dai proprj deputati colla prefidenza dei 
Vcfcovo . 

La popolazione di tutta la Provincia afeende a cir- 
ca 40000 abitanti. Nel governo della medefima rifie* 
dono 4 Patrizi Veneti. Il primo col titolo di Podcftà 
c Capitano, folo governatore della Città, e della Provin- 
cia tutta . Quello Reggimento una volta entrava nel nu- 
mero di quelli che apportano difpendio al Rettore ; ma 
preientemente non è più tale , e fuol durare \6 meli 

Alla Camera della Provincia prefiedono altri due Pa- 
trizi, col titolo di Camerlenghi, e la loro ifpezione è di 
aver cura delle entrate pubbliche , che fi ricavano dalla 
Provincia. Il quarto Patrizio ha il titolo di Cartellano, de- 
purato alla cuftodia, ed al comando del cartello della Città* 

§. 4. Il Crcmafco anticamente era un terreno paludo- 
fo, che fi (tendeva fra l'Adda e l'Oglio; fiumi che col- 
le loro cfcrefcenjc lo rendevano tale . Quelle paludi fe- 
condo alcuni portarono il nome di Lago Gerondo , nei 
cui mezzo efiftevano varj dorfi di terreno più elevato , o, 
ifole fangofe foggettc però, all' eferefeenze dell' acqua * 
Una fra le altre fi diflingueva in altezza e grandezza , 
chiamata U Mcfa , parola fecondo alcuni tratta dalia la- 
tina limofa, o ila fangofa , nome che bene le conveniva. 
Il Sigonio autore affai accreditato , e veridico e* indica 
la fondazione di quella provincia con quefte parole traf- 
portate in lingua tofeana.,, Sotto 'l'impetuoia invasone 
„ di Alboino (condot fiere e poi primo Re de* Longobardi in 
„ Italia) 'come nella Provincia di Venezia , così ne'.Ja 
„ Liguria ( che fi flendeva .affai oltre Crema ) fu tanta la 
„ corternazione , e la defolazione degli abitanti, che la 
„ maggior parte lafciate le Città , fi trasferirono nelle 
„ paludi, e nei laghi, dove non potevano eiter raggiunti 
„ dai Longobardi , fe non per mezzo delle barche . tc 
Nacque adunque nel fecola VI. alla Veneta quafi 

coe- 



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IL CREMASCO. 55 

coetanea la Provincia Cremafca , ambedue nella catto- 
lica fede , ed a filo del fangue più nobile delle colonie 
Romane. Il condottiere de* fuggitivi chiamavafi Cremete 
d'onde poi prefe il nome la Città, e la Provincia. Sotto 
Autario terzo Re Longobardo pafsò la nuova Colonia 
fotto il dominio di quella nazione. Indi fu dominata dai 
Franchi , dopo la dillruzione del Regno Longobardo. 
Nel principio del fccolo XI. comincia ad apparire più 
chiaramente lo llabilimento della Provincia Cremafca . 
Trovafi memoria che nel 1007 il paefe era dominato da 
certo Mafano Conte di nazione Francefc , il quale anche 
era padrone di Lodi Città vicina a Crema . Quefto fu 
per così dire il fondatore deila Provincia, mentre ne mi- 
gliorò in gran parte il terreno , facendone sbarbicare V 
inutili bofcaglie , e difleccare la maggior parte delle pa- 
ludi, maflìme verlò Settentrione. Ma poco godè il frutto 
della lua induftria , poicLè caduto in fofpetto di ribellio- 
ne, o fìa fuppcflo parziale della (azione de'Milanefi (che 
già cominciavano, dopo la morte del Re Ardoino , ad 
innalzare il pen fiero alla liberti ed al dominio, per infì- 
nuazione del loro Arcivefcovo ) fu Mafano fpogliato del 
dominio dall' Impcradorc Corrado il Salico . L'cfempio de' 
Milanefi delio nei Lombardi lo fpirito Repubblicano ; 
quindi li videro quafi tutte quelle loro Città renderfi , 
c dichiarar fi libere x e coli' oppreftionc de' vicini dilatare i 
proprj Territori. Allora fu che i Crcmonefi podi gli occhi 
fui Cremafco inventarono prerefe fopra del medefimo , come 
paefe di amichiflima loro giiirifdizione, prima che foflb abi- 
tato e rcnduro fertile. Vollero coli* armi far valere quelli 
loro immaginari diritti , e ne fecero beo predo un eipcrirnento 
inutile nel 1098. Rinnovarono il tentativo più felicemente 
3 8 anni appreffo, e fe ne impadronirono nel ino". Tredici 
Anni però dopo tale conquida furono novamentc faccia- 
ti dai Cremafcfoi, che il pofero in libertà ad efempiode' 
popoli vicini. Per la dolorofa perdita imperverfarono i Cre- 
moncfi a fegno che dall' Imperadore Lotario III. furono 
polli al bando dell'Impero. Ma fotto l'Impero di Federi- 
go I. ottennero per danaro i Cremonefi un diploma Im- 
periale 3 che dichiarava il Cremafco devoluto al loro do 

D 4 minio 



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$6 LO STATO VENETO. 

minio . I Cremafchi però negarono di fottometterfi ; ori» 
eie fdegnato i' Imperadore poie l'aflèdio in perfona alla 
loro Città, ove trovò una refiftenza altrettanto impenfa- 
ta, quanto rigoroia . Fu memorabile l'attedio che durò 
lungo tempo » Vi concorsero con tutte le loro forze i 
Crcmoncfi , vi fi trovò in perfona 1' Imperadorc , vi calò 
di Germania 1* Imperadrice col Duca di Saflònia , ed ai- 
tri Principi Alemanni . Finalmente vennero i Cremafchi a 
capitolazione, e fortirono dalla Città in numero di 20000. 
Crema fu diftrutta, e col fuo Territorio venduta aiCre- 
monefi. L' efpugnazionc di quella Città fu confederata dall' 
Imperadore imprefa di tale importanza per onore delle 
fue armi, che usò di fegnarla come epoca memorabile ne' 
diplomi che rilafciò a varie Città in Italia . 

Partito T Imperadore negarono novamente ubbidienza 
a* Cremonefi gli avvanzi di Crema. Si fortificarono ne' 
Cartelli del Territorio, e ricalarono di riabitare la Città 
finche fofle in potere de' loro nemici. Cambiata in Se- 
guito faccia alle cofe, fatti nemici a Cefare i Cremo- 
nefi, pafsò lo ftefTo Imperadore di bel nuòvo fui Cre- 
mafeo per rifabbricare la Città diftrutta, e rimife i Cre- 
mafchi in libertà . Nel tempo dell' efiglio loro, che 
durò 25 anni, fi moltiplicarono, e fi ftabilirono molti 
villaggi , terre , e caftelli nella Provincia ; coficchè nei 
119!. vi fi contavano più di 40 terre, divife in quattro 
Diftretti come rilevafi dal Diploma di Enrico VI. Im- 
peradore, carpito novamente dai Cremonefi a forza di 
danaro. Il primo diftretto chiamavafì dell' Jfola Ftilclre- 
ria> che alcuni vogliono che fia la Ghicrra d' Adda, e 
comprendeva 14 villaggi; il fecondo portava il nome di 
Vaure , oggi forfè Vajrano , a cui erano annelTi 7 villag- 
gi . Il rimanente della Provincia era divifo in Crema [co 
di qua dal Serio, a Levante di quel fiume, e conteneva 
30 villaggi; ed in Crema/co di la dal Serio a Ponente , 
comporto di 9 villaggi . Ottone IV. Imp. rivocò il de- 
creto, e dichiarò nullo il diploma di Enrico . Prima del- 
la diftruzione di Crema la Provincia era governata dai 
Conti di Camifano difendenti dal fummentovato Mafa- 
no. Dopo »Ia riedificazione fu governata dai Cittadini 

Crc- 



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IL CRE MASCO. 57 

Cremafchi. Soffri varie vicende, e finalmente ne fu tra- 
sferito dal popolo Uetto fpontaneamente il dominio nella 
nobile F.jmùva Btnzona, una delle più antiche, e più 
iliuliri di <ju»jita Nazione . Giorgio Benzone nel 1407 
lì rendete ideatamente tributario ai Duchi di Milano, 
e tenne di poi la Provincia come feudo di quel Ducato 
con titolo ci Conte per qualche anno ; ma infunatagli 
la vita dai Duca, ricorfe Giorgio alla protezione della 
Repubblica , che già V aveva anni prima aferitto alla no- 
mila de! ino Maggior Configlio. Fu fpedita un* armata 
nel Cremalo) fotto la condotta dell' infedele Carmagno- 
la , e colla direzione di Giorgio, intimata la guerra al 
Duca di Milano, la Repubblica lo avrebbe rimetto nei 
dominio della Provincia ; ma cadde Giorgio negli aguati 
del Milanefc , con cui ebbero lunghe ed atroci guerre ; 
finche attediata dall' efercito Veheto fotto il comando di 
Sigifmondo Malatefta lor Generale la .Città di Crema, 
deliberarono i Cittadini di rcndcrfi, e ftabilirfi fotto il , 
deminio della Repubblica ; il che avvenne Y anno J449» 
Spedirono allora i Cremafchi folenne ambafeiata di otto 
Legati alla Repubblica per giurarle fedeltà a nome di 
tutta la Provincia ; e tanta fu 1' inclinazione di quel po- 
polo al dominio Ariftocratico , e I 1 attacco verfo la Re- 
pubblica di Venezia, che accefafi novamentc poco dopo 
la guerra col Milanefc, temendo i Cremafchi che. nella 
conclusone della pace potette la loro Provincia ritornare 
fotto il giogo di quel Duca, vollero dal Governator Ve- 
neziano le chiavi della Città e della Fortezza, rifoluti 
ài perire piuttofto, che {laccarli dal dominio della Re- 
pubblica . Nella famofa Lega di Cambrai pafsò il Crc- 
mafeo fenza rcfittenza in potere de'Francefi con avverfio- 
ne del popolo, a cui alcuni anni dopo riufeì di nova- 
mente ritornare fotto 1' antico dominio Veneto . 

§. 5. La Provincia Cremafca prefentemente non è più 
divila ne' quattro fuoi antichi diftretti già nominati, il 
nome de' quali fi e totalmente abolito. Si può però in 
vece di quetta confiderai^ la divinane della fua Diocefi, 
che appunto ftendcfi a tutta la fola Provincia . Qiiefta 
anticamente era fmembrau in tre parti, una delle quali 

era 



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5$ LO STATO VENETO. 

era foggetta al Vcicovo di Lodi , V altra a quello di 
Piacenza, e la terza a quello di Cremona; ma nel 1579 
dal Pontefice Gregorio XIII. la Provincia tutta fu unita 
in una fola Dioccfi , e fu inftituito un nuovo Vefcovato 
nella Città di Crema. Finora quello Vefcovado ha avu- 
to 9 Vefcovi, La Dioccii comprende: 

1. La Città dì Crema . 

In mezzo d' una perfetta e larga pianura giace quefta 
forte, c bdla Città che adorna, regge, e dà nome a 
jutta la Provincia. La grandezza del capo corrifponde 
all' cftenfione del corpo . Non gira in circuito più di 
paflì Veneti . Il fiume Serio da Levante, e da 
Mezzodi vi feorre il Travacone . Da Settentrione per 
mezzo di fotterranei meati entrano nella Città i fiumi- 
celli Ritto ^ e Kodeilo y che fervono a dar acqua alle fofle 
della Città fletta , c del Gattello , folto di cui per mez- 
zo di uno fcolatojo elcono, e fi unifeono al Serio . Si 
entra nella Città per due fole porte, una detta la porta 
d* Ombriano a Ponente, che guarda Lodi, 1' altra chia- 
mata porta di Serio a Levante dalla parte di Brelcia • 
Internamente però ve ne fono altre due ora chiufe , e 
chiamanit-Itì-^orta nuova , e quella di Rjpalta . Le fue 
fortificazioni fono prive di baluardi, e bah 1 ioni reali. IL 
recinto delle opere cfteriori è incamiciato di muro e cote. 
La Porta d* Ombriano ha una difefa formata a guifa di 
un ferro da carallo, a cui Ita d 1 intorno un' opera a 
corna , ed è fiancheggiata dal Travacone . Quella di Se- 
rio oltre una firn ile fortificazione è guardata dal Ca fi el- 
io, la cui figura è un poligono irregolare, e gira in cir- 
cuito circa 260 pa(Ti Veneti . Il rimanente della Città è 
cinta di Rivellini, e d' altre firn ili antiche fortificazioni 
interne ed elicine . La Città è ben fabbricata ; ha ftrade 
fpaziofe , bei palazzi , c magnifiche Chiefe . Vi fi conta- 
no 5 Parrocchie con altre 28 Chicle, alquanti monafler;. 
d' uomini, e di donne, ed oratori . La popolazione del- 
la Cina afeende a circa S^oo abitanti . Vi fono tre 
Ofpicalij uno per gì' Infermi, Y altro pe' Bambini efpofti r 

ed 



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JLCREMASCOI f& 

ed il terzo pe* Poveri Mendicanti. Il primo fu fondato 
r anno 1277 da J4 nobili Famiglie Cremal'che , ed ar- 
ricchito di grolle rendite. Le piazze maggiori della Città 
fono quelle del Cartello , e la piazza maggiore detta dell' 
armi , e del Duomo . QuelV ultima è circondata da ma- 
gnifiche fabbriche, dalla Chiefa Cattedrale, dal Vcfcova- 
do, e dal Palazzo del Rapprefenrante . Quella è una 
fabbrica affai eftefa difpofta con buona fimmetria, e fer- 
ve d' abitazione al Governatore Veneto. Sotto il Palaz- 
zo fi vedono la Gran Guardia , e gli offizj de* Nota; . 
Segue colla medefima architettura Y abitazione degli al- 
tri Miniftri fubalterni del Reggimento, poi quella dei 
Camerlenghi, chiudendofi tutta la fabbrica con un arco 
a di gran porta della piazza, che foftenta la tor- 

re dell' orologio. Quello portone fondato fopra quattro 
pilaùri è difegno del celebre Architetto Bramante, e vie- 
ne comunemente ammirato dagli Intendenti, ed è di fat- 
ti degno di edere oflcrvaro . Sieguono immediatamente 
appretto fullo fteflò ordine d' architettura le Sale della 
Città, ove fi radunano il Configlio, ed i Magiftrati; ed 
ove fta pure 1' Archivio della Città , in cui fi conferva- 
no le pubbliche fcritture foio dal tempo della dedizione 
fino al prefente, effendofi in queir occafione abbruciato 
V antico archivio. La Cattedrale è arricchita di pitture 
eccellenti, ed ha un campanile di nobile, c vaga brut- 
tura , che credefi fabbricato dai Franceiì , ne' tempi che 
dominavano la Città . Il Capitolo comporto di 14 Ca- 
nonici con le dignità di Prevofto , e di Arcidiacono, e 
8 Prebendati . Il Prevofto della Cattedrale è nello ftef- 
fo tempo Parroco, ed ha fotto la fua cura circa 2300 
anime . La fua Parrocchia , come pure le altre della 
Città, anticamente fi crtendevano anche fuori delle mura, 
ma di prefente tutte egualmente reftanò circonfcrit te den- 
tro i confini della Città . Vi fi trova parimenti un Se- 
minario di Chierici erettovi V anno 1583 dal primo Ve- 
feovo Gian -Giacomo Diedo, giufta le preferizioni del 
Concilio di Trento . Quello però che fuflìfte prefentc- 
mente fu fatto fabbricare nel lìto in cui fi vede dal Vc- 
feovo Giacomo Griffoni fui principio dei prefente fecolo ; 



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60 LO STATO VENETO» 

e vi fi allevano 24 Alunni . Vi s* infegnano , la Giani-* 
matica , la Rettorica , la Filofofia , c la Morale , e v' ha 
una fufficiente Libreria* Il Monte di Pietà a follievo 
de' Poveri vi fu fondato alle pie inflnuazioni di S. Ber* 
nardtno. Dal. medcfirno Monte di Pietà fono mantenu- 
te le pubbliche fcuole per educazione della gioventù; ed 
allo Aedo prefiedono 12 Nobili eletti ogni anno dal 
Configlio della Città, ogn* uno de' quali vi prefiede un 
mefe dell' anno* Il Teatro che vi fi vede è architet- 
tura dei Pozzi ; ed è fabbricato fopra un' acqua che fot- 
to vi feorre opportunamente per l'-occafioni, che potef- 
fero avvenire d' incendj * Vi fono 6 quartieri per allog- 
gio dell' Infanteria a fpefe della Città, c due per la 
Cavalleria mantenuti dal Territorio 4 Anche fuori della 
Città efiftono due belle fabbriche degne della curiofità 
de' foreftieri. Una è il bel Tempio di S. Maria della 
Croce fituato in un fobborgo verfo Settentrione allevan- 
te del fiume Serio f fabbrica offcrvabilc per la fua archi- 
tettura cfterna ed interna, pe' marmi, e per le rare pit- 
ture che 1' adornano . Fu cominciata nel 1400 , e ter-* 
minata nel jjpo coi* limofine , ed offerte de* Fedeli, 
da' quali tuttavia è molto frequentata . Fu molti anni in 
cura dello Spedale de* Mendicanti , al quale con Bolle 
di Papa Aleflandro VI. era ftata unita; ma nel 1676" 
fu dal Coniglio della Città fteffa conceffa a' PP. Car- 
melitani Scalzi | che tnttavia la uffiziano con molta edi» 
fkazirjne. L 1 altra fabbrica pubblica oflervabile fuori del- 
la Città è la Fiera coftruita di pietra di là dal Se- 
rio , che ivi fi paffa fopra un ponte di legno lungo 664 
piedi . 

Il ConfigHo della Città dopo alcuni regolamenti fopr* 
le pratiche più antiche fi è finalmente ridotto al numero 
di 60 Nobili, che abbiano oltrepaflata l'età di anni 24, 
tre de' quali col titolo di Provveditori rapprefentano or* 
dinariamente tutto il Corpo. Dal mcdefimo fi eleggono 
ogni anno varie Magiftrature , o fia Prcfidenze, cioè al 
Monte di Pietà, agli Spedali, alle pubbliche ftrade , ai 
danni dati, alle vettovaglie, alle caufe pie, ai monafte* 
r) > alle carceri, alla fanità, c molt' altre, le quali tutte 

£ ria' 

» 

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IL C R E*M ASCO. 6l 

fi rinnovano dentro certo determinato tempo , durando 
i,i vita la fola prefidenza allo Spedale degl' Infermi , 
, compolta di 14 perfone Nobili difendenti, o rapprefen- 
tanti le 14 Famiglie, che lo fondarono. 

I Miniiiri fubalterni del Reggimento fono due AfTef- 
fori, uno al Civile, detto Vicario Pretorio, e 1* altro al 
Criminale col nome di Giudice al Maleficio. Un Cancel- 
liere , che ha incombenza delle pubbliche lettere, ordini, 
£ procclfi. I Minilhi fubalterni ai Camerlenghi con pub- 
blico fti pendio fono il Contadore , Scontro, Quaderniere , e 
Cavallaro. Evvi ancora un Collegio de*' Dottori, i quali 
oltre le altre incombenze giudicano in appellazione le 
temenze del Vicario Pretorio, mentre quelle ócì Gover- 
natore fono devolute in appellazione alle Magiftrature 
della Dominante. 

II Patrizio Cartellano rificde nel Cartello, nè^h a veruna 
ingerenza nel governo . Vi è inoltre un'altra dignità mili- 
tare foftenuta da un Nobile Cremafco col titolo di Governa- 
tore dell'armi . La Guarnigione non e molto numerofa. 

Varj fono i privilegi conceduti a quefta Città dalla 
Repubblica , riconfermati con replicati Decreti . Ha il pro- 
prio Statuto particolare ftampato. Vi fi fa ogn' anno una 
fiera efente da ogni dazio, oltre varj mercati aflai ricchi 
di grani e bertiarrti , 

Nacque Crema V anno 570 dalla difìruzione delle cir- 
convicine Città, come fi è accennato, ma fopra tutto dal- 
le rovine di Palazzo Pignano, Cartello antichiflìmo dell' 
Ifola Fulcheria, detto latinamente Palatinm Apiniamm . 
Fu dominata da' Longobardi, da' Conti di Camifano, 
pofeia libera, indi fu retta dalla Cafa Benzona, dai Vi- 
sconti , dalia Repubblica, e dai Francefi, fcacciati i quali 
finalmente ritornò ai Dominio Veneto . 

Vicaria di Ojfanengo. 

Stendefi a levante del Serio, e comprende 7 Parroc- 
chie con circa 4600 abitanti. Il luogo più oflervabile è 

Ojfanengo , una delle più antiche Terre delia Provincia 
fituata fopra varj canali d* acqua per V irrigazione, delle 

cam- 



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6l LO STATC* VENET O > 

campagne . Anticamente aveva un Cartello , e varie al- 
tre fortificazioni all' antica; ma furono fpianatc da Gior- 
gio Bcnzone nel Secolo XV. Nel 1524 vi fu tenuta una 
fpezic di Dieta o CongretTo, in cui intervennero il Duca 
di Borbone fuorufcito di Francia, il Viceré di Spagna, 
il Marchefe di Pefcara , il Duca d' Urbino Generale del* 
la Repubblica, il Duca di Milano col fuo Governatore» 
Oggi è luogo aperto porto fulla ftrada di Brefcia , e con- 
tiene circa 1200 abitanti . Anticamente dividcvafi in 
OfTanengo minore e maggiore, e lo è ancora ne* pubbli- 
ci Regiftri quanto ai fondi; ma l'abitazione prefentc- 
mente è continuata , ed indivìfa . Le altre 6. Parrocchie 
fono Jzano , Sahirola , Madignano , Botta] arte , Ver ganzane 
S. Bernardino . 

3. Vicaria dì RJpalta Nuova . 

Comprende 8 Parrocchie con circa 6"ooo ' abitanti , e 
ftendcfi di qua e di là dal Serio. Si notino 

1. Montonine, borgo ben fabbricato con circa 2000 
abitanti pollo fui fiume Serio . Vi fi vede un Oratorio 
dedicato a S. Zenone, molto frequentato dagli abitanti 
circonvicini . 

Quivi finifee 1* altura di terreno detto la Colia ^ che 
era anticamente il confine dell' allagamento cagionato 
dall' Adda , dall' Olio , e dal Serio primachè veniffero 
xiftretti ciafeuno ne' proprj alvei . 

2. Ribalta Nuova , detta anche Ripalta Graffa Parroc- 
chia che dà il nome alla Vicaria, e contiene circa 1000 
abitanti. Le altre Parrocchie fono Ripalta Vecchia , o 
Ribalta Magra , Ripaltella Argina , Rifrittila Querina , 
MofcaranOy Zapello , S. Michele. 

4. Vicaria di Cbieve. 

Contiene 8 Parrocchie con 5500 abitantifcicirca . Stefl- 
defi da Ponente verfo il Lodigiano, ed i luoghi piùcon- 
fiderabili fono 

1. Credeva , Villaggio ameno fulla Corta, popolato da 

circa 



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IL CREMA SCO* 6$ 

circa 800 abitanti. Ebbe qui origine la Congregazione 
de' PP. Agoftiniani di Lombardia, ftabi/iti di poi in 
Crema, e dilatati anche altrove, i quali ancora vi han- 
no P antica loro Chiefa, con una fpezie di Chioftro vec- 
chio per abitazione. 

2. Canaletto Ceredano> Villaggio groflb con più di 1000 
abitanti, fede della Camera del Priorato volgarmente 
detto Abbazìa DoIJìna. 

3. Cbieve, che dà il nome alla Vicaria, luogo de' più 
antichi della Provincia, ove flava il tragitto dalle paludi 
air ifola Mofa , ne' primi tempi della prima popolazione* 
E' luogo ameno v c contiene circa 800 abitanti. I nomi 
delle altre Parrocchie fono Capergnanica , Bolzone , Ridia- 
no, PajJ arerà 9 Rovsrsdo. 

5. Vicaria di Bagnolo . 

E* la più popolata di tutte , ed ha circa 6400 abitan- 
ti, con 6 Parrocchie. Si notino 

1 . Bagnolo , bel Borgo fabbricato fulla Cofta , che con- 
tiene circa 2000 abitanti . 

2. Palazzo, un tempo Cartello rinomato, le cui rovi- 
ne confluirono all' ingrandimento di Crema . Nelle lue 
vicinanze predo il fiume Tormo furono feoperte le ve- 
ftigia dell' antica fua grandezza. Ora è un femplice ame- 
no Villaggio con circa 800 abitanti . 

3« Ombriano , Villaggio ameniiìimo quafl due miglia 
fuori di Crema dalla parte di Ponente , e fi {tende di 
qui e di là dalla ftrada di Lodi fin lotto le mura della 
Città, contenendo circa 2000 abitanti. 

Le altre Parrocchie chiamanfi Scannabne , Monte , c 
Fajano . 

6. Vicaria di Fra/core. 

I • ' 

Abbraccia due Parrocchie , ma non ha più di 4J00 
abitanti. Si poflbno oflervare 

1. Fra/core Villaggio di circa 800 abitanti, che dà il 
nome alla Vicaria. 

2. n 



I 



f$4 LO STATO VENETO. 

2. // Mofo fito paludofo di circa 7 miglia di circui- 
to, unico avanzo delle antiche paiudi che ricuoprivan tut- 
ta la Provincia, in mezzo a cui fcorrono varj riumicciii, 
che l'alimentano. 

Le altre Parrocchie fono Tortino , Azzano , P iranica > 
Farinate , Coprali* , (fintano , Cafaletta Vaprto , Crtimfa 
no y Campagnola , J. Stefano. 

7. Vicaria di Gabiano. 

Stendefi di quà e di là dal Serio , comprendendo 7 
Parrocchie con circa 4000 abitanti . I luogni più offer- 
vabili fono . 

1. Camifano Terra delle più antiche della Provincia 
con una Rocca antica, da cui prefe il nome la Famigli* 
nobiliflìma dei Conti di Camifano , che dominarono il 
Cremafco , e la Ghiarra d'Adda. Contiene circa 600 
abitanti. 

2. Pianengo da Ponente del Serio, groflb Villaggio con 
Monafkro di Frati Francescani ora fopprefTo . Contiene 
circa 1100 abitanti. In quefta Parrocchia avvi un'Abba- 
zia detta di S. Marino , formata dalle due Prepofiture di S. 
Marino, e S. Martino, ne' tempi addietro, di ragione de- 
gli Umiliati ; e dopo la loro eftinzione ridotta in Com- 
menda . 

3. Gabiano , che dà nome alla Vicaria , è piccolo ViL 
laggio , e le altre Parrocchie chiamanti , Viàolafco , Cafa- 
l*> RicengOy Serenano. 

IL IL BERGAMASCO. 

Paragrafo I. 

• 

Del Bergamafco furono delineare varie Carte dal Ma- 
cini , Bleau , Sanfon, e Nolin y delle quali non fi può ta- 
re alcun ufo. Vi fono però certe Carte Topografiche na- 
zionali della Provincia che fono affai migliori, quantum 
que non totalmente efatte 

§. 2. Quella Provincia da Settentrione confina coi Gri- 
dio- 

• . i 

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IL BERGAMASCO. 6$ 

gioni per. mezzo di monti alpeftri quafi inacceflibili . Da 
Ponente e Mezzodì è circondata dal Ducato di Mila- 
no, da cui pure è feparata per mezzo di monti, del fiu- 
me Adda , e di un canale fatto a mano detto il Foflò 
Bergamasco, che la divide dalla GhiarrV d'Adda, e dal 
Cremonese. Da Levante confina colla Provincia Brefcia- 
na per mezzo del fiume Oglio del Lago d' Ifeo da cui 
elee il detto fiume , e di monti altiffimi. La Tua mag- 
giore clìenfione in lunghezza arriva a poco più di 40 mi- 
glia geografiche, ed in larghezza circa 30. 

§. 3. L'aria vi è aflai temperata c ialubre, ed il pae- 
fe è parte piano, e parte montuofo . Il paefe piano ge- 
neralmente è fertile, e atto all'agricoltura ; ed il mon- 
tuofo la maggior parte iterile , e coperto di bofehi . 
Contiene però delle Valli affai fruttifere , e de' pafcoli 
eccellenti. Vi abbonda il beftiame pecorino, l'uccellame, 
ed il ialvaggiume . Vi fi fa copia grande di cacio, e di 
burro; ma generalmente la Provincia non produce tanto 
grano che balli per 6 mefi dell' anno agli abitanti . Pro- 
duce però feta , e lana in grande abbondanza . I fiumi 
principali fono il Serio, ed il Brembo copiofi d' acque , che 
fervono con gran profitto per l'irrigazione delle Campa- 
gne, ma non navigabili attelo la loro rapidità . Servono 
ciò non ottante al trafporto dei legni da fabbrica , che 
producono i monti fuperiori , e che vi fi gettano dentro 
per trasportarli alla pianura . Evvi anche un altro fiume 
meno 'confiderabile detto il Cbsrio eh' efee dal Ligo di 
Spinone lungo 4 miglia circa , e largo mezzo miglio. I 
due primi sboccano ncir^^, e l'ultimo ncU'Oglio. 

$. 4. Il Bergamafco è ben coltivato, e ricco d'abitan- 
ti, che afecndono a circa 210000. In tutta la Provincia 
fi contano una Città, più di 20 Terre grofle murate, e 
poco meno di 40 aperte, che formano circa 300 Comu- 
ni comporti di numero aliai maggiore di Villaggi . 

Il Configlio Territoriale è comporto di 16 perfone, 
col nome di Difenlbri , Sindiei , e Deputati , a' quali 
prefiede il Capitanio, della Provincia . Due Deputati rap- 
prefentano le 2 Terre, e Comunità di Romano, e Mar 
tinengo , 6 Sindfci hanno i voti delli 6 D'flrctti de!- 
Italia* E la 



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66 LO STATO VENETO. 

la Pianura , e 8 Difensori quelli delle Vaili della Mon- 
tagna .' 

§. 5. I Bergamafchi fono affai induftriofi, e dediti al 
traffico , ed abbandonano volontieri la Patria per appli- 
carfi «1 commercio ne* paefi cfteri , ove facilmente fi lta- 
bilifcono. Nella Provincia vi fono molte buone manifat- 
ture di panni di lana, e feta , che vi fìorifcono più che 
altrove. Vi fono anche delle abbondanti miniere di fer- 
ro, cave di marmi, macine da molino, e coti, dei qua- 
li generi fi fa un'efito aflai «moderabile in tutta l'Ita- 
lia. Il ferro fi lavora in quello paefe e fi raffina a per- 
fezione, e fi può dire che in quello mefliere i Bergama- 
fchi fono eccellenti . Vi fono molti forni , ove fi cola 
quello metallo, e molte fucine ove fi lavora, e vi fi tro- 
va anche una fonderia di cannoni. 

§. 7. I primi abitatori e fondatori di quella Provincia 
furono i Galli Infubri, e Ccnomani ; indi fu abitata da 
Colonie Romane , poi dai Goti , dai Longobardi , ed 
anche dagli Ungheri .* della qual nazione moiri Nobili, e 
Capitan* di guerra vi fi flabilirono nella famofa irruzio- 
ne di Rolurrfardo nel fccolo X. fotto l'Imperatore Be- 
rengario . Fu uno dei 30 Ducati Longobardi, che fi- 
mantenne fino alla d irruzione del Regno di quella Na- 
zione. Anticamente quella Provincia era aflai più vaila, 
e comprendeva tutta la Ghiarra d'Adda; ma dali^Impe- 
ratorc Enrico III. Tanno J041 fu,ri(lretta fra i confini 
che tiene tuttavia oggidì , adeguandole per limite la Val- 
tellina a Settentrione, l'Adda a Ponente, il Lago d'Ifeo, 
c fiume Oglio a Levante, e Calici Buranooggi detto /.tira- 
no a Mezzodì . Si ridufle in Provincia Veneta volonta- 
riamente l'anno J42S; c fra i Diflretti tutti , quello del- 
la Valle Seriana fuperiore fu il primo non folo adunirfi 
alla Repubblica, ma ad ajutarla ancora a fare V intero 
acquiflo della medefima. 

. vS. 8. Nella Provincia hanno giurifdizione fpirituale 3 
Vefcovi cioè quello di Bergamo che ne poflìede la mag- 
gior parte , quello di Brefcia cui fono foggette folo 5 
Parrocchie , c l'Arcivefcovo di Milano Che ne poflìede 
47 ; ed e nche il Vefcovado di Bergamo c fuffraganeo di 

quo / 



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ÌL BERGAMASCO* 6j 
quello Àrcivcfcovado . Del rimanente tutta la Provincia 
è divifa in 3 parti, cioè Territorio di Pianura , Territo- 
rio di Montagna , e Valli Separate . Quella divisione però 
di Pianura , e Montagna non proviene già totalmente 
dalla qualità de' terreni piani , o montuofi , ma da una 
civile divifione del Corpo del Configlio Territoriale . Le 
Valli poi leparatc fono così chiamate , perchè non man- 
dano ne' Sindici , ne' Difcnfori nel Coniglio del Terri-, 
torio, eflendo come diftretti feparati ; e formano altret- 
tanti corpi l'uno dall'altro feparati per privilegi. 

, TERRITORIO DI PIANURA. 

Comprende , 

t. La Quadra di Mezxo. 

Stendefi fra i due fiumi Serio t Brembo . Contiene la 
Città, e molte grotte Terre e Villaggi popolatami , con 
circa 50000 abitanti in tutto » Comprende 37 Comuni, 
oltre li Dillretti privilegiati. Si notino 

j. Bergamo in lat. Bergomum , Città capitale grande 
e ricca , fabbricata fui pendio d' un monte , con 7 grotti 
Borghi a pie del medefimo. Occupa in tutta la fua cir- 
conferenza circa 7 miglia Italiane . Elia è forte per na- 
tura, ed ha buone mura di macigno. Nel fico più emi- 
nente v' ha una Rocca affai antica , in cui fuflìfte una 
fcuola d'artiglieria per ammaeilramento d'una numero- 
fjflima Compagnia di Bombardieri Nazionali . E' domina- 
ta da un Cartello fabbricato fui monte S. Vigililo , con 
cui la Rocca fletta comunica mediante una itrada Sotter- 
ranea . Ha 4 Porte dette di 3. Agoftino, S. Jacopo , S+ 
Aleflandro, e S. Lorenzo . I nomi dei Borghi fono Borgo 
$. Antonio , e S. Leonardo , Borgo Pignolo , Borgo S* T om- 
nia fo , Borgo Palazzo , Borgo S. Caterina , e Borgo Canale . 
E refidenza del Vcfcovo, che ne porta anche il titolo di 
Conte, fenza avervi però giurifdizione alcuna fe non ipi- 
rituale. Quello Vescovado, come fi è accennato, non (i 
cftende a turca la Provincia ; ma in vece tiene a fc fog- 

E » get- 



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LO STATO VENSTO. 

gctte alcune Pievi, o Vicarie polle nel Ducato di Mila- 
no cioè Fan a di Gbierra à* Adda , ePaderno nel Crcmone- 
fe, alla quale fono anneflc altre 4 Parrocchie . L'origi- 
ne' di quefto Vefcovado ripetefi fino dai tempi apoftoli- 
ci ed il primo Vefcovo fi tiene forte S. Narno Cittadi- 
no* Berga ma feo . Le fuc rendite dall' Cilicio della Bolla 
vengono computate 1 1 340 Ducati annui . Vi fi trovano 
14. Parrocchie, con altre 48 Chiefe non parrocchiali, 
buon rumerò di Monafterj sì d'uomini, come di Donne, 
Spedali, ed altri pubblici Luoghi pii . La Cattedrale , o 
fia il Duomo benché di Architettura Gotica, o vogliam 
dire Tedeica , può paffare per una bella , e foda fabbri- 
ca. Il fuo Capitolo è comporto di 44 Carionici, comprc- 
fe le Dignità , Icelti per lo più fra le Famiglie Nobili 
Bergamasche . II Tempio di S. Maria Maggiore è aliai 
pregiabile per la fua (bruttura , e fra molte infigni reli- 
quie di molti corpi Santi , vi fi conferva un braccio di 
S. Jacopo Apoftolo , ed il corpo intiero di S. Alberto 
Cittadino Bergamafco fondatore dell' antichiflimo e cele- 
bre Monaftero di Pontita , da cui furono ivi trasferite 
nel fecolo XIV, allorché il Monaftero fuddetto fu ab- 
bruciato da Barnabò Vifconti di Milano. Vi giaciono in 
oltre in nobile maufoleo le ceneri del rinomato Bartolo^ 
meo Cottemi , Capitan Generale dell'Armi Venete . Nella 
Chiefa di S. Agoftino fta fepolto Ambrogio Calepino, che 
fi refe famofo pel fuo primo Dizionario di lingua lati- 
na . Fra le altre fabbriche degne d'oflervazionediftinguefi 
la Fiera, edificata di pietra in luogo piano in mezzo ai 
Borghi di S. Antonio e S. Leonardo. In quefta ogni an- 
no nel mefe d'Agofto avanti la fcltività di S. Bartolom- 
meo fi tiene un gran mercato detto la Fiera di Bergamo, 
a ait concorrono gli Svizzeri , e Grigioni , e tutti i Mer- 
canti di Lombardia a comprarvi feta , acciaro, ferro e 
manifatture di lana , e di feta . La fabbrica è di figura 
quadrangolare interiormente tutta fiancheggiata da botte- 
ghe, con una bella fontana nel mezzo. 

Il numero della popolazione afeende a circa 25000 abU 
tanti; e tutta la Città è divifa in 19 vicinanze. Il mag- 
gior Gonfiglio rapprefenta tutto il corpo della Città; ed 

• c corru 



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t L B fi R C A M A S C O. 6*£ 
è comporto di 150 Cittadini Nobili , 50 de' quali alter- 
nativamente reftano efclufi , coficchè tutto il Configlio 
tion è mai comporto di più di 100 Configlieri . Avvi an- 
che un Configlio Minore detto la Bina in cui non ha in- 
greffo fe non la fcrta parte del Maggiore * Le qualità rc- 
cjuifite per avere ingreflo nel Configlio Maggiore fono le 
feguenti: l'età di anni 20 compiti: non chierici! non il- 
legittimi : non macchiati di delitti pubblici ed infami : 
non aver efercitata arte meccanica , nò erti, nè il Padre 
loro; effere Cittadini abitanti nella Città, Borghi, e Sob- 
borghi . Il Configlio' non può elfere convocato fe non 
coir affenfo de' Rapprefentanti, uno almeno de* quali, o 
un Camerlengo Veneto in fua vece , o il Vicario Preto- 
rio vi deve intervenirci e prefiedere. Querto Configlio ha 
T autorità di eleggere tutti i Magirtrati fubalterni al Reg- 
gimento, ed i Giusdicenti dei Diltretti del Territorio. Vi 
fono pure 4 Collegi il primo de' Giudici con laurea dotto- 
rale dell' Univerfita di Padova, il fecondo de* Rota) , il 
terzo de' Mercanti , ed il quarto de* Addici. Nelle Scuole 
• pubbliche per l'educazione della gioventù vi fi mantengo- 
no a pubbliche fpefe Maeiìri di Grammatica, Retorica, 
e Filofofia. La Repubblica fpedifee al governo di Berga- 
mo un Podcftà, un Capitanio, due Camerlenghi , ed un 
Cartellano . 

Ricca di rari talenti, e di dotti uomini e feienziati fu 
tjuefta Città, la quale ben a ragione vanta fra gli altri 
il celebre Torquato Tartò; e non folamente rie* partati Se- 
coli ebbe un numero grande di Letterati, illuftratigià dai 
P. Donato Calvi ; ma molti pur ne conta nel prefente , 
che fanno grande onore alla lor Patria . V Accademia de- 
gli Eccitati ebbe ivi principio nel partato fecolo per opera 
del P.Bonifazio Agliardi che fu poi Vefcovo d'Adria. 

La fondazione di quella Città viene attribuita ai Galli 
Cenomani verfo gli anni di Roma 170. Fu in feguito 
Municipio Romano, àfcritto ad una Tribù fopranumcra- 
ria, e confavo la fua dignità anche fótto gl'Imperatori. 
Indi cadde fótto il dominio degli Eruli, e degli Oftro- 
goti , come il rimanente d'Italia. Ricuperata da Giurti- 
niano fu invafa, e poHcduta dai Longobardi fino a' rem- 

E 3 pi 



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fò LO STATO VENETO, 

pi di Carlo Magno, ne* quali trovali un Duca in Berga- 
mo di nome Lupo . I Francefi vi pofero dei Conti; ma 
fucceduti neli' Impero d' Italia i Nazionali , Arnolfo chia- 
mato a quello Regno , morto che fu il Conte di Berga- 
mo Ambrogio, fottopofe la Città, e il Territorio alla Si- 
gnoria dei Vefcovi confermati in tale pofleflo da varj fuf- 
feguenci Imperatori . Quindi e che li Velcovi di quella 
Città ritengono ancora il titolo di Gititi di Bergamo , 
benché privi affatto di giurifdizione fecolare . Al tempo, 
di Ottone il Grande, che lafciò quafi libere le Città di 
Lombardia, contento del folo giuramento di fedeltà, e di 
tributo , s' introduflcro anche in Bergamo i Configli , le 
Leggi, ed i Magiftrati nazionali. Nella fine del X. Sè- 
colo ve n'erano due, l'uno del popolo, e 1. altro detto 
generale. La Città era allora divifa in 4 Tribù , o Borghi , 
e così il rimanente della Provincia. Quelta fu la prima 
epoca in cui la Città di Bergamo cominciò ad aver al pot- 
rò di Repubblica . Il capo era un Podeftà , o Pretore Tem- 
pre forelHero, che non poteva polTedere un palmo di ter- 
reno, nò dentro della Città, ne in tutta la Provincia . 
Quello era eletto dai Configli , ai quali predava giura- 
mento; ed aveva il comando anche delle milizie. Quelli 
furono i tempi , ne' quali nella Città , e nel fuo territo- 
rio fi fabbricarono dai più potenti Cittadini le tante tor- 
ri, di cui ancora reflano molti avanzi. Fu coftretta in 
feguito a ricevere d agi" Imperatori de' Pretori Tedefchi , o 
Vicarj Imperiali, che rafrliifero non poco, onde intavo- 
lata la Lega delle altre Città Lombarde, fu delle prime 
ad entrarvi Bergamo, mentre in una Badia del fuo Ter- 
ritorio fu finalmente conchiufa . 

Salito all'Impero Ridolfo Conte di Ausburgo rendette 
l'anno 12S6 libera la Città per alquante migliaja di Fio- 
rini , onde ritornò a governarfi democraticamente ; ma 
con fonimi difqrdini cagionati dalle Fazioni Pontificia ed 
Imperiale, cioè Guelfa , e Ghibellina. L'anno 1330 fi 
diede volontariamente a Giovanni Conte di Luxemburgo 
Re di Boemia , e Polonia , che vi venne in perfona a 
prenderne il pofTelTo, e Vi dettò leggi deferi t te negli an- 
tichi libri della^Città, chiamate anche di prefente li Sta* 

tati 



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IL BERGAMASCO. Jl 
4 tuli del Re di Boemia. Partito appena il Re, il Vifconti, 
e gli Scaligeri a vicenda occuparono il Dominio della 
Città; ma in fine prevalfe il Vifconti. Vi fuccedctte la 
Famiglia Soarda di Bergamo , che per danaro vendè la 
Patria a Pandoifo Malatefta, che la governò con dolcez- 
za, e felicemente, finche ne fu fcacciato novamentc dal 
Vifconti. Ma accefafi la guerra tra la Repubblica , e quel 
Duca , rifoluti i Cittadini di fottrarfi dal Dominio del 
Vifconti inviarono pubblica legazione a Venezia a raflè- 
•^narfi fotto il Dominio Veneto. Fu fpedito dalla Repub- 
blica Nicolò Contarmi coi titolo di Provedirore a pren- 
derne il poffeflb , al quale ai 16 di Maggio dell' anno 
1428 fi confegnarono le chiavi della Città , e dei Bor- 
ghi . Quella volontaria dedizione fta dipinta nella pubbli- 
ca Sala di quefta Città . Tutto tentò il Duca Filipporaa. 
ria per ricuperare Bergamo , e dal fuo Generale Picinino 
fece tentare li Cittadini con lufinghc , e con minaccie ; 
ma trovò refiftenza . Propofe anche dopo la pace fatta 
di permutare quefta Città con quella di Cremona ; il 
che non volle accordare la Repubblica in riguardo alla 
dedizione benemerita de* Cittadini , titolo ancor più forte 
alla validità del fuo acquilo . Nella Lega di Cambrai 
la Città aprì le porte ai Franccfi , che leppc egualmente 
{cacciare pochi anni dopo , per ritornare fotto il dominio 
della Repubblica. 

D! intorno alla Città (tanno fparfi molti ameni Villaggi 
e fono cornei Sobborghi della Città itefla , alla quale fono 
annefH , e non alla Quadra , e fono Boccalione , Cur~ 
nafeo , Grumello del Piano , Colognola^ Lallio , Redona , 
Torre Boldone , Valtezze , ed altri che non fono Par- 
rocchie, e contengono in tutto circa 4000 abitanti. 

2. Cologno Terra murata vicino al Serio hà il proprio 
Podefìà con fola autorità civile limitata. 

3. Vrgnano altrcvolte Podeftaria Umile a quella di Co- 
logno-, è Terra murata con una Rocca antica fabbricata 
dai Duchi Vifconti di Milano . Ai prefente è pofleduta 
da una Famiglia Albani. 

4. Morengo Camello e Feudo de' Vcfcovi di Bergamo , 

E 4 ed' 



1 



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72 lo stato Veneto. 

e d'una Famiglia Ciovannelli Patrizia Veneta * E* vicino 
al nume ferio verfo i confini a mezzodì. 

5. ftrf/fó , e Poltranga luoghi privilegiati , e feparati 
dalla Quadra. . • 

6. Spirano , e Verdello luoghi murati. 

« 

2. Z,d Quadra d'Ifo/a. 

Refta fituata fra il monte, l'Adda , ed il Brembo, ed 
ha forma quafi triangolare * Contiene circa 15000 abi- 
tanti, e 24 Comuni. I luoghi più offefv abili fono 

1. Ponte S. Pietro groflb Villaggio con un magnifico 
ponte di pietra fui fiume Brembo 

2. Temo è il Comune capitale del Diftretto, e non ha 
nulla di più di conlìderabile . 

3. Il Bedcfco e un luogo di Campagne deferte in mez- 
zo alla Quadra, fpefiò infettato da Adafllni. 

> 

3. La Quadra di Calcinate. 

Stendefi fra li 3. Fiumi Serio, Cherio. ed O^lio , ed 
è limitata da mezzodì col follò Bcrgamalco. Abbraccia 
15 Comuni non comprelì li Diftretti, e Terre fc parate * 
e privilegiate. Ha circa 10300 abitanti. Le Terre mag- 
giori iono 

1. Calcinate Terra grefla murata capitale* della Qua- 
dra . E bagnata da un canale d' acqua 

2. Malpaga, e Cavcrnago due cartelli antichi, il primo 
fabbricato da Bartolorr.meo Colicene, e l'altro dal Conte 
Francefco Mnrtinengo . Vi rifiede un Podeftà fpeditovi 
dal Maggior Configiio delia Città di Bergamo. i 

4. La Quadra di Falle di Tre/core. 

E' irrigata da un copiofo canale d'acqua, detto là Se- 
riola Borgogna. Ha 13 Comuni ccn circa 12000 abitanti. 
Sono olTerv abili . 

1. Trcfcorc Terra grotta aperta capitale della Quadra . 
Ivi filtravano i celebri bagni d' acqua minerr.Ie detti di 

S. Pan- 



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IL BERGAMASCO. H 

S. Pancrazio, efcavati già dai Francefi, eriftorati da Bar- 
tolomeo Collconi . Eili hanno comodi ofpizj pegT in- 
fermi . 

2. Seriale bella Terra aperta fulle fpondé del Serio, 
fui qual fiume ha un bel ponte di pietra , ed è lontana 
da Bergamo poco più di 2 miglia» 

La Quadra di Valle Cavallina. 

E' la più fettentrionale di tutte le altre. Sta rinchiufa 
fra monti fruttiferi i e nel mezzo vi fi trova un bel lago 
detto di Spinone , da cui efee il fiumicello Cherio. Com- 
prende 18 Comuni con circa 9000 perfone* I più confi- 
é e r abili fono 

j. Soldo grolTo comune comporto di 7 Villaggi, o Par- 
rocchie, in una delle quali detta Caflro fulla lponda del 
Lago d* Ifeo trovali una fonderia di cannoni . 

2. Endine Villaggio pollo full' cftremità del Lago di 
Spinone a Settentrione c il comune capitale della Qua- 
dra. . • 

3. Lovere Terra grolla, antica, « nobile, che in ad* 
dietro raflbmigliava piuttofto ad una Città che ad una 
Terra. Ora è alquanto decaduta. Giace full' eftremità del 
Lago d* Ifeo, ove ha un porto. E' governata col fuo pic- 
colo Diftretto da un Cittadino Bergamafco fpeditovi dal 
Configlio maggiore di Bergamo con titolo di Podcftà . 

* Appartiene alla Dioccfi Brefciana . Il fuoDilìretto è pri- 
vilegiato, e feparato dalla Quadra. 

6. La Quadra di Val Calappio . 

Ha titolo di Contea, "ed è Feudo nobile della Fami- 
glia Conti) detta di Caleppio , per dono della Repubblica 
fatto Tanno 1437 al Conte Tru fardo . La Famiglia Con- 
ti fu l' illrumento principale della conquida di tutta la 
Provincia . La mcdefima efercita in quello Distretto una 
giurifdizione illimitata nel civile; ma niente di crimina- 
le. Contiene quefta Quadra circa 10000 abitanti con 15 
Comuni, fra quali fi distinguono. 

1. Sa*- 



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74 I. O STATO VENETO. 

1. S Amico , Terra aurata pofta fui Lago d' Ifeo , ove 
tiene un buon porto . Vi fi fa il miglior mercato di gra- 
no di tutta la Provincia. 

2. CaUppio. Gattello antico in cui rifiedono i Conti , 
ed il loro Giufdicente, che amminiftra la giuftizia. 

7. Il Diftretto di Martinengo. 

E' affai riftretto , porto nella Quadra di Calcinate . 
Manda ciò non ottante un Deputato al Configi io del Ter- 
ritorio. Viene governato da un Patrizio Veneto che du- 
ra in carica 31 mefi con fubord in azione al Capitanio 
della Provincia in materia delle milizie , e nel rimanente 
al Podeftà di Brefcia . L' unico luogo offervabile è 

Martinengo . Terra antica cinta di mura , paragonabile 
ad una piccola Città per le fue fabbriche, Famiglie civi- 
li, e popolazione . E' la refidenza del Governator Vene- 
Siano. Da quefta Terra prefeil nome la nobilittìma fami- 
glia Martinengo . La popolazione monta a circa 3000. 
abitanti . 

8. Diftrettto di B^omano. 

Giace fotto quello di Martinengo con cui confina , ed 
è quafi di grandezza limile all'altro. Manda anch' etto 
un Deputato al Configlio del Territorio , ed è governato 
da un Nobile Veneziano dell'ordine Patrizio col titolo di 
Podeftà , e Provveditore colle mcdcfime dipendenze di' 
quello di Martinengo . Comprende il folo luogo di \ 

Romano , nobile , antica , e groffa Terra murata , ben 
fabbricata e civile, con una Rocca antica , paragonabile 
anch' effa ad una piccola Città. E' la refidenza del Pro- 
veditore, e vi fi tiene un buon mercato di grani , che 
da regola ai /prezzi di tutti gli altri della Provincia . Il 
numero degli abitanti ateencte a circa 3000 



IL 



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IL BERGAMASCO. 75 

IL TERRITORIO DI MONTAGNA'. 

Comprende . 

i. La Val S. Martino . 

E' governata da un Cittadino Bergamafco col titolo di 
Comminarlo > eftratto dal neraero de'Configlieri della Città 
ftefla. Abbraccia 27 Comuni, ed ha circa 1 1000 abitanti . 
Sono oflervabili li feguemi luoghi. 

1. Caprino, bella Terra aperta, ma ben fabbricata , e 
citile, capitale della Valle, e residenza del Commiflario. 
Fuori di quefto luogo trovaft un Seminario nel Villaggio 
di Cellana fabbricatovi da S. Cario Borromeo. 

2. Pontita, Badia, e celebre monaftero de* Benedettini, 
in cui fu conclufa la famofa Lega delle Città Lombarde. 
Ha 3. Villaggi annetti, ed è poco dittante da Caprino . 

3. Somma fc a memorabile folamente per eflfcr ivi fiata 
inftituita la Congregazione de* Chierici Regolari , detti 
perciò Somafchi , da S. Girolamo Miani Patrizio Vene- 
to. E 1 Parrocchia annefla al Comune di Vercurago, fra il 
Lago di Lecco, ed il fiumi cello Gj lave fa . 

4. Villa d 1 Adda grofTo Villaggio vicino all' Adda , fu 
cui tiene una grofla barca da tragittare , detta il Porto : 
ma il pedaggio fi fifeuote dai Milanefi . Sta nella Qua- 

\ dra d'Ifola, benché foggetta al Commiflario di Val Si 
Martino. 

2. La Vali* Imagna . 

Prende il nome da un Torrente che le feorre per mez- 
zo . Viene governata da un Cittadino di Bergamo col ti- 
tolo di Vicario. Contiene 19 Comuni con circa 13000 
abitanti. La Valle è molto iterile; ma a piedi de' monti 
ha una pianura la più fertile della Provincia . Sono of- 
fervabili . 

1. Almemo . Antica Terra grofla , che ne* tempi feorfi 
aveva un cartello alle rive dei Brembo , ora diftrutto . 



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4 



76 LO STATO VENETO. 

Dividefi in AImcnno S. Salvatore , ed AImcnno S. Bar*- 
tolommeo. Almenno S. Salvatore e la parte più 
nobile , e più bella , in cui rifiede il Vicario . Poco lon- 
tano da qucfto veggonfi gli avanzi di un magnifico pon- 
te di pietra fui fiume Brembo. 

2. Rerbenno , luogo fra monti flerili , c feofeefi nell'in- 
ferno della Valle, maggiore di tutti gli altri fuoi Vil- 
laggi « 

3. La Valh Brembana inferiore * 

Prende nome dal fiume Brembo , che le icorrc per 
mezzo . Abbonda di palcoli , di animali , e carbone . E- 
fercita il traffico della lana, c della feta . E* governata 
. da un Cittadino Bergamafco con autorità limitata, come 
tutti gli altri limili governi della Provincia* Contiene 
circa 8200 abitanti, con 14 Comuni, de 1 quali i più of- 
fervabili fono 

1* Zogno Terra alla riva occidentale del Brembo refi- 
denza del Vicario*. 

2. S. Gio. Bianco , altra Terra grotta bea fabbricata j 
dove ogni mele deve portarfi il Vicario per render ragio- 
na. Vi fi trova un Convento di PP* Cappuccini . Giace 
pure anch' ella a Ponente del Brembo, ove riceve F in- 
fluente Taleggi a . 

3. S. Pellegrino, detto anche Piazzo Baffo è confiderà* 
bile per una iorgente d' acqua minerale tepida , di gufto 
faponaceo affai giovevole allo feorbuto , ed acrimonia del 
fangue , e per ciò frequentata molto , fopratutto dalla 
Nobiltà Milanefe. 

4. Brembilla, piccolo Diftretto contiguo , ma non com- 
prelò nella Valle, effondo fcparato, e privilegiato. Con- 
tiene 4. Parrocchie, ed aitri Villaggi, de' quali il prin- 
cipale è quello che da il nome al Diftretto medefimo < 



4. La 



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I 



IL BERGAMASCO. 77 

4. La Val Brembana Superiore . 

E' fituata a Levante dell' Inferiore , alquanto più Ac- 
rile e meno popolata. Vien governata da un Vicario Ber- 
gamafeo, e contiene 13 Comuni, con circa 6000 abitan- 
ti. Si notino 

1. Scrina, o Serinalta Terra principale del Dift retto , 
e refidenza del Vicario. Il luogo è ben fabbricato, e ci- 
vile, con un Monaftero di Monache . Il Comune con- 
tiene 2 Parrocchie ed è oflervabile per effer Ja patria di 
Giacopo Palma pittore rinomatilTìmo . Giace vicino ad 
un piccolo influente detto 1' Ambria. 

2. Dofena rrè di cui monti credefi efiftere una miniera 
d'oro, quantunque non praticata. 

3. Stivino, Luogo efente , che forma per privilegio un 
fobborgo della Città di Bergamo, e da titolo di Cittadi- 
nanza a Tuoi abitanti, che fono difendenti in origine da 
una Famiglia Cittadina di quella Città , ivi rifuggita in 
tempo delle guerre. 

< 

La Valle Brembana oltre la Gorgia. 

Viene così chiamata per motivo di due gran mafiì pi- 
ramidali a Ponente del Brcmbo, i quali in dialetto Ber- 
gamafeo chiamanfi Gorgia, che fignifica Guglia, e fer- 
vono di confine alla Valle, che ftendefi fino alla Valtel- 
lina . E' ricca di miniere di ferro, non manca di buo- 
ni pafcoli , e vi fi fa del caccio fquifito , e ricercato . 
Viene governata da nn Vicario Bergamafco, e contiene 
pocopiù di 5000 abitanti, che formano 18 Comuni . I 
luoghi confiderabili fono 

1. la Piazza, o S. Martino Terra civile, e ben fab- 
bricata, refidenza del Vfcario. Avvi un Mon attero di 
Terziarie. Giace vicino all' influente Stabina, che ivi di- 
cefi anche Brcmbo. 

2. Val Negra, Villaggio anticamente refidenza del Vi- 
cario per 6 mefi dell' anno; ma dal J739 a cfujffta par- 
te ha perduto tale prerogativa. 

6. la 



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78 LO STATO VENETO, 

6. La Valle Seriana Superiore. 

E il più confiderabilc fra tutti i Difetti del Territo- 
rio di Montagna , e manda due Difenfori al Configlio 
del Territorio. Viene governata da un Patrizio Veneto, 
eletto dagli abitanti fteflì col titolo di Podeftà. Gli abi- 
tanti di quefta Valle furono i primi della Provincia , a 
darfi volontariamente alla Repubblica 1' anno 1427. E' 
alquanto fcarfa di grano, e vino, ma fertile di miniere 
di vitriolo , e rame, ed efercita traffico di panni e ferro 
lavorato. Abbraccia 36 Comuni con più di J7000 abi- 
tanti. Si oflervino 

1. Clufonc^ Terra grofTa, antica , e nobile, ben fab- 
bricata, e in tutto fimile ad una piccola Città , poiché 
comprende circa 3000 abitanti. Ivi rifiede il Gentiluomo 
Podeftà , e vi fi fa ogni fettimana un buon mercato di 
ferri) , e grano . Vi furono feoperte molte veftigia d' an- 
tichità Romana, da cui rilevafi eflere ivi flato un Col- 
legio di Fabbri, per la fabbrica delle armi infervienti 
alle Legioni Romane. 

2. Ardefio, groflò Villaggio a Levante del Serio, ove 
fi trova un Santuario della B. Vergine molto celebre , e 
frequentato . 

3. Soverc altro Villaggio, in cui fono alcune fucine 
di ferro, la cui rendita monta ogni anno a circa 30000 
Ducati . 

7. La Falle di G andino. 

Chiamafi anche Val Seriana di mezzo, ed è piccolo 
Diftretto, ma fcrtiiiftìmo , ricco, e pieno di belle Terre. 
E' governato da un Vicario Bergamafco, e contiene cir- 
ca J2000 abitanti con 12 Comuni. Abbonda di pafcoli , 
c rriantiene gran numero di mandre . Sono oflervabili 

j. Gandinoy luogo capitale della Valle, refìdenza del 
Vicario , ed è ben fabbricato , e popolato . Efercita gran 
commercio di panni , e leta , e giace in una pianura ir- 
rigata dal fiumiccllo Concohfa . 

i. ViY- * 



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IL BERGAMASCO. 79 
1. Vertova confiderabile , e celebre in rutta la Lom- 
bardia pe' Tuoi mercati di panni, che vi fi tengono due 
volte la fettimana. 

4 

8. La Valle Seriana Inferiore. 

* 

F di poca eftenfione, ma più di tutti gli altri Di- 
ftretti confiderabile per le belliflime Terre nobili, e ben 
fabbricate , che vi fi trovano , per la fua ricchezza , c 
traffico importante di feta. Viene governata da un Vi- 
cario Bergamafco , e contiene iz Comuni, con circa 
jiooo abitanti. Si notino 

1. Kembro Terra groffa, e capitale della Valle , e re- 
fidenza del Vicario. E* fituata fopra un groflb canale 
d* acqua eftratta dal Serio. 

2. Albino , Terra antica, nobile, che molto fi diftin- 
gue per la bellezza delle fue fabbriche. Sta fituata vici- 
no al Serio , nel luogo ove fi dirama il canale fuddetto , 
chiamato la Seriola d' Albino. Efercita il traffico, ed al- 
tre volte vi fi filava il ferro. 

3. Alzano maggiore , e minore, due belle Terre conti- 
gue T una air altra , e feparate da un canale d' acqua . 
In vicinanza di quelli luoghi vi fi trova una cava di co- 
ti, e di macine da molino. Sono appena 4 miglia di- 
ttanti da Bergamo* 

LE VALLI SEPARATE 

Comprendono . 

1. La Valle di S calve. 

Confina colla Valtellina, ed è ripiena di miniere di 
ferro affai proficue, e ricche. E' governata da un Po- 
deftà Bergamafco con autorità illimitata civile, e crimi- 
nale, che non ha veruna dipendenza dai Reggimento di 
Bergamo. Contiene 16 Parrocchie chiamate Vicinie con 

cir- 



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So LO STATO VENETO. 

circa 4000. abitanti . Scarfc^gia di grano , e vino , ed 
è bagnata dal fiume Dezza , che sbocca nel!' Oglio . II 
luogo principale, c più ollervabile fi è 

Vilminore luogo piccolo, ma cirile . Vi rifiede il Po- 
dcftà , ed è la terra capitale di tutto il Diftretto . 
» 

z. La Valle Aver ara. 

Contiene 7 Parrocchie con circa 3000. abitanti, i qua- 
li fi eleggono da per le ftefli fra di loro il Vicario che 
li governa con autorità civile illimitata. In gran parte 
appartiene alla Diocefi di Milano . I luoghi maggio- 
ri fono 

1. Aver Ara 1 ove rifiede il Vicario, luogo che dà no- 
me alla Valle. 

2. Olmo, Villaggio groffo appartenente alla Diocefi 
di Bergamo. 

3. La Valle di 0 Taleggio. 

• » 

Piccolo Diftretto per cui difputando i Vifconti di Mi- 
lano colla Repubblica fi convenne di lafciar libera agli 
abitanti la fcelta del Principe, a cui voleflero ubbidire , 
i quali per la maggior parte fi eleflcro la Repubblica . 
Oggidì tuttavia coniervano molti privilegi, fra* quali il 
diritto di eleggerli il loro Vicario. Contiene 4 Parroc- 
chie di Diocefi Milanefc , con circa 2000. abitanti . 
Si noti 

Pizzino , o Calici di Pizzlno, luogo principale del Di- 
fretto , e refidenza dei Vicaria . 

4. La Valle T otta l 

Diftretto povero, e fterile affatto . Si elegge il fuo 
Vicario da per le, ed ha pochi abitanti . li luogo più 
confiderabile è 

Val Torta Parrocchia Milanefc , che dà nome falla 
Valle . Vi rifiede il Vicario, e vi fono varie fucine di 
ferro • 

III. 



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IL BRESCIANO. Si 

II L IL BRESCIANO» 
Paragrafo I. 

DI quella bella e valìa Provincia la maggiore delle 
tre, che *pofTiec!e la Repubblica di la dal Mincio , 
trovanfi varie carte del Magmi , Bleau.y Ortelio , Sanfon, 
Nolin, Coronili, e à' altri; le quali però hanno molte 
imperfezioni. V è pure .una Carta i- Topografica in 6 
fogli itampata « 1' anno J 595. alquanto migliore , della 
quale tuttavia fanno ufo i nazionali, quantunque non Ila 
lenza i fuoi terrori. » 1 . . 1 

§. 2. Stcndefi in lunghezza poco meno di 90 miglia 
geografiche, e 40 circa nella fua maggiore larghezza . 
Confina coi Grigioni, e col Principato, di Trento a Tra- 
montana , col Ducato di Milano , e di Mantova da 
Mezzodì, e nel rimanente è limitata da Ponente col 
Bergamafco, e da Levante col Veroaefe. Il terreno è 
parte inontuofo e Aerile, parte piano, ed affai fruttifero. 
V aria è lottile e fana, e gli abitanti per lo più di (la- 
tura grande, robufti, e coraggio!! . I. campi producono 
ogni lbrta di grano in abbondanza,* frutta d' ogni qua- 
lità , e lino in copia , Vi fono da per tutto de' pafcoli 
eccellenti, anche ne' paefi momuofi fra le Valli c lungo 
i fiumi. Vi fi trovano due laghi confiderabili : quello 
d' Jfeo anticamente Lago Sebim capace di navigazione , 
c abbondante d' ottimi pefei : e 1* altro detto Lagod' idra 
più piccolo affai del primo. Dal Lagto^d' Ifeo forte il 
fiume Oglio , e da quello d' Idro il fiume Clbiefi , i due 
principali della Provincia. Oltre di quelli però v' è an- 
che la Metta fiume di qualche con federazione , e varj al- 
tri canali per i* irrigazione $ e per la ^navigazione , fra' 
quali il maggiore chiamafi il Naviglio.*'' 

3. Tutta la Provincia contiene ima, Città grande , 
ed otto altre che quantunque non abbiano il titolo di 
Città dal Principato; pure per la lord 1 popolazione , c 
belle fàbbriche, potrebbero averlo, effenoovene alcuna che 
contiene più di 6ooo, abitanti, e nefluna meno di 5000. 
Italia F I Bor- 



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82 LO STATO VENETO. 

I Borghi , o Terre groflc afcendono a 40 , ed i Comuni 
a più di 500. Contiene 52435. Famiglie, e tutta la po- 
polazione eveded afeendere a circa 500000. abitanti ; 
benché dalle pubbliche deferizioni non ri£iihi che il nu- 
mero di 311000. incirca. Gli animali Bovini afecndo- 
no a circa 60000., i cavallini, comprefivi li muli, ed 
afini a circa 10000., i pecorini e caprini a circa 53000. 
Ha inoltre 43 Filatoi 5 10 Cartiere, 1228. Molini , 
178. Macine da. Oglio , 18 Forni da ferro, 23 Fucine 
da canne di fchioppo, 268 d' altre manifatture di fer- 
ro, 4 di rame,* o, Seghe dà legname, 46 Fabbriche per 
feltrare i panni, 67 Telai di feta, 733. di lino, e co- 
tone , 2694. <*i tcla > c 4 2 Tintorie . Le Perfone rclt- j 
giofe fi computano afeendere a xrirca 4500. In tutto que- 
ito calcolo però non e coraprefa la Riviera di Salò, 
Governo feparato ed .indipendente . Da ciò può rileva rfi 
eflere confiderabile il traffico di quefta Provincia, le ric- 
chezze degli abitanti , € le rendite che ne Tirrae la Re- 
pubblica , le quali, ièrvono al mantenimento del grande 
Arfenale di Venezia. 

Nella Provincia vi fono alcune Parrocchie appartenenti 
alla Dioccfi di Trento, altre dipendenti da quella di Ve- 
rona, ed^alcun' altra foggetta al Vefcovado di Bergamo; 
D'altra ftarte poi la Diocefì Brefciana fi eftende in qual- 
che luogo anche fuori della Provincia nel Ducato di 
Mantova; e comprende in tutto 370 Parrocchie. Con- 
tiene inoltre 35 Conventi di Frati, e S di Monache, nonf 
comprefi quelli della Città di cui daremo ragguaglio appref- 
fo . Il corpo del Clero è rapprefentato da 6 Savj della 
Dioccfi , e 4 delia Città , che unitamente ad un Savia 
del Clero Regolare compongono 1' intero Corpo Ecclefìa* 
Ili co della Provincia. Il Corpo Territoriale viene rappre- 
fentato dai fuo Configlio comporto dai Deputati delle 
Quadre, e 2 Sindici che ne fono i Capi. 

§. 4. Gli antichi abitatori di quefta Provincia furono i 
Galli Cenomani . Sorto i Longobardi ebbe titolo di Du- 
cato. Ne* fecoii fufleguenti trovai col nome di Territo- 
rio di Brefcia, perchè dall'Imperatore Enrico V. fu fot- 
topofta alla gturifdizione della Giti di Brefcia; nel qual 
1 ( tem- 



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IL BRESCIANO. 8$ 

tempo furono anche aflegnati i confini a tutto il Brcfcia- 
no. In tempo delle Fazioni Guelfa, e Ghibellina furono 
(laccati dal vincolo con la Città alcuni Diftretti, onde il 
Territorio di Brefcia fu ridotto affai più riarmo' di pri- 
ma, nè d'allora in poi fi eftefe mai più a -'tutta la Pro- 
vincia J Reftò allora divifo il Territorio Brefcianò \n 't> 
Diftretti o Quadre, da ognuna delle quali fi eftraevano 
loo perfone , e da quefte fe ne, fccgli'cvano* iàooì che 
formavano il Cohfiglio Generale del Comune di Brefcia. 
Fatta finalmente la Città di Brefcia col iuo Territorio; 
Provincia Veneta l'anno 1426, come fi dirà più di rTu fa- 
mente parlando' della Città di Brefcia , la Repubblica s' 
impoflelsò parimenti per volontaria dedizioni di tutti gli 
altri Diftretti Brefciani, che prima fe n'erano diùacaxiy 
e fmembrati , coficchè tutto il Brefcianò fu in uri fol 
corpo di Provincia novameme coftituito. Dopo I'acquifto 
della Repubblica furono riordinate le cofe dei governo, 
ftabilite, e limitate le giurifdizioni ^ e fiflate le divifionì 
delU Provincie che aiicora fufiSftono . Dividefi adunque 
il Brefcianò in 7 Territori, e quefti fecondo la loro am- 
piezza in altri minori Diftretti denominati Quadre. 
Quefti Territori Provinciali fono 1. // Territori* della Cit- 
tà di Brefcia , 2. R Territorio di Salò, 3. La Valh Cano- 
nica , 4. La Valle Trompia , 5. La Valle Sabbia , 6. Il 
Territorio d'Jfola, 7. Il Territorio di Lonato. Tutti que- 
lli Corpi benché lèparati , e privilegiati riconofeono per 
Capo di Provincia il folo Capitario di Brefcia , eccet- 
tuato il Territorio di Salò , il coi Reggimento è total- 
mente indipendenre . Riconofce però la Provincia nella 
contribuzione del Sufììdio generale della medefima , ed in 
altre particolari circoftanze , che più fotto efporremo . 
Tutti gli altri Reggimenti fubordinati ai Rapprefen- 
ranti della Città di Brefcia fi depriveranno per ordi- 
ne l' tino dopo T altro ; ma quello di Salò farà deferit- 
eci a parte feguendo la ferie de' Governi Capitali in- 
dipendenti . 



Fa IL 



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S4 IO STATO VENETO. 

IL TERRITORIO DI BRESCIA. ' * 

* * 

E' il più popolato y ricco , e fertile della Provincia ~ 
Abbraccia la maggior parte del paefe piano, e le colline 
più, amene * Gode quali da per tutto il vantaggio dell* 
irrigazione . Il numero dei Lavoratori di campagna im- 
piegati a coltivarlo afecnde a circa 45000. Contiene cir- 
ca 200000 abitanti , comprefi quelli della Città e xlt 
tutti gli altri Diftretti privilegiati > o feudali , che noa 
hanno luogo nel Configlio. . . r« 

" IL TERRITORIO. BRESCIANO. 

■ ■ • 

comprende ; - 

1. Le CbiufuYc» 

♦ » 

Che formano propriamente i fobborght della Città , òT 
intorno alla quale fi ftendé quefto piccolo Diftretto fpar- 
fo di ameni, Villaggi , o Luoghi ftibnrbani che formano- 8* 
Contrade denominate Affts , S. A^fandro^ Mompiano, S. 
Bartolomnteo-, Folzano , S. Nazaro y Boncadelle , e F i micel- 
io y le quali fono abitate da circa joooo perfone , che 
godono il diritto di Gttadinanza .. Si noti 

Brescia in lat. Brixia Città grande, ricca e forte,, 
fitusua nel piano preifo- il fiume Mella .. E' ama di mu- 
ra, e fortificata con un buon cartello fabbricato fu di unv 
colle rinchiufo nella Città. Ha * Porte denominate Por- 
ta S- Giovanni , Porta S. Nazaro , Porta S. Ale f andrò , 
Porta Torlonga , e Porta Pile . Vi fi contano 12 Parroc- 
chie, 15 Monaftcrj d'uomini , e 15 di donne, * Ofpe- 
dali, e 5 altri Luoghi pii. La popolazione akenàc acù> 
ca joooo abitanti . Ha belle ftrade , magnifiche Chiefe, 
e Palazzi riguardevoli ; ed è fopra tutto abbondante di 
fontane d'acqua viva, che fervono di grandiflimo como- 
do agli abitanti. Sotterraneamente vi patta anche il fii*- 
micelio Garza , ed altri piccoli influenti , che feendono 
dalle vicine colline. 

Fra 



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IL BRESCIANO. 85 
tra le Chicfe più ragguardevoli il primo luogo fi de- 
ve alla Cattedrale, o fia al Duomo novamente fabbrica- 
to fotto il famofo Veicovo , e Cardinale ferini , che 
<molto contribuì per la fua edificazione. Le pregiabili fia- 
tue, i fini marmi , i fregj , e gli adornamenti così efte- 
riori come interiori , che abbelifcono quefta gran fabbri- 
ca, la rendono degna della comune ammirazione . I con- 
figli > c fuggerimenti del famofo Cav. Juvara , già Archi- 
tetto del Re di Sardegna, contribuirono molto alla per- 
fezione di queft' Opera * Sopra la magnifica facciata fi 
vede in marmo il bufto del predetto Cardinale, con una 
«legante Infcrizione latina ad onore del medefimo fatta 
porre dai Cittadini . Fra le altre mfigni reliquie che fi 
confervano in quefta Chiefa è oflfervabile la Croce detta 
Oro fiamma, e quella detta del Campo. La prima credefi 
quella fletta che portava l'Imperatore Costantino Magno 
al petto , mandatagli da S. Élena fua Madre da Geni** 
falemme . E* quefta una Croce d'oro lunga un palmo, 
di quella figura che chiamafi Croce doppia , cioè a dire 
con due ordini di braccia : è ornata di pietre prezbfc , 
e di dentro ripiena del legno della S. Croce . L'altra è 
<Ii metallo lunga un buon piede , nel cui intemo eh' è 
vuoto fi fuppone che fiavi una porzione del legno deMa 
S. Croce medefima , e viene chiamata Croce del Cam* 
po , perchè vuolfi che Y Imperadore Coti amino foflè fo- 
li to di farla collocare fu di un afta in mezzo al Campo 
quando combatteva ; e in fattt è nella baffia cftremità 
fatta a guifa di chiodo. Quefte due Croci pattarono pri- 
ma in mano di Carlo Magno, di poi vennero in potere 
di certo Principe di nome Aimo, che ne fece dono alla 
Oittà di Brefcia, ed al prefente fi confervano con fom- 
ina gelofia e fon chiufe da tre chiavi , cuftodite Tuna 
<lal Vefcovo, l'altra dalla Citta, e la terza dal Capitolo. 

Si conferva tuttavia la vecchia Cattedrale antichif- 
ma , già tempio di Diana, di forma rotonda foftenu* 
ta internamente da due ordini di colonne Jonìche , V 
uno fopra Y altro . Quefta fabbrica è di ftrutrura Longo- 
barda, eretta circa il fecolo VI, o VII. di Crifto . Le 
altre Chiefe degne da vederli fono quella di & Agat* dì 

F 2 una 



8$ LO STATO VENETO. 

una fola nave di .ottima architettura, e dipinta da pene- 
Io eccellente: Quella di S. Afra Martire Chiefa de' Ca- 
nonici Regolari di S. Agoftino , ornata di pitture 
eccellenti, e marmi fìniffimi, formata di tre navi in voi- 
ra con un fotterraneo pure in volta fotfenuto da grofle 
colonne, ove fi confervanp mohHfimi corpi di SS. Mar- 
tiri, 0 vi fi vede la carcere de' SS. Fauftino, e Giovita 
protettori della Città : La Chiefa della Madonna de' Mi- 
racoli con due- cupole l' una all' ingreffo , Y altra all' aitar 
maggiore , con un arce grandiffimo e magnifico nel mez- 
zo , ibftenuto da belliflimc colonne Jonicbc di marmo , 
parte nere £ parte bianche con fregi affai vaghi nei ca- 
pitelli ; c contiene anche faraofe pitture : la Chiefa eh* 
era de* Gemiti a tre navi in volta dipinta da buona ma- 
no , con un aitar maggiore affai magnifico di marmi fìnif- 
fimi , e pavimento di marmo bianco e roffo : S. Naza- 
rio , e S. Domenico due Chiefe degne di. effer vedute; 
SS. Fauftino e Giovita de* Monaci Cafmenfi in tre navi 
eccellentemente dipinta, con un aitar maggiore affai ma- 
gnifico, fu di cui fi vede una bella urna di marmo coi* 
incaftri di diafpro , e pietre preziofe , la quale contiene 
tt offa de' SS. Martiri . L'altare di S. Benedetto è ra- 
ro, con una (tatua del Santo formata di marmi neri, e 
bianchi così ben difpofti che imitano del tutto il natu- 
rale ed ingannano l'occhio . La facciata è di macigno 
bianco di compira architettura ; ma non ha piazza . Il 
Monaftcro di S. Giulia fondato da Defiderio. ultimo Re 
de' Longobardi, ed Anfa fua moglie, è uno de* più in- 
figni e ricchi di Lombardia . La prima Badeffa fu An- 
gelberta figlia dei fuddetti Regnanti . Vi fi conferva il 
corpo di S. Giulia, e la Chiefa prefentc fu fatta fabbri- 
care dalle Monache l'anno 1500. Anche nelle altre Chie- 
•fe fi trovano dei pezzi degni d'offervazione. Le altre mi- 
gliori fabbriche fono il Palazzo Vefcovile , quello dei 
Rapprefcn tanti , quelli delle Famiglie Martinengo, e Gam- 
bata , il Palazzo fe , ed altri in buon numero . La Piaz- 
za è vada , ma ingombrata da molte botteghe di legno ; 
e fja 1? firade la più bella è quella , che fi chiama il 
corfo de Paroloni. 



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Il BRESCIANO, S7 

Il Cartello refta dalla parte di Settentrione , e s* in- 
calza dai piano della Città per lo fpazio di J50 palli. 
Fino al primo recinto ha la falita aliai facile , e como- 
da verfo la Città , ma verfo Tramontana è totalmente 
inacceffibile . Gira in circuito circa 500 palli ; è fornito 
di buone fortificazioni , d'artiglieria, e di prefidio , con 
abbondanti depofui di munizioni da guerra . 

Brefcia fu l'antica Capitale de Galli Ottomani, poi 
Colonia crebre de' Romani. Nelle icorrerie di Attila fu 
quafi annientata. Ufcito Attila dall'Italia, e riedificata 
da' fuoj Cittadini Brefcia, fu poi dagli Alani, dai Van- 
dali, e dagli Ertili mal trattata. Teodorico Re Oftrogo- 
to la riftorò , e venne finalmente in potere de' Longo- 
bardi ) fotto de' quali ebbe il fuo Duca particolare, il 
che molto contribuì alla fua grandezza , ed ornamento. 
Nelle vicende d'Italia divenne foggetra ai Franchi, dai 
quali pafsò ai Re Italiani , indi ai Tcdefchi . Ottone 
Magno col tributo di lieve cenfo annuo la pofe in liber- 
tà di reggerfi da fe l'anno 936; per mantenerfi il qual 
fregio entrò ella nella Lega delle altre Città Lombarde 
contro Federico 1. Fu confermata, in libertà dal figlio 
Enrico col iolo obbligo del fodero , folita ricognizione 
verfo gl'Imperatori, o Re de' Romani quando venivano 
a Roma a prendere la Corona , Guerreggiò lungamente 
colle Città circonvicine , e finalmente divifi i Cittadini 
dalle fazioni Guelfa , e Ghibellina fu occupata la Città, 
dal crudele Ezzelino , che vi comandò da Tirrano, f fo- 
gliando par fino i Tempj , finché morì ucifo a Soncino , 
l'erra del Cremonese , mentre combatteva difpefatamcn- 
te , Si cangiò allora il governo della Gttà in Pretura , 
che davafi gipfta il coftume a perfona flraniera ; quan- 
tunque in Brefcia non cosi labilmente come altrove; 
trovand.ovifi talvolta Pretori della propria nazione.. 

Epoca di rilievo deve fegry r fi per quefta Città l' Imperio 
di Enrico VII. Poftofi egli a difendere li Mtlancfi fui 
principio del Secolo XIV. affali Brefcia , e dopo lunga 
referenza colla interpofizione della S. Sede f* accorda- 
to : che Amadeo Duca di Savoja , e' Guidone Conte di 
Fiandra teneflero la Città per nome di Etìrico : e che 

F 4 chiufi 



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88 LO STATO VENETO. 

chiufi nelle lor caie i Cittadini entrate nella Città En- 
rico, con falvezza però di ciafcuno : iJ che fu efeguito. 
Volle per altro Enrico 70000 fiorini d'oro per rharci- 
mento delle fpefe della guerra, applicò al fifeo Imperia- 
le i Palazzi privati, abrogò ogni privilegio, fece demoli- 
re le porte, le mura, le fofle, degradò tutti li Cavalie- 
ri, Giureconfulti , e Notaj, e finalmente volle 70. de* mi- 
gliori Cittadini per oitaggi fino a Genova , lafciato fuo 
Vicario in Lombardia Giovanni Caitiono. Poco dopo la 
morte di Enrico finirono di lacerare la Città le riforte 
fazioni . Nella breve tregua di quelle guerre civili fi ri- 
fiorò il materiale di Brefcia ; ma nell* anno 13 16 fo- 
mentati i Ghibellini da Cane Scaligero Signor di Vero- 
na, i Guelfi da Giovanni Cavalcali) Signor di Cremo- 
na, fi fufeitarono nuovi torbidi, fedati per 5 anni colla 
mediazione del Papa per mezzo di Pagano Patriarca d' 
Agui le ja . 

Nel 1330. i Cittadini eleflero per loro Signore, e pro- 
tettore Giovanni Re di Boemia , e Polonia , a condizio- 
ne che dopo la fua morte laici afte libera la Città: con- 
dizione , che lo fletto Re giurò fopra V altare di S. Apol- 
linare. Quello patto fu poi violato dal Re fteflb, onde 
la Città fi, diede allo Scaligero nel 1332. In quello tem- 
po lo Scaligero aveva pofto in gelofia la Repubblica di 
Venezia , che Io coftrinie perciò a cedere la Città ai Vi- 
feonti di Milano infieme con Bergamo; come pure Pa- 
dova ai Carrarefi. Nel 1391. Galeazzo Vifconti fi refe 
troppo potente in Lombardia; onde nacquero nuove guer- 
re , in cui la Città di Brefcia pafsò fotto il dominio di 
Pandolfo Malatefla ; indi fu ricuperata dai Vifconti , che 
la tiranneggiarono barbaramente. Allora i Cittadini fpe- 
dita legazione alla Repubblica T invitarono a prendere il 
comando della Città, e della Provincia . Con prudente 
condotta i Veneziani mandarono Legati a Milano per 
infinuare al Duca , che non turba (Te la pace d' Italia , 
è non orTendefle i Fiorentini. La rimoftranza fu fcher- 
nita dal Vifconti con fatirico ferino fatto affìggere nella 
fletta Chiefa Ducale di S. Marco in Venezia ; per Ja 
qual cofa la Repubblica . prtfc la rifoluztone di prefiar 

aflìlten- 



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< 



IL BRESCIANO, 
«fiìftenza a Brefcia che la chiedeva, e vi fpedì con ar- 
mata il Generale Carmagnuola , che Ce ne impadronì 
immediatamente . Ali* improvvido colpo fi dello il Vi- 
feonti, e cominciò la guerra contro la Repubblica, la 
quale terminò colla interpolazione di Papa Martino V., 
e la pace fu flipulata in Venezia nel Monaftero di S. 
Giorgio, a condizione che la Città e Territorio di Bre- 
fcia redatte alla Repubblica, con parte del Crernonefe, 
che ora non è più fotto il dominio Veneto. La ratificò 
il Duca di Milano, e la Repubblica fpedì Comminar; a 
ricevere il pofleflb di Brefcia nel 1425. Nella Lega di 
Cambiai aprì le porte ai Francefi; ma pochi anni dopo 
gli fcacciò , e fi rimife in potere della Repubblica Veneta. 
La Città ha i fuoi proprj ftaniti confermati dal Gover- 
no. Il piano civile della reggenza interna kfeiata ai 
Cittadini dalla Repubblica, con la fubordinazionc ai Ca- 
pi dei Reggimento Podeftà , e Capitanio , è il feguente . 
La Città c rapprefentata dal proprio Confi gl io Generale. 
Allorché venne in potere della Repubblica Brefcia aveva 
il Configlio popolare, che fufliftette fino all' anno J4S8. 
Allora con deliberazione di efia generale adunanza fu 
renduto ereditario ne' difendenti de* Cittadini il diritto 
^i entrare in Configlio, clie di prefente fuol eflère com- 
porto di 500. perlòne. A quefto Configlio prefiede il Po- 
deftà , e vi hanno iagreflò tutti que' Patrizj Venetf , che 
fono originari di Brefcia, efclufi tutti gli altri . per fo- 
rra no Decreto . Tiene il fecondo luogo in Brefcia un 
filtro Configlio più riftretto, che chiamai! Configlio Spe- 
ttale y compollo di foli 12 Cittadini , i quali di due in 
due meli eftraggonfi a forte dal Configlio Generale; co- 
sicché nel fine dell' anno trovafi il numero di 72 perfo- 
ne , qua!' era il numero del Configlio minore^ contem- 
poraneo all' acquifto fattone dalla Repubblica , abrogato 
poi con legge del 1475. Anche in quefto fempre inter- 
vengono i Rapprefcntanti ; ma le decifioni non hanno 
valore fé non vengono confermate; dal Configlio Gene- 
rale . Trovafi un' altra adunanza in quefta Città col 
Tiome di Coniulta comporta di 7 Cittadini, con un Pre- 
nde, o stiate, ed un Avvocato, o Contraddittore defti- 

nato 



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£0 10 STATO VENETO- 

nàto a f ottenere le ragioni della Città , ma che non ha 
voce attiva; di tre Deputati all', efecuzione degli Statu- 
ti, e di due Studici fopra la Gaffa, ed Economia; nè 
in quella intervengono i Rapprefentanti , ma legatamen- 
te lì esaminano le materie , che fono poi propolle ai 
due Configli . ÀI Configlio Generale è rifervata la crea- 
zione, e la difpenfa degli Uffizj interni della Città fu- 
balterni, che afeendono al numero di 34 > alcuni lucrofi 
che ricevono lìipendio dalla Città, ed alcuni onorifici ; 
altri perpetui, ed altri a tempo, In quello numero non 
fono comprefe le 4 Magiilrature principali: il Conforto 
di Giuliizia foftenuto da », ì Uffizio dei 3 Giudici all' An~. 
nona* uno di toga, 0 due del Gonfiglio, un Giudice ai 
Dazj , magiftrature che durano foli 6 raefi ; e li Confoli 
de* Mercanti . I Confoli de' Quartieri hanno ne' litigj ci- 
vili la ftefla autorità dei Podeftà ; Privativamente appar- 
tengono a quello Magiftrato li giudizj detti i ubo rd in a to- 
ri , o con co rio di creditori, le r uccie , e le cure. Le 
appellazioni della loro fentenze fi devolvono ad un Giù-, 
dice del' 'Collegio dei Dottori , e quando fono da quello 
confermale fono inappellabili; in altro cafo ne giudicai! 
Collegio fteflfe, e altro fuo Dottore, fecondo la fomma 
del danaro di cui fi tratta. I Giudici all'annona (Cbiqfi, 
o Claufi ) orefiedono alle mifure, pefi , prezzi de' com- 
meftibili, alle ftrade della Città, e del Territorio, e ai 
danni inferiti , con appellazione al Collegio dei Dottori . 
Queflo Collegio de' Dottori anticamente aveva diritto di 
conferire la Laurea a' funi Cittadini; ma cosi fatta con- 
fuetudine fu poi abolita dal Governo, in riguardo alla 
Univerfità di Padova; la cui Laurea è neceflaria per 
avere ingteflò nel fuddetto Collegio . Vi è inoltre il Con- 
figlio di Mercanzia, che rapprefenta il corpo de' Mer- 
canti, e ne giudica per mezzo de' Confoii , e fopra Con- 
foli le differenze . Vi fono fcuole pubbliche per educa- 
zione della gioventù , ove $' infegnano la Grammatica , 
Rettorica , Fitefofia, Teologia, e Matematica. E N cele- 
bre abbaftanza la beIJiflìma Libreria fabbricata nel 1747. 
dal Cardinale Qiicrini , lungo il domeftico Vefcovile giar- 
dino, arricchita di grandiflimo numero di fcelti libri 

ftam- 

0 



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|L BRESCIANO. 01 

flampati e MSS. aperta a pubblico comodo, dotata, c * 
confegnata {biennemente ¥ anno 1740. al primario Ma- 
giftrato della Città, che nel veftibok) della Biblioteca gli 
lece ergere un Bufto di marmo con una onorevole I*- 
ierizione in riconofeenza del benefizio, di cui perpetuò 
la memoria facendo con jare una medaglia. 

La Città è molto mercantile, efercita gran traffico, e 
vi fi fanno moltiffime beile manifatture, foprattutto di 
canne da fchioppo; ed altre armi da fuoco di gran per- 
fezione , 

Fu Brcfcii ricca aliai d* uomini Letterati , che troppo 
lunga cofa , e fuori del neftro difegno farebbe i' annove- 
rare . Per nulla dire delja Biblioteca del Cozzando r in 
cui fi ritrovano indicati , ricordarono a chi ne £bù% cu- 
riofo r Opera de Brixiana Litterttura del mentovato 
Cardinale . ^ ». j 1 

Nè folamcnte d' uomini fdeaz&ti abbondò Brefcia, 
ma molte donne affai Colte nelle Xtttere produffe anco- 
ra, fra le quali fono già rinomate nel XVI. SccobaLau- 
ra Fereta , e Veronica Gambara, per nulla dir ò! altre 
molte. Ebbe pure nello' fteflò fecolo una celebre Acca- 
demia chiamata degli Occulti , dopo la quale altre pur 
ivi fiorirono nel fecol pa flato ; ed è tuttavia degna: affai 
di ricordanza quella che fu initiuuta ed aperta nel pro- 
prio palazzo dal defunto chiari filmo Signor Conte Giam- 
maria Mazzuchelli , la quale fciolrafi per varie vicende 
dopo alcuni anni, fu fatta rifiorire dal P. Locatelli . 

• 

z. La Quadra d* I/co. 



piftretto , che flendefi fulla fponda orientale del Lago 
$1 quello nome, e nelle Ifole del rnèdefìmo, e perciò 
chiamafi anche Riviera d y Jfeo . Comprende 13 Comuni 
con circa 7000. abitanti . Viene governato da un Nobile 
Bruciano col titolo di Vicario . I luoghi più popolati e 
confiderabili fono 

1. Jfeo, Terra murata che da nome al Lago, altre 
volte detto Sebino . E* fuuata in fondo al L»jgo, e vi 

ft tro- 



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9* LO STAfTO VENETO. 

' fi trovano due Conventi di Regolari . Ivi rifiede il Vi- 
cario . 

2. L Ifola del Lago t Jfeo , detta da alcuni Jfila di 
Sfasano, e più comunemente Monte d' ifoU contiene var/ 
Villaggi, e ftendefi poco più di due miglia in lunghezza, 
ed uno e mezzo in larghezza. Il terreno è montuofo. 

3. La Quadra di Palatolo . 

Stendefì in parte anche di là dal fiume Oglio, ed è 
governata da un Podeftà Brefciano . Contiene jo Comu- 
ni con circa 8000. abitanti. Si notino 

1. Pallazzolo , grofla Terra affai popolata porta fui 
fiume Oglio. E' rcfidenza'del Podeftà. 

2. Capriolo, Villaggio ameno porto (opra un canale 
d' acqua che deriva dal Lago d* Ifco. Vi è un Mona- 
Acro di Monache Cappuccine. 

3. Cotogne 1 bel luogo a -pie del Monte Orfano , con 
un Convento di Cappuccini . > 

4. La Quadra di Gujfago . 

Contiene 13 Comuni con circa 10000. abitami , e 
ftendefi fra Settentrione e Ponente della Città. Non ha 
il proprio Vicario , e Podeflà . I luoghi più confiderà- 
bili fono t. 

1. Gujfaga, che dà il nome al Diftretto , luogo ben 
popolato e fituato a piè delle colline. Vi fi trova un 
Monaftero di Monaci Camaldolefi . 

2. Rodengo, graffo Villaggio con un Convento di Mo- 
naci Olivetani. 

5. Quadra di Provato. 

E* governata da un Vicario Brefciano , e contiene 10, 
Comuni con circa 1 2000. abitanti . II terreno parte è pia- 
no parte montuofo; ma tutto fruttifero . Si noti 

Hovato bella Terra con circa 5000. abitami, luogo ben 
fabbricatole refidenza del Vicario: Avvi una ChieiaCol- 

legia. 



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I L BRESCIANO. 91 
legiata con un Prcvofto 7 Canonici c 4 Cappellani Re- 
fidenti . Altre volte vi furono due Monafterj ora foppreffi. 
£' fituata fulla ftrada che conduce a Bergamo . 

6. La Quadra di Caftre%ato . 

Comporta di 8 Comuni con circa 7000. abitanti , è 
governata da un Vicario Brefciano . E' in pianura , ed i 
luoghi più confìderabili fono 

1. Cajlrezato luogo che dà il nome al Diftretto , ed è 
refidenza del Vicario . E' bagnato da un canale di ac- ' 
qua. 

2. Frenzano, Villaggio con circa 1000. abitanti, ed un 
Convento di Cappuccini. 

7. La Quadra di Pontoglio . 

E' di piccolo circuito governata da un Vicario Bre- 
fciano , che rifiede in 

Pontoglio unica Terra del Diftretto fituata fui fiume 
Oglio, con, un Monaftero di Carmelitani. Il fuo Diftret- 
to ftendefi qualche poco anche di là dal fiume, ed è ir- 
rigato da molti canali. 

8. La Quadra di Chiare . 

Contiene 3 foli groftì Comuni con circa 9000. abitanti, 
ed è fituata verfo il fiume Oglio. Quefto Diftretto vien 
governato da un Nobile Brefciano col titolo di Podcftà . 
Si noti 

^Chiare Terra affai grande , murata e ben fabbricata fi- 
mile ad una Città , anche per la fua popolazione che 
afeende a circa 7000. abitanti . Avvi una Chicfa Colle- 
giata con un Prevofto 4 Canonici, e 12 Cappellani Refi- 
denti . Vi fi trova un Convento di Minori Oflervanti . 
E' refidenza del Podeftà, e luogo ricco, e bagnato dava- 
rj canali d'acqua. 



9. ld 

t 



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94 LO STATO VENÉTO. 

< . i • . / . i 

9. La Quadra di Travagliato! 

Non è governata da Vicario proprio Brefciano , nè con- 
tiene più di circa 5000. abitanti d'mù iti é Comuni . II 
Diftretto è tutto piano , ed è oflervabile ibi amen te 

Travagliato , Terra popolata da più di 2000. abitanti ; 
capitale di tutto il Diftretto a cui dà il nome . 

io. La Quadra di Pompiano . 



Contiene 7 Comuni con poco più di 3000. abitanti . 
E' governata da un Vicaria Brefciano ; ed è confidera- 
bile 

Pomptano, piccola Terra rèfidenza del Vicario. Altre 
volte vi fu un Conventò di Regolari ora foppreffi . 

11. La Quadra di Quintino. 

• . * 

Viene governata da un Vicario Brefciano , t contiene 
12 Comuni con circa 700©. abitanti . Si noti v 

Quinzano grotta Terra in vicinanza del fiume Oglio ba- 
gnata dal fiumicello Savarona . E v rèfidenza del Vicario , 
e contiene circa 3000. abitanti, con m Convento di PP. 
Minori OfTervanti. 

it. La Quadra di Mairano. 

E* un Diftretto che ftcndefi a Ponente del fiume Mei- 
la , ed abbraccia 1 1 piccoli Comuni , che non hanno 
4000. abitanti . Non ha Vicario fuo proprio , e T unico 
luogo che fi può notare e 

Matrona Comune capitale del Diftretto a cui comunica 
il nome, che appena contiene 600. abitanti. 



13. la 



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IL BRESCIANO. 9$ 

• - r 

*3. La Quadra di Pontevic*. 

toon contiene più di 5 Comuni , ma pure c un DU 
flrctto dei più cftefi, e popolati del Territorio . Dal Con- 
figlio Generala di Brefcia Vi fi fpedifee Un Vicario : t 
dalla Repubblica Veneta vi fi mancia un iuo Patrizio col 
titolo di Cartellano . La popolazione del Dirtretto afeen- 
de a circa 10000. abitanti. Il luogo più oflèrvabile fi è 

Pontevico, Terra antica , cinta di mura, e popolata da 
circa 6000. abitanti, paragonabile ad una Città . Vi fi 
trova un antico Cartello alla cui cuftodia rifiede il Pa- 
trizio Veneto. Giace a Settentrione del bel fiume Oglio* 
fui quale vi è un comodo ponte . Avvi un Monaftero di Agó- 
Itiniani: EMuogo Mercantile, di confine col Cremonefe, 
e refidenza del Vicario; jrp 

1 4. La Quadra di Bagno/o . n 

Stcndefi a Levanté del Fiume Mella^ ed è irrigata dal 
piccolo Fiume Garza . Abbraccia 13 Comuni con circa 
Sooo. abitanti* Non vtene governata da Vicario proprio , 
ed il luogo più confiderabile è 1 '•• 

Bagnolo , Terra porta a Levante del Fiumicello Garza , 
e capitale del Dirtretto . Contiene poco meno di 2500-. 
abitanti . 



• • 1 



1 $. La Quadra di Gottolengo . 

Piccolo diftretto governato da un Vicario Brefciano . 
Non ha fotto di fe alcun altro Comune, e contiene folo 
circa 2500* abitanti . Si noti ' » 

Gottolengo , Terra fabbricata vicino ad ttn gioffò canale 
d'acqua detto la Seriola Cbicfe* E'refidenza del Vicario, 
e l' unico Comune della quadra ; che però ha fari altri 
Caflinagi. ^ ■* 

>\0 « -, 



>: 



16. U 



06 JLG SITATO VENETO. 

' 16. La Quadra di Manerbio. 

y Abbraccia 4 Comuni con circa 5000. abitanti . Viene 
governata da un Vicario . Si oflirvi 

MancrbiO) graffa Terra fabbricata fullafponda meridio- 
naie del «Fiume Meli a , fui quale v'e un ponce . E* reiì- 
denza del Vicario, contiene circa 3000. abitanti , ed al- 
ti evulte vi fu un Convento di Regolari . 

x 7. La Quadra di Calvi/ano * 

ETituata a Levante del Naviglio , contiene 3 Comuni 
con circa 5000. abitanti * Vi preiìedcun Vicario Brefcia- 
no. Si noti 

Calvifano> Terra grofla'in vicinanza del Naviglio e 
refidenza del Vicario. Contiene circa 3000. abitanti, ed 
avvi un Monaftero di Monache. Agoltiniane. 

t 18. La Quadra di Gambara* 

Confina col Mantovano, e contiene 3 foli Comuni con 
circa 4000. abitanti. Ha il fuo proprio Vicario Brefcia- 
no. Si noti 

Gambata > bella Terra fui Naviglio abitata da circa 
2000, perfone. E^refidenza del Vicario , ed altre volte 
vi fu un Convento di Regolari . Ha una Chicli Collegia- 
ta con un Prevofto ed 8 Canonici-, 

1 9* La Quadra di Gbedi. . . , ■ 

» • • «1,» * * 4 9 

É*un Diftretto compofto di 5 Comuni , ed abitato la 
circa 7000. perfone , Viene retta da un Vicario Eresia- 
no . Si offervino * v •» 

1. Gbedi , Terra ben fabbricata , e abitata da circa 
3200. perfone. E'refidenza del Vicario, e vi fi trova un 
Convento di PP. Minori (Mirranti . Giace fra il Navi- 
glio , e la Seriola Chiefe . 

2. Zen* 



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IL BRESCIANO. 97 

2. Lenno , grotto Luogo con poco meno di 3000. abi- 
tanti, con un Convento di Monache. 

zo. La Quadra di Carpandolo . 

E' di piccola cftcnfione, non ha proprio Vicario , e V 
unico luogo che contiene è 

Carpandolo , Terra affai popolata , e grande , pofta a 
Levante del fiume Cbiefe , fui confine ver io il Mantova- 
no . Contiene pocomeno di 4000. abitanti . 

zi. La Quadra di Montccbinro . 

Contiene due foli Comuni . Ha però il fuo Vicario , 
c comprende più di 6000. abitanti. Si notino 

1. Mantechi aro , Terra affai beila, grande e popolata , 
fimile ad una Città, che contiene più di 5600. abitanti. 
E* refidenza del Vicario, ed è funata fulla iìxada di Man- 
tova vicino alla Chiefe dalla parte di Levante . Vi fi 
trova un Convento di Cappuccini . 

2. La Campagna di Montecbiaro buon tratto di terreno 
Aerile, in cui avvi folo una piccola eminenza , detta la 
Motta . 

zi. La Quadra di Bsjft&ato . 

Confina colla Riviera di Salò, e le Chinfure di Bre- 
scia . Comprende 1 1 Comuni con circa 14000. abitanti . 
Non ha però Vicario proprio . Si notino 

1. Rezzato y bella Terra poche miglia dittante da Brefcia 
con un Convento di Cippucini . E* fuuata fui Naviglio, ed 
ha circa 2000. abitanti. 

2. Calcinato, Comune abitato da circa 3000 perfone . 
E* fituato a Levante della Chiefe , e la fu a Clvcfa par- 
rocchiale è Collcggiata con un Prevofto, 2 Canonici , c 
4 Capellani Refidenti . 

3. Cafianedolo, altra bella Terra fabbricata fopra un emi- 
nenza di terreno, ha più di 2000. abitanti. 

Jtslia. G *3. La 



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98 LO STATO VENETO. 

2,3. La Quadra di Gavardo. 

EMa più fettentrionale del Territorio. Ha circa 8000. 
abitanti con 11 Comuni. E* governato quefto Diitretto 
da un Vicario Brefciano, ed è oflèrvabile folo 

Gavardo, Terra ben fabbricata fui fiume Chiefe , fui 
quale anche ha un ponte. E'refidenza del Vicario, e vi 
lì trova un Convento de'PP. Minori Oflènranti . Il nu- 
mero de'fuoi abitanti arriva a circa 2000. 

14. La Quadra di Nave. 

Giace a Settentrione della Città , e fue Chiufure . Ab- 
braccia 8 Comuni con circa 5000* abitanti . Il terreno 
in parte è montuofo, ed irrigato da vari fiumicelli, che 
difeendono alla Città. Non ha Vicario proprio, e l'uni- 
co luogo oflèrvabile è 

Nave> Terra di circa 1500 abitanti pofta fulfiumicello 
Garza, capitale del Diitretto, a cui dà il nome. 

• xj. Corte di OrTi Novi. 

• 

Quello Diftretto , o Quadra ftendefi lungo le fponde 
del fiume Oglio . Contiene 4 Comuni , e varj altri Vil- 
laggi con circa 4000. abitanti. Al governo di queAo Di- 
flrctto prefiede un Podeftà nobile Brefciano , che ha giù* 
riedizione illimitata nel Civile, e limitatane! Criminale; 
ed un Patrizio Venero col titolo di Provveditore che ha 
l'infpezione delle cole militari. E N oflèrvabile 

Orzi Uovi , luogo fortificato poco dittante dal Fiume 
Oglio, refidenza del Podeflà Brefciano, e <kl Provedito- 
re Veneziano . La Aia Chiefa Parrocchiale è collegiata 
e n un Arciprete, e 5 Canonici. Vi è un Convento di 
PP. Minori Oflervanti, e uno di Monache Francelcane. 
La fua popolazione afeende a circa 5000. abitanti . L' 
edificazione di quefta Terra viene aflegnata ai Brefciani , 
i quali in tempo delle loro guerre coi Cremonefi la co* 
flruirono per opporfi agli sforzi degli abitanti di Soncino, 

Ter- 



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IL BRESCIANO* Q$ 
Terra. del Cremonefe fortificata, pofta di là da! fiume ? 
dirimpetto ad Orzi Novi . 

16. Terre fenda/i, e privilegiate. 

Sono fparfe qua e là nel Territorio , e fono Jn tutto 
io, che comprendono circa 15000. abitanti . Si notino 

li Vtrola Àlgbife , bella Terra vicino al fiumicello Sa* 
varona , abitata da circa 3000. abitanti, con un Conven- 
to di Cappuccini. Avvi una Chiefa Colleggiata Con un 
Vicario perpetuo, un Prevofto , e iò Canonici* 

2. Pralboino , a Levante del fiume Meli a , è Terra 
grofla di circa 2500. abitanti* Avvi un Convento di PP. 
Minori Oflervanti. 

Le altre Terre feudali fono Drago d 1 Oglio , Pavoni e 
Gitano della Cafa Martinengo, Breda Maggia , t Brida 
Gambara delle due nobiliflìme Famiglie Breiciane di que- 
llo nome . La Famiglia Gambara pofliede anche altre 
terre in cui tiene un Giudice con autorità civile , e cri- 
minale limitata , come pure la Martinengo . Vi fono in 
oltre Orzi Vecchi , Padernello 9 Motella , Orlano in parte , 
Burco , SurlengQ) Marocbina , Aie ano ^ Mezulk) , Cajleiietto 7 
Colere , Milxano, e Corvionè . 

IL TERRITORIO DI ASOLA * 

Confina col Ducato di Mantova, ed è bagnato dal fiume 
Cbiefe, e Naviglio. Pervenne al Dominio Veneto, la prima 
volta l'an. 1440 nella terza guerra col Vifconte . Nel 14S3 
fu occupato dal Marchcfe di Mantova, in occafione della 
guerra della Repubblica col Duca di Ferrara , ed altri Col- 
legati ; ma tre anni dopo fu nuovamente ricuparata dai Vene- 
ziani. Nel 1509 dopo la giornata di Agoadello venne in 
potere dei Francefi, enei 15 15 ritornò in potere della Re- 
pubblica , che dappoi Tha Tempre confervato. Contiene 
una Fortezza, o Città piccola con una Quadra comporta 
di 6 Comuni j c circa 0000 abitanti in tutta. Viene go- 
vernata da un Podeftà Nobile Brefciano, e da un Prov* 
veditore Veneto . Si noti 

ÀfoU i Fortezza di frontiera fabbricata a Levante del 

G x .fiume 



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100 LO STATO VENETO. 

fiume C biefe . Dal Principato non ha titolo pofiuvo di 
Città ; ma ben le conviene per la fua grandezza , fabbrica , e 
popolazione che alccnde a circa 4000 abitanti. Ivi rifiede 
il Podeftà BreJciano, ed il Proveditorc Veneto; ed avvi in 
oltre un Cartellano Patrizio Veneto a cuftodia del Ca- 
rtello. Nello fpirituale è governata da un Abate mitrato 
con buone rendite . Vi fi trova un Monte di pietà , ed 
un Ofpitalc , un Monaftero di uomini , ed uno di don- 
ne. Nclia Fortezza, oltre ilprefidio, vi è una Compagnia 
di Bombardieri nazionali. Aiolà ha prodotto molti uomi- 
ni letterati , ed avvi anche di prefentc un Accademia di 
Scienze, che chiamali de* Rinnovati , di cui nei 1763 ne 
accettò la protezione il Cardinale Carlo Rezzonico, ni- 
pote del Pontefice Clemente XIII. Il governo civile e cri- 
minale della Città appartiene al Podeftà Brcfciano, ed il 
militare al Provcditor Veneto. Fu prefa dal Marchefe di 
Mantova nei 1483, e nel 1509 dai Franccfi, che pochi 
anni dopo ne furono fcacciati . I Villaggi del Diftretto 
Afolano fono Cafaloldo, Remedello di fopra , e di fotto, 
Cafulmoro , Caficlnovo , e Cafalpogìio , con altri (piccoli 
luoghi . 

IL TERRITORIO DI LONATO 

Forma un piccolo Diftretto, nello fpirituale foggetto 
alla Dicceli di Verona , alla cui Provincia forfè antica- 
camentc apparteneva ; poiché negli Statuti della Provin- 
cia Veronefe trovanfi memorie di certe ordinazioni fatte 
dai Vcronefi fopra quel Diftretto . Ora fenza contraddi- 
zione appartiene alla Provincia Brefciana . Contiene picco- 
li villaggi con una grofla Terra, e circa 5000 abitanti. 
Viene governato da un Podeftà Brefciano, e da. un Pro- 
veditore Veneziano. Si noti 

Zonato, luogo anticamente fortificato, e fabbricato fo- 
pra un' eminenza. Vi rivedono il Podeftà e Proveditore , 
ed è abitato da più di 4000 abitanti. Vi fi trova unMo- 
naftero di Monache , ed uno di Frati . E' fituato fulla 
ftrada che conduce * Verona. 

LA 



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IL BRESCIANO. 101 

* 

LA VALLE SABBIA . 

Comprende un paefe fterile, e comporto di monti feo- 
fcefi, ed orridi. Srendcfi a Settentrione del Territorio della 
Città fino ai confini del Trentino al fiume C aferro . Confina 
coIlaVallc Camonica, da cui è feparata a Settentrione per 
mezzo di monti altiffimij Mani va , eGiulemo; colla Valle 
Trompia a Ponente, e col Salodiano a Levante. Contie- 
ne 26* Comuni con circa 13000 abitanti. Vi fi nodrifee 
molta quantità di animali pecorini , e caprini. Vi io 
no molti forni , e fucine di ferro , e varie fabbriche d- 
panni . Il governo di quefto Diftretto nelle cofe civili! 
appartiene al Vicario , che viene eletto dagli abitanti 
Aedi , e nei rimanente al Reggimento di Brefcia . La 
Valle forma un Corpo feparato da per fe, ed è rapprefen- 
tata dal Configlio comporto di tutti i Deputati delle Co- 
munità con un Sinàico . Gode molti privilegi ed efenzio- 
ni. Si notino 

1. Bagolino , grolla Terra abitata da più di 3000 per- 
sone, fituata a Levante dal fiume Caferro che lcende dai 
monti altiflimi della Valle Camonica nel Lago d'Idro . 
Vi iòno una Fornace, e la fucine di ferro, e Jduc Fab- 
briche per feltrare i panni . Avvi un Convento di Mona- 
che, ed appartiene alla Diocefi di Trento. 

2. Verone , in vicinanza del fiume Chiefe con un Con- 
vento di Frati, ed un forno di Ferro. 

3. Nozza , luogo antichiffimo della Valle, ove fi raduna 
il Configlio dei Comuni. 

4. Rocca d'Anfoy fortezza fabbricata fopra un dirupo che 
domina il Lago d' Idro , k alla cui cuftodia iificdc un Pa- 
trizio Veneziano col titolo di Cartellano. Fu prefa da' 
Francefi dopo la battaglia di Agnadcllo; ma nel 1512, 
cioè tre anni dopo, mentre Andrea Gritti aflaliva la Cit- 
tà di Brefcia per ordine della Repubblica , gli abitanti 
della Val Sabbia diedero l'afTalio alla Rocca d'Anfo, e 
tagliarono a pezzi il prefidio Francefe . Il Cartellano non 
ha alcuna ingerenza nel Governo della Valle. 

* 

- ' G J LA 



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JOT LO STATO VENETO. 

R » 

LA VALLE TROMPIA. 

ryE v fiutata a Ponente della Valle Sabbia , ed è bagna- 
ta dal fiume Mella , che ha principio nell' eftrcmita del 
fuo Territorio . Contiene 19 Comuni con circa 13000. 
abitanti. Viene feparata dalla Valle Camonica dal Mon- 
te Giulemo, e confina colla Riviera d' lieo da Ponente. 
Gode gli flefli privilegi dell' antecedente Valle ; ed è go- 
vernata fui medefimo piede . Vi fi trovano 23 fucine di 
canne da fchioppo , 28 di manifatture di ferro , con 4 
fornaci , ove fi cola lo fteflo metallo . Gli abitanti di 
quefta Valle erano noti anche a tempo de* Romani col 
nome di Popoli Triumplim. Si notino 

1. Gardone Terra ben fabbricata fulla riva occidentale 
del fiume Mella con circa Jjoo. abitanti , ed un Con- 
vento di PP. Minori Oflèrvanti . Oggidì c la Capitale di 
tutta la Valle . Efercita il traffico , e vi fi lavora una 
grandilfima quantità di armi da fuoco. 

2. Colilo, grotto Villaggio nell' eftremità Settentrionale 
della Valle ove fono delle miniere di ferro con una for- 
nace da colarlo. 

3. Bovegno, groflb Villaggio con due fornaci di ferro. 
Vi fi nodrifeono grofTc mandre di pecore , Vi fu un Con- 
vento di Frati ora foppreffo. 

4. Pieve, e S. Apollonio fono due groffi Villaggi fitua- 
ti in una Valle detta di Lumezzano abitata da più di 
2000 perfone . Quefta forma un feudo di cui è invertita 
la Famiglia Patrizia Veneta Avogadro, originale di Brc- 
feia, ma non vi efercita fe non giurifdizione civile. 

5. Tavernola, altre volte capitale della. Vaile, ora Par- 
rocchia fiutata fui fiume Mella, ove ha un ponte. 

LA VALLE CAMONICA. 

Dopo il Territorio della Città, è il più vafto Diftret- 
to di tutta la Provincia . Da Mezzodì è bagnato dal La- 
go d'Ifeo, e confina con quella Riviera , col Bergamafco , 
e colle due Valli Sabbia , e Trompia . Da Ponente è li- 

mi- 



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IL BRESCIANO. IOJ 

mitato dalla Valle di Scalve Bergamafca , c dai Grigio- 
ni , c nel rimanente è circondata dal Principato di Tren- 
to . Comprende la maggior parte della Provincia mori- 
tuofa abitata dà circa 40000. perfone, e comporta di 5 $ 
Comunità divife in 5 altri piccoli Diftretti chiamati Pie- 
vatici . Vi fi trovano ottimi pafcoli , e generalmente il 
terreno è fertile . E' bagnata dal fiume Oglio , e da mol- 
ti fuoi influenti che hanno origine da piccoli laghi della 
Valle ftefla . Vi fi nodnTcono più di 30000 pecore e ca- 
pre, e più di 14000 animali bovini . Vi fono delle buone fab- 
briche di panni; ma il commercio maggiore confitte nel ferro 
che vi fi cava, e lavora in gran quantità. Vi fi contano 10. 
Fornaci di ferro, e più di 100 Fucine ove fi lavora que- 
llo metallo . Ciafcuna fornace colerà ogni anno circa 
30000 cavalli di ferro, il che afeende a 900000 fomme 
da Cavallo di ferro all'anno . In ogni fucina fi lavora- 
no circa 10 pefi , cioè 500 libbre di ferro al giorno; 
coficchè in tutta la Valle fi lavora circa 2000 pefi di 
ferro al giorno , cioè 50000 libbre. Da quefto calcolo 
rilutta eh' efeono ogni anno dalla Valle Camonica più 
di 400000 pefi , che equivalgono a J 0000000 di libbre 
di ferro lavorato ogni anno , computando l'anno di foli 
200 giorni , a motivo delle fette . 

Qiiefta Valle anticamente fu abitata dai popoli Carmi- 
ni ^ che lafciarono il nome alla Valle, popolazione confi- 
derabile ed induftriofa di cui fecero menzione gli antichi 
Geografi, e Scrittori Plinio, Strabone, e Dione. Trala- 
feiando i monumenti d'antichità Etrufchc, Galliche, e 
Romane, non meno che quelle dei Longobardi e Fran- 
cefi, fotto de' quali feguì la forte di tutta la Provincia, 
oflèrveremo che avariti il Secolo XIV. quella Valle era 
governata da un Duumvirato , Magittrato nazionale . Tro- 
vati però che i Vefcovi di Brefcia fin dai tempi più lon- 
tani ebbero il governo della Valle, di cui tuttavia riten- 
gono il titolo di Duca, e ne confervano le infegne, al- 
zandone nelle loro pubbliche comparfe ftendardo di feta 
purpureo, oltre il diritto d'alcune decime di cui infeuda- 
no vaffalii con rinnovazione di inveftiture legalmente ad 

G 4 ogni 



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104 10 STATO VENETO. 

ogni mutazione di Vcicovo . Ciò fu ai tempi di Federi- 
go I. ed Enrico VI; ma nel> 1300 trovafi Ja Valle go- 
vernata da Pretori , o Podeftà , in tempo che fu tenuta 
dai Duchi di Milano . Finalmente nel 1426 fi ridufle 
fotto il Governo Veneto , che fino al 1440 vi fpedi un 
fuo Nobile col titolo di Provveditore, ed un Cartellano 
a cuftodia della fortezza di Breno . 

Le Benemerenze della Ci ita di Brefcia verfo la Repub- 
blica Veneta ncll* alTcdio famofo de' Vifconti ottennero 
dal Senato il privilegio, che il Configlio Brefciano vi in- 
viaflè a governarla un di lui Cittadino col titolo di Ca- 
pitanio, con un Dottore di Leggi per fuo Vicario, am- 
bedue del Configlio Ileflò di Brefcia . Il Capitanio Bre- 
fciano ha l'intiera giunìdizione civile , e criminale limi- 
rata con efclufione della pena di fangue, potendo però 
procellare in qualunque delitto fino air atto deliberativo- 
La Valle però è vifitau annualmente dal Capitanio Ve- 
neziano della Provincia . Il governo economico poi è di- 
fìribuito in 4 Adunanze , o Configli nazionali . Il pri- 
mo chiamafi Configlio Generale, ed è comporto ordinaria- 
mente di 154 Votanti; ed in elTo fta l'arbitrio di prov- 
vedere, ed ordinare li pubblici affari , e l'elezione degli 
Uffizj ordinar; , e ftr«° ordinar; : giurando ciafeun Confi- 
gliere nella prima convocazione annua , fedeltà alia Re- 
pubblica di Venezia , ed alla Patria loro. Il fecondo 
chiamafi il Coniglio Secreto, che fi aduna fecondo 
i cafi neceflarj , ed è comporto di 32 perfone, ed ha 
giurifdizione eguale al primo ne' cafi urgenti . Il 
Terzo vieni detto Covfiglio de* Ray tonati , ed Elezionarj % 
comporto di 12 che decidono dei computi degli Uffizj 
fubalterni che amminiftrano il denaro pubblico della Val- 
le; e querti eleggono i Configlicri de' due primi Confi- 
gli, fcegliendo con giudi riparti le perfone dalli Pievati- 
ci , e Comuni della Valle . Il quarto è chiamato il Con* 
figlio dei Deputati che fono 12, e dicefi anche Congrega* 
zione , che confili ta , delibera , e fa efeguire , ne' cafi iilan- 
tanei che non forFrono dimora . A ciaienna di quelle 
adunanze però prefiede il Reggimento della Valle Bre* 
Iciana . Li principali UrTizj fubalrerni fono il Sindico, 

l'Av- 



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IL BRESCIANO. 105 

r Avvocato , ed il Teforierc . La Valle gode molti pri- 
vilegi, ed ha il Tuo Statuto particolare confermatole dal- 
la Repubblica . Sono oflbrvabili 

1 . Breno , anticamente fortezza fabbricata a Levante 
del fiume Oglio , oggidì luogo Capitale di tutta la Val- 
le e rcfidenza del Reggimento , e del Governo . E' luogo 
ben fabbricato con un Convento di Cappuccini. Ha cir- 
ca icoo. abitatiti* 

2. Pifogne, fulla fponda del Lago d* Ifeo a Settentrio- 
ne , ove tiene un porto . Vi fono 3 Fornaci di ferro e 
molte fucine. Efercita il traffico ed è popolato da circa 
2000. abitanti. 

3. Edolo , verfo l'eftremità Settentrionale della Valle 
a Ponente dell'Oblio ha un Convento di Cappuccini, e 
più di 1000. abitanti. 

4. Ce/Timo^ in cui avvi un Convento di Francefcani 
Riformati . 

5. Bornoy luogo popolato , che ha parimenti un Con- 
vento di Riformati. 

6. Darfo , in cui trovafi un bel Convento di Monache 
Sa le fi a ne fondato dal benemerito Cardinale Querini. 

7. Bienno , Terra ben fabbricata con circa 1300. abi- 
tanti . 

8. Civettate^ creduta I* antica Capitale della Valle, ora 
è una piccola Parrocchia di 500. abitanti . Gli altri 
luoghi più popolati fono Cortine , Sonico y Malanno , e 
Artogne . 

» 

IV. IL SALODIANO. 

Paragrafo I. 

DI quello Territorio feparatamentc fono (late pubbli- 
cate due Carte, 1* una dal P. Coronelli in due fa- 
gli, e 1' altra da un Nazionali* Anonimo, non fenza 
qualche piccolo difetto si V una come 1* altra . Trovafi 
per altro unitamente al rimanerne della Provincia Bre- 
feiana nelle Carte nominate del Magi ni , Bleatt , Sanfon, 
Holin, ed altri. 

}. 2. 



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I06 LO STATO VENETO. 

§. 2. Confina da Levante col Veronefe mediante il 
Lago di Garda ( altre volte Benaco ) da Settentrione 
coi monti del X rcntino > Ponente col Territorio di 
Brefcia , e la Valle Sabbia , e da Mezzodì parte col Ter. 
rkorio di Lonato, e parte col Mantovano. La fua mag- 
gior lunghezza è di 30 miglia Italiane, e 15 in larghez- 
za . Il terreno condite in monti, colline, e pianure • 
Chiamai! anche Riviera di Saio, e Patria della Riviera ; 
ma in iftretto termine quella fola parte di Salodiano , 
che ftendefi da Salò a Gargnano lungo il Lago chiamali 
propriamente Riviera, ed è un paefe ameniflfimo quanto 
qualunque altro più deliziofo d' Italia . L aria vi è pura 
c falubre, e la terra vi produce agrumi in abbondanza; 
frutta eccellenti , grani di ogni forta, e legumi; ma* 
quantunque la raccolta ne' luoghi piani fia più che me- 
diocre, non è (ufficiente ali intero mantenimento degli 
abitanti . Il maggior prodotto confitte nelle fete, olio, 
vino, ed agrumi. Le migliori manifatture fono le tele 
di lino affai belle, ed il refe, o fia le accie candide fi- 
niffime, le quali unite ai lucida ti prodotti formano il 
maggior commercio della Provincia . Abbonda di fai- 
vaggiumi, e di fquifiti pefci, che fi pcfcano fingolarmen- 
te nel Lago di Garda. Vi fi trovano fcarfe miniere di 
ferro, ed una di piombo, non corrifpondenti alle fpefe. 
Avvi una cava di lecito marmo di paragone , che al 
prefente non fi lavora . I fiumi principali fono il Cbie- 
fe, eh' efee dal Lago d' Idro comprefo in quefto Terri- 
torio , ed il Tofcolano , che sbocca nel Lago di Garda . 

§. 3. Si contano in quefto Territorio una Città, 
Terre ben fabbricate con 150. Villaggi che formano 42 
Comuni divifi in 6 Diftretti , o Quadre. Il numero de- 
gli abitanti afeende a circa 40000. Nello fpirituale parte 
è foggetto al Vefcovado di Trento, parte a quello di 
Verona, e parte al Bruciano. Si è altre volte intavo- 
lata 1' erezione di un nuovo Vefcovado nazionale ad imi- 
tazione di quello di Crema; ma 1' affare ha incontrate 
oppofizioni tali, che ha lempre abortito finora. Al go- 
verno politico fi fpedifee dalla Repubblica ogni fedict 
mefi un Patrizio col titolo di Proveditore , c Capitanio 

del- 



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IL SALODIANO. 107 

della Riviera, lenza alcuna dipendenza dal Reggimento 
di Brefcia . L' autorità civile rifiede nel Podeftà Nobile 
Brcfciano, che la Città di Brefcia vi fpedilce ogni anno • . 
per privilegio ottenuto dalla Repubblica . Qiiefto Podcftà 
ha fcco un fuo Vicario Dottore di Leggi, e prima di 
efercitare la loro carica devono preftar giuramento al Con- 
figlio della Patria di Riviera di mantenere li privilegi, 
feparazione della Riviera , e di giudicare fecondo gli Sra- 
tuti Veneti, e Municipali. Le appellazioni de' fuoi giu- 
dizi fono devolute al Reggimento Brcfciano; ma in og- 
gi quali totalmente fono appellati ai Tribunali della 
Dominante . Tutto il Territorio vien rapprefentato dal 
Configlio, che chiamafi della Patria comporto dai Depu- 
tati di 36 Comunità , con 6 Aggiunti detti Conferva* 
tori delle Leggi. 

§. 4. I Salodiani fono difendenti dagli antichi Bena- 
cenfi, o fia abitatori delle fponde del Benaco comprefo 
nella Regione antichiffima di Venezia. I Benacenfi al 
tempo dei Romani avevano i loro Magiftrati particolari 
refidenti nella Città di Benaco, come lì raccoglie dalle 
antiche lapide che fi confervano . Indi nella decadenza 
dell' Impero andarono foggetti alle devaftazioni de' Bar- 
bari, che diftrufiero la forma antica dell' Italia . Ai 
tempo dei Longobardi, e de' Franchi non trovali preci- 
fa notizia del loro flato. 

Nel 969. trovafi un Diploma di Ottone , conceduto 
alla Comunità di Maderno antica capitale della Riviera, 
in cui que' popoli fono chiamati liberi , e vien dichiara- 
to , che il loro Territorio non faccia diftretto ad alcun* 
altro. Il fimile vien confermato .in altri futfeguenti privi- 
legj. Pafsò poi in dominio de' Vifconti, e nel 1303. in 
potere degli Scaligeri. Quindi fi governò a guifa di po- 
polo libero fotto la protezione della Repubblica di Ve- 
nezia; e nell* anno 1334. ricorfe alla medefima, accioc- 
ché riformato foffe il fuo ftatuto municipale, e riordina- 
to il governo. Neil' anno 1336. tempo della guerra della 
Repubblica contro gli Scaligeri di Verona, il Salodiano 
era governato da un Patrizio Veneto eletto dagli Abi- 
tanti ftefli, cpme pure ne' fuffeguenti anni fino alia me- 
tà del 



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* 

lo8 LO STATO VENETO. 

tà del Secolo XIV. Fu novamcntc occupato dai Vifconti 
in tempo della fcabrofillìma guerra de* Genoved contro 
li Veneziani. Dopo la morte del Duca di Milano Gio. 
Galeazzo che feguì nel J402. , fé ne impoficfsò il di lui 
Generale Pandolfo Malatefta; ma lo tenne pochi anni , 
poiché nel 1419. era già ritornato in potere del Duca 
Filippo figlio di Gio. Galeazzo. Poco dopo inforta guer- 
ra fra il Duca e la Repubblica a cagione de' Fiorentini 
V efercito Veneto entrò nella Provincia Brefciana , e 
s impadroni prima della Capitale, indi di tutti gli altri 
Territori , fra i quali il Salodiano fu tra* primi a fotto- 
metterfi fpontaneamente alla Repubblica ; al cui dominio 
fi moftrò femprc inclinato, e fedeliflimo. 

I Diftrctti comprefi in quello Territorio fono li fc- 
guenti . 

a. La Quadra di Campagna. 

II maggiore fra tutti i Diftrctti del Salodiano , che 
comprende Ja miglior parte del. paefe piano , ameno e 
fertile. Stendefi fra il Chiefe ed il Lago Benaco fino ai 
confini del Mantovano, e Veronefe. Comprende 10 Co- 
muni fra i quali 11 notino 

1. Defcnzano, bella Terra grande, e ben fabbricata fili- 
la fponda del Lago Benaco. E' luogo di gran traffico], 
c vi fi fa ogni fettimana un mercato di biade aliai fre- 
quentato. E' fituato filila firada che conduce da Brefcia 
a Verona, ed ha circa 3400. abitanti. 

2. Pozzolengo, grofla Terra di circa 2000. abitanti . 
Confina col Mantovano; e fra quefto luogo, e quello di 
Rivoltella altro luo^o di confine col Veronefe alla fpon- 
da meridionale del Lago, vuolfi che anticamente cifolfc 
una Selva detta Lucana , ridotta di prefente a coltura ; 
e che ivi appunto da Claudio Imperadorc V anno 26$. 
fia (tata data agli Alemanni quella terribile feonfitta, di 
cui parla Aurelio Vittore, e nella quale fiamo da cflo 
aflìcurati , che non molto lungi dal Lago di Benaco ap- 
pena la metà di quel numerouflimo efercito l.ilvò la vi- 
ti! . 



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IL SALODIANO. IOO 

ta. Comunque fu egli è certo, che una Infcrizione ri- 
trovali a Tofcolano fcolpita in onore di Claudio . 

3. Bedizzolc , groflb Comune di circa 3003. abitanti . 
E' luogo il più elido, e fertile del Diftretto. Poco lon- 
tano trovafi un ponte fopra il Chicfe, detto Ponte di 
Nove, memorabile per un fatto d' armi feguito ivi tra 
Galeazzo Vifconti, e Giovanni Acni. 

Da una lapida chefi conferva nel la Chiefa di un piccolo 
Villaggio di quello Comune, detto Mondar uccio , fi preten- 
de di poter dedurre che a quello Comune arrivaÌTcro i 
Confini della Regione antica di Venezia. La lapida e la 
feguentc : 

D. D. N. N. FLAVIO VALENTINIANO , 
ET FLAVIO VALENTI DIVINIS FRATRIBUS , 
ET SEM PER. AUGUSTIS 
DEVOTA VENETIA 
. CONLOCAVIT . 
D. D. N. N. VALENTINIANO VALENTI 
ET GRATI ANO PERPETUIS, PUS 
FELICIBUS SEM PER AUGUSTIS. 

z. La Quadra di Val Tene/e . 

Stendefi fui Lago fopra la Quadra di Campagna . La 
maggior parte è fparfa di colline , e dividefi in 8 Co- 
muni, ne* quali fono olfervabili 

1. Afancria, luogo il più antico del Diftretto. La fua 
Pieve è antichuTima , e matrice di tutte le Chiefe della 
Valtcnefe . Aveva una Rocca forte fopra un dirupo mol- 
to alto , che fovralhva al Lago, diftrutta per ordine 
della Repubblica circa la metà del fedicefimo fecolo . 
Si chiama però tuttavia la Rocca di Manette , e vi fi 
veggono ancora le reliquie di un tempio dedicato a Minerva. 

2. S. Felice , Terra ben fabbricata con circa 1000. 
abitanti . Ha un Galìcllo antico fabbricato delle rovine 
di quello di Scorolo, difirutto dall' Imperadore Federigo 
Barbarofla , e lpianato affatto dalle 1 ruppe del Duca di 
Milano, Filippo. Avvi un Monte di Pietà, che non ri- 
ceve 



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HO LO STATO VENETO. 

ceve alcun prò fopra i pegni che vi fi portano; e fareb- 
be affai più ricco fe nel 1705. non foflc flato da' Fran- 
cefi barbaramente facclicggiato . 

3. Portefe, anch' eflfo fabbricato, e crcfciuto delle ro- 
vine di Scordo, di cui appajono ancora le veftigia fo* 
pra un elevato promontorio fui lago di Garda, ove ora 
ftà un Oratorio dedicato a S. Fermo. 

3. La Quadra di Salò. 

Diftretto fituato nel centro del Territorio nella parte, 
ove il fiume Chiefe più s'avvicina al LagoBenaco. Com- 
prende varie amene terre, e luoghi piccoli, ed ha 3 foli 
Comuni . Confiderabile fi rende 

Salò, Città piccola aperta , capitale del Territorio , e 
Sede del Regimento, e del Governo. E x fituara a piè d' 
un* alta colina detta Monte Pennino, o di S. Bartolomeo , 
a Settentrione di un ameniflimo feno del Benaco largo 
più di un miglio. Conta circa 5000. abitanti con molte? 
famiglie nobili, ed altre applicate al traffico. Vi fono 17* 
Chiefe, tra le quali la più olfervabile è la Galleggiata, 
ufficiata quotidianamente da i8< Sacerdoti refidenziali i 
e da un Arciprete . Dia è vada , e di magnifica archi- 
tettura . Dopo quefta meritano offervazionc quelle di S* 
Giuftina, e delle Monache della Vibrazione. Vi lì trova- 
no 3 Monaftcrj di Regolari , 2 Conventi di monache * 
un Collegio di Somafchi, ed uno di Orfoline, con altri 
Luoghi pii, e 2. Monti di Pietà. Vi fono pubbliche fcuole 
per ammaeftramento della gioventù , ed un' Accademia 
letteraria, detta degli Unanimi, eretta nel IJ64, a cui fu 
unita la Concorde ancor più antica , ed ultimamente V 
Agraria, o fia quella d'Agricoltura. Avvi un Collegio di 
Dottori , ed un altro di Nota; , ed oltracciò la Citta ha 
il proprio offizio di fanità , comporto di 6 de' più rag* 
guardevoli Cittadini, fcelti uno per Quadra, abitanti pe- 
rò fempre in Salò, con voto confusivo ,. e deliberativo 
in un col Rapprefentantc Veneziano. Quantunque da al- 
cuni contrattato venga a Salò il titolo di Città * percliè 
non trovati verun atto pubblico del Principato che tal». 

1' ab- 



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IL SALODfANO. Ili 

l'abbia dichiarata ; convien però dire, che a torto leda 
contefo un così farro onore, vencrvdole dato fenza ecce- 
zione da tutti i Magiflrati pubblici il titolo di Città in 
occafione di partecipare ordini del Governo in qualfwo- 
glia materia. Tiene nella Dominante il proprio Nunzio, 
ed in ogni altro incontro Salò è pofto al pari delle altre 
Città fuddite; e fopratutto per I' autorità indipendente del 
Rapprefen tante Veneto che le viene conceduto . Oltre di 
che confiderandofi ancora Salò geograficamente appare per 
ogni conto in afpetto di Città. La fua prima fondazione fi 
attribuifee all'Imp. Enrico V. che nel 1121 diftrutta la 
forte Rocca di S. Martino di Gavardo vi edificò Salò , 
popolatoli in Arguito 9 e crefeiuro al grado di Città. 

Gli altri luoghi di quello Di tiretto fono come fobbor- 
ghi della Città; e tra quefli vuoili qui ricordare la pic- 
cola Terra di Ronzano che per Patria viene aflegnara ad 
Adriano fello dal P. Mattia Bellintani nella vita di que- 
llo Pontefice, a cui fu quafi contemporaneo; quantunque 
tutti gli Storici il vogliano nato in Utrecht. 

Cacavere, e Vokiano fono i due altri Comuni di quella 
Quadra; e nella Terra di Gazano , eh' è una delle mi- 
gliori del fecondo , nacque il celebre Jacopo Bonfadio > 
ed il mentovato P. Bellintani. 

. 4. La Qiiadra di Maderno. 

Estuata a Levante di Salò. E* tìn piccolo Diftretto 
di foli 3 Comuni, ma tutti popolati ,,e confidcrabili . 
Chiamanti 

1. Maderno , Terra civile, e ben fabbricata , ove foleva- 
no eflere i Tribunali che ora fono a Salò . Oggidì tutta 
via gode il diritto di eleggerli un fuo particolar Vica- 
rio il quale con autorità civile illimitata giudica 
le caufe di quello Diftretto, e di quello del confinante 
Gargniano . E* però in libertà dell'attore cominciare la 
caufa o a Salò ovvero a Maderno . Le fue appellazioni 
fono devolute al Proveditore di Salò , ed indi a Vene- 
zia . Nella Chiefa Arcipresbiterale ripofa il corpo di S. 
Ercolano Vcfcovo di Brefcia , protettore principale del 

Ter- 



112 LO STATO VENETO. 

Territorio Salodiano. Preflb a Maderno nel 1705 fegui 
un fatto d' arme fra Tedcfchi , e Francefi , colla peggio 
degli ultimi. Contiene circa 1000. abitanti. 

2. Tofcolano , Terra grofla di più di 2500. abitanti , 
fopra il fiume dello fteflò nome lui quale v' è un bel pon- 
te di pietra, d'un arco folo . Vi iono molte carriere , 
fabbriche di panni, e fucine ove fi fila il ferro. E' degna 
d* oflervazione la Chicfa parrocchiale in cui fi vede pofla 
la fedia Vefcovile, forfè per quei titolo di onore che por- 
ta il Vcfcovo di Brefcia , di Marchefe della Riviera . 
Pretendefi che un tempo in vicinanza di quella Terra vi 
fofle T antico Benaco , cartello che prefe la fua denomi- 
nazione dal Lago fopra di cui era pofto . 

3. Gardone , Comune di circa 1500. abitanti . Vi fono 
molte fucine , ove a far chiodi travagliano gli uomini , 
e le donne indiftintamente • 

$. La Quadra di Gargnano. 

Diftretto ameno , che ftendefi fulla fponda del Lago 
fino ai confini col Trentino Contiene 5. Comuni. Si no- 
tino 

1. Gargnano^ Terra grande fituata nel più bel feno del 
Lago, e contiene 3400. abitanti incirca. 

2. Limone , Villaggio il più ameno di tutto il Diftretto, 
abbonda di ulivi , e di agrumi . Vi fi fabbrica Carta fi- 
niflima in abbondanza . 

3. Zegnale, Comune feparato , che ha il fuo Vicario 
proprio con autorità civile . 

4. Muflone feudo de' Conti Bucelkni , che vi tengono un 
loro Vicario con autorità civile. 

5. Campione , luogo ameno e piano coperto di ulivi , c 
di Gelfi alla riva del Lago , ed a pie di rupi feoicefe , 
pofleduto dai Marche!! Archetti, die vi tengono nobile 
abitazione. Vi fono varie fucine di (erro, in cui fi fanno 
molte belle manifatture ricercate , per il valore di circa 
40000 Zecchini Veneziani V anno. Vi fi fa anche una 
pefea copiofiflìraa di Carpioni , ed è luogo di confine del- 



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IL S A L O D I A N O. II} 

le tre diocefi di Trento , Brelcia , e Verona , celebrato 
anche per quello dal Poeta Dante. 

6. La Qttadra di Montagna • 

i 

p 

Comprende il paefe- montuofo bagnato dal Chiefe , e 
dal Lago d' Idro. Abbraccia io Comuni fra ,quali di- 
fi inguai! 

1. VobarnO) detto comunemente Boarno , Terra grofTa 
fopra il Fiume Chiefe, che ha unbellkTjmo ponte di pie- 
tra di un arco folo . La Tua Rocca un tempo era fortif- 
fima di fico; ora è diftrutta. Al tempo de 5 domani con- 
tavafi per un confine d' Italia , come rilevai» da una in- 
fcrizione fopra una Lapiiia clic ancori vi cfilìe . Ivi lì 
trova una grandifììma fucina di ferro . Ha più di iooo. 
abitanti . 

2. Sabbio luogo vicino al Chiefe. Vi fi lavora ferro , 
e vi fi fabbricano mattoni , e tegoli. Ha circa loco, abi- 
tanti . Si fuppone che da quello luogo abbia prefa deno- 
minazione la confinante Val Sabbia . Avca pur Sabbio 
una forte Rocca la quale ora è diftrutta • 

3. Jdroy alla riva del Lago di quello nome , è una pie- 
ve antichi Alma . 

4. La Degagna y Comune comporto di molti Villaggi . 
Vi fi trova una cava di marmo di paragone belliffimo , 
e ne fu cavato per la fepoltura di Carlo V. Impera- 
dore . 

V. IL VERONESE- 

Paragrafo i. 

LA Provincia Veronefe fi trova delineata nelle Carte 
del Magini) Ori elio , Blean , e Sanfon . Sotto :l no- 
me di quell'ultimo autore ne fu pubblicata una in Am- 
flerdam preflfo Covsns , e Morti;r, la quale dicefi levata 
efpreflamentc in occafione e ad ufo di guerra . Con tut- 
to ciò non e niente meno difettofa delle ?\tvc , c forfè 
più inutile. Nei 1720 fu pubblicata una Carta Topogra- 
Jtatia H fica 



I J4 LO STATO VENETO, 

fica di qucfta Provincia da certo Gregorio Piccoli facerdo 
te Veronefe col titolo di Veronenfts Ter ritorti nova ancia, 
atque accurata deferiptio, cum jiuflrali Tridentini y Mar.tua- 
nique Boreali p.trtc . Da efla protetta l'Autore di aver le- 
vati tutti i difetti , e gli errori che fi trovano nelle al- 
tre carte antecedenti che girano intorno ; e di ìfatti que- 
lla è la migliare che finora fia fiata pubblicata, non per 
rapporto alla graduazione ; ma per la pofiziore de' luoghi 
di tutta la Provincia. Un'altra piccola Carta del Vero- 
nefe fu pubblicata nel J745: alquanto più accurata nella 
graduazione ; ma molto inferiore alla prima rifpetto al 
piano della Provincia . Ultimamente alcuni Nazionali han- 
no intraprefo di darne alla luce una più perfetta ; ma 
finora non è Hata pubblicata. 

$. 2, Il Veronefe gira in circuito quali 200. miglia 
Italiane. In longitudine iìendefì circa 40 miglia , ed in 
latitudine quafi altrettanto . Confina da Ponente col Sa- 
lodiano ; da mezzodì col Ducato di Mantova , e colla 
Legazione di Ferrara; da Levante col Vicentino, Colo- 
gnefe, Padovano, e Polcfme; da Settentrione col Princi- 
pato di Trento . II terreno per metà è piano, e per me- 
tà montuofo. E N fertile di frutta fquifite , di grani d'ogni 
qualità, di vino, canape, e lino; ma fopratutto produce 
rifo in gran copia. L'aria è fottile, efalubre, e gli abi- 
tanti generalmente fono ben difpofti di corpo, allegri , e 
fpiritefi. I Fiumi maggiori della Provincia fono l'Adige, 
il Tartaro, ed il Mincio. Quell'ultimo efee dal famofo 
Lago di Garda, che appartiene interamente al Veronefe, 
e non per metà al Bresciano, come quafi lutte le Carte 
lòlevano rapprefentarci . In quella Provincia vi fono an- 
che de* terreni paludofi qua e là i par fi in diverfi luoghi 
della pianura; ma quel tratto, che chiamali propriamente 
le Paludi del Veronefe, lefta verfo i confini del mezzodì , 
iìendendofi più di 15 triglia in lunghezza fopra la (pon- 
da del Fiume Tartaro. Fra i monti più confiderabili del 
Veronefe è ottenibile il Monte Baldo che fiancheggia la 
pane fuperiore del Lago di Garda Sulla fommità di 
quello rrovanfi in copia fcftacei , ed altre marittime ve- 
stigia , che danno efea alla curiofità , ed alle controver- 
se 



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IL VEfcÓNESÉ. i ltf 

(3e dei Letterati. Abbondano!' monti Veronefid! miniere* 
e fopratutto ili cave di marmi di ogni colore , e qualità, 
i più fini, e ricercati di tutta l'Italia . Avvi della pie- 
tra bianca tenera per ftatuc , delle pietre dure dà colon- 
ne fopratutto nelle Valli Paltena , e Pollicella , Vi fi tro- 
va del marmo bianco , del bianco e rodò di tinta leg- 
giera , detto tttandoUtOi del roflb fchietto , del giallo più 
t meno carico, del mifto color di piume di pernicie , e 
d' altre macchie che li rendono non inferiori ai più bei 
marmi orientali* Nella Provincia fi fanno molte manifat- 
ture di lana e feta ; ed il commercio generalmente vifio- 
rifee più che altrove, ancia la comodità del fiume Adi- 
ge , navigabile con grotte barche fino a Verona * Abbon- 
da di buoni pafcoli, e vi fi nutre gran quantità di greg- 
ge ed il prodotto della feta non è inferiore a quello 
delie altre Provincie* Venete * 

$. 3. Comprende quella Provincia I Città, J fortezze: 
tifpettabili , con circa 20 grotte Terre, circa 300 Comu- 
ni, e numero aflai maggiore di Villaggi, ed altri piccoli 
luoghi. Il numero degli abitanti afeende a circa 230000 
pedone* La Diocefi Veronefe ftendefi anche fuori della 
Provincia , e contiene anche molte Parrocchie povere * 
Due- fono le ripartigioni ordinarie di quella Provincia „ 
Secondo la prima dividefi tutto il Veronefe irt Vicariati 
che arrendono al numero di 88. L'altra divifionc più or- 
dinaria fepara la Provincia in 24 Dilhetti denominar! 
Copule, con 4. dittimi che formanoCorpi feparati fra di 
loro, e dal rimanente del Territorio Veronclc. Tutrique- 
fti Diftretti vengono unitamente rapprefentati dal Confi- 
glio Territoriale per mezzo dei loro Deputati che vi fpc- 
difeono, altri col titolo di Capi-Copule , o Capi di Colon- 
nelli , ed altri con quello di Sindici. Al Confici io del Ter- 
ritorio prefiedono due Sindici Generali , ed il Capi; amo 
della Provincia « I Vicariati fono governati da Niotti Ve- 
ro ne fi , e le Fortezze cultodite da Nob li Vcn-.*iiani , co- 
me pure un' altra Terra confideraoile che più lotto no- 
mineremo . 

$. 4* La Provincia Veronefe anticamente formava p*rrc 
Jella Regione di Venezia. Sotto la dominazione de'Lon- 

. , H 2 gobar- 



\ló LO STATO VENETO. 

gobardi ebbe titolo di Ducato, e Dell'Imperio de' Franchi 
fu inchiula nella Marca Trivigiana. Cominciò dappoi no- 
vamente a formar corpo feparato di Provincia fotto l'Im- 
pero di Ottone, dopo di che abolito, e metto in oblivio- 
ne il titolo e gli antichi confini di Marca Trivigiana , fi 
chiamò poi Tempre Territorio Veroncfe, dal nome della 
Città Capitale della Provincia . I fuoi antichi confini era- 
no ancor più eftefi di quelli d' ogg ; dì , e comprendeva 
parte del Brefcianò, del Trentino , del Vicentino , del 
Mantovano, Ferrarefe , e Polefine. Nel Brefcianò abbrac- 
ciava il Territorio di Lonato, nel Trentino quello di Ri- 
va fhIPeflremkà del Lago , nel Vicentino la Podefteria 
di Legnago , e nelle altre- Oftiglia , e la Badia . Ol- 
tracciò a quella medefima Provincia apparteneva il Coio- 
gnefe, che ora in ragion di titolo è compreio nel Doga- 
do, e nel rimanente forma un Governo feparato , che de- 
icriveremo a fuo luogo . Dopo etTere pallata in dominio 
di varj Principi Italiani , e foreitieri , ebbe finalmente li 
fuoi Signori naturali i quali furono della Cafa Scaligera 
V r eronele . Quella nelle turbolenze à' Italia dilatò in mol- 
te Provincie il fuo dominio , ma finalmente fu annienta- 
to dalla Cala Vifconti di Milano , che s' impoflefsò in 
confeguenza anche del Vcronefc. La reggenza de'Viiconti 
riukì forfè peggiore delle più antiche de'Regni barbari d' 
Ital ; a . Se ne icoffero i Veroneli più volte, ma in vano , 
coftretti dalla forza a tollerarne V infopportabile giogo. 

Reihvano della Famiglia Scaligera Guglielmo figlio di 
Cane II. con due figli Antonio ricoverato pretto Roberto 
Re de 1 Romani in Ge; mania , e Brunoro preflo Carlo VI. 
Re di Francia . Guglielmo che flava in afilo a Venezia 
chiamò dalla Germania, e dalla Francia i figliuoli in Ita- 
lia, che vi diicefero con truppe Alemanne, e Franceil , 
e con l'ajuro di quelli pensò a ricuperare il perduto do- 
minio. Allora la Duchefla Vedova di Milano tuirice de* 
figli del defunto Gio: Galeazzo, vedendo irreparabile la 
perdita della Provincia, la offri volontariamente alla Re- 
pubblica di Venezia, per non vederla cadere in mano de 5 
fuoi nemici; ma trattano i Cittadini di Verona accla- 
mano Guglielmo Scaligero, e l'introducono in Città , 

giù- 



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IL VERONESE, 1 17 

giurandofi vicendevolmente fedeltà, c giuftizia. Poco pe- 
rò fi mantenne Guglielmo nel riacquiftato dominio, eflfendo 
perito pochi anni dopo, non fenza fofpetto delle infidic 
della Famiglia Carrarefe da Padova , in cui fi vide fi- 
nalmente cadere il dominio della Città, e della Provin- 
cia. Fattofi il Carrarefe padrone del Veronefe, tentò di 
aggiungervi il Vicentino confinante; ma quefta Provincia 
dichiaro^! allora per la Repubblica di Venezia col con- 
fenfo della vedova Duchefla di Milano, come oflcrverc- 
mo a fuo luogo. Con tutto ciò profeguì il Carrarefe I' 
attedio di Vicenza ed altri luoghi forti della Provincia 
Vicentina , nulla curando le rimoftranze della Repubbli- 
ca Veneta , a cui anzi dichiarò aperta guerra . Allora 
pattato l' efercito Veneto fui Veronefe vi profeguì la guer- 
ra con fervore . La Valle Pollicella , il Dittretto più clic- 
io della Provincia montuofa, fi arrefe fpontancamente , ed 
il fuo efempio imitarono molte altre Terre, e Diftreui. 
Finalmente fu polio l'attedio alla Capitale ove (lava rin- 
chiufo il Carrarefe, la quale aprì ben pretto le porte ai 
Veneziani con patti, e capitolazioni affai vantaggiose ; 
e alla caduta della Città fi arrendettero tutti gli altri 
luoghi del Territorio, fuorché Legnago, e Porto: cosi 
fu il Veronefe ridotto in Provincia Veneta l'anno 1405. 

Nella Lega di Cambra! fu fiaccata dal Dominio Ve- 
neto, ricuperata, e perduta più, e più volte colla Cit- 
tà di Verona ; ma finalmente retto confermala (òtto lo 
Stato Veneto nella Pace di. Bologna nell'anno 1519. 

La Divifione che noi feguiremo in quetta detenzione 
farà quella de* Vicariati , dividendo tutta la Provincia in 
due parti, una delle quali comprenderà il paefe piano , 
t l'altra il montuofo. 

IL TERRITORIO PIANO comprende • 

1. // Difirctto proprio di Verona. 

Comporto di 15 Villaggi , che formano li Sobborghi 
della Città di Verona , quali fono Chievo del AUnttco , 
Sorte del Mantico, S* MaJJimo , S> Zeno , 5. IjìcU , Torn- 
ii i 



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Ii$ LO STATO VENETO. 

ha , Torre/elio di Tomba , S. Michele , & Nazaro , Camp 
Marzo , o 5. P^/a, Maria, Avefa, pinzano , S. Gior- 
gio, S. Stefano. Si oflèrvi 

Verona Città antichiflìma , grande , forte , ricca , po- 
polata, e Capitale di tutu la Provincia. E N funata fili- 
le fponde del fiume Adige, fui quale ha 4. ponti di pie- 
tra che unifeono le due parti oppofte delia Città . Erta 
c fituara fono li gr. 45 m. 26 di lat. e gr. 28 min. 3$ 
di longitudine. Gira in circuito circa 7 miglia Italiane, 
cinta di forti mura con baluardi reali, bacioni, lune, e 
mezze lune con tre riguardevoli cartelli detti Cartel S. 
Felice, C afiel S. Pietro, e C allei Vecchio. Ha 5 Porte de- 
nominate Porta S. Zeno , Porta del Pallio, Porta nuova, 
Porta del Vescovo , e Porta ò. Giorgio . Viene feparata 
dall'Adige in du* parti : la meridionale è più vada, e 
la fettentrionale più fortificata comprendendo li 2 Cartel- 
li di S. Felice , e S. Giorgio . Interiormente ha ftrade 
beliiflìme , ornata di fontuofi palagi, magnifiche fabbri- 
che pubbliche , e private , fpaziofe piazze , e Chiefe rag- 
guardevoli . Le piazze più belle della Città fono quella 
d:' Signori , Y altra dell'Erbe , e la terza della Brà . Le 
Fabbriche pubbliche più degne d' oflèrvazione fono l'An- 
na, e la Fiera . 

L'Arena è un antichifiìmo Anfiteatro , opera de* Ro- 
mani , o piuttofto degli antichi Veronefi al tempo dei 
Romani , fituato nel centro della Città meridionale in 
una valtiffima piazza, che lo cinge all'intorno. Quefta è 
una fabbrica di forma roronda foftenuta al di fuori fo- 
pra duplicati ordini di archi grandinimi . Nel fommo è 
diroccata, e neir interno vi fi confervano tuttavia interi 
gli gradini, ove il popolo foleva federe in occafione de* 
pubblici fpertacoli , che vi fi rapprefentavano . Secondo il 
calcolo del MarTei vi potevano capire comodamente circa 
22. mila fpettatori. Per le invafioni dei Barbari, e mol- 
to più per un terremuoto 1' anno 79$ rovinò pàrte del 
muro di fuori, ed il piano fuperiore , renandovi di queft* 
ultimo folo quel poco che tuttavia vi fi vede dalla parte 
di Ponente. Fino all'anno 1555 giacque un così gran- 
diofo edificio trafeurato, e negletto; ma dopo quel te m . 

po 



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IL VERONESE. Ilp 

po fa prcfo in cuftodia dalla Città , e più e più volte 
riftauraro al di dentro , affine di prefervarla dalle ulte- 
riori ingiurie del tempo, e rifervarlo ad ufo de* moderni 
pubblici ipettacoli che vi fi danno ogni anno al popolo. 
L'ordine d'architettura è piano, folido fenza ornamen- 
ti y ma per la fua gran mole , ed antichità è uno de* 
pezzi più ragguardevoli che adornano la Città . La Fie- 
ri è una fabbrica quadrangolare iituata a Levante nella 
parte Settentrionale della Città in una fpaziofìflìma piaz- 
za detta Campo Marzio, Raffbmiglia la ina difpofizione a . % 
quella di piccola Città, comporta di quattro eguali fpazj 
quadrati , ognuno de* quali è tagliato da quattro fìrade 
con larga piazza nel centro , diipoilc in modo che dan- 
do nella gran piazza maggiore fiancheggiata dai fuddetti 
4 Quadrati, fi poflono vedere le 8 porte, che danno u> 
gretto alla Fiera con le 4 piazze minori de' quadrati. 
. Il luogo è tutto piantato di botteghe uifpofte con bellif- 
fima fimmetria ; ed ogni anno vi fi tengono due rinoma- 
te fiere ne' Mcfi di Maggio, e di Novembre. Sotto que- 
lla fabbrica feorre un canale d' acqua abbondante , che 
feende dai colli vicini alla Città , col nome di Finmiccl* 
lo. La ftrada più fpaziofa, e bella è quella che chia- 
mali il Corfo , la quale termina al Cartel Vecchio , 

Fra le molte Chicle di q netta Città, la Cattedrale , o fia il 
Duomo, quantunque di (bruttura gotica , è degna di ette- 
re oflervata . Vi fi veggono a lato della porta maggiore 
due figure in batto rilievo, rapprefentanti li due Paladini 
di Carlo Magno Orlando, ed Olivieri; ed internamente 
vi fi confervano molti infigni memorie ed iforizioni , tra 
le quali fe ne diftingue una fopra il Sepolcro del Ponte- 
fice Lucio III. che morì in Verona. Il fuo Capitolo è 
numeralo, nobile, e ricco, e li fuoi 14 Canonici godo- 
no giurifdizioni , e privilegi lingolariflimi . Il fuo Vefco- 
vo, che ha i titoli di Conte di Monteforte , Bovolone, 
e Poi è fufTraganeo dell' Arcivescovo di Udine , ed ha 
grotte rendite. Prcgiafi la Città di Verona di aver avuti 
36 Vefcovi fanti . La Chiefa di S. Zenone de* Monaci 
Benedettini è pure antichittima , affai grande, a tre navi 
ki volta di legno, fabbricata da Pipino Red 1 Italia figlio 

H 4 di 



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120 LO STATO VENETO. 

di Carlo Magno Imperatore. Ivi iì confervano molte ra- 
rità degne di oflervazione . La menfa dell'aitar maggiore 
d'un pezzo folo di marmo finifllmo rodò larga 56 on- 
de, lunga 108 e grolla 5. Una coppa o vafo di mar- 
mo, che ha di circonferenza 36 palmi, digrolTezza uno, 
e di profondità uno e mezzo. E* collocata quefta mac- 
china fopra un piedeftallo della ftefla materia, e colo- 
re, alto 4 palmi, e di giro 24. Nella Sagreftia trovanli 
in un armadio due pezzi del Paftorale di S. Zenone, 
^ molte belle manifatture d' argento , molti candeilieri di 
Lapislazzoli, di Diafpro, e d' Agata, * con una croce cor- 
rtfpondcnte , alti un braccio , e legati in oro. In que- 
lla Chiefa fi vede una bizzarra ti nel tra rotonda che 
rapprefenta la ruota della fortuna con 6 figure, altre fe- 
denti , altre accendenti , ed altre cadenti . In una grand' 
arca di marmo dicefi ripofare le offa di S. Zenone. El- 
la è collocata in un, fot terraneo foftenuto da colonne, 
nel quale feendefi per mezzo di nobili fcale . La Chiefa 
di S. Procolo conierva nel fuo aitar maggiore una men- 
fa di verde antico bcllitlimo lunga 16 palmi, e larga &*• 
Vi fi confervano inoltre molti corpi fanti; c nel fuo ci- . 
miterio vedefi il fepolcro di Pipino Re d'Italia . Quello 
è fatto terra 10 fcalini in quadro perfetto, foftenuto da 
4 colonne di marmo dilìimili . Nel mezzo vi e il tu- 
mulo , confillente in una cada di marmo candido lun- 
ga 10 palmi , col fuo coperchio in parte rotto, ed ele- 
vato . Sopra la porticelia fi legge la feguente In- 
lerizionc 

' PIPINI ITALI/E REGIS 

MAGNI KAROLI IMPER.ATORIS FlLII 
PIISSIMI SEPULCRUM. 

- ■ 

li cadavero però non è più ivi , nè in Verona; ma 
bensì in Francia , colà trafportato dai Francefi molti 
anni dopo la di lui morte . La Chiefa de' Teatini detra 
S. Nicolò è d'ordine comporto , grande, di una fola na- 
ve in volta, colla Croce, e cupola. L' aitar maggiore ha 
il tabernacolo di marmo, di diafpri, e a 'altre pietre pre- 
ziose 



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. IL VERONIS!!. 121 

2Ìofc ìncaftrate c commette , con tre ordini di colonne 
di varj colori , che lo rendono maeftofo . Nella Chiefa 
di S. Giovarmi Battila fi conferva un antichiflìmo bat- 
titlero , confidente in un Vaio di marmo di figura ot- 
tangolare , la cui circonferenza è di piedi 28. Egli è 
tutto d'un pezzo , e nel mezzo v' ha un altro piccolo 
recipiente con 4 nichi rotondi . Sono degni d' oflervazio- 
ne nella Chiefa di S. Maria Antica anche i fepolcri de- 
gli Scaligeri già Principi non folo di Verona , ma di 
molte altre Città di Lombardia. Il primo di Maflìmo L y 
è piramidale foftenuto da due ordini di coione Joniche, 
con varj lavori gotici ed arabefehi , con intorno 6 la- 
mette di Santi ne' loro nicchi pure piramidali , foftenuti 
da 4 colonnette . Sopra la piramide fta la {tatua eque- 
lire del tumulato. Altri ancora ve ne fono di Can Gran- 
de, Con Majì'mi) e Can Signorio pure Scaligeri, ma cedo- 
no in bellezza al primo. 

Fra le Fabbriche private che abbcllifcono la Città , il 
Palazzo di Cafa Maffei pofto fulla Piazza de' Mercanti 
detta volgarmente dell' Erbe , è degno d' elTere ammirato . Ri- 
guardevole è anche quello , ove fi aduna la Società letteraria 
oflla r Accademia de' Filarmonici Incatenati , nelle cut mu- 
raglie veggonlì pofte tutte le iscrizioni antiche , e monu- 
menti in lingua Etrufca , Punica , Egizia , Greca , e La- 
tina , parte delle quali furono fcavate nella Città , e nella 
Provincia , e parte vi fono Hate trafportate d' altronde . 
L'ordine , e l'accrefcimento di quefte antichità fono do- 
vuti alla cura dell' illultre Letterato Scipione Maffei . 
QuelV Accademia era anticamente divifa in due , cioè 
in quella de' Filarmonici , e degli Incatenati ; ma fi uni- 
rono in un fol corpo l'anno 1543. Avvi ancne * n ^ero- 
na un altra Accademia letteraria detta de' Moderati, e 
tutte due egualmente con emulazione mantengono lo 
fplcndore letterario della Città, la quale abbondo fempre 
d'uomini feienziati. Nel Palazzo della Ragione fi veggo- 
no le ftatue di 5 Uomini illuftri , di cui Verona fu pa- 
tria, cioè di Catullo, Emilio Macro , Cornelio Nipote, 
Plinio il Vecchio, e Vitruvio , a cui fu aggiunta quella 

del 



r 



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Ili LO STATO VENETO. 

del celebre Girolamo Fracaftorio. Qtiefto Palazzo è mol- 
to antico; ma fu rifabbricato Tanno 1541. 

La fondazione di Verona fi ripete dagli Euganei, e 
Reti popoli antichitfìmi aborigini d' Italia . Ella fu com- 
prefa da tempo immemorabile nella Venezia Terrcftre; 
quindi circa la metà del VI. fecolo di Roma divenne 
fog^etta a quella Repubblica , poi colonia Latina ani- 
mella col diritto di iuffragio alla Cittadinanza Romana , 
ed aggregata alla Tribù Popilia , o Pubiilia , crinalmen- 
te alla partecipazione degli onori, e dignità Romane. Il 
fuo interior governo in que' tempi era giufta V ufo del- 
le colonie divifo in Decurioni, e Plebe, a fomiglianza 
della divifione del j a Metropoli in Senato, e Popolo, con 
anche proprj Magiftrati, il principale de 1 quali erano i 
Qtiatiiorviri . 

I Romani ebbero in gran pregio qucfla Città, e da 
molti Imperadori fu prediletta. Fra cjuefti il primo fu 
Augufto , indi dopo qualche fecolo Gallieno, che verfo 
T anno 265. 1' accrebbe di nuovi coloni militari , e ne 
fece rifabbricare le mura; per lo che dal fuo nome fu 
detta Nova Gallieniana. Pochi anni dopo cioè nel 273. 
fu faccheggiata , e malmenata da' Teutoni, o Germani 
in una improvvifa loro feorreria . Dopo le fufTeguenti in- 
.vafioni di Radagafio, Alarico, Attila, e Odoacre, la 
Città di Verona trovavafi ancora in buono flato. A tac- 
ciare gli Eruli d' Italia venne co' fuoi Oftrogoti Teodo- 
rico; nè più fmTiftcndo Aquileja già frontiera d* Italia 
ne* tempi anteriori, toccò a Verona ed alle fue campa- 
gne I* eflere teatro della guerra', e della battaglia, in 
cui fu feonfitto Odoacre Erulo, che in Verona erafi ri- 
tirato . Fu Teodorico cosi affezionato a quefta Città , che 
dalla maggior parte degli Scrittori Tedcfchi fi chiamò 
Teodorico il Veronefe . Soleva (juefto Re tra Ravenna, e 
Verona dividere la fua Sede . Egli vi fabbricò un Palaz- 
zo reale, e cinfe la Città di nuove mura . Narfetc Eu- 
nuco la ricuperò finalmente all' Impero Orientale , dopo 
aver diftrutto il regno Gotico in Italia . Alboino con- 
dottiere de' Longobardi fe ne impadronì pochi anni ap- 
preffo, e ad imitazione di Teodorico vi foleva rifiedcrc 

gran 



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ILVfcRONESE. N 123 

gran parte dell' anno; anzi ivi perì per afiaffinio della 
infedele Rofimonda fua moglie . Amari altro Re Lon- 
gobardo fole va anch' eflò abitare in Verona; Ja quale 
poi divenne fede ordinaria del proprio Duca , che vi du- 
rò fino alla diluzione del regno de' Longobardi in Ita- 
lia. Allora Verona divenne fuddita de* Franchi, che go- 
vernandola per mezzo di minillri rapaci , regnando V Im- 

K'adore Lotario, ne furono fcacciati a furor popolare . 
rvenuto poi al Regno d' Italia Berengario Tanno 888. ^ 
anch' elfo pofe la fua fede in Verona , alzandovi il Ca- 
ftcllo di S. Pietro ( ora Vecchio );ove rifiedè con mili- 
zie , finché fu affaftìnato dai Congiurati • 

Sotto Ottone I. la Città fi regolò a forma di Repub- 
blica con un Configio di 80 Cittadini, e varj altri Ma- 
gillrati colla prefidenza di un Pretore, ed un Configlio 
di guerra di 88 Cittadini fcelti dal Pretore medefimo . 
A quelli tempi fi attribuifee anche la prima formazione, 
c compilazione degli Statuti Veronefi, che durarono , fin- 
che il Veronefc fu ridotto in Provincia Veneta. L' Im- 
perio di Ottone III. fu aliai favorevole ai Veronefi; poi- 
ché allora cominciò a fiorire moltiifimo la mercatura in 
quella Città, principalmente pel commercio de' Tedefchi 
coltivato dagl' Imperadori SuccefTori Enrico, e Lotario. 

Pochi anni appreflò, cioè circa la metà del Secolo XII. 
nacquero brighe fra quella Città, e quella di Mantova 
. per V erezione di un cartello ad Oftiglia in riva al Pò, 
iedate da Corrado III. con folenne fentenza, che giudi- 
cò Oftiglia ftefla appartenente alla Provincia Veronefe . 
Sotto Federico I. la Città di Verona fu delle prime ad 
intavolare la famofa Lega Lombarda, che perciò fu an- 
che detta La Compagnia Verrtnefe . Crcfciuto V impegno 
deli' Imperadore contro Aleflandro III., Verona fi fiaccò 
dalla lega, e molle 1' armi contro la Repubblica protet- 
trice del Pontefice , giungendo fino a Cavarzere , confine 
antichhTimo del Dogado . In feguito fi riunì alla lega , 
onde attediar* dall' Imperadore fu corretta a ricevere un 
Governatore Tedefco . Il male però più grave che fof- 
frì le venne dalle fazioni Guelfa , e Ghibellina fomen- 
tate dalle due antichiffime famiglie Veronefi, Montkoli , 

e Tra- 



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124 L 0 STATO VENETO, 

c Travirfari ( ora S. Bonifazio ). Si combatte con grati" 
de ftrage civile nella ftefla Città di Verona l'anno 1172; 
di che nel Palazzo Vefcovile fi conferva incifa in marmo 
la memoria • 

Stabilita la pace di Venezia , Verona fi regolò, fecondo 
il fiftema delle altre Città di Lombardia. Fu governata 
quindi da Ezzelino; fotto il cui principato cangioffi il 
governo Civile di Verona da nobile a popolare per arte 
del Tiranno die meditava farfi afloluto padrone della 
Città; il che gli riufeì finalmente . Uccifo Ezzelino nella 
battaglia che feguì tra le fue Truppe, e 1" Efercito Cro- 
ciato a Soncino; la Famiglia Scaligera Veronele afeefe 
al principato della Città, e lo ritenne per 127. anni , 
finché ne fu fpogliata dai Vifconti di Milano, che la 
rinunziaxono alla Repubblica di Venezia . Prima però 
che quella potette confeguirne il polTcffo fu ricuperata 
dagli Scaligeri per poco tempo, indi occupata daiCarra- 
relì Signori di Padova , i quali finalmente dai Veneziani 
ne furono fcacciati. Così la Città di Verona fu aggiun- 
ta al dominio Veneto in Italia. 

Dopo V acquifto vi deftinò la Repubblica il fuo Reg- 
gimento particolare ad imitazione degli altri dello Stato 
da Terra, confidente in un Podeftà, un Capitanio, due 
Camerlenghi , e due Caftellani , uno cioè al Caftel Vec- 
chio, T alno a quello di S. Felice; oltre varj altri Mi* 
niftri fubalterni del Reggimento fuperiorc. Il Corpo ci- 
vile , o Comunità di Verona , anticamente ne' fuoi Sta- 
tuti chiamata Repubblica Veronefe fu dal Governo Veneto 
confermato nello flato in cui fi trovava al tempo dell' 
acquifto. Quefto viene rapprelentato da un Configlio 
maggiore di 122 Conlìglieri, da un altro minore di 50, 
c da un più riftretto di J2. L* autorità per altro civile 
quanto all' elercizio di efla fta ripofta ne 1 12, ed anche 
talvolta ne 1 50. I primi fi adunano ogni giorno allapre- 
fenza del Podeftà, e gli altri ogni fettimana . Hanno i 
primi il diritto di far oflervare gli Statuti/ e le ordina- 
zioni del Comune) e feguir le deliberazioni dei Configli 
maggiori , difendere li diritti , e giurifdizioni di Verona; 

crear 



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IL VERONESE. 125 

crear Cittadini, {pendere il danaro del Comune fteflo, 
e riformare le leggi . 

Il Confòla to è un' altra Magiftratura rifpettabile in 
Verona , a cui compete anche diritto criminale di votare 
nelle condanne, o aflbluzioni, inileme col Podeftà Vene- 
to, e fua Corte . E 1 comporto di otto perfone elette 
dal Configlio dei m che diftribuifee tutte le carichete 
deve preftar giuramento al Podeftà Veneziano prima di 
efercitare la fua autorità . Vi fono anche due Provedi- 
tori di Comune, che aflìftono ai publici litigi, alla cu- 
flodia del danaro pubblico , alla convocazione de' Confi- 
gli, ai pefi, emifurc, ed altre pubbliche incombenze. Il 
Vicariato della Cafa dei Mercanti è dignità cosi rifpet- 
tabile in Verona , che gli Statuti danno ad eflb il primo 
luogo dopo il Podeftà Veneto. Il lanificio fu il prodot- 
to , e la manifattura fempre coltivata dall' induftria de* 
Vcronefi fin da' rempi antichiflimi . Avvi perciò una così 
detta Cafa de* Mercanti governata non folo dal Vicario 
fuddetto; ma da' Conloii , con ifpezione fopra tutte le 
arti . La Cafa ha i fuoi proprj Statuti, fatti però dal 
Configlio de' iz c de' 50, i quali foli, con fubordina- 
zione al Governo , hanno il diritto di dar legge a tutta 
la Mercatura Veronefe . Oltracciò avvi un Collegio di 
Dottori, ed un altro di Notai. V' è parimenti un Mon- 
te di Pietà per le occorrenze de' Cittadini. Vi fono pub- 
bliche fcuole per ammaeftramento della Gioventù, ove $' 
infegna la Grammatica , Rettorica , Diritto Civile e Ca- 
nonico, la Medicina e Chirurgia , e 1' Aritmetica . V'ha 
inoltre un Collegio Militare errettovi ultimamente dalla 
Repubblica , in cui fi allevano 24 Giovani nell' arte mi- 
litare. 

Il Clero della Città di Verona forma una Congrega- 
zione feparata, compofta di tutti li Parrochi della Città 
ftelTa , e gode anche qualche fecolare giurifdizione . Il 
Corpo Ecclefiaftico intiero viene rapprefentato da 4 Sin- 
dici , un Canonico, due Arcipreti, ed un Monaco, ai 
quali fpetta 1' amminiftrazione interna economica degli 
affari riguardanti il loro Corpo . La popolazione della 
Città fi fa afecndere a circa 60000. abitanti. 

« Dai 



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t!<$ LM STATÒ VENETO. 

Dai Configli della Città vengono eletti tutti li Pove- 
rtà , e Vicarj della Provincia non feudali, tra* quali i 
maggiori , che fottp di loro hanno parecchi Villaggi , fi 
anderanno deferivendo ad uno ad uno . La Carica più 
riguardevole però, che fi difpenfa dai Configli Veronefi, 
è quella che elercita un loro Cittadino fopra tutto il 
Lago di Garda , che effendo degno di qualche deferizio- 
ne | farà da noi oflervato nel feguente Paragrafo • 

li Capitanato del Lago di Garda . 

Il Lago di Garda detto anticamente Benaco fieri defi ' 
in lunghezza circa 30. miglia Italiane , e ne ha io. in* 
circa di larghezza . Etto appartiene da tempo immemo* 
rabiJe alla Provincia Veroneie, e viene perciò cuftodito 
da un Nobile di Verona col titolo di Capitanio del La- 
go; il cui incarico principale è quello d' invigilare eoa 
barche armate contro li Ribelli del Principato, Banditi, 
e Contrabbandieri, fenza però veruna giurifdiziotie terrc- 
itre fulle fponde del medefimo. A formare quefto Lago 
concorrono il fiume Sarca , che nafde nel Principato di 
Trento, c quello di Tofcolano> che nato egualmente nel 
Trentino bagna la parte fuperiore del Salodiano, prima 
di sboccare nel Lago. Oltre di qucfli vi fi perdono an- 
che molti altri piccoli torrenti Veronefi, SaJodiani, e 
Trentini, e foprattutto vi tramanda le fue acque anche 
il piccolo Lago di Leder, poco lotto la Terra di Riva * 
L' unko fiume, eh' efee fuori del Lago è il Mincio, 
che patta a formare un altro Lago d' intorno alla Città 
di Mantova. La profondità del Lago di Garda general- 
mente arriva a circa 100. palli Veneti: e perciò non è 
meraviglia fe quando è turbato dai venti diviene tempe- 
ftolo a fomiglianza d<\ Marc, come feriffe Virgilio: 

FlnSlibus , & fremita affifrgens Senace Manna « 

Dalla parte def S.iIodiano è circondato da amene, e 
piccole colline; ma dalla parte del Veronefe, c Trenti- 
mo viene fiancheggiato da orridi monti. Le ilole o piut- 

tallo 



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IL VERONÉSE. 1*7 
tofto gli fcogli, che fi trovano in qnefto Lago , fono 

J. L lfola de' Frati Minori , lunga circa un miglio, e 
larga mezzo con un antichiilìmo Convento di PP n Mi- 
nori Offertami. Giace dirimpetto al feno di Salò. 

2. Belvedere , o S. Pietro , fcoglio oppofto al promon- 
torio di S. Fermo nel Salesiano. 

g. La Stella , fcoglio fruito di fronte alla Terra di 
Garda Veronefe, quafi unito al promontorio di S. Vi- 
gilio . 

4. 1 Tre Bocconi , fono tre fcoglj in quafi uguale di- 
flanza diipofti dalla parte orientale del Lago. Il primo 
rclla dirimpetto a Navone, il fecondo a Malacefene , ed . 
il terzo a Mcnarolo . 

• 

< 3. La Podcftaria di Tefcbiera. 

Non ha fotto la fuagiurifdizione, fe non il Villaggio di 
Caftellafo della Gtifola , o Lagnfello , così denominato da 
un piccolo lago, che ivi fi trova. Confina quello Diflrci- 
to colla Provincia Brefciana , e viene governato non folo 
da un Podeftà Veronefe ; ma anche da un Provveditore 
Veneziano , ed un Cancellano per cuftodia della fortezza . 

5. 
j notf 

Pefcbieta in Jar. Pi/caria, ne* tempi di mezzo Pifcèeria 9 
anticamente slriiica. Fortezza rifpettabile fabbricata full* 
eltrcmità meriJionale del Lago , nel fito appunto , ove 
ne forte il Fiume Mincio. EMefidenza del Podeftà Vero- 
nef?, e del Proveditore , e Cartellano Veneii . Fu Pef- 
chicra anticamente grolla Terra con una Rocca distrutta 
poi da Ezzellino, indi rifabbricata dagli Scaligeri. Final- 
mente venuta in potere della Repubblica, dopo la guerra 
della Lega di Cambrai fu nel 1560 dal Governo Vene- 
to fatta fortificare nella forma, che tuttavia ritiene . Il 
difegno della Fortezza fu inventato dal famofo Duca 
d'Urbino l'anno 1549, allora quando trovavafi al fervi- 
gio della Repubblica . Quefta Fortezza ferve di frontiera 
alle Provincie Venete di qua dal Mincio , ed è perciò 
gelofamente cuftodita . Avvi un buon depofiro di muni- 
zioni da guerra , ed un piccolo Arfenale , ove fi conferi- 
vano 



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128 LO STATO VENETO. 

vano alquante galere lottili , per lìgnoreggiare il Lago 
in cafo di bifogno . Pefchiera fu patria del B. Andrea 
Domenicano . 

4. Vicariato di Serra ione. 

Scrmione è una penifola , o piuttofto IfbJa, che inol- 
trali nel Lago àt Garda , unita alla Terraferma con un 
folo ponte. Reda fituata nella parte inferiore del Lago 
a Ponente di Pefchiera . Gira in circuito circa 3 miglia 
Italiane, e contiene 3 belliflime colline che dominano il 
Lago. Si noti 

Sermione in lat. Sirmio^ Cartello che dà nome alla Pe- 
nifola, ed è refidenza del Vicario. Nell'itinerario d'Anto- 
nino Pio Imperadore , deferivendolì le Città per cui fu 
condotto l'efercito Romano, vi fi comprende anche Ser- 
mione . Il luogo è antichi (Timo , e celebre per elTere fla- 
to poffeduto da Catullo celebre poeta latino di Verona. 
Vi fi confervano anche al prefente alcuni monumenti d* 
antichità; e fuli'euremità fettentrionalc della Penifola tro- 
vano" tuttavia certe grotte dette di Catullo. Sermione è 
un Comune privilegiato ; ed è uno de' 4 Corpi feparati 
dal Territorio, rapprefentato da un Deputato, detto Ca- 
po di Sermione. Ha una Rocca ben conicrvata con forte, 
ed un porto verfo Levante anch'elfo circondato di mura 
e torri con una catena di ferro all'ingrelTo. 

/. // Vicariato di là di Campagna. 

Comprende 35 Villaggi, a mezzodì della Città fotto 1* 
Adige, i quali non hanno nulla di offervabile 

6. Il Vicariato di Buffo/erigo . 

Abbraccia 5 Villaggi fituati per lo più incolline d'in- 
torno alla Campagna di Verona . Si notino 

j. BttffoUngo Terra innata fulla fponda Meridionale 
dell' Adige . E x refidcnza del Vicario , e capitale del fuo 
Diftretto, con più di 2000. abitanti. 

. 3. La 



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IL VERONESI?. izg 

2. La Campagna di Verona^ è un tratto di paefe fterilc, 
c deferto, fpeflo infettato dagli aflaflini , e memorabile 
per la ftrage che vi fece Mario de' Cimbri . 

7. // Vicariato di Valero . x . 

E N comporto di 3. Villaggi, e ftendefi fuile fponde de! 
fiume Mincio lino ai confini del Mantovano . Si notino 

1. Valez/ìy anticamente caftello , che difendeva il pafTag- 
gio del Mincio . Al prefentc è una Terra grotta e popo- 
lata da circa 4000. abitanti, e refidenza del Vicario Vc- 
ronefe . 

2. BorghettOy altro Villaggio poco dittante da Valezo 
dk cui rcrta divifo per mezzo di una antica muraglia che 
cominciando di là dal Fiume Mincio , feguita con mer- 
li , torri, e porte per quali lomiglia italiane; forfè ope- 
ra degli Scaligeri antichi Principi di Verona. 

8. // Vicariato di Villa Franca . 

Ha fotro di le 3 Villaggi , fra i quali fi noti Villa- 
franca , Terra grolla , e hen fabbricata funata iulla ftra- 
da di Mantova a fettcntrione della furriferita muraglia 
verfo il fuo fine. 

9. Il Vicariato dell' 1 fola della Scala. 

Confina con quello di Villafranca , ed è bagnato dal 
Fiume Tartaro, che ivi ha la fua origine . Contiene tre 
Comuni , ne' quali li noti 

Jfola della Scala , Terra aflai popolata , ben fabbricata , 
e limile ad una piccola Città. E v fituata a Levante del 
Fiume Tartaro, e traffe il fuo nome e forfè la fua ori- 
gine dalia Famiglia della Scala, o Scaligera, già Domi- 
natrice della Provincia. Ivi rifiéde il Vicario. 



* 

Italia. I io» lì 

• % 1 



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130 LO STATO VENETO. 

\ 

io. Il Pie ari etto di Nogara . 

Export.) nei confini della Provincia verfo il Mantovano . 
Abbraccia 6 Comuni. Si noti 

\ogara, Terra ben fabbiicata fulla riva Orientale del 
Tartaro, poche miglia dittante dalle paludi Vcronefi . L* 
aria vi è alquanto grolla , ed ivi rificde il Vicario Vc- 
ronde . 

ii. Li vicariati di Sanguine , e Bovolon . 

Sono due giurifdizioni diftinte con due Vicarj Veronefi 
che non hanno folto di loro verun altro Villaggio . Si 
oflervino 

1. Bovolon, Terra grofla e bella fulla fponda orientale 
del fìumicello Menago. 

2. Sanguine, altra bella Terra ben fabbricata , e gran- 
de fituata fra li due fiumicelli Tregnon, e Sanuda, poche 
miglia dittante dalle paludi Veronefi. 

1 1. Il Vicariato di Cerca . 

Confina colle Paludi, e comprende 5 Comuni , fra i 
quali fi noti 

Cerea, Terra ben fabbricata e grande fui fiumiccello 
Menago verfo le paludi , refidcnza del Vicario Veroncfc. 

13. Il Vicariato dell' I/ola Porcari^a. 

Contiene 7 Villaggi ; ed il fuo Oiftretto è in un ter- 
reno afTai biffo, non totalmente libero da paludi . Si 
notino 

1. Oppean , bella Terra bagnata dal fìumicello Bufftto . 

2. Jfola precarizza , Villaggio poco dittante da Oppean , 
che dà il nome al Diftretto . 



14. Il 



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IL VERONESE. 13I 

14. Il Vie urlato di Mcnerbe . 

Refta fituato fra il fiume Rabìofa , e l'Adige, verfo li 
confini della Provincia col Padovano, e Colognefè - Con- 
tiene 3 foli Comuni, de' quali il più olTervabile c 

Menerbe , bella Terra ben popolata quali egualmente 
dittante dall'Adige, e dalla Rabiofa . E'refidenza del Vi- 
cario Veronefe. 

1 j. Il Vicariato di Bevilacqua . 

Estuato fui confini del Padovano dirimpetto alla Ter- 
ra di Montagnana . Non ha fotto di fe altro Comune , 
che 

Bevilacqua, , Terra ben fabbricata , che prefe il nome 
da una nobiliflìma famiglia Veronefe. E* fituata fulla ri- 
va occidentale dei fiume [labiofa che divide il Veronefe 
dal Padovano. 

16. La Giuri} dizione di Legnago. 

EVommeffa ad un Patrizio Veneto col titolo di Pro- 
veditore, e Capiranio . E un piccolo Diftretto verfo i 
confini della Provincia , e confina colle Paludi . Ha il 
proprio Statuto a Campa feparato dal rimanente della 
Provincia. E* ben coltivato, e produce rifo , lino, cana- 
pe , formentone , mele , feta , ed altri generi . Si rende 
oflervabile 

Legnago , in lat. Lemniacum , Fortezza regolare porta 
fui fiume Adige . Viene unita da un ponte di legno con 
due Levatoj . La parte orientale chiamafi Porto , e l'oc- 
cidentale Legnago. Il mercato di grani, che vi fi fa ogni 
Sabbato, è uno de' più ricchi , e frequentati della Provin- 
cia . Si calcola che di folo rifo fi venda ogni fettimana 
per la (omnia di 50000. Ducati. Circa l'anno J 762 per 
aumentare il traffico di quello luogo , e facilitare il com- 
mercio colle vicine Provincie, s' introduce il navigamemo 
di comunicazione fra l' Adige , ed il Pò , da Legnago fino 

1 % ad 



# 



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132 LO STATO VENETO^. 

Ad Oftiglia fui Mantovano , col mezzo del Tartaro r c 
di certo fcolatojo detto la Nichelila , levando un pò d" 
acqua all'Adige, e facendovi due chiufe colle fuc Porte, 
una pretto Oftiglia, l'altra pretto Legnago . V'è un Con- 
vento di Monache, ed alcuni altri di Regolari in parto 
foppreffi. V'ha pure un bel Teatro. E v refìdenza del Pro- 
veditore, e Capitanio Veneto > ed è Fortezza, rifpettabils 
di confine col Ferrarefe * 

17. // Vicariato di Soavt. 

Diftretto fituato parte in colline , e parte in pianura 
verfo 1 confini del Vicentino , e bagnato da varj fiumi- 
celli che feendona dalle Valli fuperiori . Contiene 4 Co* 
munì affai popolati , ed è governato nel civile da un Vi- 
cario Veronefc ; e nel militare , e criminale da un Pa- 
trizio Veneto col titolo di Capitanio. Si noti 

Soave , Terra popolati&ma , grande , e ben fabbricata 
fra colline fertili , e deliziofe . Anticamente fu Cartello 
forte fabbricato dagli Scaligeri. E' refidcnza del Vicario 
Veronefe, è Capitanio Veneto. 

Gli altri Vicariati della Pianura fono affai più nume- 
rofi* de' quali batterà indicare il nome. Sono etti quelli 
ài Angiari, Afparedo , Bufolo , Bionde di Porcile , S. Boni- 
fazio, Bonzanim , Barabo Borgbefana , Bagno! di Nogarole > 
Colognola , Ca del Ferro , Carpi, Ca della Fura, Cd di TinaU 
di , Caflel d' Azzan , Cafiel novo , Cavalca/èlle, Cufioza % 
Erbe, Farmigbè, Fattole, Fagnan, Fragazzola , Gazo, Ga- 
rnandon , Nogarola , Orti , Predelle del Gazo , PontepoJJero % 
Ronca, Ronca Nova, Stopazzola, Salizzole , Sorga, Setti- 
mo . Sandrà , Salionze , Terrazzo , Villabrogia , Villa BartQ- 
lamea, Vifegna > Vale/e, Zevio. 



IL 



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IL TERRITORIO MONTUOSO. 

comprende 

i. La Valle PoUtielk, 

Forma un ampio Diftretto Separato dal Territorio , e 
rapprefentato nel Configlio Territoriale dal fuo Sindico 
particolare . Anticamente chiamavafi Valli* Potnina . Fu 
jl primo Diftretto Veronefe che fi fottomettefìTe al Do- 
minio Veneto; e perciò gode molti privilegi. Stcndefifra 
l'Adige e la Val Paltena fino ai confini del Trentino, 
c comprende un paefe fertile fpezialmente di ottimi vini , 
gregge, lana, e latticini . Contiene più di 30 Villaggi e 
Comuni ripartiti in tre eletti Pievatici, che fi chiamana 
di & Giorgio , di Mezzo ^ e di Negrar, con 4 Comuni ag- 
giunti, i quali fi chiamano Parons , Dolce, Ofenigo , Pe- 
ri. Al governo di quefta Valle prefiede un Vicario Ve- 
ronefe. Si notino 

1. La Chi ufi , fortezza di frontiera al Trentino firuata 
fulla fponda orientale dell'Adige fopra la via che con- 
duce in Germania . E' luogo antico , e paltò tiretto che 
chiudendo l' ingrefl© nell'Italia chiamafi per ciò Chiufa , 
2 fomiglianza di altra fimile fortezza del Friuli, che no- 
mineremo a fuo luogo. 

a. Nettar, che dà il nome a uno de Pievatici della 
Valle, è luogo abitato da circa 1500. perfone, c fi tua 10 
fulla fponda d' un fiumicello . 

3. Maran, luogo confidcrabile del Pievatico di Mezzo, 
fituato cflb pure fulle fponde d'altro fiumicello , ha cir- 
ca looo. abitanti. 

4. Breonioj abitato da circa 1000. perfone, ha titolo 
di Pieve. 

5. S. Giorgio, luogo Capitale del Pievatico a cui dà il 
nome fituato ia mezzo ai monti. 



I 3 2. U 



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134 



LO STATO VENETO. 



t. La Falle T alt ma. 



Stendefi a Levante della Policella , ed è bagnata da 
un grotto Torrente che fcendc dalle montagne fuperio- 
ri < Quefto Dilìretto è governato parimenti da un Vi- 
cario Veronefe . Comprende i3 Villaggi, fra i qua- 
li fi noti 

Grezzana, Terra grotta limata fopra una ftrada che 
conduce in Germania , è il luogo più confiderabile del- 



Ha un Vicario Veronefe , a cui fono foggetti 5 Co- 
muni . Il Dittretto è bagnato da un torrente detto it 
Progno d' lllafi , e ftendefi verfo i confini del Vicenti- 
no. Si noti 

JUafiy Terra grotta, e popolata pofta in paefe ameno 
fra colline alla riva del Torrente che porta il fuo nome» 
Ivi rifiede il Vicario. 

4. // Vicariato delle Montagne. , 

Comprende la parte più afpra , e Aerile della Provin- 
cia montuofa, abbracciando le Valli di Falconi, dell* An- 
guilla , e di Squaranto. Vi fi trovano monti al tiflimi chia- 
mati Monti Letfini , che fervono di confine al Veronefe. 
Contiene 13 Comuni , e molti piccoli Villaggi di poco 
conto. Si ottèrvino 

j. Vello, luogo il più confiderabile del Vicariato verfo 
la Valle di Progno. ' 

2. Erbezzo , Villaggio grotto fra la Valle di Falconi, e 
quella dell'Anguilla. Fu patria di Gregorio Piccoli autore 
di una Carta Topografica del Veronefe. 

La Montagna alta detta del Carbon forma uno de' 4 
Diftretti feparati dal Territorio , ed è rapprefentato da 
un Deputato col titolo di Capo della Montagna alta 
del Carbon . 



la Valle, 




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IL VERONESE. 



J35 



$. Il Vicariato di Tregnago. 

Confina col Vicentino da Levante; e da Ponente col- 
la Valle di Progno, o d' Illafi. Contiene i o Comuni rin- 
chiufi fra monti afpri , e Aerili . Si noti 

Trtgnago , luogo capitale del Vicariato , e refidenza 
del Vicario, è limato vicino al torrente detto Progno 
d* Illafi , 

6. Il Vicariato di Latife. 

w 

Comprende un paefe di collina che ftendefi fulla fpon- 
da del Lago di Garda , Ha fatto di fe 5 Comuni fertili , 
e popolati . Si noti 

Lazi/e , Terra grofla , e cartello antichùìimo con porto 
e dogana , in cui fi ricettano le merci . Anticamente la 
Repubblica vi teneva un fuo patrizio per Cartellano , ed 
eravi una forte Rocca con un Arfrnale di iurte , e legni 
fottili. E luogo ben fabbricato, ricco, mercantile, epo- 
polatiliimo in una deliziofa fituaxione. Ivi rifiede il Vi- 
cario veronefe. 

7. // Vicariato di Garda. 

Stendefi fulle fponde del Lago, a Settentrione di quel- 
lo di Lazife. Ha lotto di fe S Comuni. Si noti Card* 
areica Fortezza, ora Terra per cui cambia nome il La- 
go Benaco. In tempo delle Fazioni Guelfa , e Ghibel- 
lina fu circondata di mura, avendo già un antica, « 
forte Rocca , in cui fu chiufa prigioniera per ordini di 
Berengario II. Adelaide vedova di Lotario Re d'Italia, 
che poi fngitanc fu moglie d'Ottone I. Imperadore. Og- 
gidì non conferva più l'antico fuo (laro ; è laozo aper» 
io limato fepra un feno dei Lago, e gli avanzi della 
fua Rocca fi vedono poco fotto fopra un monte, ove fu 
piantato un cremo di Monaci Camaldolesi. La Riviera del 
Lago detta anche Gardefana da., acqua forma uno de* 4D1- 
ilretti fenarati dal Territorio > rapprefentatoda un Stndico . 

1 4 & // 



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JJ6 LO STATO VENETO. 

8. Il Vicariato di Torri. 

Stendefi a Settentrione del Vicariato di Garda, fopra. 
le fponde del Lago, fino agli ultimi confini della Pro- 
vincia. Abbraccia 6 Comuni, fra i quali fi diftinguono 

1. Malacefene, Terra fui confine verfo il Trentino fili- 
la fponda del Lago alle falde del Monte Baldo . E' luo- 
go popolato, e mercantile. 

2. Torri, luogo, che dà il nome al Vicariato, giace 
parimenti fulla fponda del Lago, ed è refidenza del Vi- 
cario . 

9- li Vicariato di Caprino. 

Abbraccia la Valle di Caprino fituata fra l'Adige, c 
Monte Baldo. Contiene 4 Comuni, fra* quali fi noti 

Caprino } Terra grofla, e popolata, in una bella valle 
circondata da monti, fituata in mezzo a due piccoli ra- 
mi di torrenti che vanno poi uniti a perderfi nell'Adi- 
ge . E x refidenza del Vicario . 

10. Il Vicariato di Montorio 

* ✓ 

E x fi t nato fra la Valle Baltena, e quella di Mezzane. 
Comprende un paefe fertile, ed ameno con jo Comuni. 

S. 
1 noti 

Montorio, groffa Terra fituata fopra un fiumicello che 
feende dalia Valle di Squaranto. E x luogo ameno e po- 
polato, poche miglia difeoftoda Verona. Gli altri Vica- 
riati di minor conto fono quelli di Mare di Gardefana ì 
di Cona ei Alfa* , di Celore d' Illafi , di Cavagione , di Cu 
Jano y di M ntetbia , di Mont eforte , di Preambocco, di Ro~ 
magnan, di Sezan, di Inane Brenzm^ e Zuane Montagni' 



VI. IL 



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J$7 

• • * 

VI. IL COLOGNESE. 
Paragrafo I. 

DEI Territorio di Cotogna , o Colognefe non è fiata 
finora pubblicata alcuna. Carta fcparata , eflen- 
do un Diftretto affai piccolo , e poco confiderato. 
L' unica Carta , in cui fi trovi delineato co' Tuoi confi- 
ni , è quella della Provincia Veronefe in foglio pubblica- 
ta T anno 1 745. Nelle Carte antecedenti era fempre fia- 
to da' Geografi confufo ora colla Provincia Veronefe, 
ora colla Padovana , ora colla Vicentina ; ma propria- 
mente non è . comprefo in neffuna di quefte , formando 
Territorio feparato, ed indipendente. 

§. 2. E* fituato il Colognefe a Levante del Veronefe 
da cui è feparato mediante il fiume Rabbiofa, o Fratta. 
Da Mezzodì confina col Padovano , e nel rimanente è 
circondato dalla Provincia Vicentina . E x uno de' Terri- 
tori più fertili dello fiato da Terra, e foprattutto di gra- 
ni d'ogni forte, vini, e feta. L'unico fiume che lo ba- 
gni è il Ghà che feende dai monti Vicentini , e lo divide 
in due parti quafi eguali . 

$. 3. Qucfto Territorio contiene una Città, e i3grofll 
Villaggi; e la fua popolazione arriva a circa 13000. abi- 
tanti . Viene governato da un Patrizio Veneto col titolo 
di Podefià ; e quanto alla cofiituzione del fuo governo è 
regolato col metodo de' Reggimenti del Dogado . Per 
altro il Territorio è foggetto alla contribuzione del fuf- 
fldio, in cui è taffato jooo. Ducati; coficchè in parte 
vien confiderato come fiato di Terraferma-, ed in parte 
come Territorio del Dogado. 

§. 4. La fioria di quefto Territorio è la feguente 
Nel 11 94 era pofleduto da un fuo particola! Signore 
chiamato Malcapella potente Cittadino di Vicenza, come 
ne fcrivono gli Storici Vicentini. Mentre poi dominava- 
no in Verona gli Scaligeri , il Territorio di Cologna fu 
occupato dai Veronefi ed aggiunto alla loro Provincia, 
e formava uno de' fuoi Vicariati maggiori , a cui defti- 

navafi 



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13$ LO STATO VENETO- 

navart un Nobile Veronefe per governarlo . Nel 1404 
avendo la Repubblica di Venezia fatto 1* acquilio di Vi- 
cenza , e profeguendo la guerra contro li Carrarcfi allo- 
ra Signori di Padova e Verona , Gologna col Tuo Terri- 
torio fi diede fpontaneamente in potere de* Veneziani. 
Acquiilata ch'ebbero i Veneziani anche Verona con tutta 
la Provincia , infòrfero i Vicentini chiedendo alla Re- 
pubblica , che il Colognefe foflfr nuovamente incorporato, 
al loro Territorio, come lo fu avanti dell' invafione de- 
gli Sederi . Si oppofe il Cordìglio di Verona per non 
perdere il Diritto che aveva di fpedirvi un fiio nobile per 
Vicario . Il Senato Veneto allora per troncare ogni di- 
feordia , decretò che in avvenire il Colognefe li avefle a 
considerare abbracciato dal Dogado Veneto , corner 

10 e oggidì in ogni altro riguardo fuori della con- 
tribuzione del fuflìdio di Terraferma alla quale tuttavia 
rimane foggetto. Dovrebbe per ciò emetto Governo piut- 
tofto venire da noi comprefo nella deferizione del Doga- 
do ; ma per non interrompere il corfo delle Provincie» 
che abbiamo prefe a descrivere V abbiamo collocato in 
quello luogo come uno de* Territor; componenti la Ter- 
raferma , di cui nei lìiflìdio viene confiderato la cente- 
llina parte. 

I Villaggi comprefi fotto querto Territorio chiamanfi 
Zittella , Balda n i y S. Gregorio , la Cucca , Sabion > Perfana y. 
C afelle, La Miega, S. Sebastiano , Il Frajjino- > S. Andrea,, 
S, felice, ed altri di minor conto. Si noti 

Colocna, piccola Città murata fui Fiume novo d* 
cui vien feparata in due parti , unite infieme con due- 
ponti di pietra. Contiene circa £co cafe con belle Chic- 
le, e Monarterj , ed ha circa 5000. abitanti. Ivi riiiede 

11 PodelU Veneziano , e la Città è ben fabbricata, ricca > 
ed efercita il traffico . Alcuni le danna il titolo di Ca- 
rtello; ma oggidì le conviene piuttoito quello di Città. 
Fu fondata circa la fine del fecolo XII v e fabbricata colle 
ruine di altri piccoli Cartelli , eTerrediftrutte "del fuo Ter- 
ritorio . Fu per comune opinione pofleduta ne' fuoi pri- 
mi tempi da un fuo particola!* Signore , indi aflbgget ta- 
ta dal Comune di Vicenza > a cui fu tolta dai Signori 



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J 



IL COLOGNBSE. 130 

di Verona Scaligeri . Al prelente è in uno flato aitai 
più florido di prima per la popolazione c pel fuo com- 
mercio . 

VII. IL VICENTINO. 

Paragrafo I. 

GLI Autori che hanno delineato Carte del!a Provin- 
cia Vicentina fono i medefimi di cui abbiamo fat- 
to menzione altre volte , cioè il Magini il Bleau , V Ot- 
tetto , ed il Sanfon , a cui fi può aggiugnere Paolo Bar- 
tolommeo Clarici , che nella fua Carta della Diocefi Pa- 
dovana ci lafciò delineato anche tutto il Vicentino . Una 
Carta Topografica efatta di quefìa ftefla Provincia fu de- 
lineata da AngieloGm Novello , agrimenfore , ed incifa da 
Marco Bofchim ; la quale però non è vendibile, ma ferve 
loltanto ad ufo de' Nazionali. 

§. 2. La Provincia Vicentina parte è montuofa e par- 
te piana ; ma generalmente contiene un terreno molto 
fruttifero, e deliziofo. Le fue campagne piane fono mol- 
to graffe, e producono grani in gran copia; e le colline 
fono ameniflìme, coperte di vigne ed alberi fruttiferi. Il 
vino Vicentino ritfee molto delicato , e ricercato in tut- 
to lo flato . La fera, che riefee ottima per ogni lavo- 
ro, è uno de' principali prodotti della Provincia, come 
pure il fono le lane: e sì dell' una come delle altre vi 
fono nel Vicentino fabbriche e manifatture, che riefeono 
aliai vantaggiofe . Avvi inoltre buon numero di edilizi 
per il lavoro della Carta y e del ferro, e per fe^are il 
legname, che abbondantemente fomminiftrar.o i monti 
più alti . Il fclvaggiume abbonda in ogni parte, ed i 
laghi e fiumi di tutta la Provincia , non ifearfeggiano di 
pefei fquifni . L' aria vi è fanilVima , e leggera, e vi 
fi trovano anche acque minerali molto falubri . Quelle 
di Recoaro in quelli ultimi tempi fono afeefe in gran ri- 
putazione . 

Il monte Summano è celebre pe' fuoi femplici . Sopra 
li monti più alti fi trovano tciìacci , e pelei petrificaii 

■ 

in 



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140 LO STATÒ VENETO- 

in copia, anche diverfi da quelli che fi veggono nell' 
Adriatico, che pure è il Mare più vicino* Dicefi anche 
che vi fiano delle miniere d' argento. Vi fi cava altresì 
della terra minerale di varie forti. I fiumi maggiori fo- 
no I* Aflico , I' Agno , o GhÀ , il Timoncbio , il Cerifon , e 
la Tergola, che dopo aver prefi altri nomi, con vario 
giro prendono quello di Bacchiglione ; fiume refo in tal 
modo riguardevole, ma che trae la fua prima origine 
poche miglia fopra la Città di Vicenza • Srendefi quella 
Provincia in lunghezza circa 40 miglia Italiane, e 30 in 
larghezza . Confina da Ponente col Veroncfe 5 e Colo- 
gnefe, da mezzodì col Padovano, e Cologneie, da Set- 
tentrione col Contado del Tirolo , e da Levante col 
B2(Tanefe, e Padovano. 

§. 3. La Provincia Vicentina contiene una Città, 13 
Terre groflfe ,118. Comuni , c numero maggiore di al- 
tri piccoli Villaggi. E' àivifsi in 15 Diftretti, 11 de' 
quali fono governati da Nobili Vicentini col titolo di 
Vicari, c 2 da Patrizi Veneti, col titolo di Podeftà * 
Quefii 13 Diftretti formano propriamente ciò che chia- 
mai il Territorio Vicentino, ci hanno voce nel Confi- 
dilo Territoriale . Gli altri due Diftretti formano quel- 
lo eh' è detto de' VII. Cornimi , e quello che forma li 
fobborghi della Città ; de' quali tutti fcparatamentc dire- 
mo . La popolazione di tutta la Provincia fi fa afeen- 
derc a circa 216000. abitanti. 

§. 4. Anticamente il Vicentino fu paefe comprefo nel- 
la Regione di Venezia, indi fu uno de* go Ducati di 
Lombardia , da Carlo Magno poi anneiTo alla Marca 
Trevifana . Quando fi feemò nell' Imperio la cura dell' 
Italia la Marca rutta fi dlvik in varie pani: ogni Cit- 
tà ergendofi in Repubblica volle riconofeere il proprio 
Territorio indipendente; onde anche il Vicentino fu al- 
lora eretto in Provincia feparata . 

#Nel 1174. i confini- del Vicentino erano aflai piùefteG 
di quello che fieno al prefentc ; poiché oltre il Cologne- 
fe abbracciavano anche il Baffanefe, altro Reggimento 
Capitale indipendente che a fuo luogo defe ri veremo . Fu 
però fiaccato da quefta Provincia da' Padovani V anno 

fud- 



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IL VISENTINO, J41 

fuddctto folto il governo di Ezzelino il Monaco, padre 
del Tiranno; ma nel 1194. nella famofa Lega Lo n> 
barda fu decifo doverfi redimire al Vicentino . La fen- 
renza però non ebbe effetto Ce non 1* anno 1214, dopo 
di che ne fu novarnente fmembrato, fenza che mai più 
fia (rato riunito. 

Nel Secolo XIII. la Provincia venne in potere del 
Tiranno Ezzelino, che la ritenne fino all' anno 1259. 
in cui fu uccifo, e la lafciò così in piena Signoria de* 
Padovani, che la governarono per mezzo de' loro Preto- 
ri . I Principi Scaligeri frattanto avevano dalla Provin- 
cia Vicentina fmembrato il Territorio di Cologna ; indi 
iòtto il preteilo di liberare i Vicentini dal giogo de' Pa- 
dovani s' impofletTarono della Città, e del rimanente dei* 
la Provincia Vicentina, in cui dominarono fino all'anno 
1 3S7. , nel quale cadde in potere del vincitore degli Sca- 
ligeri Gio, Galeazzo Vi (comi primo Duca di Milano . 
Sotto il governo Milaneie re fio fino all' anno 1404, in 
cui volontariamente i Vicentini fi fottopofeto si dominio 
Veneto col confenfo della DuchelTa Vedova di Milano, 
che non elTendo valevole a mantenerli nel pofleflb della 
Provincia invafa dalle armi de* Carrarefi Signori di Pa- 
dova, e di Verona, volle piuttofto cederla ai Veneziani 
che a' fuoi nemici . Quella fu la feconda Provincia che 
acquiftafle la Repubblica di Venezia in Terraferma. 

Sieguc h deferizionc dei Diftrcui, 



I. 



Dì finito proprio della Città . 



Comprende 1 1 Villaggi fparfi d' intorno alla medefi- 
ma , che ne formano li fobborghi . Fra quelli ciafeuno 
di eiTi contiene qualche cofa olTervabile; ma diftinguefi 
ira gli altri quello di Cavatale, in cui ti trova il Palaz- 
zo Cricoli fabbricato dal Conte Pompeo Trillino con 
buon gufto d* architettura. Gli altri Villaggi fuburbani 
oltre quello di Cavazalt , fono S. Croce , Laghetto , Poleg- 
gie, Povolaro y S ari abona , S. Vito> Lifiera y Cafale , Cam- 
pedello , e Coltura di Carni fan . Il nome di Coltura fi 

premette egualmente a tutti gli altri Villaggi . Si noti 
/ V 1. 1 



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' LO STATO VENETO . 

Vicenza, in Ut. Vkcntia, Città amica, ricca, gran- 
de , e popolata , fituata in una bella pianura a piò de* 
colli Serici . Gira in circuito circa 4 miglia Italiane , 
cinta all' intorno di mura fenza fortificazioni , con fette 
Porte denominate , del Cafltllo , di S .Croce , di S.Bartol9mmeo> 
di S. Lucia , di Padova , di Monte , e Porta Lupia . E s bagnata 
dal Bacchiglione , dal torrente Rerone , e dall' Aflegbello , 
che la dividono in tre parti unite infieme con 4 ponti 
di pietra di diverfa Ammira . Il primo è fui Bacchi- 
elione , e chiamati della Madonna degli Angioli , compo- 
llo di tre archi, uno de* quali è antico, e gli altri due 
moderni . Gli altri tre fono fui Rerone, due antichifli- 
mi di varj archi, e chiamanfi delle Barche, e delle Bec- 
carle, V altro di un folo arco nobile, e magnifico, e di 
architettura moderna . Ve n' era un tempo fuori della 
Porta di S. Croce un altro affai più magnifico benché 
di legno eretto dal famofo Palladio, che ne aveva prefa 
T idea da uno ordinato da Giulio Cefare, e coftruito 
fui Reno . Ora in vece fe rie trova rifabbricato un al- 
tro , ma affai diverfo di quello di prima . 

Internamente la Città è ornata di belle e grandiofe 
fabbriche così pubbliche come private . II palazzo della 
Ragione detto Bafilica è degno d' offrir azione . In eflo tu 
fuMono i Tribunali ed iMagiftrati. La fabbrica, che pri- 
ma era di architettura Tedefca, duefecpli fa fenza cam- 
biarne l' interno , fu interamente rimodernata nelle fac- 
ciate citeriori fui difegno di Andrea Palladio, a fpefe del- 
la Città, cui collo 38000 Ducati. Tre fono le facciate , 
the guardano fulla piazza, ornate con doppie arcate com- 
pone di 36 archi magnifici d'ordine Jonico , e Dorico , 
con ftatue, baffi rilievi, fregi, ed altri mirabili ornamen- 
ti . La Piazza che fi a avanti al Palazzo è circondata 
da buone fabbriche, fra le quali diftinguefi un altro Pa- 
lazzo d'ordine compofito difegnato dal Palladio, ma 
non ancor terminato, e ferve d'abitazione al Capitanio 
Veneziano. Fra le altre fabbriche fingolari , erette per Io 
più col difegno d'Andrea Palladio nativo di quefta Città, 
rendeft più di tutte offervabile il Teatro Olimpico , così 
denominato dall'Accademia Olimpica tftituita in Vicenza 



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I 



IL VICENTINO. I43 

Tanno 1555. E' quello fabbricato in bella fonazione? in 
luogo detto i' Jfols , e la fpefa , che certamente dovette 
eflèr grande, fu quafi interamente fatta dagli Accademi- 
ci. Fu terminato nello fpazio di 30 anni ed imita to- 
talmente il gufto Romano . In Vicenza fi contano 75 
Chiefe, fra le quali 14. Parrocchie 12. Oratori 17. Con- 
venti di Monache, e di Regolari in parte ora foppreflj . 
La Cattedrale è ben fabbricata, con un Aitar maggiore 
aliai ricco di marmi finiflìmi , colonne , e fregi , ed un 
Presbirerio, il cui difegno fi attribuifee a Bramante . Il 
Pontefice Paolo III. nel 1537 aveva desinato quefla Chie- 
fa per le feflìoni del Concilio, che poi fi tenne a Tren- 
to . Quella Cattedrale ha un Capitolo di Canonici con 
buone rendite; e quelle del Vefcovato fi fanno afeendere 
a 10000 Ducati. Anche nelle altre Chiefe trovafi qual- 
che pezzo degno d' offervazionc che farebbe Kmgo ram- 
memorare . Il monte di pietà è una nobil fabbrica di 
moderna architettura; 

Le ftrade di quefta Città fono belle, e comode, e fra 
le piazze più magnifiche , e fpaziofe è oflcrvabiie quella 
che (la dinanzi al Palazzo del Rapprefentante . Fuori del- 
le pone fi trovano varj luoghi degni di efière veduti . 
Fuori della Porta del Monte fi vede un magnifico Arco 
con due ordini di colonne Corintie , la cui facciata è 
ornata di Ih tue , e baffi rilievi: conduce ad una macflc- 
fa fcala di 195 gradini di marmo per cui fi afeende al 
celebre Monaflero della Madonna di Monte Berico , fabbricato 
nel fccoIoXV. Fuori della porta del Cartello è degno d'eflcr 
veduto il Giardino Valmarana eh' è magnifico, cdcliziofo . 

Vicenza fu già Città della Regione Veneta, poi del- 
' la Marca Trevigiana, e fuoi fondatori altri ne fanno i 
Galli Senoni , altri gli Euganei , e i Tofcani . Trovafi 
certamente che quefta Città efifleva innanzi V anno di 
N. S. 1173. PofTeduta dai Galli per molti fecoli , venne 
in poter de' Romani , dai quali furono fcacciati • Quelli 
che per maflìma di flato ammettevano le Città fuddite 
alle loro Cittadinanze aferiffero Vicenza alla Tribù Mc- 
nenia . Benché da alcuni fia fiata {labilità Vicenza per 
Colonia Romana, Tacito però la riferifpe come Munici- 
pio , 



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144 *-0 STATO YINBTO. 

pio , con diritto cioè di creati! da fe Magilìmti , e for- 
mar fi leggi a g u ila di (lato libero . Dalla lòggezione del* 
la Repubblica Romana pafsò la Città a quella dell' Im- 
pero. Fu prima diftrutta dagli Unni, indi da Totila Re 
degli Oftrogoti . Fu affai malmenata dagli due Ottoni , 
II. é Ili 3 da Federico I, e fopra tutti da Federico II, 
che nel 1236 quafi la riduflèal niente . Riforfe ne* fecoli 
fuffeguenti, e molto più fotto il Dominio Veneto, a cui 
fi diede Tanno 1404, e ne fu fmembrata nella Lega di 
Carnbrai; ma ricuperata , e {labilità fotto il medefimo 
colla pare di Bologna. 

Al Governo di Vicenza prefiede un Patrizio Veneto 
col titolo di PodeAà , che moire volte fa le veci anche 
di Capitanio . Alla Camera del danaro pubblico fopra in- 
tendono due Camerlenghi . I Minori fubalterni del 
Reggimento fono 3 Affdlòri Dottori di Legge , r uno 
col titolo di Vicario, l'altro di Giudice al maleficio, ed il 
terzo chiamafi Giudice fempliccmcntc deftinato ad alcuno 
caule civili . Il Governo civile interno della Città è in 
molte cofe diverfamente regolato da quello delle altre già 
deferitte. Avvi un Configli© Maggiore di 500, ed un Mi- 
nore di 150. con fiftema di regolazioni molto complicato. 
Il Confola to è un Magiftrato con autorità fenza efempio 
nelle altre Città fuddite. Egli è comporto di 8 Cittadi- 
ni del Configlio Maggiore, con 4 Giudici Confoli eftratn* 
dal Collegio de* Giudici . Ha quello Magillrato preroga 
live di autorità civile, e criminale, rendendo ragione de' 
civili litigi , e giudicando nelle caufe criminali unitamen- 
te al Rapprefentante Veneto, e fua Corte. Forma da fe 
folo li procelli di morte , rilafcia gli arredi contro gì* 
inquifiti , e procede coli* affenlo del Podeftà fino alla tor- 
tura . Dal Configlio fteflo della Città viene creato un 
Giudice delie perfone Ecclefiaflicbe fcelto dal Collegio de* 
Giudici, il quale rende ragione in ogni fona di litigj de- 
gli Ecclefiaftici contro de* Laici. Altro Magiftrato riguar- 
devole creafi dal Confi gl io Maggiore col titolo di Giudice 
alle appellazioni , a cui fi appellano tutte le fentenze di 
altri Magiftrati, fuorché quelle del Podeftà Veneto , a 

fuo 



1 



1 



IL VICENTINO. I45 

fuo Vicario. Il diritto poi di eleggere il Vicarj dei Di- 
stretti appartiene al Configiio minore. 

In Vicenza vi fono pubbliche fcuole per ammaeftra- 
mento della gioventù , con una buona Libreria detta la 
Biblioteca Bertoliana . Fu l'anno 1776 accrefeiuta 
con una copiofa raccolta di fcelti libri di un altro illu- 
itre Letterato, etto pur Vicentino, Canon. Checcocci, 
morto già da molti anni . A ragione perciò è riputata una 
confiderabiie Libreria . Credei! che anticamente circa il 
fecolo Vili, vi fofle anche una famofa Univcrfità, di cui 
fi ha traccia fino al 1 205 ; ma le guerre ed i difaftri , 
cui andò foggetta la Città , ne fece perdere quali intera- 
mente anche la memoria . Ebbe un numero grande d' 
uomini feienziati, ficcome ne fanno teftimonianza le Ope- 
re loro ben note ai Letterati. 

In Vicenza fi fanno molte manifatture di feta affai 
belle , ed anche di lana non inferiori . La Città efercita 
il traffico; è ricca, abbondante d'ogni cofa bifognevole 
all'umano mantenimento; e comprefi lifobborghi contie- 
ne circa 30000. abitanti . 

La Podeftaria di Lonigo . 

ETituata verfo i confini della Provincia dalla parte del 
Veronefe , e Territorio di Cologna . Comprende parte 
colline , e parte pianura , ed è bagnata dal Fiums Novo . 

Viene governata da un Patrizio Veneto col titolo di 
Podeftà. Il Diftretto di Lonigo comprende 5 foli comuni, 
fra i quali e offervabile 

Lonigo , in lat. Leonicum^ Terra grande murata, antica- 
mente Cartello affai forte. E* luogo ben fabbricato, ed 
aflai popolato. La Rocca palazzo della Cafa Pitani patri- 
zia Veneta è un'opera del Palladio degna d'elfer veduta. 
V'ha una Badia antichiflìma già de' Beneditini , ed ora 
Giufpadronato d'una famiglia. Center Patrizia di Vene- 
zia . Vi fi vedono belle Chiefe con Monafterj di Oliveta- 
ni , e Cappucini . EMuogo di traffico, e rcfidetua del Po- 
deftà . La prima fondazione di Lonigo da alcuni vten ri- 
petuta dai tempi de'Romani. Nella Lega di Cambiai fu 
molto , travagliato dalle truppe de' Collegati. 

Italia. K 3- Il 



J4<5 LO STATO VENETO. 

3. Il Vicariato d'Orgian. 

Confina col Padovano , e Cologncfe , e flcndefi parte 
alla pianura , c parte fui colli Berici , comprendendo due 
Comuni. Si noti 

Orgian, bella Terra fituata a pie di un colle a Po- 
nente del rìumicello liona . E' refidenza del Vicario , e 
Capitale del Difìretto. 

< 

4. Il Vicariato di Barbara». 

Stende fi Tulle fponde del Bacchiai ione che feorre m 
mezzo al Difìretto col nome di Bifato, e fopra buona 
parte dei Colli Berici , che reflano fra quello ed il fìu- 
micello Liona. Abbraccia J5. Comuni popolati, c ferti- 
li. Si notino 

. 1. Barbaran , Terra aperta a piè delle colline a Po- 
nente del fiume Bacchigliene , refidenza del Vicario, e 
Capitale del Diltretto. Anticamente ebbe li fuoi Signori 
particolari, che furono della Famiglia de* Travefi; e la 
fua fondazione viene attribuita ai Longobardi. 

2. Ccftofa , Villaggio limato a piè d'una collina a 
Ponente del fiume Bifato o Bacchiglione , celebre per le 
fue cave di marmi teneri praticate fin dai tempi de' Ro- 
mani. Una di quelle aflai più grande di tutte internali 
moltifCmo nel monte . E* di forma ovale , e per quanto 
ne giudicò il Trinino , gira in circuito J miglia . In lun- 
ghezza fi eflcndc circa 650 pertiche , ed io larghezza 
490. Si fuppone che il monte fia fiato cosi fcavato a 
mano , per rrarne pietre per far edifiz; ; poiché le anti- 
che fabbriche e Vicentine, e Padovane fono coflruitecon 
quefla forte di pietra . Per foftegno del monte vi furono 
lafciati grandiflimi pilaftroni quadri di detta pietra in 
diflanza difuguale gli uni dagli altri , e fi computa che 
ve ne fiano più di 1000. Certi pezzi grandiflimi di que- 
fta pietra tagliati , e tuttavia giacenti nella gran Cava 
confermano quell'opinione . Gio: Giorgio Trillino che 
vifitolla oflèrvò che in alcuni Itti di efìa gemeva dall' 

alto 



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IL VICENTINO. 14? 
alto un certo umore che avea gran forza di petrificare; 
e nell'ertremità della Cava fletta una conferva, o bacino 
affai profondo d'acqua limpidiifima , in cui non viveva 
pefee di forra alcuna , fuorché alcuni mmufiffiroi gam- 
beretti ♦ Si crede che quelle cave di marmi di Cottola 
foffero indicate da Plinio al Cap< XIL del Lib.XXXove 
fende , che In Liguria , Umbria , à Genetta albus lapis 
dentata Urrà fecatur\ mentre di fatti Je pietre di Cofìo- 
fa fono e bianche , e teneri (lì me , ed il Vicentino era 
compreio nella Venezia antica * 

5. // Vicariato di Carni fan. 

Diftrctto affai eftefo aita pianura Confinante col Pa- 
dovano. Vicn bagnato dal Bacchigliene , c dai fiumicclli 
Armerìa i Cerifon^ e Tcrgola* Contiene 43 Comuni ferti* 
Mimi, e popolati» Si noti 

Camifan^ groffa Terra aperta fintata fui confini del 
Padovano fra il Cerifon, e l'Armeola * E v luogo popo- 
latiffimo, ameno, e refidenza del Vicario Vicentino. 

è. La Pedeftaria di Matofiica. 

Stendefi parte fu i monti, e parte nel piano fino air 
cftremità della Provincia * Confina col Batta nei e, ed è 
bagnata da piccoli torrenti . Abbraccia 3 1 Comune , e 
viene governata da un Patrizio Veneto . Si offervino 
: j é , Maroflica, Terra murata , grande, ben fabbricata, 
e popotatiflìma , fituata fulle falde del monte quafi di 
rimpetto alla Città di Baffano, da cui non è dittante più 
di 3. miglia. Comprende molte Chicfe con un Convcn* 
to di PP. Francefcani . Fu fabbricata dai Principi Scali- 
geri, mentre dominavano anche nel Vicentino* Il Pode- 
ilà Veneto vi tiene la fua refidenza * 

1. Le Nòve , Villaggio nel piano fra due fiurnicelli po- 
co lontano dalla Brenta , è offervabile per una rinomata 
fabbrica di maiolica, che ivi fi trova. 



K a 



YJ. Il 



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J4& 



LO STATO .VENETO. 



7. // Vicariato di Time. 

Comprende una parte di paefe piano , e montuofo, 
ed è bagnato dal fiume Africo . Si (tende a Settentrione 
di Vicenza ibpra 11 Comune, fra i quali fi notino 

j. Tiene , o Tbiene , Terra amena, aperta, grande, e 
popolata. E x fuuata in mezzo ad una gran pianura, po- 
co dittante dai monti . Quella Terra diede il nome ad 
una nobile famiglia, da cui Tanno 1478. nacque S.Gae- 
tano Tiene celebre fondatore de* Chierici Regolari Tea- 
tini . Ivi rifiede il Vicario Vicentino. 

2. Tretto, Villaggio in mezzo ai monti rinchiufi fra 
1* Artico, ed il Timonchio . Nelle Tue vicinanze fi tro- 
vane delle miniere di ferro, e per quanto dicefi anche d* 
argento . 



8. Il Vicariato di Schio. 

Si eftende fino ai confini del Trentino , ed abbraccia 
19 Comuni, parte piani, parte montuofi . E' bagnato dal 
fiume Timonchio, e da varj altri influenti. Si noti 

Schio ) Terra grande murata fui fiume Timonchio. 
£' luogo a fi ai popolato, ben fabbricato , e mercantile. 
Ivi rifiede il Vicario Vicentino , e vi fi fabbricano pan- 
ni di ogni forta in quantità . Ebbe anticamente li pro- 



quali morendo nel 1310. iafeiò la Terra alla Città di 
Vicenza . 



E 1 un piccolo Diftretto bagnato dal torrente Love- 
ron y fituato a pie dei monti . Contiene 5 Comuni, fra 
i quali il più confiderabile è 

Mah , Terra grolTa in una valle amena fra i monti ed 
il fiunvceilo Lovcrton , refidenza del Vicario. E\ luogo 
ben fabbricato, e popolato. 




Famiglia Beroaldt , uno de* 



9. // Vicariato di Malo. 



10. // 



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IL VICENTINO* 149 



io. // Vicariato di Valdagno • , 

Confina con quelli di Schio, e Malo , e ftendefi fopra 
i monti che confinano col Trentino , abbracciando 15. 
Comuni . E x bagnato dal fiume Agno che dà il nome ad 
una Valle amena , in cui fono fituati 

1. Valàagno , Terra non molto grande, murata, refi- 
denza del Vicario Vicentino, è fituata fra l'Agno, ed i 
monti nel mezzo della Valle da cui prende il nome. 

2. Rccoaro, Villaggio fui confini a Settentrione dell* 
Agno , che poco lontano da quefto luogo trae la Tua 
forgente dai monti altiffimi che riparano il Vicentino 
dal Trentino . Quefto luogo è celebre per le fue acque 
acidule, vitrioliche , minerali, non folo frequentate da 
molta Nobiltà , e nazionale , e foreftiera ; ma che anche ben 
chiufe in vafi di vetro fi fpedifcouo in tutta V Italia > 
ove fono affai pregiate per rimedio di molte infermità. 
Ivi fi ritrovano comodi alloggi, ed abili infermieri per 
fervigio degl' infermi . 

... X / 

: 1 1. U Vicariato di Arrignano . 

Si eftende verfo i confini del Veronefe fopra 3 Co* 
muni . E x bagnato dal torrente Cbiampo , ed Arpega . 
Si noti 

Arzignan^ Terra grofla aperta, fituata fra li due fiu- 
mi Chiampo , e Guà . Ivi rifiede il Vicario Vicentino. 
Il luogo è pollo a piè dei monti in fituazione affai 
amena . 

11. Il Vicariato di Monteccbio Maggiore. 

Contiene 7. Comuni fparfi nei monti più b*ffi che 
refi ano a Ponente della Città di Vicenza > dai quali, lcen* 
de in varj rami il torrente Rerone . Si noti 

Monteccbio Maggiore , .Terra aperta j e grande capi- 
tale di tutto il Diftretto , e refidenza del Vicario . E x 
fituata a piè di una collina a Levante del fiume Guà. 

Sì n.n 

- 



J5<3 LO STATO VENÉTÓ, 



lì. lì Vicariato di Mont ebello. 

Confina anch' cflb col Veroncfe . E s bagnato dal fiu- 
me Cbiampo, o Mdega y e contiene 5 foli Comuni. Fra 
elfi fi noti 

Monte bello , Terra aperta fui fiume Aldega a Ponente 
a pie delle montagne . £' fituata fulla via che conduce a 
Verona, ed è refidcnza del fuo Vicario Vicentino. 

14. // Vicariato di Brendola . 

• 

Abbraccia la parte fupcriore de* Colli Serici , ed ha 
(òtto di fe 11 Comuni . Nel diftretto trovafi un picco- 
lo lago detto Lago di Fimon. che fcola nel Bacchigliene . 
Si notino 

1. BrendoU, Terra capitale del Diftretto, e refidcnza 
del Vicario . E' fabbricata con abitazioni fparfe qua e 
là fopra un piccolo ramo d* acqua detto il Fiume/elio , a 
pie dei Colli . 

2. Valmarana, Villaggio da cui prefe il nome una Fa- 
miglia nobile Vicentina, ora aggregata alla Nobiltà Pa- 
trizia Veneziana. 

ij. Li VII. Comuni. 

Formano un Diftretto affatto fcparato dal rimanente 
del Territorio Vicentino. Abbraccia la parte più fettcn- 
trionale montuofa della Provincia confinante col Conta- 
do del Tirolo. Contiene monti altiflimi, e Arene , e ite- 
rili valli la maggior parte inabitabili . Nel centro di que- 
lle trova n fi molti Villaggi qua e là fparfi , che fi divi- 
dono in 7 Comunità, e perciò chiamafi il Diftretto de* 
VII. Comuni; tutti comprefi però nel circuito di circa 
35 miglia. La rendita delli terreni non bafta per il man- 
tenimento di 2 foli mefi dell'anno a tutti gli abitanti, 
che afeendono a cirea 3(6000. Si governano da Iper fe 
ftefli a gaifa di Corpo libero, e godono fingolari privi- 
le^ dal Principato . La loro principale ricchezza confi- 
tte 



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IL VICENTINO. 151 

fte nelle numerofimme mandre di pecore , che gli abi 
tanti nodrifeono, c conducono aipafcoli di tutte le Pro-, 
vincie piane di qua dal Mincio per (ingoiare .privilegio 
loro conceduto dalla Repubblica . Si calcola , che gli 
abitanti di quelli 7 Comuni pofleggano circa 100000 Pe- 
core, che (vernano ripartitamente nelle pianure del Ve- 
ronefe, Vicentino, Padovano, Polefine, Trevifano , e 
Friuli , 

L'origine di quefta {ingoiare popolazione è la Tegnen- 
te . Un iecolo incirca avanti la nafeita di Grillo i Cim- 
bri amichiffimi abitatori della Perniola di Scandinavia, o 
Cimbrica vennero in gran numero ad inondare V Italia ; 
ma vi penetrarono appena, che nella Campagna Verone- 
Te furono da Mario battuti , e disfatti con memorabile 
ftrage. Qtie' pochi Cimbri ch'ebbero la forte di poter 
campare dalla morte, o dalla fchiavitù, parte fi rifuggi- 
rono nelle montagne del Veronefe dette Monti Lefftni, e 
nella Valle di Caprino di qua e di la dall' Adige ; parte 
pattarono ad occupare quelle che fono a Tramontana 
della Provincia Vicentina. Quelli che componevano il 
numero più grande fi r accollerò, e fi divifero in fette po- 
polazioni, che poi fi chiamarono t VII. Comuni. Con- 
fervali anche oggidì in quello Diftretto l'antico Cimbri- 
co linguaggio , o per meglio dire l'idioma Saffone mo- 
derno; ma con tanta perfezione che abboccatoi con al- 
cuno di quelli abitanti Federico IV. Re di Danimarca , 
il quale trovandoli in Italia nel 1708, incredulo sì del- 
la loro origine, come dei linguaggio, volle perfonalmen- 
te riconofecre la verità col vi fi tare il Diftretto, e pro- 
tcftò.che nella fua Corte non fi parlava cosi forbita- 
mente . Gli abitanti fono bellicofiflimi , e di fofpettofo 
temperamento, robufti di corpo, e coraggiofi. Senza dif- 
ferenza d'età, o di condizione flanno fempre quali tutti 
full' armi, venendo addeftrate alcune migliaia di efli odi 1 * 
efercizio militare da Officiali tra loro feehi dal Princi- 
pato , per eflere pronti ad ogni pubblica difpofizione nel- 
la difefa di que' confini , e de' paffi difficili delle monta- 
gne . Quelli Pam* fono 17 , tre de' quali nel Diftretto 
de VII. Comuni , e quattordici fopra le altre montagne 

K 4 Vi. 



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151 LO STATO VENETO. 

Vicentine , alla cui guardia veggano parimente quefli 
abitami, con ftipendio della Repubblica, che molto con- 
fida nella fedeltà , e bravura di quefli popoli . D* altra 
parte i palli fono per fé fteflì inaccellibili . La ltrada 
più frequentata, e più facile, benché ne* tempi piovofi, 
e nevofi la più pericolosa, è quella detta la Frenzella , 
che ha il fuo principio nella Val di Brenta . Ciò non 
ottante anche quella è anguftiiTima, e per 5 miglia con* 
tinue è fiancheggiata da rupi, con. P altezza perpendico- 
lare di circa 300. palli geometrici ; di maniera che ap- 
pena permette ali* occhio la villa del cielo, e della lu- 
ce fletta. 

L' Imperatore Mattimiliano penetrò improvvifamente 
per altro ftretro pattò in quello Diftretto ; ma finalmen- 
te dovette ritirarli con perdita . Dopo quella improvvifa 
venuta di Mattimiliano refa più cauta quella gente , prin- 
cipiò a dirigertt con più metodica forma. Prima di tut- 
to ftabilì, che ad ogni fofpetto di eftero movimento fi 
dovettero fittare, e difporre le guardie per li tre polli , 
che danno adito al Diftretto; pofeia pensò per poterli 
con facilità attruppare , di tenere unite le forze, e le 
abitazioni ne' Comuni più efpofti alla frontiera \ Que- 
tto Dillretto non folo regolafi da fe , ma inoltre ha li 
propri Statuti, diverto* da quelli della Provincia Vicenti- 
na. Si noti ■ - 

4fiago y grotta Terra capitale di tutto il Diftretto fi- 
utata iopra il dorfo d J una altiftima montagna in un 
piano quali del tutto orizzontale , che gira circa 15 mi- 
glia, circondato da eminente collina, con bofeaglie, e 
cotte amene , e deliziofe . Un' acqua che featurifee da 
un folo fonte fui principio della Terra verfo Tramonta- 
na le patta per mezzo, ed appena efee che nuovamente 
fi perde nelle vifeere della montagna, dopo aver fervito 
per Io fpazio di un miglio circa , cioè per quanto fi 
eftende la Terra medefima, a molini , tintorie , feghe , ed 
altri edifizj . 

Il luogo è popolato da circa 9000. abitanti, ed ivi fi 
aduna il Contiglio de* VII. Comuni , che fogliono edere 
invitati da un Cancelliere per mezzo di lettere circolari. 

Gli 



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IL PADOVANO. IJJ 

Gli altri 6 Comuni fi chiamano, Rozzo, Roana , GaU 
Ho , Enego , /^za , c Jbifiana * 

Vili. IL PADOVANO. 

Paragrafo I. 

VI fono molte Carte della Provincia Padovana, e di 
Nazionali, e di Foreitieri. La prima che ne fu pub- 
blicata è antich'ilima, ma fenza nome d' Autore, e fen- 
za proporzione di mifure . Giacomo Gaftaldo ne delineò 
la feconda , ehe fu pubblicata da Ferrando Bertelli nel 
156$. La terza ufci per mezzo del Magini nel 1620., 
e la quarta nel 1625. fu data alla luce da Bartolommeo 
Ereda, corretta poi con poco profìtto nel 1650. , e nel 
1687. data fuori in Venezia in foglio maggiore . L' an- 
no 1720. ne fu pubblicata un* altra in tre fogli grandif- 
fimi da Paolo Bartolommeo Clarici Padovano (otto il 
nome di Diocefi Padovana, con tutta la /uà eflenfione ne' 
victni Territorj. In elTa protetta V Autore di cflèrfi fer- 
vito de' molti triangoli tirati dal celebre Marchefe Pole- 
ni Profcffore di Matematica nell' Univerfità. di Padova; 
molti però non la trovano totalmente efatta . Tutte 
quefte furono le Carte della Provincia Padovana date a 
luce in Italia . Quelle che ci lafciarono Bleau , e Or- 
teìio , fono copia della fop raccennata del Magmi. Quella 
del Sanfon ad ufo di guerra è del numero delle peggiori; 
e quella pubblicata in Olanda da Covens iff Mortier è 
un cftratto poco fedele di quella del Clarici . Fra tutte 
quelle, quelle del Breda^c del fuddetto Clarici fono le 
migliori . 

§. 1. Stendefi il Padovano in lunghezza circa miglia 
45 , ed in larghezza 40. L' intiero iuo giro è di 350 
miglia, e tutta la fua fuperfìcie arriva, a circa 800000. 
campi di 840 tavole Y uno, ciafeuna delle quali è com- 
porta di 6 piedi quadrati . Confina da Ponente col Vi- 
centino, da Mezzodì col Polefine, da Levante col Do- 
Sado', e da Settentrione col Baifanefe, e col Trevifano. 
L' aria vi e falubre iu ogni luogo , e leggera , fuorché 



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IJf LO STATO VENETO, 

in vicinanza delle Lagune (alfe . La maggior parte del 
fuo terreno c piano . Gli unici monti che vi fi tro- 
vano fono gli Euganei , colli piuttofto che monti , ferti- 
liflimi di ulivi , uva fquifita , frutta eccellenti di ogni 
forte, e femplici ricercati . Il rimanente dei terreno pia- 
no è fertile cftrcmamente di grani, frutta, canape, ri- 
fo , abbondante di gelfi per nudrimento de' bachi da fé- 
ta, di pafcoli eccellenti per alimentare gran quantità di 
gregge ; coficchè alcuni chiamarono il Padovano il Giar- 
dino a" Italia, titolo che non gli dileonviene in verun 
conto. Non vi mancano acque minerali affai pregevoli, 
e frequentate; e in ogni parte è bagnato da molti bei 
fiumi , che per lo più fono ridotti navigabili : il che di 
molto agevola il traffico , ed accrefee il commercio della 
Provincia , ove fi fanno buone manifatture di lana, c di 
feta , (limate quanto ogni altra d' Italia . 

Le fabbriche di panni di Una della Provincia Padova- 
na erano molto floride anche ai tempi della Repubblica 
Romana per la loro confidenza e bontà , decantata da 
Marziale, e da Strabonc; ma anche oggidì fìorifcono ba- 
lle volmen te . I fiumi maggiori che bagnano il Padova* 
no fono /' Adige , la Brenta , il lìaccbiglione , ed il Mtt- 
fon . Quelli fiumi recano per verità gran profitto alla 
Provincia colla navigazione ; ma per 1* altra parte fpeiTo 
efeono da' loro alvei, ed inondano gran tratto di paefe 
con danno affai maggiore degli abitanti . Egli è qualche 
tempo che V arte contrada colla natura per combinare 
T impedimento di quelli allagamenti colla confervazione 
della navigazione; ma di giorno in giorno il difordine 
va crefeendo, ed abbifogna di nuovo regolamento . La 
quantità fmoderata de* molini e dei ponti porti fui fiu- 
mi, i varj foffegni per renderli navigabili, e la ftrava- 
gante obliquità del loro corfo fono la radice del male , 
che non può ceffare finché quella non venga troncata. 

$. 3. Tutta la Provincia Padovana contiene due Cit- 
tà , 12 Terre groffe , circa^oo Comuni e Parrocchie, 
con numero affai maggiore 7à\ piccoli Villaggi. La Dio- 
cefi Padovana non ha i medefìmi limiti della Provincia, 
c comprende molte altre Parrocchie del Vicentino, Baf- 

fanc- 



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IL PADOVANO. 155 
fanefe, Trevisano, Dogado , e Feltrino. Nel Padovano 
non abbraccia che 2?i Parrocchie , non comprefp quel- 
le della Capitale; e perciò ve ne fono nella Provinci* 
alcune foggette ad altre Diocefi . II numero degli abi- 
tanti afeende a circa 310000., e tutta la Provincia c 
divifa in 14 Diftretti, parte governati da Patrizj Vene- 
ti , e parte da Nobili Padovani , come olTeryeremo a fug 
luogo . 

§. 4. Il Padovano anticamente formava parte della Ve- 
nezia , ed aveva forfè termini più eden* fopra tutto dalla 
parte di Mezzodì , e di Levante , prima che fi formaflc 
ilDogado di Venezia . Sotto la dominazione de' Lon- 
gobardi la Provincia folTrì molti danni , e fu trattata da 
quei Re, come paefe di conquida, nè fu mai eretta in 
Ducato . Sotto l 1 Imperio di Carlo Magno fu inchiufa 
nella Marca Trevifana, nè probabilmente fi crefle in 
Provincia feparata fe non dopo V Impero di Ottone I. 

U anno 1087. i Padovani ottennero dall' Imperatore 
Enrico la facoltà di reggerà* colle loro leggi a guifa di 
Stato libero, e quella propriamente deve ftabilirfi per epo- 
ca , in cui il Padovano fi erefTe in corpo indipendente , 
e circoferitto dai proprj limiti , come prefentemente fi 
trova . Non tutta però la Provincia formava un corpo 
folo; e ne' fufffguenti fecoli trovafi divifa in varj Terri? 
torj, il maggiore de' quali fu fempre quello della Città 
di Padova, e gli altri erano comprefi fotto il Marche- 
fato di Erte, la Contea di Campo S. Piero, ed altre 
piccole Signorie, che poi tutte coli' andar del tempo fu- 
rono incorporate al Territorio della Città, come tuttavia 
fi trovano. 

Su la fine del Secolo XIII. i Padovani dilatarono i 
loro confini aggiungendo alla loro la Provincia Vicenti- 
na; ma nel 13 11. la perdettero di bel nuovo . Ebbe 
dappoi la Provincia i fuoi Principi naturali , che furono 
della Famiglia CarrMrefe . Quelli la dominarono con 
varie vicende dall' anno 1328. fino al 1405., con 1' a* 
juto fpecialmente dell* forze della Repubblica di Vene- 
zia , a cui allorché acquiflò la Provincia Vicentina , di- 
venuti ingrati , moflero guerra , la quale fini colla per- 
dita 



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ì$6 LO STATO VENETO, 

dita di tutto il loro dominio . Avvenne quefto V anno 
fuddetto 1405., in cui con la Città tutto il Padovano 
fu ridotto in Provincia Veneta, riftabilita poi lotto il 
dominio della Repubblica nella pace di Bologna T an- 
no 1529. 

La Provincia Padovana ha il proprio Statuto partico- 
lare confermatole dalla Repubblica , a fomiglianza delle al- 
tre Provincie Venete . Ha , come le altre , mifure fue 
proprie, e pefi diverti . Viene rapprefentata dal fuo Con- 
figlio Territoriale, comporto dai Deputa» de' Diftrctti 
che la compongono , e dai loro Sindici che ne fono i 
Capi, al quale prefiede il Patrizio Veneto Capitanio , e 
Capo di tutta la Provincia. 

Siegue la deferizione dei Diftretti componenti la Pro- 
vincia Padovana. 

* ■ 

t. // Difiretto proprio di Padova* 

Chiamafi anche il Diftretto dei Termini di Padova , perchè 
ftendefi intorno la Città di Padova , e contiene 16 Vil- 
laggi che vengono confidcrati come fobborghi della me- 
deuma , non avendo nè voce nèrapprefentazione nel Con- 
figlio Territoriale . Quefto Diftrctto non fi allontana dal- 
la Città ftefla più di due miglia , ed ebbe principio l' an- 
no 1286, in cui furono riabiliti li fuoi veri confini dalla 
Repubblica Padovana ; di che ancora lulTifle la memori» 
in una pietra di termine porta fopra una ftrada che con- 
duce alla Terra di Piove. Qucfte Ville fuburbane fi chia- 
mano S. Lazzero, Ponte di Brenta , Torre , Noventa , S. 
Gregorio , Terranegra , Volta del Barozzo , Salboro , Baffi* 
nello, Mandriola, Mandria ,* Volta di Brufegana, Brufegana, 
Cbiefa Nova , Monta, e Alticbiero , 0 VilUtecblero . Quefti 
luoghi non hanno cofa di ortervazione. Il nuniero di lo- 
ro abitanti afeende a più di 1000 perfone . Si noti 

Padova, in lat. Patavium, Città antichi(Tima , grande 
e rinomata, Capitale di tutta la Provincia . Giace a gr. 
45 min. 22, Sec. 26 di Latitudine, gr. 2om. 30 di Lon- 
gitudine . Il circuito delle fue mura è di partì 6200 , e 
d'intorno alle forte di 7000 La fu a maggiore lunghezza 

è di 



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IL PADOVA NO. 157 

c di 1735 > e la larghezza di 1450 E v fituata in mezzo 
ad una gran pianura, e per lo fpaziod' un miglio d'ogni 
intorno ftendefi la così detta Spianata , o campagna rafa, 
ordinata dalla Repubblica l'anno 1513 dopo la guerra di 
Ma (limili ano . La Città è di figura triangolare, e vie» 
ne bagnata da molti rami d' acqua che fono enVat- 
ti dalla Brenta , e dal Bacchigliene per comodo del- 
la Navigazione . E x cinta di mura con larghe folle , 
e 20 Bacioni , con 7 Porte denominate Portello , Pon- 
te (orbo , S. Croce , Saracinefca , S. Giovanni , Savona- . 
rota, e Codalonga . La fua grand' eftenfione la rende dif- 
ficile a buona, e vigorofa renitenza . Internamente incer- 
ti luoghi è poco ben fabbricata ; e dalle ftrade in fuori 
le più frequentate, che furono ultimamente laftricate af- 
fai bene, le altre fono molto incomode, e poco pulite . 
Vi fono però molte belle fabbriche , palazzi , e piazze 
affai belle . Vi fi contano 29 Parrocchie con circa 
34000 abitanti , numero fproporzionato alla fua gran- 
dezza . Fra le fabbriche che adornano la Città è of- 
iervabiie il Palazzo della Ragione di figura quali Romboi- 
dale , tutto ricoperto di piombo . E foftenuto da portici, 
che gli girano intorno, e per 4 fcale fi afeende ad una 
Sala di tanta ampiezza , che fi reputa la maggiore di 
quante altre ne fieno in Europa , a preferenza anche di 
quella di VPefminfter in Londra . Sopra una delle fuc 
porte leggefi una Infcrizione in onore del celebre Pietro 
d* Abano Filofofo, e Medico, di cui tante favole fi nar- 
rano dal volgo ignorante di Lombardia , che lo credette 
Mago, e Incantatore lenza pari. QueftaSala è lunga 256 
piedi, e larga 86, e di dentro vi fi veggono alcune belle 
memorie in onore del rinomato Tito Livio Cittadino Pa- 
dovano. Vicino al bufto di qucfto rinomatiflimo Storico 
La lino fi legge una Ifcrizione fepolcrale di certo Livio 
Halys liberto di Livia quarta figlia dello ìleflfo Tito Li- 
vio. Poco dittante da qucfto Palazzo trovafi la gran fab- 
brica dell' Univerfità con bella facciata di marmo di re- 
golata Architettura. Quefta dicefi volgarmente il Bò % no- 
me che aveva prima una cafa in quello luogo , che fcr- 
viva di locanda, e di ofteria . Quanto alla inftituzionedi 

qr.c- 



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I58 LÒ STATO VENETÒ. 

quella Univerfità, quantunque alcune memorie fi ritrovi- 
no, che foflè Padova frequentata da molti icolari anche 
d'altre Nazioni fin dall'anno 1112; confidcrata però co- 
me Univerfità di Studj regolata da detcrminate Leggi , 
viene affienato ad cfla Tanno 1260, come il primo dei- 
la Tua iftituzione. 

Dopo le guerre della Lega di Cambrai era totalmente 
andata in decadenza ; onde fu dalla Repubblica infìituito 
un Magiara to per farla di bel nuovo rifiorire , e rifor- 
marla, e perciò fi chiamò fin d'allora il Magi/irato dei 
Riformatori dello flndìo di Padova , al quale V Univerfità 
tutta è foggetta • I Patrizj Veneti però che lo compon- 
gono non dimorano già in Padova , ma bensì nella Do- 
minante. Dopo l' inllituzione diquefta Magiftratura moltf 
miglioramenti , ed accrel'cimenti ricevette qtiefla Univerfità» 
Vi furono aggiunte molte Cattedre di feienze che prima 
non vi s 1 impegnavano, e l'anno 1533 fu inftituitoil beli' 
Orto de'femplici, che oggidì tuttavia fuflìftc , per com- 
pimento all' intiera feienza medica . Le cure della Repub- 
blica per rimettere in piedi , ed accrefcerc lo fplendore a 
quefta celebre Univerfità non furono inutili al progreflò 
delle feienze, e buona educazione de'fuoi luciditi , che in 
gran numero vi concorrono da turto lo Stato , benché 
non in tanta copia quanto ahrcvolte. 

Il tempio di S. Antonio detto del Santo è Una vada 
e grandiofa fabbrica di Architettura Tedefca , o Gotica 4 
La Cappella del Santo che ne occupa di dentro un lato 
è oflervabile pe'fuoi marmi, Aatue , badi rilievi , e pit- 
ture. La ricchezza di quefto Santuario è grande * Inmez- 
20 alla piazza che reità avanti la Chiefa vedefi una fra* 
tua equeftre di bronzo fatta ergere dalla Repubblica di 
Venezia al fuo Generale Erafmo da Narni detto Cattarne^ 
lata per la fua milirare accortezza . La Chiefa di S< 
G i ufi ina de' Monaci Benedittini è una delle più belle , e 
più eleganti grandiofe fabbriche, che fi pofla vedere. La 
nave maggiore è ricoperta da cinque cupole , e la mino- 
re che la interfeca ne ha due. Ov'è prefentementequefta 
Chiefa, credefi che vi foflè anticamente un tempio dedi- 
cato alla Concordia. Il Monaftero è vaftifiimo, ricco, c 

uno 



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il padovano. 150 

Uno de* più antichi d'Italia, trovandoli menzionato nelle 
Bolle, e Diplomi del fecolo VII. Avvi in oltre una bel« 
la, ; e copiofa Libreria di Manufcritti , c libri ftampati 
rariflimi . Dinanzi a quefta Chiefa e Monaftero ftcndefi 
una vaftiflima Piazza detta il Prà della Valle , ove fi fa 
ogni anno la <corfa de* Barberi, e vi fi tengono le fiere, 
ed i mercati. * Il Duomo di Padova è una fabbrica of- 
fervabilc , e quantunque non ancor finita , fe ne ammira 
però, e fi diftingue la grande magnificenza. Ineffavifono 
moke belle pitture, e baili rilievi di bronzo affai ben tra- 
vagliati . I fuoi Canonici tutti di Famiglie nobili , ed an- 
che Patrizie Veneziane , vengono volgarmente chiamati 
Cardinali di Lombardia ; tanto pingui fono le loro ren- 
dite, e ricco il loro Capitolo . I due Palazzi del Capi- 
talo , e del PodeiU fono buone , e comode fabbriche , 
come pure il Monte di Pietà. Nella Chiefa dc'PP. Ere- 
mitani vi fono rariflime pitture a frefeo del Mantegna . 
Poco lontano da quefta Chiefa veggonfi le veftigia di un 
antico Anfiteatro, dalle quali fi congettura che fofTe mag- 
giore di quello di Verona, e chiamafi anche di prefente 
Teatro dell'Arena; quantunque fia totalmente rovinato. 
Non' vi fono in v Padova che due Teatri moderni , in cui 
non fogliono rapfireientarfi le Opere in mufica fe non in 
tempo della Fiera, che ogni anno nel mefe di Giugno fi 
tiene in Padova. 

Vedefi in quefta Città un antico fepolcro creduto di 
Antenore primo fondatore di Padova. L'urna confitte in 
una gran caffa quadrata di marmo giallo macchiato po- 
lla fopra 4 colonne poco elevate, e fopra vi fi legge una 
latina infermo ne in verfi latini con caratteri barbari , il 
che dimoftra la poca fua antichità . Dicefi che circa Y 

anno 

■ 

• Recememénte quefta $ran piazza è ftata totalmente rimodernata cJ ab- 
bellita col fabbricarvi nel mezzo un belliflimo Circo, con molte ben dif- 
pofte Botteghe portatili , che fervirà in avvenire a tenervi la Fiera. Que- 
fta nova fabbrica è ornata di ftatue di marmo , e circondata da un cana- 
le d* acqja , ed occupa lo fpazio di circa 4 Campi Padovani » mentri 
tutta la Piazza > o Prato ne contiene \>ià di »j. 



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l6o IO STATO VENETO. 

anno 1298 fofse diflòt terra to un cadavere, che da certi 
indizj, e lettere fcritte fopra la fpada che teneva a lato, 
fu creduto quello d' Antenore . Comunque fia però, quefto 
monumento non ha cos' alcuna nè di magnifico , ne di 
fingolare neh" efteriore ; ma è molto femplice , e ricoper- 
to di una cupola, che lo ripara dalle ingiurie del tempo. 

F comune opinione che Antenore Trojano fofleil pri- 
mo fondatore di Padova . Ai tempi della Repubblica Ro- 
mana fu Municipio affai celebre, e Città confederata di 
gran conto, ricca di traffico, di popolazione, e di No- 
biltà . Ai tempi d' Augufto vi fi trovarono 500 fuoi Cit- 
tadini dell'ordine Equeftrc. Fu diitrutta dai Viiìgoti Tor- 
to la condotta di Alarico , indi dagli Unni guidati da 
Attila. Fu riftorata da Teodorico Oftrogoto; e poi da un 
fuo fucceflbre nel Regno d'Italia Totila per la terza vol- 
ta rovinata. Neil' invafione de' Longobardi fu prefidiata 
e fortificata dall' Efarca Greco, che vi conduflè il Bac- 
chigliene intorno le mura . Agilulfo Re de'Longobardi la 
defolò poi affatto, nè più riforfe per lo fpazio di due 
fecoli; allorché appena ri il aurata in qualche modo fu da- 
gli Ungheri defolata di nuovo, regnando in Italia Be- 
rengario. Nel fecolo XI. fu finalmente rifatta e labil- 
mente rifabbricata di pietra, dove prima le cafe erano di 
legno; nè da quel tempo in poi forTrì più veruna defla- 
zione paragonabile alle prime . Il fuo governo interno ai 
tempi della Repubblica Romana confifteva nel (hiattuor- 
virato rapprefentante la dignità Confol are di Roma, eh' 
era il Maggior Magiltrato. Sotto i Longobardi non eb- 
be Duchi particolari, eflendo reftata totalmente diftrutta 
per tutto, il tempo che regnò quella nazione in Italia . 
Sotto l'Impero de' Franchi cominciò a rilorgerc, e fotto 
quello de'Tedefchi fi ereue in Repubblica ad imitazione 
delle altre Città della Marca. Fu dominata tirannica- 
mente da Ezzelino da Romano, come Vicario Imperiale 
in Lombardia. E finalmente ebbe li fuoi Principi natura- 
li, finche l'anno 1405 i Cittadini gli Scacciarono, e fi re- 
fero fudditi alla Repubblica . Prima che veniflfe in potere 
de' Veneziani la Città di Padova rcgolavafi internamente 
per mezzo di 4 Configli . Il primo dicevafi degli Anzia- 
ni 



/ 



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IL PADOVANO. ìól 

m in numero di iS, e poi 16, detto dagli Storici Ita- 
liani il Configlio di Credenza . Il fecondo chiamava!! il 
Configlio Minore , o Speciale formato di 40 , e poi 60 
milto di nobili, e plebei. II terzo era il Maggiore, o 
Generale, di 400, poi duo, indi comporto di 1000, in 
cui flava il diritto diftributivo, legislativo, e politico , 
quando la Città reggevafi in forma di Repubblica fenza 
Padrone . Il quarto finalmente era formato da tutto il 
popolo della Città, che a guifa de Comizj ad una vali a 
porte aperte. II Siftema del prefente governo della Cit- 
tà di Padova è il feguenre. Dalla Repubblica ogni 16 
meli vi fi fpedifeono due Patrizj Veneti d'Ordine Sena- 
torio coi titoli di Podellà , e di Capitanio, due Camer- 
lenghi del corpo del Maggior Configlio Veneto , c due 
Castellani dello lìeflfo Corpo. La Città viene rapprefen- 
tata dal fuo Maggior Configlio, a cui compete relezio- 
ne di tutti gli Uftìzj e magiilrati fubalterni, come pure 
la feelta di que* Vicari che governano con civile autorità 
limitata alcuni Diltretti della Provincia. 

La forma e le regole di quello Configlio le furono 
preferitte dalla Repubblica nel fecolo XVII. cioè l'anno 
xózó . Il Configlio popolare più non fuHate. Nella Cit- 
tà di Padova fiori ice molta Nobiltà , ed il commercio 
vi è competente . Vi fono delle fabbriche di lana , e di 
feta molto belle. Anticamente vi fiorirono molti uomini 
infigni , e di prefente ancora le fetenze , e le belle lettere 
vi fono molto filmate, e coltivate. 

. • * 

z. La F ode fi aria di Cittadella 

* 1 

% * . 

Diftretto il più fettentrionalc della Provincia , da Tra- 
montana confina col Baflanefe, da Levante col Trevifa- 
no, e da Ponente col Vicentino. E' bagnato da molti ca- 
nali d'acqua, ma particolarmente dal fiume Brenta. Il 
fìio terreno in gran parte è alquanto fafiofo, e più d* 
ogni altro grano produce fegale, e abbonda difelvaggiu- 
me. Vien governato da un Patrizio Veneto col titolo di 
Podeftà ; ed abbraccia 33 villaggi con molti altri più piccoli . 
Italia . L II 



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ìót LO STATO VtN'ETO. 

Il numero de' fuoi abitanti afeende a più di 2cooo per- 
fone. Si notino 

1. Cittadella, grotta Terra murata, e ben fabbricata in 
mezzo ad una bella pianura , bagnata dal fiumicello -Bren- 
tella che le (corre da Ponente . Potrebbe chiamarti pic- 
cola Città; poiché contiene circa 4000 abitanti. Vi fi 
trova un Monte di Pietà, e ogni fettimana vi fi fanno 
ricchi mercati. Il Podcita Veneto ivi fa la fu a refidenza « 

Cittadella fu fabbricata dalla Repubblica Padovana V 
anno 1220 per opporla a Ca (tei- Franco , pofto poco lon- 
tano nella Provincia Trevi faxa mentre i Padovani guer- 
reggiavano contro de 1 Trevi fa ni . 

Nello fpirituale Cittadella è foggetta alla Diocefi Vi- 
centina . In Cittadella il Tiranno Ezzcllino teneva lefuc 
orribili prigioni, ove faceva perire i dallui condannatimi- 
fieramente. Fug?à donata dalla Repubblica a Roberto San- 
Jèverina fuo Capitano, indi a Pandolfo Malatejìa , in cam- 
bio della Città di Rimini da lui ceduta alla Repubblica, 
• fotto il cui Dominio ritornò poco dopo. 

2. S. Anna Morcjìna Villaggio ameno , Feudo della G?.* 
fa Patrizia Motqfini S. Anna, 

3. Onora Feudo de' Conti Cittadella di Padova ✓ 

3. La FodefiaYict di Campo S. Piero. 

Si eftende fopra 32 Villaggi in paefe piano, e bagna- 
to da molte acque, e fiumi, principalmente dal Mufon , 
edalla Tergala , nettano de' quali è naviga bile. (*} li terre- 
no vi è fertile di grani, e vini, e viene governato da 

Un 

•3 ! basst ■- ■ — sa 1 — ■ ■ . s- 

(•) Il Fiumicello detto il MoAni vecchio che da Campo S. Piero feor- 
rc fino al Taglio di Mirai) potrebbe facilmente renderli capace dì navi- 
gazione limile a quella drgii altri canali navigabili del Territorio Pado- 
vano, e foruncoli maggior vantaggio, e minor dispendio. Molti fareb- 
bero i vantaegj che rimile; t bhero non folo alla Provincia Padovana, ma 
;illa Vicentina , e Trevigiana luperiore ancora, ed alla (Iella Dominante; 
poiché tutte le merci della Germania che calano nello Stato ptr via di Balla- 
no prefenrementc arrivare a Cartel Franco con giro molto lungo ed in- 
comodo bifogna che prendino la via di Trevifo , per paflkre di là per la 
11 re da del Terrario lino a Meftre . Al contrario qu-rdo il riitmicello di 
Campo S.Piero foflr ridotto navirabile , arrivate le n crei a Caftcl- Franco col 
viario di due fole ore farebbero confitte a Campo S.Pk:o , ove s' imbarcareb- 
>;o, e con ogoi facilita ir, reni re :i ; o potubhio anivcre slln Tcn inante . 



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IL PADOVANO ì6l 
un Patrizio Veneto col titolo di Podeflà. La fua popò- 
lazione monta a circa 20000 abitanti . Si noti 

Campo SéPicro, cartello antico, ora Terra grotta aper- 
ta , molro popolata, rcfidenza del Podeflà Veneto. EMuo- 
go ben fabbricato , c grande , fituato a Ponente del fiu- 
me Mtifone, e circondato da altri piccoli fiumcielli . 
Quantunque in una comoda fituazione, ed affai vantag- 
giofa, non efercita gran traffico per mancanza di navi- 
gazione, c per le ftrade quali impraticabili d'inverno. 
La popolazione di quella Terra afeende a più di 2000 
abitanti . La fua Pieve e foggetta alla Diocefi di Trevi- 
fo. Vi fi fa ogni anno una Fiera afTai frequentata d'an- 
tichiffima inftituzione , con mercato ogni fettimana ove 
vi fi fa buon traffico di biade; l'aria v'è perfettiffima . 
Il Capitanio della Provincia vi fi porta ogni anno a 
fare la raflegna delle Cernide di quefto diftretto, e di 
quello di Cittadella, e Miran, Campo S. Piero tratte i 
nome dall' antichifiìma Famiglia de Campo S. Piero , che 
tutta via fuffifte in Padova. Tifone Campo S. Piero con 
fuo teftamento lafciò la Terra col Diftretto, ad Uberti- 
no da Carrara , da cui pafsò fotto il Dominio della Re- 
pubblica. Atamano Fino Storico Italiano della Città di 
Crema riferifee certa memoria antica tratta dall'Archi- 
vio di una Badia di Benedettini della Provincia Berga- 
masca , da cui fi raccoglie ch'efifteva quefta Famiglia 
dei Campo S. Piero, anche ai tempi della incurfione de- 
gli Ungheri fotto Berengario nel fccolo IX , e x. Campo 
S. Piero è celebre per la dimoia che ivi fece S. Antonio 
di Padova. 

. 'V 



4. Ld 

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164 LO STATO VENETO. 

4. La Vicaria di Mirati 

Confina in parte colla Provincia Trevi fana c fteadefi 
fopra jo grotti Villaggi, comprendendo circa 17000 abi- 
tanti. E' bagnalo quello Diftretto da molli fiumicelli, e 
due canali d'acqua navigabili. Il terreno vi è piano, e 
t'crrilirtìmo, e la comodità della navigazione gli reca 
gran vantaggio . Vien governato da un Vicario Nobile 
Padovano . Si noti 

Mirati Terra grotta , ben fabbricata, e fituata in un* 
Ifola formata dal fiume Mufon . E* refidenza del Vicario 
Padovano, e luogo di traffico, a motivo di un canale 
navigabile che dalla Brenta conduce fino a Mirano , chia- 
mato per ciò il Taglio di Mirano . La Terra contiene 
circa 24C0 abitanti, e vi fi tiene ogni leniniana un buon 
mercato, ed ogni anno vi lì fa una Fiera. Il Luogo è 
aflai antico, e nel 1231 ferviva di rifugio a i Padovani, 
dopo che prefero Mcllrc, e nel 1272 fu dalla Repubbli- 
ca Padovana fortificato. Cane della Scala, o Scaligero 
ne diftmfle le fortificazioni nel 1320. Cinque anni dopo 
vi fu eretto un Cartello, concetto con giurifdizione an- 
che criminale all'antica Famiglia Peraga . II Vicario Pa- 
dovano non ha però fe non giurifdizione civile limi- 
tata . . * . 

• •.*»»,» j 

j. La Vicaria di Ori ago . 

E* fituata nei confini della Provincia verfo il Dogado 
di Venezia . Viene bagnata dalla Brenta , e da molti al- 
tri piccoli influenti. Abbraccia 8 Villaggi, con circa 
6000 abitanti, ed è governata da un Nobile Padovano, 
Si notino 

1. Oriago Terra piccola, ma in fituazione amena fulla 
fponda fettenirionale della Brenta. Ivi rifiede il Vicario 
Padovano, e nello fpirituale è foggetta alla Diocefi di 
Trevifo. Il luogo non contiene fe non circa 500 perfo- 
nc; ma pu e è il luogo capitale di tutto il Diliretto. 
Anticamente era fortificalo ; ma oggidì è luogo aperto , 

ci 



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IL PADOVANO. 165 

ed è fituato ne' confini del Dogado. Alcuni frappongono 
che fofle latinamente chiamato Ora Lacns quafi fpiaggia 
delle Lagune falfc, che un tempo fi eftendevano fino a 
quella Terra. 

2. La Mira Villaggio deliziofo fulla fponda del Cana- 
le della Brenta che da Padova conduce alla Dominante, 
contiene circa 1400 abitanti. In pocadiitanza dalla Ter- 
ra a Levante trovanti li foftegni d' acqua fui Canale itici- 
detto, chiamati le Porte della Mira, poco fotto V imboc- 
catura di un altro canale della Brenta (tetta che feorre 
fino al Porto di Brondolo col nome di Taglio Novillì- 
mo . 

3. Il Dolo graffa Terra con fabbriche nobili, e nume- 
rosa popolazione di più di 2300 abitami. E' fabbricato 
in luogo baffo fui Canale di navigazione della Brenta, 
che ivi tiene altri foftegni, o porte. Vi fono de* belli iti- 
mi palagi , e giardini delizio!!, fparfi qua e là fui le 
fponde del canale, che fervono di villeggiatura alle più. 
ricche, e nobili Famiglie Patrizie Venete . 

6. La Vicaria di Con f e/ve. 

* „ 

E x uno de' più grandi Diftretti della Provincia , benché 
governato da un iemplice Vicario Padovano. Abbraccia 
42 Villaggi , ed è bagnato da molti piccoli influenti, e 
rami della Brenta. La fua popolazione afeende a circa 
36000 abitanti. Si notino 

I. Confelve, grofliflima Terra fituata in mezzo ad una 
pianura, ha circa 4000. abitanti. Trovai memoria di 
quella nobil Terra fino dall' anno J014. e 1026. Nella 
Biblioteca Regia di Parigi confcrvafi un' antica Storia di 
quella Terra ferina da Giovanni Ravennate. Anticamente 
fu refidenza de' Vicari Imperiali in Italia, e foggetta a 
molte incurfìoni , indi alla tirannia diEzzellino. La Ter- 
ra è divifa in 5 contrade, e la Chiefa Arcipretale è una 
fabbrica vada , e bella . La fua prima fondazione fi fa 
afeendere all' anno U93. ; ma fu poi nuovamente rifab- 
bricata . 

In Confelvc rificJe il Vicario Padovano» é vi fi fa 

L £ ogni 



166 LO STATO VBNITO. 

ogni fettimana un ricco mercato, ed ogni anno uni fo- 
knne fiera molto frequentata . 

Ne* pattati fecoli efifteva in quella Terra un Monifle- 
ro di Monache del B. Antonio Abate, fondato Y anno 
1214., ora però è totalmente diftrutto. 

%. Candianjy groffo Villaggio con Moniftero di Cano- 
nici Regolari di S. Salvatore di Venezia, con buone ren- 
dite . L 1 luogo popolato da circa icoo. abitanti . 

3. Palìt maggiore, piccolo Villaggio, feudo dei Conti 
de Lazara. 

7. LaPodcfiaria di Piove di Sacco. 

Contiene 45 groffi Villaggi con circa 33000. abitanti. 
Anticamente quefto Dirtrctto era pofleduto in feudo con 
mero e mirto Imperio dal Vefcovo di Padova , che tut- 
tavia ne ritiene il titolo di Conte, fenza però avere in- 
rluenza alcuna nel governo, e nella giurifdizione, eferci- 
u;ta da un Patrizio Veneto fpeditovi dalla Repubblica 
col titolo di Podeftà, e Capitanio . Il Distretto da Le- 
vante confina col Doga do , da cui è feparato dal Taglio 
novilunio della Brenta . Vien bagnato dal Bacchigliene , 
e da molti altri fiumicelli più piccoli. Si notino 

j. Piove di SaccS, antichiflìma , e grandiflima Terra 
capitale, di tutto il Diftretto, e refidenza del Rapprcfen- 
tante Veneto. Havvi una Chiefa;ColIegiata aflai bella . 
F fituata fopra un canale copiofo d'acqua detto il Fin* 
micelio . E' luogo ricco, mercantile, e popolato da cir- 
ca 4000. abitanti . Havvi un Monte di Pietà, ed altre 
belle fabbriche così pubbliche , come private . Anticamen- 
te chiamavafi il Cartello di Sacifea, ed era un luogo 
forte della Provincia. / 

2. Lova, ora piccolo Villaggio fui Taglio novirtimo, 
anticamente fu Torre fortificata dei confini col Doga- 
do . E olTervabile cofa , che fino a queflo luogo ai 
tempi della guerra di Chioggia potevano tfavigare le ga- 
lee fottili Veneziane; mentre al prefente, appena vi fi 
può penetrare con piccolirtìmi battelli. 

3. Con. 



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IL PADOVANO. , J67 

3. Conche, Villaggio piccolo di confine col Dogado , 
metà del quale è Venero, e metà Padovano, 

8. La Podefiaria di Man felice . 

Stendefi a piò dei Colli Euganei fopra 4 foli Villaggi. 
Con tutto ciò il Diftretto contiene più di 1 rooo. abi- 
tanti . E' fertile di grani , vino , e frutta fquifite . 
Si noti 

Monfelice , nobiliffima Terra fimile ad una buona Cit- 
tà, popolata da circa 8000. abitanti, fituata fopra le 
fponde di un largo canale navigabile , che da Eftc con- 
duce a Padova . La fua fituazione è ameniflima , vi fi 
trovano bdle Chiefe, e fabbriche ben difpcfte. Havvi un 
Monte di Pietà, ed una Chiefa Collegiata con un Arci- 
prete, un Canonico Teologo, 4 Canonici, e 4 Manfio- 
narj . Ivi rifieie il Podeftà Veneto. E' cinta ancora 
delle fue antiche mura , e aveva già una buona Fortez- 
za , di cui ora appena fi veggono le veftigia a' tempi di 
Paolo Diacono, fcrittore delle cofe Longobarde , tcne- 
vafi per fortezza inefpugnabile . Attila diftrufle quello 
luogo, e Tcodorico Re de* Goti la rifabbricò . Soffri 
molto fotto la tirannia di Ezzellino . Ora è luogo di 
gran commercio, e vi fi fanno mercati frequentati, e 
una fiera aflai ricca.. 

9.. La Vicaria di jìrqua . 

E' un Diftretto comporto di 15 Villaggi, che ftendefi 
fopra i Colli Euganei . Vien governato da un Vicario 
Padovano ; e la popolazione di tutto il Diftretto afeende 
2 circa jiooo. abitanti. Si notino 

1. Arquày antico Cartello, ora Terra capitale del Di- 
iiretto, e refidenza del Vicario . E 1 fituato fra i mon- 
tile contiene circa 1000. abitanti . Vi fi vede il Se- 
polcro del (amofo Poeta Italiano Petrarca. 

2. Abano, in iat. Aponxs , luogo antichitlìmo , ora 
grotta Terra di circa 2000. abitanti, è confidcrabile pe' 

L 4 fuoi 



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1 68 LO STATO VENETO. 

fuoi famofi, e faJutifcri bagni, che da quefta Terra pren- 
dono il nome . Per lo fpazio di circa tre miglia di 
paefe fertiliflìmo , e ben coltivato fi veggono fcaturire 
quafi dappertutto rivoli d' acqua calda minerale , che 
tramanda fu»no e odore non ingrato di zolfo. Fra que- 
lli il maggiore e più celebrato anche dall'antichità chia- 
mai! il Fonte d' Albano . Non molto lontane da quella 
fono le forgenti dette di Monf Ottone , ed altre dette di 
S. Pietro di Montagnone , Monte Grotto , e S. Bartolommeo y 
che fi uoifeono a formare una piccola palude a pie dei 
Colli . 

E cofa degna d' offervazionc , che alle fponde del fon- 
te d' Abano fi trova certa materia bianca, la quale at- 
taccandofi ai corpi immerfivi gì' incrofta, e in qualche 
fpazio di tempo li petrifica . Jn quello, e negli altri fon- 
ti minerali raccolgono* la mattina li fiori di certo fai 
bianco più piccante del marino comune. 

Al tempo dei Re Longobardi vicino a quel ti bagni vi 
fi vedevano ampie Fabbriche , Tempi » Acquedotti , ma- 
gnifici Giardini , Viali ; ma da Agilulfo nella fpedizione 
contro Padova furono demolite miferamente . Oggidì 
tuttavia fe ne feoprono alcune vefligia , fopra delle quali 
fcrùTcro alcuni Letterati Padovani. 

io. La Vicarìa di Tcolo • 

Comprende una parte dei Colli Euganei, con 23 Vil- 
laggi popolati da circa 13000. abitami. Si noti 

Teoloy Terra capitale del Diflretto fui monti Euganei, 
refidenza del Vicario Padovano. Ha circa 1000. abitan- 
ti. E* Juogo abbondante di frutta d' ogni forta . 

. i\. La Vodcftaria di Eftt . 

Comprende un Diftretto affai va fio , fertile, e delizio- 
fiflfimo, 23 groflì Villaggi , ed una Città. Il'numero de' 
fuoi abitanti afeende a circa 32000. abitami . E ba- 
gnato da due fiumi il Fr affine y ed il Bifato, che deriva- 
no dal Vicentino. Al governo di quello Diflretto rific- 

de 



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IL PADOVANO* 169 

de un Patrizio Veneto, col titolo di Podeftà, c Capita- 
nio. Sono oflèrvabili 

1. Efle , in lat. Jltcfle antichififima Città, benché più 
volte diftrutta . E' tuttavia cinta di antiche Mura ben 
fabbricata, ricca di commercio, e di abitatori al nume- 
ro di circa 5000 perfone. Fu nominata da Plinio, ed 
è molto più oflervabile, perchè da quefta Città prefe il 
nome la regnante Caia di Modena. La tua Umazione 
è delle più deliziofe d' Italia, fiancheggiata da Colline 
amen illune coperte di giardini, palazzi, chiefe , monifte- 
rj , con rufcelli, e laghetti limpidiflimi , In quefta Città 
fi trova un Monte di Pietà , ed una Collegiata , ed altre 
belle Chiefe, e palagi ben fabbricati'. Vi fi fa ogni 
anno una celebre Fiera, e vi rifiede il Rapprefentante 
Veneto . Neil' invafione di Attila Efte fu diitrutto , e 
perdette in queir incontro molto della fua grandezza , 
che eftendevafi a 4 miglia in circuito. 

2. La Boara , groiTo Villaggio full' Adige , ove ha 
giurifdizione la Cafa Patrizia Pifani . Ha circa 2500. 
abitanti . 

3. La Stanghetta, altro grò (To Villaggio di giurifdizione 
della {tetta Famiglia Pifani » 

4. Vigbizzjolo, Villaggio di circa 1000. abitanti, che 
comunica il nome ad un Lago vicino , ove fi pelcano 
in copia , Anguille , e Cefali . 

11. La Vicaria di jìnguillara . 

E T un piccolo Diftretto di foli due Villaggi , governa- 
to da un Vicario Padovano . La popolazione di tutto il 
Diftretto arriva appena a 3000 abitanti . Si noti 

Àngmllara , grofla Terra refidenza del Vicario , e Ca- 
pitale del Diftretto, fituata fulla fponda Settentrionale 
dell' Adige con circa 2000 abitanti . E 1 luogo di traffi- 
co per la navigazione dell' Adige. 



13. La 



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LO STATO VENETO. 



13. La Podcflaria di Montagnana . 

Confina col Veronefe, c Colognefe , ed abbraccia 10 
popolatiflimi Villaggi., Il Diftretto è governato da un 
Patrizio Veneto col titolo di Podeftà . 11 numero de* 
fuoi abitanti afeende a circa 19000. Il terreno è fertile, 
e vi abbondano i grani , il lino, la canapa, la feta , e 
la lana . La maggior parte della canapa di quello Di- 
ilretto ferve ad ufo dell' Arfenale di Venezia . Si noti 

Montagnana , grofliflima Ter: a murata fopra un canale 
d* acqua detto il Fiumicdlo , che fi perde nel Lago di 
Vighizzolo . Contiene circa 5000 abitanti. E* luogo ben 
fabbricato con belle Chiefe, e palagi privati. Havvi una 
infigne Collegiata con Arciprete, e 7 Canonici . 

Non è luogo de' più antichi della Provincia, ma bensì 
de' più ragguardevoli . Vi fi fa gran commercio; è rie- 
co, ed ivi nfiede il Podeftà. 

14. La Podcflaria di Cafiel Baldo . 

Diftretto affai piccolo, che non abbraccia più di una 
Terra , e due Villaggi . Vien governato da un Patrizio 
Veneto col titolo di Podeftà , ed il numero de* fuoi abi- 
tanti non arriva a 6000 anime . E* fituato neir eftre- 
mità della Provincia , e ftendefi fra V Adige , e la Frat- 
ta , confinando col Veronefe, e Polefine . Il terreno vi 
è tanto graffo, che vi fi taglia il fieno fino a quattro 
volte in un fol anno . Si noti 

Cafiel Baldo , groffa Terra capitale del Diftrctto, e re- 
fidenza del Podeftà Veneto . 

Nel 1282. i Padovani fabbricarono ivi una Fortezza 
per difendere li confini dalle feorrerie de' Veronefi . [Ora 
è luogo aperto , e popolato da più di 2000 abitanti . 



IX. IL 



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I 

I 



IL PADOVANO. 



171 



IX. IL POLESINE. 



PARAGRAFO I. 



A prima Carta di quefta Provincia fu delincata dal 



Carte Topografiche della medefima furono delineate do- 
po fenza nome di Autore, ma poco efattc nelle diftanze 
e nell'Idrografia della Provincia; nel che deve confiftere 
il pregio maggiore delle Carré del Polefine , come paefe 
tutto bagnato, e interfecato dai maggiori fiumi d'Italia, 
e da gran numero di canali , e artificiali , e naturali . 
Una ne fu pubblicata in tre fogli da Domenico Lovifa in 
Venezia , col nome di Defcrizions del Polefene , co' [noi Con- 
fini , la quale abbraccia tutto il paefe comprefo fra l'Adi- 
ge, ed il Pò , dal Lago di Garda fino all'Adriatico . 
Quefta quantunque rozzamente efeguira , e poco accurata 
fi è fatta rara in Venezia , come pure un* altra di quefta 
fletta Provincia, che pubblicò Eortolommeo C larici V anno 
J721 , da lui dedicata al regnante allora Doge di Vene- 
zia Giovanni Cornaro. Preflb Covcns , Ò* Mortier in 
Amftcrdam poco dopo fu incifa altra Carta geogra- 
fica di quefta Provincia regolata , per quanto fi afte- 
riva nella medefima , fopra il difegno del Clarici ; ma 
falfamente, non eftendovi paragon tra 1' una e l'altra fe 
non in poche cofe . Anche del Sanfon fu pubblicato dagli 
fteftl un difegno del Polcfine, unitamente al Padovano , 
che dicefi delineato efpreftamente ad ufo di guerra ed è 
la peggior Carta che fia mai fiata data alla luce di que- 
fte due Provincie . Fra tuire quefte quella del fnddetto 
Cianci in un foglio, e mezzo è la migliore. Siccome pe- 
rò dappoi col dileccamento di molte paludi & ridotto 
buon tratto di terreno a coltura, e mutato in molte par- 
ti il corfo antico delle acque , non che formate nuove 
campagne dalle alluvioni dei fiumi , cambiate Je becche 
dei Pò, e formati nuovi Villaggi , così la medefima al 




fecolo pattato . Due altre 



jp re 



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172 LO STATO VENETO, 

preterite poco può fervire per dare una precifa idea di 
quefta Provincia . ( * ) 

Dividefi il Polefine in due parti, cioè in Polefine di Ro- 
vigo, e Polefine di Adria , che formano due Governi Ca- 
pitali indipendenti L' uno dall' altro . La porzion maggio- 
re è quella di Rovigo , di cui prima faremo la descrizio- 
ne, parlando quindi dell'altra ieparatamente a fuo luogo. 

§. i. Il Polefine di Rovigo confitte in un paefè piano 
del tutto fenza monti , rinferrato fra 1* Adige ed il Pò . 
Il fuo terreno c in molte parti arenofo , ma fertile, e 
graffo, in alcune confidente, gratto, ed efixernamente frut- 
tifero , ed in altre paludofo , e meno confinante . La fi- 
tuazione delle campagne di quefta Provincia è tanto baf- 
fa, che in molti lunghi il fondo dell' Adige reità affai 
più elevato, onde avviene chefpelfo il fiume rompendo gli 
Argini , che lo foftentano , allaga buona parte delle più 
bade campagne, con danni continui finora irreparabili . 
La fertilità della Provincia confitte in frumento ottimo , 
formentone , rjfo ed altri grani che abbondantemente vi 
crefeono. Produce parimenti in abbondanza canapa , lino, 
e frutta fquifite . Pochi però fono i luoghi ove le viti al- 
lignino con profitto , ed i vini che ivi fi fanno non han- 
no pregio alcuno . I pafcoli Iorio eccellenti , e perciò nel- 
la Provincia fi mantengono numeroie mandre di pecore , 
e d' armenti . Le lane vi rìefcono mediocre niente fine , 
ma le fete , che fi raccolgono in copia , fono ottime , e 
ricercate. La bontà dell'aria non è uguale dnppertuto ; 
poiché nella parte fuperiore è più fottilc, pura, efalubre; 
nell' inferiore più pefante , e meno fana . Le acque per 
lo più fono gravi, e malfane , eccetto quella dell' Adige, 
quando è bene purificata . I fiumi maggiori oltre il Pò , 

e r 

'(3 . 1 1 ■ 1 1 1 1 ■ . 'il -J — c=&» 

• Di quefta Provincia p?r pubblico comando furono levare efatie pian- 
te recentemente. Ora li tratta nuovamente di regolare il corl'o dell'Adige 
ed altri fuoi rami , « fiumi della Prorincia . Secondo qu-fti difegni e re* 
gelamenti verrà prodotta una Carta Geografica che farà comprefa nell' 
Atlante del Signor Anronio Zatta in Veneti a . . . 



» 



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IL POLESINE. J73 

e V Adige , che le (corrono a lato , fono il Tartaro , clic 
feende dal Veronefc, V Micetto r iìCaftagnaro , la Malopc- 
ra rami dell'Adige fletto . L'origine di quefti due rami 
dell'Adige è incerta. Alcuni 1' attribuifeono ad una ror- 
ta fpaventofa del fiume fteflfo , altri fono di parere che 
ad arte fieno (Vati formati dall' Adige. Di ciò attegnano 
per epoca la guerra acerrima inforta fra la Repubblica , 
c i Duchi di Milano. Quelli avevano cinta d' attedio la 
Città di Brefcia , e con una piccola fiotta s'erano impa- 
droniti del Lago di Garda . La Repubblica con mirabile 
induftria d'un Greco fuo luddito , fece trafportarc nel 
Lago fletto una fquadra di Galee grotte , e fottili con 
forprefa del nemico, e comune ammirazione , ricuperò il 
dominio fui Lago . Frattanto il General Milanefe Piani- 
no famofo nelle Storie d' Italia tentò di forprcndere il 
Polefine, e condufle le fue Truppe fino all' oppofta riva 
dell'Adige . Vi accorfero con milizia i Provveditori dj 
Campo Veneziani per disputargli il patteggio. Nello fiel- 
fo tempo il Gonzaga Marcheie di Mantova introdotte al- 
cune Galeotte armate per l'alveo del fiume Tartaro le 
.condufle fino alle paludi vicino a Legnago . Ivi , fcavata 
alcun poco la terra, fece tagliare in due luoghi l'Argine 
deli' Adige , che rompendo impetuofumente , vi, fcavò col- 
le fue acque un alveo badante per dar patìaggio alle Ga- 
leotte nell'Adige (letto per facilitare il palleggio alle Trup- 
pe Milanefi. Quella ftravagante induftria tu caufa $ che 
la Repubblica rilaf ciò il Polefine al Duca di Ferrara , on- 
de per molti anni fu lafciato libero il corto a quelli due 
rami. Tornata la Provincia fotto il Dominio Veneto.fi 
progettarono molte regolazioni , negli anni J504 e i6o<5, 
in cut fu permetto ai Padroni delle adiacenti campagne 
di potere ogni. anno nel mele di Novembre far otturare 
la bocca del Caftagnaro medefimo fino al mele di Mag- 
gio , per far si che fcolattero nel fuo alveo le acque co- 
pule , che nejl' inverno cuoprirebbero le campagne : Quin- 
di è che da ; tavole, e travi la foce di quello ramo è fia- 
ta renduta sì angulla , che appena vi pattano barche nel tempo 
che retta aperta . 11 ramo però della Malopera ha la fo- 
ce affai più larga , « del tutto libera . A tare quetV aper- 
tura 



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*74 LO STATO VENETO . 

tura ogni anno ne* giorni desinati fi trasferire in perfo- 
na con folenne cerimonia il Rapprefen tante Capo di Pro- 
vincia, e le fpefe fono ripartite fopra li polTeflori deiter- 
reni, a* quali ne deriva il vantaggio. 

Il Polefine di Rovigo confina da Settentrione col Pa- 
dovano, da Ponente col Veronefe, da Mezzodì colla Le- 
gazione di Ferrara, e da Levante col Territorio d' Adria- 
Intorno air origine del nome di Polefine variano gli Au- 
tori Italiani , alcuni derivandolo dalla corruzione della 
parola latina Penmfnla , altri dalle parole nazionali della 
Provincia Po ed Effe , in vece di Adige , e finalmente al- 
cuni dalle molte quali ifole formate dai rami dell'Adi- 
ge, e dei fiumi della Provincia. Sembra però più verifi- 
mile che dall'antica palude Padufa , che occupa per Y 
appunto la maggior parte del terreno di quefta Provincia, 
ne derivato colla corruzione Mìa. lingua latina il nome 
di Polefine, cfTendo aflai naturale che il terreno della pa- 
lude Padufa difeccato, fi chiamante prima Ager PadufinuJ, 
indi dopo le irruzioni de' Popoli Settentrionali, ne 1 fècoli 
di mezzo cangiato il nome di Padus in quello di Po cor- 
rottamente prevalente il nome di Polefino , indi Polefine in 
vece di Padufinus . Quell'opinione quantunque nuova , e 
contraria a tutte le altre fembra accoltarfi più di ogni altra 
alla verità . Srendefi quefta Provincia nella fua maggior 
lunghezza circa 28 miglia Italiane , c 12. incirca nella 
maggiore larghezza. 

$. 3. Anticamente la Provincia del Polefine non funi 
abitata, nè conofeiura, e deve la fua origine ai fecolidi 
mezzo dell' Era Criftiana . AI tempo dei Romani il pae- 
fe era noto fotto il nome di Paludi Adriana , o Palude 
Padufa , le quali fi ftendevano non folo (òpra buona par- 
re dell'odierno Polefine di Rovigo, ma di più anche fui 
Padovano Dogado, Territorio d'Adria r e gran pane del- 
la Legazione di Ferrara , Provincie tutte formate dalle 
molte ripartizioni dell' antica Regione dt Venezia , in cut 
anche le Paludi del Pò erano comprefev Sembra , che )a 
Provincia del Polefine cominciarle a (tabilirfi poco avan- 
ti l'irruzione depli Ungheri fono Y Imperadore Berenga- 
rio; poiché gli Dnglieri fteffi lo invaferò , e feorfero fina 

alfe 

/ 



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s 



IL POLESINE. J75 

alle fpiaggc dell' Adriatico. Circa la metà del fccoloXII. 
cominciarono gli Eftenfi a fignoreggiare nella Provincia . 
Nel 1198 Papa Innocenzio III. con cenfure fiancheggia- 
te dall'armi volle ripetere la Provincia , come apparte- 
nente all'Efarcato di Ravenna donato da Carlo Magno 
alla S. Sede . Certo è però che tutta finalmente fi rota- 
bili nella Cala Eftcnfe, quando l'Imperadore Ridolfo di 
Ausburg abbandonò ogni penfiero dell' Italia . Vero è pa- 
rimenti che la Repubblica Padovana riteneva alcune ra- 
gioni fopra una parte delia Provincia, cedute poi intera- 
mente a Rinaldo III. Efienfe V anno 1^17. La Cafa d'Elle 
pofledè la Provincia quafi un fecolo , finche le fu tolta da 
Francefco da Carrara il Novello , nella guerra eh* egli mot 
le Contro Alberto Eftenfe Marchcfe di Ferrara , che con 
interpofizione delia Repubblica di Venezia potè ricuperarla 
collo sborfo di buona fomma di danaro. 

Ritornato così il Dominio del Polefine nella Cafa d' 
Eflc il Marchefe Niccolò III. 1' impegnò alla Repubblica 
di Venezia per la fomma di 50000. ducati con obbligo 
di reftituirli dentro il termine di anni 5, la quale 1 dil- 
uizione non fu mai fatta . Nata 1' anno J404. la guer- 
ra tra la Repubblica, e Francefco da Carrara per ¥ ac- 
quilo di Vicenza , e per tagli fatti dai Veneziani negli 
argini dell' Adige ad Anguillara ( per cui nacque il La- 
go di Vighizzuolo fui Padovano ) il Carrarefe fedufle lo 
iteflò Marchefe Niccolò III. fuo genero a romperla coi 
Veneziani é Si unirono nella Provincia le Truppe Fer- 
rarci! , e Padovane , e facilmente fe ne impadronirono . 
frattanto i Veneziani fi prefentarono con Armata Nava- 
le numerofiflima alla Città ftefla di Ferrara, e con mi- 
nor fatica coltrinfero il Marchefe Niccolò a chieder pa- 
ce, e redimire alla Repubblica il Polefine; al qfual pat- 
to, benché contro voglia , dovette cedere anche il Carrare- 
se . Così a titolo di pegno reftò fotto il dominio Vene- 
to la Provincia fino all' anno 143 S. , nel quale tutto- 
ché non averte conseguito il rimborfo de* 50000. duca- 
ti , fu reftituita alio fletto Marchefe Niccolò III.; per di- 
fiaccarlo dal Duca di Milano , contro cui ardeva la 
guerra in Lombardia. 

L'anno 



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l"]6 LO STATO VENETO. 

L* anno 1482. al Marchefe Ercole I. venne in pende- 
rò di fcacciare da Ferrara il Vifdomino Veneziano , Con- 
fole della Nazione, e Magiftrato con giurifdizione nelle 
cofe di commercio Veneto in quella Città per antichiflì- 
me capitolazioni fatte fra la Repubblica Veneziana , e la 
Città di «Ferrara nel tempo, in cui fi reggeva da fc ftef- 
fa . Per palliare l'oftilità , prefe il prefetto che il Vifdo- 
mino aveATe fatto carcerare un Prete con offefa dell' im- 
munità Ecclefiaftica . Lo lece perciò dal Vefcovo feo- 
municare , e fcacciare dalla Città. Violò dipoi gli anti- 
chi concordati co' fuoi Predeceftori , fondò Ialine a Co- 
macchio , ed alzò Torri in vicinanza de' confini Veneti . 
La Repubblica allora dalle lamentanze pafsò alla forza , 
ed occupò tutto il Polefine , od altre Terre del Ferrare- 
fe . Nel 1484. fu ftipulata la Pace con la condizione 
che la Provincia dei Polefinc reftafTe perpetuamente an- 
netta al Dominio Veneto . Ad onta di ciò nella Lega 
di Cambrai fu invafa da' Collegati; ma finalménte fu 
riconfermata alla Repubblica di Venezia nella Pace di 
Bologna . 

J. 4. Il Polefine di Rovigo comprende due Città, una 
Terra grofla, e più di 50 Villaggi fra grandi, e picco- 
li . E' divifò in tre Diftretti cioè nel Diflretto di Rovi- 
go , Diflretto di Lendinara , e Diflretto della Badia . La 
popolazione della Provincia afeende a circa 60000. abi- 
tanti . Al governo della medefima prefiede un Patrizio 
Veneto col titolo di Provveditore Generale di tutto il 
Polefine, alla qual dignità è lempre annefla quella di 
Podeftà , e Capitanio del Diflretto di Rovigo . Gli altri 
due Diftretti fono anch' elfi governati da Patrizj Veneti 
con loia lubordinazionc al Provveditore Generale come 
Capo della Provincia, nel governo militare, e nelle ap- 
pellazioni civili che non oltrepaflano la fomma di 100. 
lire Venete ; inftituzione fatta a comodo de' Poveri . 



1. U 



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, Il POLESENE. 177 

1 » 

i. // Diftretto di F^ovigo* 

E* il maggiore di tutti gli altri della Provincia , il più 
popolato e ricco. Confina da Ponente col Diftretto di 
Lendinara, e da Levante, col Polefine d* Adria. Si no- 
tino in eflo 

I. Rovigo, in lat. Rbodigium, Città Capitale del- 
la Provincia fmiata fui Fiume Adigetto che la traverai. 
E cinta di mura all'antica, con torri, e merli, ed ha un 
Caftello: il tutto oggidì dal tempo logorato, e quafidi- 
ftrutto. Alla reggenza di quefta Città, e fuo Diftretto 
fi fpedifee dalla Repubblica un Patrizio col titolo di Po- 
deftà , e Capitanio , e Provveditore Generale di tutto il 
Polefine . In quefta Città parimenti fta la Camera Fi* 
leale di tutta la Provincia, cui precedono due Camer- 
lenghi Patrizi Veneziani . La Città non è molto grande 
oltrepaflando di poco in circuito un miglio e mezzo ; 
ma coi borghi è afìai maggiore, e tutta generalmente è 
ben popolata . Anticamente non aveva il titolo di Cit- 
tà , ma 1' ottenne dalla Repubblica di Venezia . Ha 6 
Porte, 4 Ponti, 20 Chiefe, un Seminario di Chierici, 
alcuni Monafterj d' uomini , altri di donne , un Monte 
di pietà, ed altri Ofpedali , e Luoghi Pii. Vi fi trova- 
no molte nobili, antiche, e ricche Famiglie, un Colle- 
gio di Dottori , ed uno di Notaj. La Città è ricca, ed 
ogni anno vi fi tiene una Fiera delle più frequentate della 
Lombardia . Tra le Fabbriche più confiderai! i di quefta 
Città trovafi la Rotonda , o fta la Madonna del Soccor- 
fo, Chiefa di moderna e bella architettura , ornata di 
eccellenti pitture. La Città fiutata dalla parte fetten- 
trionale dell' Adigetto è la più grande, V altra fotto il 
fiume a Mezzodì è più piccola , e in un angolo verfo 
Ponente vi fi trova il piccolo e quafi diftrutto Caftello . 
In quefta Città fa la fua refidenza il Vefcovo di Adria, 
la cui Diocefi non Colo fi eftende fopra il Polefine , ma 
anche fuori della Provincia ha fotto di k alcune {Parroc- 
chie fituate nella Legazione di Ferrara . La prima fon- 
dazione di Rovigo è incerta. Alcuni la attribui- 
ìtalia , M feono 



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178 LO STATO VENETO* 

fcono a' T< "cani, ma con poco fondamènta . ÈfifìeVa 
certamente in forma di cartello Tanno 970; in 'cui con 
altre Terre del Polefme fu donata ad Albertazzo Mar- 
chese li di Erte, dall' Impcradore Ottone L per dote di 
fua figlia . Del 116J. trovanfi altre memorie incontra- 
ftabili della fua efirtenza . La più comune opinione è 
quella che riconofea la fua fondazione da certo Paolo 
Vefcovo di Adria , che fuggendo dalle feorrerie degli 
Unghcri, fi rifuggì fra certe paludi, nel luogo appunto, 
ove ora giace la Città, anticamente denominata Burnivi* 
co di Rodige; il che avvenne nel principio del X. fccolo* 
Mentre Rovigo reftò fotto il Dominio Ertenfc fu gover- 
nato a nome di que* Duchi da un Vifconte. 

Il governo interno economico di queftà Città x dacché 
venne in potere de' Veneziani fu conceduto al Maggior 
Configlio comporto da 62 Cittadini, metà per la parte 
fuperiore della Città detta S. Giujìina , e metà per V in- 
feriore detta S. Stefano. Da quello fi diirribuifeono <;li 
Uffizj fubal terni cioè Regolatori, Proveditori alle Vittna*> 
rie, ed altri fopra le llrade, ponti ed argini. 

2. La Fratta, anticamente Cartello, ora Terra fui fiu- 
me Scortico, eh' è un divertivo dell' Adigetto, che icen- 
de nel Tartaro, e la divide per mezzo . Vi ti veggono 
molti palazzi appartenenti per lo più -a Patrizj Veneti , 
che vi godono buone rendite , e ibgliono villeggiare la 
Primavera, e V Autunno. La Terra è popolata da cir- 
ca 5000. perfone, e vi ti tiene ogni fettimana un ricco 
mercato. V ha una fabbrica di vati di terra da giar- 
dini, e vi ti ammirano due Palazzijd' architettura del 
Palladio con adiacenze degne di confiderazione . 

3. 0 Cafiel Guglielmo, ora non è più luogo d' alcuna 
confiderazione ; ma anticamente fu cartello di qualche 
conto , noto nelle Storie del Polefine , e nominato 
nelle Novelle del Boccaccio . Giace a Mezzodì del Ca- 
ftagnaro, e non conferva dell' antica fua forma fe non 
una vecchia Torre, e nel rimanente è circondato da pa- 
ludi, per cui confina col Ferrarefe* . 

4. Canda, Groflò Villàggio vicino al Cartagaaro, ove 
fi unifee col Tartaro . Avvi una Villa della Famiglia 

Pa- 



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1LF0LESENÉ. J 79 

Patrizia Veneta Nani , che ivi ha un Palazzo , c Giar- 
dino, ambitine con colonnati di perfetta architettura , 
che fembra difegno di Palladio . L' atrio, ed il porti- 
co fono forniti di pitture a frefeo eccellenti . Efercita 
gran traffico di lino; e vi fi tiene nera ogni anno, c 
mercato ogni fettiman,a . 

5. Arquà, Villaggio popolato 5 miglia dittante da Ro- 
vigo fulla via Romana, che conduce a Ferrara . E' fer- 
tile di buoni frumenti . Quello luogo è diverfo da quello 
della Terra di Àrquà del Padovano nei colli Euganei . 

i. Il Diftretto di Lendinara • 

E' fituato fra quello di Rovigo , e delJa Badia , e 
flendefi fra V Adigetto, e l'Adige fopra nove Villaggi . 
Vieti governato da un Patrizio Veneto col titolo di Po- 
dcltà. La maggiore fertilità del Diftretto confitte in 
lini , e grani . Si noti 

Lendinara, piccola Città murata, e fituata fulle fpon- 
de dell' Adigetto . Vi fi contano due Parrocchie, 9 
Chicle, un Convento di Monache, ed alcuni altri di 
Regolari con Oratorj , ed Ofpitali . Sonovi anche delle 
fcuole pubbliche per ammaeftramenro della gioventù , ed 
una Stamperia . Avvi inoltre un Monte di Pietà a follie- 
vo de' Poveri . Il Configlio della Città è compofto di 
40 Cittadini, che godono le ftefle prerogative di quelli 
di Rovigo, e ha comune lo Statuto col rimanente del 
Polefinc di Rovigo . 

Di Lendinara fcrilTe con favolofa pompa Viviano Fan- 
toni fuo Cittadino; ma è comunfentimento , che le abbia 
dato nome la Famiglia Lendinara Veronefe , ora Cuta- 
nea , chiara anche per 1' inimicizia cogli Scaligeri verfo 
V anno 1235. Poffedcva quella fe non tutte, almeno in 
gran parte le Terre del Polefine , e trova fi celebrata in 
tutte Je Cronache fcritte a mano di Verona, e di Pa- 
dova, ove pafsò ad abitare, ed al prefente diftinguefi tut- 
tavia in quella Città . Trovafi un Privilegio conceduto 
ad Alberico di Lendinara V anno 1 J93. , che gli confer- 
mò principalmente la giurifdizionc dalla Città, allora 

M 2 Ca- 

c 

I 



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lSo LO STATO VENUTO. 

Cartello, col fuo Diftretto, la quale poi paffata alle 
Femmine difcendenti fi fmembrò tra varie Famiglie Eften- 
fe\ S, Bonifazio di Verona, e Badoara di Venezia, fin- 
chè fu riunita interamente neh" Eftenfe , ed indi col ri- 
manente del Polcfine pafsò fotto il Dominio Veneto. 

Per T avanzamento delle lettere, e della coltura de* 
Cittadini vi fi (labili già due fecoli un Accademia lette- 
raria detta de' Cowpofti , ehe tuttavia fiori fee . l^a Città 
è ricca, e mercantile, e vi fi tengono ricchi mercati 
ogni fettimana , e Fiera ogni anno . 

3. Il Di/ìretto della Badia. 

Occupa la parte più occidentale della Provincia, e 
confina col Veronefe, e Padovano . I fuoi prodotti più 
abbondanti confiftono in grani, e lino, e poca feta . Il 
Diftretto è affai piccolo, e contiene pochi Villaggi. Ciò 
non oftante viene governato da un Patrizio Veneto col 
titolo di Podcftà, e con la medefima autorità di-quello 
di Lendinara . Si noti 

La Badia , Borgo affai grande, o piuttofto Città pic- 
cola aperta, fituata fui fiume Adigetto , che in poca di- 
ftanza fi dirama dall' Adige con una bocca foftenuta da 
marmi, e larga folo J2 piedi, con le fue porte per 
chiuderla al bilogno . Il luogo è ben fabbricato, popo- 
lato, ed efercita il traffico. Vi fi tiene ogni fettimana 
un frequentato mercato di animali, ed una Fiera ogni 
anno. Vi fi trova un bel ponte full' Adigetto, un Mon- 
te di Pietà, un Seminario per educazione della Gioven- 
tù , ed un Convento di Monaci Camaldolefi . Qyefta 
Città, anticamente caftello,, chiamavafi prima il Piazza- 
ne . Fu fortificata dagli Eftenfi con Rocche dette Mar- 
chefane , e Torri del Piazzone . Quefte quando ne andò 
al poffeffo la Repubblica furono fatte demolire per fab~ 
bricarc le mura di Caftel Baldo, e la Fortezza di Lc- 
gnago . Dall' altro capo del Piazzone Aimerigo d'Eftc 
T anno 930 fabbricovvi la Chiefa detta poi di Vangaài& 
za . Ugo II. Marchefe di Tofcana pure Eftenfe donò la 
Chiefa ai Monaci Camaldolefi di & Romualdo , dotan- 
do- 



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IL POLESINE. iSl 
dotandola di molti beni, e fabbricandovi il Monaitero 
1* anno 994. 

Da Papa Callido II. Tanno 11 23. ebbe la giurifdizione 
di molte Chiede nella Diocelì di Padova , Verona , Vi- 
cenza, Ferrara, Bologna , confermate poi da' Papi fuc- 
cetfori AlefTandro III. , Celeftino , Aleflandro IV. , Eu- 
genio IV., Aleflandro V., riconosciute anche dalla Re- 
pubblica T anno 1496. con Ducali lettere al fuo Rap- 
prefentante in quella Città . Quella Abbadia poi , fepa- 
rata dal Convento, fu data dai Pontefici in Commenda 
ai Cardinali, e dopo il 1400. continuò ad avere qucfto 
carattere . 

Il Configlio della Città confitte in 24 foli Cittadini , 
che godono le flette dignità , c prerogative degli altri 
Cittadini di Lcndinara , e Rovigo, regolandofi egualmen- 
te con li Statuti generali del Polefine . 

X. IL TERRITORIO DI ADRIA • 
Paragrafo L 

IL Territorio di Adria , ovvero il Polefine di Adria 
trovafi delineato co' fuoi confini n«lla Carta generale 
del Polefine pubblicata in un foglio, e mezzo da Barro- 
lommeo Clarici V anno 1721.: Carta oggidì fatta rara 
in Venezia iìcfla , ed in Padova , ove fu (lampata . Nel- 
le Carte d* altri autori quello Territorio , che pur for- 
ma un Governo Capitale indipendente oggidì , trovafi 
comprefo , o nel Dogado , o nel Polefine di Rovigo , 
alle quali due Provincie alcune volte provifionalmente fu 
aggregato. 

$. 2. Poco eftefo è il Territorio di Adria al prefen- 
te , mentre in paflato aveva più vafti confini , eflendo ri- 
malo per le civili difpofizioni de' tempi, per le guer- 
re, per feudi, e donazioni diminuito, e in molte parti 
fmembrato . Confina da Ponente col Polefine di Rovi- 
go , da Mezzodì colla Legazione di Ferrara , da Setten- 
trione, c Levante col Dogado di Venezia. E' fertile 

M 3 quc~ 



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iSl LO STATO VINETO. 

quefto Territorio di frumento, formentone, legumi, er- 
baggi , e vini , che riefeono di buon gufto , fpecialmen- 
te nelle campagne cfpofte a Mezzodì . Abbonda inoltre 
di pafcoli, e di beftiame cavallino, e bovino per Y agri- 
coltura, e pel macello, di molte legna da fuoco, di 
ptfee dolce, e di felvaggiume . Vi fi coltivano pure i Golfi, 
ed il Lino; e le Valli oltre il pefee fomminiftrano ay- 
chz la carina , ed i giunchi paluftri di cui teflòno le. 
femmine graticci , 0 fluoje ben lavorate, e in quantità, 
defiinnniio la canna per ufo di parecchie fornaci, ove fi 
fiibbiicano pietre di terra cotta, mattoni, tegole, e va» 
lettami di terra affai pregiati per Ja loro confidenza , e 
durevolezza, che formano un capo confiderabilc di com- 
mercio. O Le fabbriche della concia delle pelli riefeo- 
no d' un profitto confiderabile . L* aria che già da gran 
tempo dalle paludi ftagnanti era rendura mal lana , al 
prefente non è più tale, dappoiché per mezzo del Taglio 
del Pò, ed altre acque fi è fgombrata dalle paludi la 
maggior parte delle campagne, e fatto perenne Io feo- 
lo, ed il corfo delle acque, che vi fi radunavano. L'ot- 
timo colorito degli abitanti, la loro robuftezza , e T età 
decrepita a cui fpeflò giungono sì gii uomini , come le 
donne fanno fede indubitata del totale cangiamento deli* 
aria di quello Territorio . Il fiume principale, che ba- 
gna il Polefine di Adria chiamafi il Caflagnaro , o Canal 
Bianco ricco di acque, e navigabile. 

§. 3. Fino all'anno J603. I" Adriefe reftò aggregatoci 
Dogado di Venezia, a cui dopo la conquida fattane dal- 
la Repubblica Tanno 1482 , era fiato unito con de. 
creto del Senato * Neil' anno fuddetto fu fmembrato 
nuovamente dal Dogado , ed aggiunto alla Provincia del 
Polefine . Pochi anni dopo non potendo gli abitanti (of- 
frire di buon animo, che il loro paefe, prima origine del- 
la popolazione di turto ilPolcfine, fotte ridotto alla fem- 
plice condizione di Diftretto dipendente , con Reggimen- 
to 

'8 == 1 =- 1 = 

C) Anche ne' pia amichi fccoli erano celebri \t Figuline di Adria. 



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I 

IL TERRITORIO DI ADRIA'. l8j 

to di Sottocorte , cioè fubordinato al Capo di Provincia 
del Polclìne, fecero inftanza al Governo , che nel 1627 
di bel nuovo feparò il Polefme d' Adria da quello di Ro- 
vigo, rendendolo indipendente, e concedendogli Reggi- 
mento di Mezza Corte . Si ordinò allora parimenti che 
il Patrizio Veneto deftinato a qucfto governo fotte eletto 
dal Maggior Conttglio Veneto per quattro mani di elet- 
tori , come le maggiori Reggenze dello Stato • Si dichia- 
rò che il Rapprefen tante a vette titolo di Podeftà , e Ca- 
pitan io, e che a lui fotti* fubordinato il Podeftà di Ca- 
varzere , benché Diltretto del Dogado , aggiungendovi la 
proibizione al medefimo Rapprefentante di non potere ab- 
bandonare la refidenza , come nelle altre Terre fudditc 
della Terraferma. Così il Territorio d'Adria fu ftabilito 
nella fua primiera indipendenza . 

La Dioccfi Adriefe non ha gli fletti rittretti confini 
del Territorio. Stende!! non (Irlo (opra tutta la Provincia 
del Polefine, ma di più anche fopra J2 Parrocchie , rt- 
tuate nella Legazione di Ferrara , in cui tengono i Vei- 
covi di Adria un Tribunale di Giuftizia , ad etti l'oggetto , 
Si ^pmputa alla fua menfa Vefcoviie l'annua entrata di 
circa joooo Ducati. 

La Diocefi di Adria comprende 2 Città r'eonofeime 
tali dal Principato , 2 altre che hanno pure io fletto ti- 
tolo, ed hanno gli fletti onori di Cittadinanza, e 42 al- 
tre Chiefe di Terre grotte , Gattelli , e Villaggi . Il Ter- 
ritorio poi di Adria non contiene fe non 1 Città e 3 al- 
tre Comunità foggette alla medefima , con più di loooa 
abitanti . Si notino 

I. Adria in lafc. Atria , ed Adria , Città antichifli- 
ma , Vefcoviie, e rinomata, pofla fra due reali Fiumi Pò 
e Adige, fabbricata lui Cariai Bianco, o Callagnaro fiu- 
me navigabile , che con doppio ramo la divide in 3 par- 
ti unite inlicme con 2 ponti. Ella è più lunga che larga 
flendendofi dal Nord al Sud con una flrada per careggia- 
re Iattricata di felce, che Tattraverfa. Nella lua circon- 
ferenza, eh' è di 3 miglia Italiane di mifura , comprende 
in 2 Parrocchie iopra 6000. flabili abitanti, ed è orna- 
ta di qualche Palagio, di ben intefi edifizj , e di molte 

M 4 co- 



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184 LO STATO VENETO, 

comode abitazioni ; e benché fia Città aperta fa tutta via 
una decente, ed onorevole comparfa fra le mediocri Gi- 
ta dello Stato. 

Era quefta Città ai tempi del Gentilefimo d' un am- 
piezza molto maggiore, e ftcndevafi al Sud verfo il Ra- 
vegnano, ove ita il Vallo, in cui giacciono fc poi ti frale 
fue antiche rovine lunghi giri di grofle muraglie , gli 
avanzi di un antico Tempio , di un Anfiteatro , di Ba- 
gni, di Acquedotti con Doccioni di piombo, di Ladroni 
lavorati a mofaico . Negli fcavi i'aiù ne' fuoi contorni fi 
fono rinvenute molte urne ove gli antichi cuftodivano le 
ceneri de* lor defonti, alcuni vali verniciati con figure di 
Gladiatori, molte Jnfcrizioni fepolcrali, ed* altro genere; 
alcuni Uoletti e Statuette di metallo , una quantità di 
monete, con fimboli indicanti l'ancora, i pefei, Nettun- 
no, ed altre Deità marine; medaglie d'oro, d'argento , 
e di più ballo metallo, cogl' impronti de'Cdari Augufti, 
Confolari, e de* primi Imperatori , gemme intagliate, cor- 
niole, e cammei, e tant' altre preziofe reliquie d'antichi- 
tà Etmfche , Greche, e Romane . La prima fondazione 
di quefta famofa Città fi attribuifee ai Pelaigi popoli an- 
tichlflìmi d' Italia , li quali furono poi cacciati dagli 
Etrufchi, che in efla Città vi ftabilirono una nobile, e 
numerofa Colonia . 

Divenuta pofiente quefta Etrufca Nazione fi applicò al 
traffico , e alla navigazione per mezzo del vicino Mare 
che da quefta Città prefe il nome di Adriatico . (*) Il 
porto di Adria in quel tempo cinta dal mare era rino- 
matiffimo, diretto da' fuoi Prefidi, o Curatori, e fi con- 
ferve) capace di un'Armata navale, anche ne'fecoli po- 
fteriori alla Repubblica Romana , prefidiato validamente 
da Vitellio Imperadore a difefa di quello paefe, e di 
lutto il Littcrale Veneto. Quefta Città allora Provincia» 

le, 



(*) Un folo Autore antico c di diverfa opinione intorno al nome di 
qaefto Mare , ma la più comune opinione c quella che riferifee l' Au- 
tore. 



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IL TERRITORIO DI ADRIA • lS$ 

le , c rifpetto ai Romani detta Tranfpadana , fu Tempre 
dai medefimi riconosciuta Etrufca , e conftituita loro con- 
federata, e Municipio di prima clafle, che fi governava 
colle proprie leggi per mezzo de' liioi Decurioni , dei qua- 
li conferva oggi pure icolpiti in antiche lapide pubblici 
decreti . 

Declinato l'Impero per le rivoluzioni accadute in Ita- 
lia, aveva quella Città perduto molto delia fua pattata 
grandezza ," e liiccelfivamente andò in decadenza, foprat- 
tutto per etterli da efla feoftato il Mare per la copia de' 
fuoi influenti, il quale nella fuccelfionc de' tempi co' fuoi 
rifluiTi, e maree aveva riempiuto di molta rena il fuo por- 
to. AI che s'aggiungano le ftra bocche voli innondazioni 
per li difalveamcnti , e rotte fterminatrici prodotte , dal- 
la natura, o dalla malizia de' Barbari delli due granditti- 
mi fiumi Pò, e Adige, li quali cangiando l'antico loro 
alveo rendettero inabitabili i contorni della Città, lafcian- 
ctoli pieni di laghi, e paludi . Ne'fecoli potteriori final- 
mente innalzarono quelli fiumi colle loro frequenti , e 
grolle torbide acque il terreno , fino a coprire gli ami- 
chi Bofchi. In tal guifa dilatandoci i limiti della Terra- 
ferma, e ritirandoli il Mare, divenne Adria a poco a 
poco continente, come ora fi (cor^c , di modo che pa- 
ragonando le Carte geografiche antiche colla moderna 
cottituzione del paeie, fi vede quella Città innalzata no- 
tabilmente dal livello del Mare, da cui ora fi trova 14 
miglia a dritta linea dittante . 

Ma non per quefto fu Adria in alcun tempo dittrutta. 
Nell'anno 430. dell'Era volgare fotto il Dominio Gre- 
co, mentr'ella reggevafi popolarmente , ebbe in cottume 
di eleggerfi un Duca cioè Governatore , uomo ettero , 
che fotte Cavaliere; efempio imitato dalle altre Città d' 
Italia. Nell'anno 569 appartenendo quella Città ai Gre- 
ci Efarchi di Ravenna , e pofeia alla S. Sede negli anni 
774, ed 817 fu Adria nelle Bolle Pontificie , e nei Di- 
plomi Imperiali nominata , e comprefa nel numero delle 
Citi a che componevano lo ftelTo Efarcato . Neil' 822 
trovavafi il Dominio temporale di Adria pretto i fupi 
Velcovi, protetti fempre dalla S. Sede , e dall'Impero . 

E da 



lSó LO STATO VENETO. 

E x da crederli che ibffe Città ancor forte , popolata , e 
potente, poiché negli anni 1009, e 1163 incontrò cfla 
varj cimenti di guerra coi Popoli Veneti confinanti , dal 
valore de' quali lconfitta più volte ed abbattuta di for» 
zt , fu coltre tra pofcia a ricorrere alla protezione de\ 
Marchefe Ettenfe . Neil* anno 1319 invertito il 
Marchefe Azzo dalla S. Sede del Vicariato fecolarc di 
Ferrara, col cenfo di 10000 feudi d'oro gli fu fatta 
curtà fra gli altri dai Sindici di Adria . 

Con molta fatica fi riebbe Adria dalli difaftri della 
guerra, e dalle (offerte allagazioni , dopo che per opera 
de* Marchefi Eftenfi riftrerra la piena delle acque nel fo- 

10 alveo detto to di Levante , e difefa dalle inondazioni 
deiolatrici per mezzo d'argini difpendiofi , potè ri (labili re 
ij commercio coi confinanti, e rimettere a coltura le fue 
oppretfe campagne. Ma ritorta appena la Città fotto gli 
Eftenfi fi rinnovarcelo ad ella le defolazioni ; mentre nel 
1482 guerreggiando i Veneti contro Ercole L Duca 4* 
Ferrara, Adria con armata navale, e terrefìre fu da Ve- 
neti affediata, prefa , faccheggiata , e bruciata . Salvatili 
i Cittadini volentieri fi fottomifero al Dominio Veneto^ 
da cui furono rimedi nelle loro pofleflioni , e cafe . Po- 
chi anni dopo cioè nel 1509 inforfero le guerre della 
Lega di Cambrai che finite colla pace di Bologna V anr 
no 1529 Adria reftò confermata alla Repubblica di Ve- 
nezia . 

Dopo quell'epoca fu a poco a poco ra Città di Adria 
rifabbricata modernamente colle mine dell' antica , eh" 
era già in parte demolita , e in parte fepoita , e coperta 
di arena a molti piedi di profondità . Si erelTero quindi 
nuovi Edifizj , fi riedificò il Palazzo Vescovile , fi formò 

11 nobile , e vado Monaflero di Keligiofc Agoftiniane , 
venutevi da Concordia; un Convento di PP. Minori Ri- 
formati, r Oi pedale degl'Infermi , il Pubblico Fornica 
per gli accidenti di carellia ben provveduto, la Sala per 
li Comizj , ed altre fabbriche particolari , le quali fino 
d' allora ben predo fi arricchirono d' abitatori , e di al- 
cune edere Famiglie , che in quella Citta trafportaror.o. 
il loro domicilio . Migliorò finalmente affai più quella 

Città 



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IL TERRITORIO DI ADRIA. v 1S7 

jCittà la fua condizione per gli utili , e iovrani provedi* 
menti del Governo , il quale vcriando full' intcreflfan» 
tc oggetto dell' Agricoltura , e fulla regolazio- 
ne dei fiumi per togliere li rovinofi , e fatali loro di- 
fordini, fece efeguire con regia fpefa nell'anno 1609 il 
Taglio di Porto Firo, fuggerito dagli Adriefi , cornei! più 
utile fra molti altri , e perfuafo dalle chiare dimoilrazio- 
ni del loro Concittadino Luigi Qroto il Cieco , detto co- 
munemente l'Oracolo di Adria ; tanto fu erudito, elo- 
quente, ottimo Cittadino, e miglior fuddito. Dopo quel 
taglio rendine libere le campagne Adriefi , la Città ri- 
ioife ancora più, e crebbero il traffico, la navigazione , 
c le ricchezze de' Cittadini . Vi fi forino fiere ogni mefe , 
ed una maggiore una Tolta all'anno efente da ogni im- 
pofi>ionc anche per gli (tranieri mercanti che vi concor- 
rono, e dura 8 giorni continui. 

La Città di Adria non lòlo è governata da un Pa- 
trizio Veneto col titolo di Podeftà , e Capitanio indi- 
pendente da ogni altro Rapprefeutantc ; ma ha parimen- 
ti li fuoi propri Statuti a (lampa impreflì per Ja prima 
volta con autorità del Senato nell' auno 1707. Sotto i 
Marchefi Eftcnfi era governata da un Vifconte da que' 
Marchefi eletto , prefide a tutti gli Uffizj della Città, 
con mero e mifìo imperio criminale , e civile , fenza li- 
mitazione , il quale- però al terminare della carica do- 
veva fogrjacere al findacato. Il Vifconte cleeeeva tutti 
li Magiflrati fubalterni , e convocava il Conliglio Mag- 
giore della Città, a cui erano ammetti li foli Cittadini 
Originar; di Adria . Eravi anche un Configlio minore 
comporto di 12 Cittadini . Fra le Magiftraturc antiche 
di Adria trovati nominato anche il Ccnfolato, compo- 
rto di XX. nobili Cittadini, di cui però non fi fono ri- 
levate le precife incumbenze. In Adria oggidì lì trovano 
tre differenti Configli : fi primo de' XII. «romprefi li due 
Capi; ed è compongo di foli Nobili di primo rango : il 
fecondo diiamafi de' LV. pur Nobili del rango 
de' Cittadini, ai quali fpetta l'elezione di tutte le cari- 
che : e l'aggregazione all'originaria Cittadinanza di ch'e- 
re Famiglie dipende dal beneplacito di quefto Corpo. Il 

Ter- 

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1 SS LG STATO VENETO. 

Terzo chiamai! Coniglio Generale, ed è formato di No- 
bili, e Popolari, li quali ù radunano una fol volta all' 
anno per l'elezione de' nuovi Capi Deputati, e di tutto 
il Gonfidio de' XII. che fi mutano a' anno in anno, 
come pure degli altri 3 Capi di Uni vediti delegati alla 
materia dei confini . 

Abbracciò la fede Cattolica fin da 1 primi tempi dell' 
Era volgare, colla predicazione di S. Epafrodito , che fu 
il fuo primo Vefcovo. La Sede Adriefe quantunque fuf- 
fraganea dell' Arci vefeovado di Ravenna è una delle più 
cofpicuc, mentre i Vefcovi di quella Città hanno fem- 
pre goduto il luogo di preminenza fra tutti li fuftraga- 
nei dell' Arcivefcovo di Ravenna, fedendo immediata- 
mente a delira del Metropolitandknci Sacri Conci! j, a 
cui più volte inrervennero . Fra i Vefcovi di Adria in 
pjco più di un fecoio fi numerarono V. Cardinali di S, 
Cbiefa. Prefcntemente etti non rifiedono più in Adria, 
benché ne ritengano canonicamente il titolo; ma bensì 
in Rovigo altra Città fottopolla alla Diocelì . 

In Adria rificdc però il iuo Vicario Generale d' ordi- 
nario fcelto fra il Corpo del Gipitolo Adriefe antichi!- 
lìmo anch'etto, compollo di 13 Canoniei con le loro» 
dignità, e nobili infegne. Queflt Canonici , cui fi dà il 
titolo di Monfynore> hanno le loro rendite principali fon- 
date falle Decime, per un dovere indifpen l'abile de' prò- 
prj Statuti afliftono giornalmente al Coro , ed al culto 
della loro Chtcfa Cattedrale , in cui anche li Vefcovi 
hanno fempre celebrato , e celebrano le primarie , c 
ordinarie funzioni facre prefcritte dai Canoni Eccle- 
fiaftici . 

z. Gavello anticamente Città Vefcovile in cui fiorì 
una illuilre Badia ora ridotta in Commenda . Di pre- 
lente è un (èmplice popolato Villaggio (ituato poco 
più d' un miglio a Mezzodì del Canal Bianco ne' con- 
fini del Territorio , in vicinanza della Selva Ferrare- 
se lopra la Terra di Crefprno appartenente a quella 
Legazione . 

Gli altri Villaggi con Comunità fono Bellombm , e 
Batriglx . 

XL 



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1 

XI. I L DOGADO. 
Paragrafo " L 

POchc Carte furono delincate di quefta nobiliflìma ed 
intereflante porzione del Dominio Veneto in Italia . 
Una ne fu pubblicata inAmfterdam pretto Covens&Mor- 
tier , in un folo foglio col titolo di Carta del Dogado, 
ma che in effetto comprende tutto il littorale dell'Adria- 
tico., o Golfo di Venezia, dall' Iftria lino al Pò, fenza 
Je neceflarie divffionl de' confini, e fenza inferirvi nem- 
meno tutto il paefe comprefo forto eflb Dogado. Altre 
Carte leparate del Dogado non mi fono note (*); men- 
tre dalla maggior parte de Geografi il Dogado di Ve- 
nezia vien delineato unitamente nelle Carte delle -Pro- 
vincie di Terraferma con cui confina . Ninno però ha 
mai individuati con precisone li fuoi contini , reitriu- 
gendoli altri, altri allargandoli ove non fi (tendono na- 
turalmente. 

§. 2. Al Dogado di Venezia propriamente non com- 
pete il titolo di Provincia . Egli è formato da quel trat- 
to di paefe in cui nacque, crebbe, e fi mantiene la fe- 
de della Repubblica di Venezia, non mai vinto , o fog- 
giogato ua Potenze (ìranicre , non conquiftato dai Ve- 
neziani fopra altre Nazioni , ma trovato da elfi deferto , 
da effi popolato, e confervato come centro del goveruo 
da qualunque invafione di Barbari , o di Potenze nemi- 
che . Quefta Regione prefe il nome dal Doge , che dal 
697 fino al prefente con qualche diverfità non eflenzia- 
le di circoftanze , e di potere fu capo della Repubbli- 
ca Veneziana , I fuoi primi confini furono ricotiofciuti 

fino 

< • ) Neil' Atlante Geografico del Stg. Antonio Zana fi troverà una nuo- 
ra Carta Geografica anche del Dogado , unitamente ad altra Topografica 
dei Contorni della Dominante , ambedue rc&olatt fecondo la rtridica po- 
rzione di ciafeheduna parte., 



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J00 LO STATO VENETO, 

fino ai tempi del Re Longobardo Luttprando , confini ri- 
confermati nella divifione dell'Imperio Occidentale dall' 
Orientale fra Carlo Magno, t Niceforó, e fuflèguente- 
mente nominati anche in un Diploma di Federico I. 
rilafciato ai Vefcovi di Torcetto, cregiftrato dal Lunig^ 
e dal Lcibnizio . Secondo antichiflìme Croniche nazionali 
i confini del Dogado di Venezia recarono fidati un mi- 
glio fempre lontano dal fito o?e giugnevano le acque 
falle del mare, e delle lagune, cominciando da Grado, 
fino a Cavarzere . Attenendoli materialmente a quella* 
notizia converrebbe dire , che i confini del Dogado fof- 
fero flati ne' ftifleguenti fecoli in molte , anzi quafi in 
ogni parte ampliati , ed euefi a maggior lontananza dal- 
le acque falfe ; ma riflettendo ai cambiamenti grandid 
fimi accaduti nelle Lagune Venete , e nello fteflò Ma- 
re , a cagione delle perpetue depofizioni dei fiumi , fi ve- 
de chiaramente , che un buon tratto di littorale delle 
Laguftc ftefle fu convertito in Terraferma : motivo per 
cui i confini dell'odierno Dogado fembrano molto più 
avanzarfi fui continente di quello che ne' tempi ami- 
chinomi della Repubblica fu ftipulato coi Longobardi , e 
cogl' Imperatori . Ciò non ottante io farei d'opinione 
che in varie parti fofTero flati ampliati fulla Terraferma 
contigua i confini ili quefta marittima Regione , nelle 
difeordie inforte fra i Veneti ed i confinanti Padovani , Tie- 
vifani , e Vefcovi 4' Adria : accrefeimento per altro di 
poco rilievo, rifpetto alle intere Provincie, che furono ne' 
tempi fulTcguenti ridotte fotto il Dominio Veneto . Egli 
. è certo però che ne* fecoli più recenti il Dogado di Ve- 
nezia fu non pcco ampliato verfo Mezzodì colle conti- 
nue depofizioni del fiume Po, per cui un buon tratto di 
mare fu convertito in Terraferma , fenomeno che tutta- 
via lenfibilmente fi ofierva . I confini prefenti del Doga- 
do hanno per termine fiffo il Porto di Sdoba , o vo- 
gliam dire la foce del Lifonzo nel Territorio Veneto di 
Monfalcone , fino al Porto di Goro ultima delle Boc- 
che del Pò, ove confina colla Legazione di Ferrara per 
mezzo del ramo detto Po di Goro fino all' altezza della 
Mefola. Secondo le ultime regolazioni i confini del Do- 
gado 



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IL DOGADO* J91 
gado col Ferrarefe, in quella parte, lafciata la direzione 
del Po di Goro, c prefa per piccolo tratto quella di al- 
tro piccolo canale detto Scolo movo dell* J fola d* Ariano a 
linea retta verfo Ponente, fi (tendono fino al Villaggio 
di Brigantina Ferrarefe indi air alveo grande del Po , 
che le refta vicino ì Quefti fono i Tuoi precifi limiti da 
Mezzodì col Ferrarefe . Da Ponente confina col Terri- 
torrio d'Adria, col Polefine di Rovigo, col Padovano, 
e declinando fempre a Tramontana , col Treviiano , e 
col Friuli. I fiumi maggiori che bagnano quella Regio- 
ne fono il Pò , e l'Adige, i più grandi d* Italia :i mino- 
ri ma pure confiderabili anch' efli fono la Brenta , il Bac- 
chinone, il Site, la Piave, la Livenza , il T agitamento ed 
il Lifonzo, 0 Sdoba. 

{. 3. La qualità del terreno non è eguale dappertuto . 
In alcuni fui confitte in terra arcnofa ; in altri il terre- 
rio è graffo anche fovcrchiamente ; ed in qualche parte 
è tuttavia paludofo ed infruttifero. Non vi fono nè bof- 
chi, ne miniere, nè monti; ma folo alcuni grandi muc- 
chi di fabbia ammonticchiata nelle nuove campagne for- 
mate dal Po, e dalle fue alluvioni . Generalmente le 
campagne del Dogado fono fertiliflìme , maifime di gra- 
ni d'ogni qualità, di erbaggi guftofi , e di frutta ; e la 
parte meridionale ancora più della Settentrionale . Ab- 
bonda fopratrutto di pefei fquifiti d' ogni forta , e di 
oftriche ed altri croftacei d' ogni fpecie alTai delicati . 
Quella parte del Dogado , che viene occupata dalle La- 
gune ftendefi per uno fpazio non interrotto di circa 26 
miglia Italiane in lunghezza dalle Porte del Cavallino a 
quelle di Brondolo, variando edeofione in larghezza, fe- 
condo la varia fituazione non mai .però reltringcndofi a 
meno di 4 miglia Italiane. Quefto è il centro impene- 
trabile del Dogado fparfo d'Ifole, di fondi paludofi , di 
canali, di falfi porti, di Villaggi , Terre, e Città . Cin- 
que fono i Porti , che fembrano dare adito a quefle La- 
gune, cioè di Gbioggia, di M.iLimocco , di S. Niccolò di 5. 
ErafmO) e dei Treporti; ma in fatti quello di Malamoc- 
co è il folo, e ben anco pericolofo, per cui una nave di 
qualche portata polla entrare . Avendo però più d' una 

foce 



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TQ1 LO STATO VENETO, 

foce Soggetta a cambiamenti continui non è poflìb ile en- 
trarvi fenza Ja guida de' Nazionali , che ne conofeono a 
pieno il fondo, e le variazioni. Tutte le boche dei por- 
ti lono munite di Forti, e Cartelli con batterie a fiordi 
acqua, ed il Lido di Malamocco è continuamente prefi- 
iiiato da alcune migliaia di Truppa regolata che vi tie- 
ne i fuoi quartieri ordinari. L'intiera fuperficie delle La- 
gune occupa circa 180 miglia quadrate geografiche . Il 
rimanente del Dogado delle Lagune , e Paefe aperto , 
come il rimanente di eflfo nella Terraferma , anzi fenza 
alcuna fortezza ne buona , nè cattiva . Tutto il Dogado 
tanto nella Terraferma quanto nelle Lagune comprende 
1. Città Patriarchaic 3 Veicovili $ fenza Vefcovo , 4 
grofle Terre, e circa jco. Villaggi fra maggiori e mi- 
nori . Tntta la fua popolazione può afeendere a circa 
25000 perfone. 

§. 4. Siccome il Dogado non ha titolo di Provincia , 
cosi non è rapprefentato da alcun Corpo , o Configli^ 
Provinciale , come le Provincie di Terraferma . Non 
concorre alla contribuzione ordinaria delle gravezze im- 
pone alle Provincie fuddite , non è taflato nella ripar- 
tizione del fuffidio; ed i beni porti nel Dogado, e pof- 
leduti dai Veneti fono a molto miglior condizione di 
quelli della Terraferma . I prodotti del Dogado pofTo- 
no portarfi in ogni tempo liberamente alla Dominante 
con tenuiffimi Dazj , ed il maggiore difpendio che ne 
fofTrano i poflfefTori de' terreni fi riduce a campatici , o 
contribuzioni fpeffo neceflarie per coftruire argini , far 
tagli , e riparare le rotte de' fiumi , a cui quafi tutte le 
campagne del Dogado fono foggette. 

Tutto il Dogado è divifo in 9 Diftretti, o Podefta- 
rie governate feparatamente , ed indipendentemente S li- 
na dall' altra da Patrizj Veneti , fenza comprendervi il 
Dilìretto proprio della Dominante Città di Venezia . 
Due fofi di quelli Reggimenti del Dogado fono fubor- 
dinati ad altri Governi confinanti della Terraferma ; e fo- 
no quello di Cavarzere rimeffo in appellazione al Reg- 
gimento di Adria, e quello di Grado, o Grao, fubordi- 
nato recentemente al Proveditore Generale, di Palma > 

j for- 



\ 



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IL DOGADO, JOj 
fortezza di frontiera nel Friuli : regolazioni cagionate 
dalla troppo grande diftanza di que* Reggimenti , per 
cui lì rendeva impedìbile ai poveri T appellare ai Tri- 
bunali della Dominante. 

Il governo interno economico di ciafeheduna Comu- 
nità del Dogado è amminiitrato dai rifpettiri Configli 
delle medelìme . Alle loro entrate però foprantende un 
particolare Magirtrato della Dominante, detto Collegio ma- 
rittimo , o Collegio della Milizia da Mare . Per dare un 
idea più chiara del fiftema interno con cui vien regola- 
to il Dogado , non farà inutile il riferire la prima infti- 
tuzione di quefta Magirtratura Veneziana^ Nel 1545 giu- 
dicò ncceforio la Repubblica di Venezia aver femprc al- 
leftita una poflente armata marittima , pronta ai cafi an- 
che improvvifì . Perciò decretò il Sanato che fi dovette 
tenere pronta continuamente una Flotta di 1 00 galere fottili , 
50. delle quali fi doveifero armare con genti Veneziane , 
c 50 con quelle della Terraferma fuddita . Al pronto 
adempimento del Decreto , fu delegato un nuovo Magi- 
Arato, che fi chiamò il Collegio lopra la Milizia da Ma- 
re, al quale fra le altre infpezioni fu data l' incumbehza 
di fcegliere dalla Plebe della Dominante , e del Dogado 
il numero fufficiente d' uomini da remo per armare le 
50 Galere , che dovevano armarfi con genti Veneziane . 
Sul principio del fecolo XVII. il numero de' galeotti da 
clTere contribuiti dalla Dominante, e dal Dogado fu Af- 
fato a 10000: numero che poi variò nelle circoftanze de* 
tempi, accresciuto che fu il Dominio nella Terraferma , 
e fui Mare. Qiierta importa di uomini ua remo dapprin- 
cipio era pcrfonale , fopra la plebe , cioè fopra le arti 
della Città, e fopra certi corpi laici , detti Fraglie , o Scuole 
delle arti , e de meflieri , alle quali poi fi agt;iunfero , quelle fi> 
cietà d'uomini remiganti per guadagno nella Capitale*, e 
nel Dogado, chiamate in Venezia Traghetti de Bare arno- 
li * Ma coli' andar del tempo per clemenza dei Governo, 
fi convertì una sì fatta importa , in una contribuzione di 
danaro; donde prefe il nome di Tonfa infenftbiie , perchè 
sborfandofi dalli debitori a certi tempi, riefee un aggravio 
leggeriflimo . In quefta forma tutti li Corpi plebei , e le 
Italia . N Comu- 



194 LO STATO VENETO. 

Comunità del Dogado furono in quella parte fottopofte 
al Magiftrato della Milizia da Mare ,' alia cui cafla do- 
vettero contribuire la porzione rifpettiva di danaro per 
reftare fgravati dall' obbligo di fomminiftrare uomini da 
remo. Qiiindi nacque, che nell'anno 1643 a quefto Ma- 
giftrato li delegò dal Senato la revifione delle Carte fo- 
pra le Comunità tutte del Dogado, onde impedire li de- 
biti di tanfa, ed agevolarne la dazione. Da quefto gra- 
do fi paisò al fecondo nel 1694 di dare a quefto Magi- 
flrato fteiTo la piena foprantendenza all'economia di elle 
Comunità ; cola che in parte però rimafe fpettante al 
Magiftrato delti Revifori , e Regolatori delie entrade pub- 
bliche mila Zecca , fino all'anno 1712 , in cui fu total- 
mente devoluta l'economia delle Comunità del Dogado 
al Magiftrato della Milizia da Mare , come tuttavia fi 
ofterva . 

Della ftoria di quefta Regione fi è parlato nell'Intro- 
duzione. I Diftretti compresi nel Dogado fono 

1. La Podcjiaria di Loreo 

Stendrfi nella parte più meridionale del Dogado, c 
confina col Territorio di Adria , c colla Legazione di 
Ferrara . E x il Diftretto maggiore in eftenfione di tutti 
quelli del Dogado, abbracciarlo oltre l'antico Territo- 
rio di Loreo, anche le nuove alluvioni del Pò, con il 4 
Comunità, e circa 12000 abitanti. In quefto Diftretto 
fi fa copiofa pefeadi ftorioni, che fi prendono nelle ac- 
que del Pò, che prefentemente con fette bocche mette foce 
nell'Adriatico. Chiamanfi quefte foci del Po le bocche, 
di Goro , Donzellina , Gnocca , Scoetta , Camello , le Tole , 
e Msiftra ; oltre due altre chiamate CaUr 't , e Levante : rcfiduo 
delle antiche foci del fiume. 

Per la foce di Levante sbocca in mare oggidì il fiu- 
me Tartaro, unitamente a buona porzione dell'Adige che 
vi tramanda le lue acque molto al di (opra nei confini 
della Provincia del Polefine, co'fuoi rami Caftagnaro, 
Malopera, Scortico, ed altri fcoli inferiori, che tutti uni- 
ti al Tartaro portano il nome di Canal Bianco, o Ca- 

ftagna- 



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I L D O G A D O. 105 

ftagnaro, finché giunti fui Diiiretto di Loreo, incori ira- 
no l'antico alveo del Po di Levante, fotto il cui noaie 
feorrono ai Mare per la Bocca di Levante. L'altra poi 
detta Galeri, e formata da un alveo morto, che chiama- 
fi il Po di Tramontana . Un così fatto cambiamento nel 
corfo di quefto gran fiume avvenne Tanno 1609 allor- 
ché dalla Repubblica di Venezia fu fatto il gran taglio 
di Porto Viro, e fu introdotta la piena delle acque in 
una Baja detta già Sacca di Gero, che in breve fu riem- 
piuta di arena dal fiume per modo, che di prefente non 
fe ne fcuoprono che a fatica le veftigia . Per mezzo di 
tale induftria il Diilretto di Loreo fu aflai ampliato 
coli' aggiunta di tutte le campagne nuovamente formate 
dalle alluvioni antiche del Po, fopra le quali nuovi Vil- 
laggi furono flabiliti . Sì notino 

j. Loreo in lat. Lauretwn Venetornm Terra grotta ben 
fabbricata, e popolata da circa 2000 abitanti. E v fituata 
fopra un profondo canale di navigazione , che unifee 1* 
Adige col Po di Levante, o Canal Bianco. Anticamente 
quello che di prefente è Borgo aperto , era Cartello di 
frontiera del Dogado , a cui pretendefi donato dagl' Im- 
peratori nel 902. Fu poco dopo diftrutto dagli Ungberi , 
e rifabbricato pofeia dai Veneziani nel 1089. I 7 * rifiede 
il Podeftà Veneto , e nello fpiritualc con tutto il diftret- 
to è foggetto alla Diocefi di Chioggia . 

2. Mazorno groffo Villaggio a* confini del Ferrarefe , 
fulla fponda fcttentrionalc dd Po. Ha circa 1200 abi- 
tanti. 

3. Taglio di Po, detto anche la Contar ina , Parrocchia 
popolata da più di 2000 abitanti , fituata fra i monticelli 
di labbia binativi dall' antica alluvione del Po . Nelle 
fue vicinanze il Po forma un ifola in mezzo al fuo al- 
veo, ed ivi fu efeguito il famofo taglio detto di Porto 
Viro V anno 1609. 

i. La Podefiaria di Cavarle 

Comprende un Diftretto molto fertile, quantunque non 
tanto eftefo quanto quello di Loreo. Confina da Setten- 

N 2 trio- 



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igó LO STATO VENETO. 

trionc col Padovano, c da Ponente, e Mezzodì col PoJe- 
fine, e Territorio d'Adria. Ha fotro di fé 6 Comunità, 
ed altri piccoli Villaggi, con circa 9000 abitanti. E' ba- 
gnato fpezialmente dall'Adige. Si oflervi 

Cavarzere anticamente Capo d'argine così denominato 
perchè ne' f«coli antichi era fituato falla fine dell'argine 
che fofleneva l'Adige, ed era un altro confine dell'anti- 
co Dogado Veneto. Cavarzere fu nel fecoIoX. Cartello 
diftrutto dagli Unghen , ora è Terra grofliflima , aperta > 
e popolata da circa 6000 abitanti . E N luogo ameniflGmo 
fituato lulle due fponde dell' Adige . La parte fettentrio- 
nale chiamafi S. Giufcppc, e là meridionale Cavarzere. 
Vi fa la fua refidenza il Podeftà Veneto, il quale è fub- 
ordinato in certe cofe al Reggimento di 1 Adria. Nella 
fpirituale è foggetto allaDiocefi di Chioggia. La Terra è 
ricca, ed efercita il traffico col comodo delia navigazio- 
ne fempre aperta pel fiume Adige. 

Fra Cavarzere e Chioggia era fituata la Torre delle 
Bcbbc aflat celebre nella Storia Veneziana, della quale 
ora non fuffifte che un piccolo veftigio , dal quale li ve- 
de ch'era un grotto Torrione; ed ivi c'era pure una Po- 
polazione; trovandoti* negli antichi Trattati nominati i 
Bebienfes . 

3. La Podefìaria di Chioggia. 

Il Diftretto di Chioggia gira in circuito circa 40 mi- 
glia Italiane, e confina da Ponente col Padovano. Si 
ftende parie nella Laguna , e parte nella Terraferma . Il 
terreno coltivato è molto fruttifero foprattutto di erbag- 
, gi , e frutta . Le fue lagune abbondano di pelei e di fel- 
vaggiume , e vi fi fa anche qualche poco di iale . Tutto 
il Diftretto contiene circa 30000 abitanti % 1. Città I. 
Borgo grande, e 6 Villaggi. Vi fi contano 3. Porti, 
cioè quello di FoJJhne, foce dell' Adige , quello di Brondolo y 
foce della Brenta, del Bacchigliene, e della maggior parte 
de' fiumi della Provincia Padovana; e quello di Chioggia 
nel principio dei Lidi delle Lagune . La Diocefi di Chiog- 
gia è afTai più cftefa del Diftretto, e abbraccia le 2 Po- 

detta- 



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IL DOG A DO» 1 97 

deftarie di Cavarzcre , e Loreo , con quella di Malamoc- 
co. Al governo di quella Podeftaria vien mandato dalla 
Repubblica un Patrizio dell'ordine Senatorio, entrando 
quefto, nel numero dei Reggimenti di fpefa. Due rltri 
Patrizj del Configlio Maggiore vengono impiegati in que- 
fto Reggimento , uno col titolo di Caflellano , V altro con 
quello di Saliniere. Il primo ha cuftodia del Cartello che 
difende l'ingreffo del Porto di Chioggia; ed al fecondo 
che un tempo aveva l'infpezione fopra le faline, che 
molto abbondanti fi trovavano nel Diilretto, edora andate 
fono in decadenza, fi è aggiunta la prefidenza lui da- 
zio del vino, contrabbandi, e rifeoflìoni . Si notino 

J. CHIOGGIA, oCbiozza in ht. Clodia, Clugia, e Foffa 
Clodia a cagione d' uu canale, o fofla di navigazione 
che giugneva per le interne Paludi jidriane , e Padufe fi- 
no alla Città di Ravenna : del qual canale ora non con- 
fervafi fe non .un pezzo, che dando comunicazione alle 
Lagune coir Adige , e col Po , ferve «Ha navigazione di 
Lombardia , e perciò chiamafi Canal Lombardo , e cir- 
conda la moderna Città di Chioggia. E' Città Vefcovile 
non tanto piccola , con belle fabbriche , magnifiche 
Chiefe, e circa 20000 abitanti. Vi fi trovano 4. Con- 
venti di Regolari , due de' quali nelle ultime regolazioni 
furono dal Governo fopprellì; un Confcrvatorio di fan- 
ciulle, un Ofpedale per gl'Infermi, e Pellegrini; e 4. 
Luoghi Pii, con un Monte di Pietà. Tutta la Città e 
diviia in 4 Parrocchie, due annefle alla Cattedrale, e z 
ad altre Chiefe fulfidiarie alla medefima . La Città è di 
forma ovale ed affomiglia nella fua cortruzione ad una 
fpina di pefee. La fua lunghezza fi ftende a 480 palli, 
e la fua larghezza a zoo; girando in circuito circa 2 
miglia Italiane . Quefta Città farebbe perfet tameate Ifolata, 
fe non lolle congiunta al lido di Brondolo per mezzo di 
un ponte di pietra di 43 archi affai ftretto, ma lungo 
250 partì. Viene divifa in due parti da un largo e na- 
vigabile canale , detto della Vena , fopra cui fi trovano 9 
ponti; e tra quefti il primo, all' ingreflò della Città ver- 
fo Venezia, è di un arco folo tutto di marno. L'aria 
di Chioggia è falubre quanto ogn' altra del Dogado, eia 

N ì fua 



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1 9 8 LO STATO VENETO. 

{uà (ituazione e affai comoda per il commercio, avendo 
anche una Dogana di tranfito, ed ivi facendo fcala tut- 
te le mercanzie, che per la via di Verona vengono dal- 
la Germania, e dalla Fiandra, e tutte quelle della Lom- 
bardia che feendono per le acque del Po , e dell' Adige . 
Quelli due rami di navigazione fono afl'ai intereffanti 
non folo per la Città di Chioggia, ma molto più per 
la Dominante, e meritano di eflcre deferitti. L'alveo 
del fiume Po che feorre per mezzo a tutta la Lombar- 
dia è navigabile per quali tutto il fuo corfo da Torino 
fino al Mare. In elfo mettono foce altri grolfuTimi fiu- 
mi anch'elfi navigabili per buon tratto, ed in elfo feo- 
lano i grand iflimi Laghi dell'Italia fuperiorc. In quella 
guifa poffono entrare in quello gran fiume per mezzo di 
barche tutte le mercanzie, e prodotti di commercio di 
tutti gli Stati della Lombardia, del Piemonte, del Du- 
cato di Milano, di quelli di Modena, Parma, e Man- 
tova, della Legazione di Ferrara, e delle Provincie Ve- 
nete di la dal Mincio. Giunte le Barche per il Po fino 
ai Confini del Dogado preflo Mazorno, ad un luogo 
detto la VaUina , nella fponda oppofta fettentrionale del 
Po trovafi un canale profondo, e navigabile, machiufo 
con foftegni, o porte, le quali con piccola contribuzione 
vengono aperte; ed entrando le Barche nel fuddetto ca- 
nale, detto la Cavamlla di Po > entrano nel Cali agnaro , 
o Canal bianco . Di la pattano per V alveo fteiTo , che 
dall'antico corfo del Po chiamali tutta via Po di Levan- 
te , fino ad un Villaggio, detto la Retinella fulla fponda 
meridionale del nume, dirimpetto al quale incontrai un 
altro profondo canale detto Canale di Loreo y perchè paf- 
fa per mezzo a quella Terra . Indirizzando quello il fuo 
corfo verfo Settentrione, una volta arrivato a Tornora, 
piegava verfo Levante per unirfi all'Adige, ma oggidì fe- 
guttando la ftefla direzione da Tornora con più breve 
itrada fi unifee al fiume fteflb, per cui le barche feendo- 
no fino ad un altro canale detto \zCavanella d 1 Adige ,o 
Canal di Falle, che le conduce nel porto detto Concadi 
Brondolo; paliate il quale nel lido oppollo Settentriona- 
le fi trovano le porte dette di Brondolo, che dividono 

F ac- 



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IL DOCABO. 199 
l'acque falfe dalle dolci. Quelle porte però non tono 
tanto larghe , che vi pollano palfarc tutte le barche di 
qualunque grandezza fieno; e perciò le più grandi non 
hanno adito nelle Lagune , e fono corrette areftare net 
porto di Brondolo, o efporli al mare per entrare poi 
nelle lagune per mezzo del porto di Malamocco . Soglio- 
no perciò i ludditi Veneti applicati alla navigazione, pri- 
ma di coitruire le loro barche da trasporto , prendere . V 
efatta miiura delle porte di Brondolo , onde poter per 
effe fenza pericolo entrare nel Canal Lombardo , dal 
quale palTano a quello di 'S. Piero, e radendo l'ame- 
no, e deliziofo Lido interiore di Peleftrina, a quello di 
Malamocco, di Povegia, e S. Spirito, per cui s'accorta- 
no alla Dominante, con viaggio comodo, e ficuro. Le 
barche poi che feendopo dal Veronefe, Padovano, cPo- 
lefine tengono diverfe (trade, navigando o l'Adige gran- 
de, o l'Adigetto, o il Gaftagnaro; ma non v'ha final- 
mente chi poffa evitare, per giungere aChioggia, laCa- 
vanella d'Adige, e le porte di Brondolo. Per mezzo di 
quefta felice navigazione fiorifee la Città di Chioggia , 
ed è, dopo la Dominante, la Città principale dei Doga- 
do, in ricchezza, popolazione, grandezza, e bellezza. 
Le fabbriche più ragguardevoli di quefta Città fono la 
Cattedrale, con un campanile ifolato di belliflirna ftrut- 
tura , coperto di piombo . La Chiefa fu fabbricata in 3 
navate fui difegno di Balda Q ars Longhena nel 1613. poi- 
ché l'antica fu confumata da un incendio . La lede 
Vefcovile di Chioggia è l'antica di Malamocco fondata 
nel fecolo VII. da Tricidio Vefcovo di Padova, ivi rifug- 
gito dalla perfecuzione di Rotari circa 1' anno 638 ; e 
trafportata a Chioggia l'anno 1106, fotto il Principato 
del Doge Ordelafo Faliero, dal Vefcovo Arrigo Granca- 
rolo . Il Palazzo Vefcovile è aliai bello , e comodo , poi- 
ché ogni? Vefcovo vi aggiunfe qualche particolare ornamen- 
to. L' altre Chiefe oflervabili lono quelle di S. Caterina di 
Monache Ciftercienfi di antica erezione , di Su Francefco, 
di S. Croce, e di S. Niccolò. Il Palazzo del Rapprelen- 
tante quantunque d'antica fabbrica, è però riguardevole > 
e adorna di belle pitture, e fu rimodernato in più parti* 

N 4 II 



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10O LO STATO VENETO. 

Il Porto di Chioggia è difefo da un forte di figura eia- 
gena, dentro a cui è Irata rinchiufa l'antica Torre chia- 
mata Lupa, che ferve come di maichio alla Rocca ; e ben- 
ché fia in mezzo all'acqua falfa , pure vi fi trova dentro 
un pozzo d'acqua dolce indeficiente. Anticamente Chiog- 
gia era affai più vafta; e dividevafi in due Città , una 
detta Chioggia grande, l'altra Chioggia piccola. La pic- 
cola reftò diftrutta totalmente dopo la guerra di Chiog- 
gia circa Tanno 1380 nella famofa guerra Genovefe ; do- 
po la quale , anche Chioggia grande fu affai riftretta , e ' 
rifabbricata dentro i limiti , che tuttavia conferva . La 
prima fondazione di quefta Città è del tutto incerta ; 
ma fembra verifimile che abbia avuta la fteffa origine 
delle altre Ifole e popolazioni delle Lagune Veneziane , 
crefeiuta poi colle mine della Cutà di Malamocco , anti- 
ca fede del Governo, ora ridotta alla condizione di Ter- 
ra aperta con poco luftro. 

Quanto alla polizia, e governo di quefta Città , oltre 
il Reggimento Veneto , ha un Confjglio maggiore com- 
porto di foli Cittadini originar; Veneti- del Diftretto . 
Da quefto maggior Configlio fi fa reiezione di un mi- 
nore formato di 3. Deputati, e di g.Configlieri , colla 
prefidenza del Podeftà . La diftribuzione e l'elezione dei 
Magifcrati dipende dal Configlio maggiore . Confiftono 
quelli in due Magiflrature i'traa comporta di 3 Giudici , 
detti del Proprio , i quali dopo aver preftato nel Collegio 
de' Sav) di Venezia il giuramento d'oflervare le Leggi , 
giudicano ne' litigi civili di qualunque fomma , e le loro 
fentenze fono devolute ai Tribunali della Dominante, e 
non al Podeftà di Chioggia . L' altra è comporta di 3 
Giujìizieri , che foprantendono ai viveri, pefi, e mifure , 
ed altre pubbliche faccende. Il Configlio minore elegge 
tutti gli altri LJffizj minori, i quali tutti, non meno 
che gli altri eletti dal maggiore, fono fubordinati ad un 
altro Magirtrato detto lo Scrivan Grande . La maggiore 
dignità però è quella del Cancelliere Grande , che fopraru 
tende a tutti i Configli ed alle Magiftrature dalla Città, 
ed è Capo del Collegio de Notai . Quefta dignità vien 
conferita dal Configlio maggiore con regole , e metodo 

di 



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I L D O G A D O. 201 

di ballotazione particolare, e la pcrfona eletta deve ede- 
re confermata dal Governo ; dovendoli anche prefentare 
a! Pien Collegio Veneto, a cui pretta giuramento di ofler- 
vare le Leggi. L'abito, la dignità, e gli onori annetti 
a quella carica fono quali del tutto Cimili a quelli dei 
Gran-Cancelliere della Dominante. 

Gli abitanti di Chioggia li esercitano principalmente 
nel traffico, nella navigazione, nella pefea, nella caccia, 
e nella coltivazione delle vigne . Le donne anch' elle s' 
occupano utilmente nel lavoro di merli . 

2. Udo di Sottomarina , che forma quafi un fobborgo 
di Chioggia con circa 2000 abitanti . Quello Villaggio 
è fiutato fopra un lido che fepara le Lagune dal mare . 
Ivi fi veggono due cofe degne d' offervazione , cioè il 
Tempio della Madonna detta della Navicella : fabbrica 
nobile eretta nel fecolo XVI ; e gli argini nuovi del 
mare detti Murazzi , che la Repubblica con regia fpefa 
vi fece recentemente coftruire a riparo delle Lagune . 
QuehV opera , imitatrice delle più magnifiche , e grandio- 
fe idee Romane, fu incominciata l'annoi 751 dalla par- 
te di quello Lido, e fi va feguitando, pattato il porto, 
agli altri Lidi delle Lagune , avanzando il lavoro ogni 
anno 20 palli . Sono quelli argini cottomi di grolfi mar- 
mi d'Iftria lavorati, e connetti infieme con cemento com- 
pofto di calce, e pozzolana. Dalla parte della Laguna 
hanno una comoda ftrada , e verfo il mare hanno una 
contrafearpa , con frequenti fproni per rompere V impeto 
dell'onde. 

3. Peleflrina, Terra grotta, e popolata da circa 6000 
abitanti fituata fulla punta del Lido di quello nome , 
che guarda il porto di Chioggia . Anticamente fu una 
delle Ifole delle Lagune che avevano Tribuno ; ma fu 
diftrutta nella guerra Francefe dal Re Pipino T anno 807 
Fu poi rifabbricata , e governata da un Gaftaldo Ducale 
marittimo, indi da un Podeftà Veneto . Finalmente Tac- 
cheggiata, e diftrutta un' altra volta daiGenovefi, fufot- 
topofta alla Podeftaria di Chioggia . * 

II Lido di Peleftrina che ora continua fino al Porto 
di Malamocco, ia altri tempi era divifo da un porto 

chia- 



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ft>* LO STATO VENETO, 

chiamato di Pafiene , e formava due Iiole una detta Pe- 
lejlrina, e l'altra Albiola . Quello porto fu poi interrato 
ne* fuffeguenti fecoii , e nel luogo ove ftava fi formò il 
Villaggio detto tuttavia Porto [ecco , foggetto anch' etto 
alla Podeftaria di Chioggia. Nell'altra Itola poi di Al- 
biola ora trovali un groflb Villaggio chiamato S. Pietro 
delia volta\ e ncll'edremita un Forte detto di S, Pietro. 3 
che difende V ingreflo dei porto di Malamocco . 

4. Brondolo luogo antichiflìmo ora diftrutto. Fu abbru- 
ciato Tanno 808 ; indi rifabbricato, ma poi nel 1379 
totalmente diftrutto da' Genovefi . Eravi un famofo Mo- 
naftero di Benedettini, poi di Ciftercienfi , dove altro pivi 
non fi vede che una Chiefa detta S. Michele di Brondolo, 
Avvi un porto di quello nome poco dittante dove s'uni- 
feono a sboccare quafi tutti li fiumi del Vicentino , e Pa- 
dovano, e formano un largo recipiente di poco fondo per 
navi grotte , con una lecca nel mezzo che forma due por- 
ti, e chiamai! la Conca di Brondolo . Le acque di quello 
porto non entrano per nefluna parte nelle Lagune, ctten- 
do foftenute dalle porte di Brondolo . In vicinanza di que- 
llo Porto aveva già la Repubblica ne' pattati fecoli fatto 
coftruire un Forte, che ora è diftrutto, e dalle alluvioni 
de* fiumi coperto di arena. 

Le altre Ville del Diftretto di Chioggia in Terraferma 
fono C abianca , Canal di Valle , e Cavanella d' Adige , luo- 
ghi ameni , e popolati . 

4. La Podejìaria di Malamocco. 

Stendefi fui Lido di quefto nome, e full'lfola di Po- 
vqria vicina, ed ha un anguftitfìmo Diftretto, poiché il 
Lido è benfi alquanto lungo , ma riftrettiflìmo , non al- 
largandofi in nettiin luogo a più di 800 patti . Si notino 
in etto. 

f. Malamocco , in lat. Methamaucum , già Città Capitale, 
fede del Governo, e del Vefcovado , ora trafportato a 
Chioggia ; come abbiamo riferito parlando di quefta Cit- 
tà. Fu fabbricata, o piuttofto aggrandita nel fecoloVII; 
t fatta Sede Ducale nel 742. Fu diftrutu da' Franchi nell' 

S09; 



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IL'DOG ADO, lo? 
809; nel 1 105 dal fuoco; e nel un da un terremoto. 
Ora è una femplice Terra lenza fplendore , governata pe- 
rò da un Patrizio Veneto. Contiene circa 1000 abitanti, 
con 3 Chiefe, e qualche bella abitazione . Malamocco è 
limato quali nella metà del Lido. Il porto detto di Ma- 
lamocco Ita neir cflremità meridionale del Lido mcdefimo, 
ove fi trova un Forte fituato dirimpetto a quello di S. 
Pietro dall'altra parte del porto, per maggior difefa del 
medefimo, e chiamali il Forte della Punta . Neil* altra 
eftremità meridionale del Lido trovafi la Fortezza Vec- 
chia, col Quartiere delle Truppe regolate : uno delli due 
Cartelli che difendono ringreflò del Porto di S. Nicco- 
lò, o di Venezia. 

2. Povegia , o Poveglia , è una piccola Ifola all' im- 
boccatura del canale di S. Spirito , ed ivi fogliono rac- 
conciarli le navi quando ne abbisognano . Gira in circui- 
to 400 palli, ed anticamente era luogo fortificato, con 
circa 800 abitazioni . Si crede che foìte nota ne' iecoli 
antichi fotto H nome di Popilia . Fu diftrutta , e fman- 
tellata d'ordine pubblico in tempo della guerra Genovele , 
c prefentemente non vi fi contano che pochifìimi abitan- 
ti . Vi fi conferva un* immagine di un Crocififlfo alla cui 
venerazione molte perfonc che fono concorfe ottennero 
da Dio Signore c grazie e miracoli . / - 

5. // Diftretto proprio di Venetja . 

E N formato dai 6 Seftieri che compongono la Domi- 
nante , edalleifole, e luoghi fuburbani non fottopofti alla 
giurifdizione di alcun Reggimento. Quelle Ifole fuburba- 
ne fparfe qua, e là per le Lagune vicino ed intorno al- 
la Città di Venezia fono 16, e di tutte brevemente par- 
leremo dappoiché avremo defcritta la Città Capitale . 

1. VENEZIA, in lat. Veneti* > Cittadelle più grandi 
e popolate d'Europa , polla fotto li gr. 45. m. 27. di 
Lar. e gr. 29 m. 59 di Long. Trafle il fuo nome dall' 
antica vaftiffima Regione di Venezia , colle rume della 
quale furono fabbricate tutte i" IioJe delle Lagune , e 
tutte le Città del Dogado, che ora fufiiltono , e quelle 



204 LO STATO VENETO . 

che furono diftrutte dalle guerre, e dai fecoli . La pri- 
ma epoca della fondazione di quella Città meravigliofa fi 
adegna all'anno 421 nelle occafioni accennate neir In- 
troduzione. Le diftruzioni d'Aquileja, Concordia, Oder- 
zo, Aitino , Padova, ed Erte fecero forgere le Città di 
Grado, Coorte, Eraclea, Equilio, Torcello, e fuc Con- 
trade, e Malamocco; e le rovine di quelle tiare contri- 
buirono ad ingrandire V Ifola di Rialto e luoi contorni; 
ove fi fabbricò coli' opera dei fecoli , colle ricchezze , e 
coi materiali delle altre abbandonate Città Venete marit- 
time, quella che perciò chiamoflì delle Venezie, ora Ve- 
nezia . La fede del Governo, che prima fu in Eraclea , 
indi a Malamocco, fu per fempre trafportata in Rialto , 
prima detto Rivo alt 0 , nel principio del fecolo IX. nella 
guerra coi Franchi . Quefta fu la prima radice dell' ag- 
grandimento , e della vera formazione di quefta vafta 
Città, che prefe dopo quell'epoca il nome di Venezia . 
AU'IfoIa di Rialto fu congiunta quella di Cartello, fe- 
de del Vefcovado Olivolenfe , o Cartellano , c le altre 
tre Gemina, Lupao, o Lupriana , (nomi poi deformati, e 
corrotti) e Porfoduro: furono interrate paludi , alzate 
fabbriche nelle Iiolc fangofe circon vincine , e tutte unite 
infieme con ponti di legno, cambiati poi in que' magni- 
fici di pietra, e marmo che ora adornano quefta Città. 
Gli avanzi di Aitino, di Eraclea, di Equilio furono tras- 
portati a Venezia; cominciarono fin d'allora ad eflere 
meno abitati Torcello, Caorle, Grado , e Malamocco ; 
le fteflè fabbriche pubbliche , e perfino le Ch.efe fparfe 
nelle altr' Ifole delle Lagune contribuirono alla condu- 
zione di altre nuove nella Città già divenuta Capitale 
che in tutti i iecoli iufleguenti andò acquiftando terre- 
no, e nuovo fplcndore. 

Tutte le conquirte de' Veneziani nella Dalmazia , nel 
PeIo' r onncfo , nell' Alia , nell' Africa , e nell' Impero Orien- 
tale <£?'*unfero qualche nuovo fregio alla loro Città. Vi 
contribuirono coi loro avanzi Atene , Corinto, Eubea, 
con tuue le deludi ; molto fi trasportò da Coftantino- 
poli dopo la conquida fattane dalla Repubblica unita at 
Francefi , da Salonichio , o Tcffalonica , e per fino da 

Ba- 



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IL DOGADO, 205 
Bmiti, ed altre Città, d.ìlle quali tralTero i Veneziani li 
bei marmi orientali , e le colonne che abbellifcono al 
preferite buona parte delle loro Chiefe , Piazze , e Pa- 
lazzi . Occupa Venezia il centro delle Lagune quali egual- 
mente dittante dai Lidi del Marc, e dalle fpiagge della 
Terraferma , ed occupa lo fpazio di circa 7 miglia Ita- 
liane in circuito . Non ha nè porte nè mura . E* inter- 
secata da una infinità di canali , per cui vi fi entra li- 
beramente da ogni parte di giorno, e di notte. Non ha 
prcfidio, nè fortificazione alcuna internamente; ma pure 
può giudicarfi la fola Città incfpugnabile , o almeno una 
di quelle che mai non furono efpugnate. Il numero de* 
fuoi abitanti ftabili afeende a 150000. fenza compren- 
dervi le Città viciniffime di Murano , c Burano . 
Dicefi che nel fecolo XVI. -rbffe affai maggiore la popo- 
lazione di quefla Città; è però certo che nel 1625 non 
comprendeva più di 145000. perfone . Dopo il Contagio 
1' anno 1630 non aveva la Città di Venezia appena 
100000. abitanti , e nel 1642 ne conteneva già più di 
1 20000. L'anno 1696 la popolazione erafi accrefeiuta 
fino a 133000. perfone , e nel nói fatta l'enumera- 
zione fi ritrovarono in Venezia 149477. abitanti Itabili . 
La Città civilmente è conliderata divifa in 6 parti che 
fi chiamano Seflieri ; ma in quanto al materiale trovafi 
divifa in due fole parti feparate da un largo , e profon- 
do canale, che ferpeggisndo nel centro l'attraverfa , e la 
divide in due Città unite con un folo ponte il più ma- 
gnifico , che fi trovi in Venezia tutta, fatto tutto de 
marmo in un fol arco altiffimo , e fpaziofo in maniera 
che fopra vi fi vede una doppia fila di 12 botteghe per 
lato , le quali formano fui ponte fteflo tre larghe ftra- 
de. Quefto chiama fi il Ponte di Rialto , che prima fu 
di legno, come gli altri tutti della Città, ma nel 1587 
fotto il Principato di Pafquale Cicogna il Governo lo 
fece a fpefe della Repubblica fabbricare colla magnifi- 
cenza che fi ammira in elfo anche oggidì. Il canale fo- 
pra cui è polio chiamafi volgarmente il Canalazzo , per 
e(Tere il maggiore della Città, e quello che alimenta tut- 
ti gii altri più piccoli , che s'internano, ed attraverfano 

le 

• • » 

« 1 



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205 LO STATO VENETO- 

le contrade della Città in molte parti . Siccome però fi 
renderebbe affai incommoda agli abitanti, e inolio più a' 
Forellieri quefta feparazbne della Città , le non fi potette 
pattare qudto gran canale che in un ibi luogo , cosi in 
moltiiìimi altri iìti alle fponde del medefimo , sì trova 
Tempre pronto un numero ftabiiito di barchette coperte, 
dette Gondole col mezzo delle quali , pagando due ioidi 
foli di moneta Veneziana, fi varca il canale, e fi patta 
da una parte all'altra della Città ; e quelli luoghi fittati 
dal Magiftrato competente, chiamaafi Traghetti, Le ftra- 
de di quefta Città, dette in Venezia, Calle a prima villa 
fembrano angufte , ed incomode ai Foreftieri afliiefatti 
alle fpaziofe firade delle Città mediterranee ; ma vi fi 
accomodano facilmente non incontrando in veruna par- 
te , ne Cavalli, nè Carrozze che tengono chi patteggia 
in continue- anguille . Volendofi per altro girare la Cit- 
tà tutta fenza verun diiìurbo fi può facilmente farlo, 
prendendo una Gondola, barca fottile , lunga, leggerif- 
fima con roftro di ferro di forma particolare , coperta , 
con fedili comodittìmi per 3 perfone almeno, e tutta 
pulitamente fornita di panno nero, con la quale in bre- 
ve fpazio di tempo affai più comodamente che in car- 
rozza fi arriva ovunque fi vuole. Vi fono anche, oltre le 
Piazze, altre ftradeda palleggio dette Fondamente , coltiui- 
te fuile fponde dei canali più fpaziofi , e della Laguna 
fletta, ove fi ha comodo di patteggiare fenza anguftia. 
Tutte le firade però fono ben feiciate di macigno , e 
meno fangofe ne' tempi piovofi di qualunque altra Cit- 
tà dell' Europa . 

Fra lelìrade più frequentate, e più degne d'eflere otter- 
vate, una è quella che chiamali la Merceria, che dal Pon- 
te di Rialto conduce alla gran Piazza di S. Marco . Etta 
non è al foli to troppo fpaziofa , ma fiancheggiata per ogni 
lato da continue botteghe di mercanti d'ogni genere. 
In occafione dei fplenni ingretti de 1 Patriarchi , e Pro- 
curatori di S. Marco tutte quefie botteghe vengono dai 
mercanti fletti, con elegante diipofizione , cricca moflra 
delle loro mercanzie;, fornite in modo che rendono uno 
Spettacolo magnifico, e piacevole all'occhio. Quefta mer- 
ceria 



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IL DOGADO. 207 • 

ceria termina con un arco magnifico, che fofient- una 
torre quadrata non molto alta, in cui è collocato un 
antico Orologio di fingolariiììma , e perfetta conduzio- 
ne. Si entra quindi nella gran Piazza di S. Marco, la 
quale prefenta agli occhi il più bel pezzo di Venezia. 
La Piazza è divifa in tre parti. Una dicefi la Piazza dei 
Lioni , da due belliflìmi leoni di marmo rollo ivi collo- 
catici quali furono trafportati dalla Grecia; e retta a 
lini itra fra la Chiefa di S. Bafio, e quella di S. Marco. 
La feconda vicn detta la Piazzetta, 0 Piazza piccola, a 
confronto dell' altra pofta nel mezzo affai più grande , 
chiamata la Piazza di S. Marco . Quetta è di un eften- 
fione grandiflima tutta felciata di macigno, con litte di 
marmo bianco a difegno. Quantunque la fua forma ve* 
ra fia un trapezio, pure all' occhio raflembra un paralel- 
logrammo, e fa una pompola figura a motivo degli or- 
namenti che la circondano . A diritta , e finiftra è fian- 
cheggiata da foutuofe fabbriche d' eguale fimmetria , det- 
te le Procuratie , o fieno Palazzi de' Procuratori di S. 
Marco . Diftinguon fi in Pn curatie vecchie dalla parte 
dell'Orologio , e Procuratie nuove dalla parte oppofta. 
Ha per facciata da una parte la Chiefa Ducale di S. 
Marco , e dall' altra quella di S. Giminiano , che unifee 
le Procuratie nuove colle vecchie. Qucfte Procuratie non 
fono coftruite nè fuiio fteflo modello nè con lo ttefs' or- 
dine d* archittetura . Le Vecchie , ove abitano per lo pi» 
perfone private fono di conduzione antica, ogotica, ma 
belle; c le Nuove vi furono pofleriormente aggiunte fui 
difegno del Sanf vino ; e fono fatte a tre ordini d' Ar- 
chittetura, Dorico, Jonico, e Corintio. E l'une e l'al- 
tre però fono foftenure da portici l ellifTimi, che fervono 
di patteggio ne' tempi eftivi , e piovofi; e fotto vi fi 
trovano continue botteghe da caffè, frequentate da un 
gran concoriò di perfone diftinte, foreftiere e nazionali. 
L' etteriore di quefte fabbriche è tutto di marmo, con 
gran quantità di colonne . Vicino all' cttremità delle Pro* 
curatie nuove fi alza un* altiflìma Torre detta il Campa- 
ràle, mole tanto più mirabile, quanto febbene piantata fo- > 
pra terreno paluftrc , non ottante fu dall' ardito artefice 

innal- 



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208 LO STATO VENETO. 

innalzata all'altezza di 330 piedi, comprefavi la cupola 
tutta di. marmo , ed una fmtfurata ftatua ricoperta di 
f rame rapprefentante un Àngolo alato , e mobile , che 
iempre rivolgefi ad ogni variazione di vento. Quella mo- 
le è tanto grande, ed alta che per molte miglia vedefi 
in mare , e ferve di regola ai Battimenti . Sotto della 
medefima ftanno 12 botteghe di legno, quattro per cia- 
fcuno di tre foli lati di efia ; mentre nel quarto lato che 
guarda la Cincia di S. Marco fu eretta un'altra magni- 
fica fabbrica di marmo di mediocre altezza , detta la 
JLoggetta . La fua architettura fingolare, ed i bei lavori, 
e ttatue di marmo, e mezzi rilievi di bronzo che l'ador- 
nano, la rendono degna d' oflèrvazione . L' interiore con- 
fitte in una piccola la la o camera ornata con pitture 
del Cav. Liberi. Ivi durante il Maggior Configl io fi trat- 
tiene per obbligo uno de' Procuratori di S. Marco, con 
guardia di uomini dell' Arfenalc , ed ivi pure fi fanno 
magiltralmente l' effrazioni del Lotto pubblico, fecondo 
il iiftema praticato in Italia . 

La Chiefa Ducale di S. Marco, Bafilica di coflruz io- 
ne antichifiima , prefenta una facciata mirabile, non per 
la fua architettura, e altezza, ma perla madia de' fuoi 
archi , il pregio delle moltiflìme fue colonne di marmi 
orientali rariflìmi, e per moltiflìmi altri fregi che l'ador- 
nano. Fra quelli fi diftinguono quatro Cavalli fciolti di 
bronzo ricoperti di fonile lamina d'oro , i quali fono 
creduti dal volgo comporti di metallo di Corinto . Ma 
di qualunque materia fi follerò, farebbe fempre quefta infe- 
riore all'arte perfettiflìma con cui furono lavorati . So- 
no elfi una delie fpoglie di Coftantinopoli , fpedite a 
Venezia da Marino Zeno Podeftà Veneziano in quella 
Metropoli, dopo che fu efpugnata dalla Flotta Crociata 
Veneta, e Francefe. Vogliono alcuni che quefti quattro 
cavalli folTero formati in Roma per ornamento di un 
Arco Trionfale che fu eretto a Nerone dopo la Vitto- 
ria ottenuta contra i Parti ; e che da Coftantino Ma* 
gno folfero tolti a Roma Vecchia per trafportarli nella 
Nuova. Il Ducange però coftan temente afferma e prova, 
che l' Imperatore Teodofio li fece trafportare a Coftan- 

tino- 



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4 



IL DOGADO. log 

tinopoli dall' Ifola di Scio, per adornarne V Ippodromo. 
Qiieiìa gran Chiefa è di figura quafi quadrata , ma peli! 
interno è difpofta in modo di croce con molte cupole 
ricoperte efter tormente di piombo . Sembra fabbricata fui 
gufto Greco dei fecoli di mezzo. Il grandiofo difegnodi 
fabbricar quello Tempio fu concepito dal Doge Giufti- 
niano Panecipazio, lotto il cui Principato , mentre vi- 
veva ancora il di lui Padre Angelo , che avealo voluto 
con fc a parte nel Governo, com'era cofhtmc di que' 
tempi , fu portato da Alexandria il Sacro Corpo dell' 
Evangelica S. Marco. Prevenuto però Giurtiniano dalla 
morte, fu data efecuzione alla grande imprefa dal Do- 
ge Giovanni Partecipazio di lui fratello Minore che gli 
fuccedette Y anno 829. nel quale fu incominciata , e 
piantata la Fabbrica nello llcflò luogo in cui alcuni fe- 
coli prima era ftata edificata da Narlete Eunuco, per feio- 
glimcnto d'un fuo voto, una più piccola Chiefa dedica- 
ta a S. Teodoro, il quale anticamente era il Prottetore 
della Repubblica , ed a cui dopo con Decreto fu for- 
tuito S. Marco, come oggidì fuflìfte. 1 

Riufcì nobiliflima quella Fabbrica, mercè l'attenzio- 
ne, e la cura che ne prefe il fuddetto Giovanni ; ma 
retto mife l'amen te diftrutta da un incendio ftrepitofo che 
confumò anche il vecchio Palazzo Ducale V anno 975. 
Il Principe Orfeolo il Santo cominciò a rifabbricare e V 
uno, e l'altro in forma più ampia, e più magnifica di 
prima; ma non fu totalmente perfezionata la Chiefa fe 
non l'anno J070 fotto il Principato di Domenico Con- 
tarmi, e fu poi confecrata l'anno 1084 eflendo Princi- 
pe della Repubblica Domenico Selvo. Interiormente la 
Chiefa è alquanto ofeura ; il pavimento è tutto compo- 
rto di piccoli pezzi di marmi finillìmi d'ogni colore, con 
cui fono efeguiti diverfi vaghi difegni tenuti in molto pregio : 
E x però alquanto ineguale avendo ceduto in molte parti 
il terreno , benché foftenuto da volte , al pefo del nu- 
merofo popolo concorfo a vifitar quefto Tempio per tan- 
ti fecoli. Tutte le fue pitture fono fatte a mufaico, ri- 
ftaurate bensì più volte fecondo il bifogno ; ma fempre 
Italia . O però 



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2IO LO STATO VENETO. 

però full* antico diiegno , con citazione fomigllanté 
perfettamente al gulio antichtflimo , con cui furono la 
prima volta lavorate, fono il Principato del mentovano 
Domenico Seivo. 

Molte cote degne d'attenzione contiene quefto grati 
Tempio* I perfidi, ferpentini, alabaftri Orientali ed altri 
marmi prezioliffimi con cui è incroftato e dentro e fuo- 
ri , e le moire Colonne di quelli marmi raritfìmi fono 
le cole , per così dire , meno pregiabili . Avvi il Teloro 
ricchirTimo di reliquie intigni , e di rarità d' un valore 
ineftimabile. Fra le reliquie lì contano , il vero Sangue 
di N. Signore Gesù Grillo recato da Coitantinopoli :una 
Croce d'oro adorna di gioje contenente un pezzo di le- 
gno della S. Croce , che fu già dell' Imperatrice Irene 
Ducena ; un'altra dello ileflb pregio che fu di Maria 
moglie di Niccforo Botoniata ; uno de' chiodi coi quali 
fu confitro Gesù Crifto : quattro fpine della fua Coro- 
na : una parte della colonna cui fu legato ; parte del 
cranio di S. Giovano! Battola, con mohiilime altre re- 
liquie di SS. Apolìoli, Martiri, e Confeflbri. Si confer- 
vano pur ivi dodici cerone con altrettanti pettorali d' 
oro fìnifììmo, adorni di gioje , e perle d'una grandezza 
(ingoiare 12 Ba-lafci , che oltrepalTano ognuno il pefo 
di oncie 8. donati alla Repubblica da Giovanni Pale- 
ologo Imperatore d'Oriente Tanno 1 3 3 S , un zaffiro di 
10. oncie ; carbonchi affai grofli, topazj, grifoliti, gia- 
cinti, agate, e diafpri di mcravigliofa grandezza : can- 
dcllieri y bacini , e vati d'oro in gran copia- Fra le pie- 
tre preziofe fi difìingue un catino di un folo pezzo di 
Turchina 'con lettere arabiche . Quivi pure confervafi la 
Corona Ducale , che fi mette fui capo ai nuovi Dogi 
nella folenne loro incoronazione ; e quella è fregiata di 
groflìflìme candide perle , e diamanti" grandinimi , fra i 
q*i/ìli rifplendono un rubino, ed un diamante d'ineftima- 
bil valore. 

Il Prelato di qncfta BafiUca porta il titolo di Primi- 
cerio; dignità inftituita fotto i Principi di Venezia An- 
gelo, c Guiftiniano Partecipnzj . Viene eletto dal Do- 



s 



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IL fiÓCAfiÒ. tM 

gé, e decorato dell' infegne, c velli VefcoviH * Precede 
.elfo a 24 Canonici, e 6 Sottocanohici * ed al rimanen- 
te riumerofo Clero * da cui viene uftìziata * Conterifce n 
chierici di quella Bafilicaj e di alcune altre Chiefe del- 
la Città di Jufpadronato de" Dogi , gli Ordini minori ; 
ed a'S^ccrdoti delle medefimc da lui approvati fegna le 
patenti per la Confezione < Unico padrone però eSigno- 
re di quefta Bafilica è il Doge , fenza avere alcuna di- 
pendenza in tutto ciò che concerne l'elezioni delle di. 
gnità di cfTaChicfaj e la Tua interna giilrifdizione< In 
quello Tempio fegùi la famofa riconciliazione fra 1* Im- 
peratore Federico Barbarella* e Alcflandro III- Sommo 
Pontcf.ce Komano* 

Dirimpetto alla facciata di qucfla Bafilica nella gran 
Piazza iii S. Marco fi vedono 3 altiflìme antenne paral- 
lele , piantale lupra nobilillìme ball di bronzo figurate ;c 
ad efle antenne nelle maggiori Solennità fi appendono , 
magnifici ftendardi . Di là dal campanile ftendefi la Piaz- 
zetta fino al Porto, terminata da due althlimc e grolle 
Colonne di granite, tralportate dalla Grecia, ed ivi eret- 
te ad ornamento circa l'anno 1 1 75^ Sopra di una vi è 
Un leone alato di bronzo, flemma della Repubblica , e 
full' altra la flatua di S. Teodoro. E oflcrvabile per al- 
tro che il leone alato tiene nelle branche un libro cimi- 
lo j mentre in tutti gli altri luoghi fi vede col libro 
aperto :.di che avendo fatta ricerca un certo forelticre 
ad Un nazionale' pronto di fpirito, ebbe in rifpoila che 
ciò era fatto ad arte; perchè quando fi aveva a tratta- 
re coti S. Marco in mezzo a quelle colonne i conti era- 
rio fatti : alludendo alle pubbliche cfcCuzioni di giufti- 
21'a contro de' malfattori , alle quali quello (ito appunto 
è desinato < Quella Piazzetta è fiancheggiata anch' efla 
da due magnifiche Fabbriche pubbliche . Dalla parte fini» 
(Ira vedefi il Palazzo Ducale congiunto alla Chicla di 
S. Marco i La fabbrica è;di marmo di corruzione antica, 
cori doppio ordine di portici l'uno fopra l'altro , fofte- 
ttUti da grofle colonne di marmo . Interiormente è af. 
fai più magnifico e contiene un ampio cortile fiancheg- 

O 2 già- 



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212 LO STATO VENETO. 

giato anch' eflò da portici belliiTimi con due pozzi o per 
meglio dire ciiìerne il cui orificio efteriore che s'alza dal 
piano , è di bronzo figurato , con fogliami e figure di 
mano maeftra . Dalla parte della Chicla di S. Marco 
ha una bella facciata ornata di ftatue, ed altri fregi di- 
itimi . L'ala lìniftra c più bella della delira , e vi fi 
flfeende per ima regia icala feoperu , detta la Scala de' 
Giganti a motivo dì due ftatue gigantei'clic di marmo 
fino, l'una rapprefentante Nctunno , e l'altra Marte, ivi 
fatte collocare dalla Repubblica per adornamento, e (im- 
bolo delle fue forze marittime, eterrcftri : opere pregia- 
tiflime del Sanfovino . Entrali per efla in uno fpaziofo 
corridore che gira tutto intorno al Palazzo , ove fono 
ordinatamente difpolli i Tribunali di molti Magiftrati ; 
alcuni de' quali fono collocati anche nelle danze terre- 
ne lotto li portici oppolli . Dal primo corridore per al- 
tra maeliofa fcala fi afeende alle ftanze del Doge alla 
finiftra, ed alla defìra per un altro ramo alla Cancelle- 
ria , ed alle Sale del Collegio e del Senato . Di eccel- 
lenti pitture di Andrea Franco , e di ftucchi nobiliflìmi 
di Aleflandro Vittoria fono ornate le volte di quella 
icala . Oltre le Sale fuddette fono degne d J oflervazione 
le due altre chiamate del Gran Con ligi io , del o Scruti- 
nio , del Configlio di X, e le quattro dette dell'arma- 
mento di quello fteflfo Configlio molto fpaziofe, le quali 
contengono una gran quantità d'armi ben difpoftc , e 
molte altre cofe rare , e pregevoli . 

Dappertutto fi trovano eccellenti pitture de* più cele- 
bri pennelli ben confavate ; e poiché nell* ultimo incen- 
dio del 157S reftarono contornate tutte quelle di Tizia- 
no di Giovanni Bellino e d'altri, furono perciò fatte di- 
pingere di nuovo le prime due fale , e fidiftinfero nella 
grand' opera Jacopo, t Domenico Tintoretti , Paolo Vc- 
ronefe, Marco Vecellio, Pietro Longo, Francefco, e Le- 
andro Baftani, il giovane Palma, il Corona, il Gamba- 
rato , Paolo Fiammingo , Federico Luccari , Giovanni di 
Chere, il Montemezzano , Andrea Vicentino , il Peran- 
da , V Alieni, il Bailini , il Cav. Liberi, il BeJlotti , ed 

il 



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1 L D O C A D O - 21? 
il Lazzarini. Di Tiziano per altro, di Giovanni ,c di Gen- 
tile Fratelli Bellini , e di altri pennelli che fi diftinfero 
nella pittura anche prima di elfi , come Jacobellodel Fiore , 
Donato Veneziano , ed altri , fi confervano nelle fale dello 
fteflb Palazzo diverfc opere molte ammirate dagl' intendenti . 

Fra i Magiftrati maggiori che ivi rifiedono , di cut 
non abbiamo parlato nell' Introduzione trovanti le _Qju- 
rantie ; Confeflì compofti ciafcuno di 40 Patrizj Veneti 
cui indirizzando il difeorfo vien dato il titolo di Confi- 
glio Sereniflìmo . Alcuni di qucfti Configli di 40 fono 
deltinati a giudicare inappellabilmente nelle caufe civili ; 
ed uno a dar fernetta a que' delitti che non fono devo- 
luti al Configiio di X. Perciò diflinguonfi coi nomi di 
Qiiaranria Civile Vecchia , Qiiarantia Civile Nuova , e 
Quarantia Criminale. Il modo di trattare le caufe preflb 
quelli Tribunali è oflervabile. L'ordine d'incominciarle , 
e profeguirle appellando da un Magiftrato all' altro è fru- 
golare , nè alcuno laprebbe condurle fe non per mezzo 
di perfone pratiche del Foro , chiamate in Venezia //»- 
tervenienti di Palazzo che vertono di nero in collare , e 
mantello con parrucca . Quelli fono i direttori di tutte 
Je caufe civili. Vi fono poi gli Avvocati , o fieno Dot- 
tori di Leggi ammetti all' efercizio dell' Avvocatura con 
previo mandato di un Magiftrato competente . Qjefti ve- 
rtono collo fteflb abito de' Patrizj Veneti; e col coniglio 
loro , e con la loro eloquenza vengono foftenute le li- 
ti. Qiiando poi le caufe definitivamente devono deciderli 
dalle Qiiarantie ciafeuna parte comparifee all' ora , e gior- 
no (labili ti davanti a quella Qtiarantia , a cui fpetta il 
giudizio, co'fuoi Intervenienti , ed Avvocati che hanno 
la direzione della caufa . Allora un Avvocato afeefo fo- 
pra un baffo pulpito, detto Bigoncio , comincia ad eiporre 
le ragioni del fuo Cliente , e a perorare in di lui favo- 
re . Dopo di e fio un altro del partito contrario fa lo 
fteflo, indi torna un altro Avvocato collega del primo a 
novamente perorare in rifpofta al fecondo, a cui fuccede 
un quarto Avvocato che con via maggiore forza fmifee 
di trattare la caufa, interrotto tratto tratto da unodelpar- 

O 3 " tito 



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11 + IO STATO VENETO. 

lito avverfario; a cui per airro quegli non bada , conti- 
nuando ad arringare con indicibile fermezza ; cofa che 
veramente è degna ò' ammirazione . Quindi è che ha la 
Città di Veuezia un numero non piccolo di Orato, 
ri, tra* quali non pochi eccellenti , e molto applauditi . 
Finite le quattro arringhe fono licenziati li due partiti , 
infieme con tutti gli uditori, che fempre in gran nume- 
ro vi concorrono ipintt dalla curiofità, e a porte chiufe 
lì raccolgono j voti ne'bofloli , donde cibarti alla pre- 
fera* del Configlio fleflb fi rileva a qual dei due partiti 
la pluralità de'medeiìmi fìa favorevole; ed allora apren- 
dofi le porte ad alta jvoce vien pubblicata la lemcnza, da 
cui, quando fia conforme alla prima già feguita in altro 
Magiftrato, non v'ha pivi appellazione alcuna . Refta fol- 
tanto in libertà degli Avvogadori di Comune l' intromet- 
tere le fentenze ftelTe quando giudicaflero neceflario il 
farlo; il che rariflìme volte fuccede • 

Qiiefti Avvogadori di Comune (formano un Magiftrato 
la cui autorità, e nelle cofe civili, e nelle criminali che 
non appartengono agi' Inqui fuori di Stato , o al Coni- 
glio di X, per cosi di*c, non ha pari; eftendo dalla Re- 
pubblica a loro commeiTo V invigilare fopra Y efecuzione 
delle leggi ftatutarie, e fopra tuttociò che può pregiudi- 
care, o l' autorità, o il ben pubblico, ad imitazione de- 
gli antichi Tribuni della Plebe Romani . Vedono efli 
Avvogacrori velie diftinta, con itola che feco porta coir 
autorità della Repubblica la venerazione univerfale. 

Dall'altra parte della Piazzetta ftendefi una continuazione 
delle Procurane nuove, in cui fi trovano due coleofferva- 
bili. La parte in cui Ita la Zecca è una fabbrica fortif- 
Jima difegnata dal Sanfovino, e tutta compofta di mar- 
mo, mattoni, e ferro, fenza neppure un palmo di legno 
per evitare gl'incendj. Neiringreflò vi fono due grandi 
frante gigantefche , una di Tiziano Afpetti , l'altra di 
Girolamo Campagna. Interiormente avvi un largo corti- 
le con 25 fucine , o botteghe ove fi fondono li metalli , 
e fi coniano le monete a martello . Ivi pure vi fono i 
torchi per contar le medaglie . In mezzo vi lì vede una 

cifter- 



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ILDOOADO. 2I£ 

con orificio elevato di forma ottangolare , c fo- 
pra un Apollo con alcune vergile nella mano. Per due 
icale pofte di rincontro fi afeende al piano fuperiore ove 
danno gli fcrigni, ed i tefori della Repubblica , le caffè 
di rutti iMagiftrati, altre fucine d'oro e tutti i mini- 
ftri pubblici, il Maeftro di Zecca, i Computici, ed al- 
tri ftipendiati dai Maturati che invigilano alla Zecca 
fleffa. 

Vicino alla Zecca fi conferva la pubblica Libreria che 
ha un atrio ridotto in forma di Mufeo , ricco di molte 
tfatue, bulli, tette, baffi rilievi, are, ed infcrizioni Gre- 
che, e Latine , IaTciatc alla Repubblica la maggior par- 
te da Domenico Grimani Cardinale di Santa Chiefa , 
alcune da un altro Grimani Patriarca d' Aquileja, ed maitre 
da un Procuratore di S. Marco Federigo Contarmi . Di 
quefta bella raccolta fu pubblicata la ferie incifa in ra- 
me , ed illuftrata dall' erudito Bibliotecario Pubblico Sig. 
Antonio Zanetti . Un numero confiderabile di libri itam- 
pati, e manulcritti lì cuftodifeono in quefta Libreria, la 
cui fondazione riconofee li iuoi principi da alquanti Co- 
dici, che il celebre Francefco Petrarca ancor vivendo , 
donò alla Repubblica l'anno 1362. 

Venuto poi a Venezia il Cardinale Bcfìarione , e rice- 
vute dai Doge, e dal Senato molte obbliganti dimoffra- 
zioni d'onore, e di ftima , per gratitudine prima di morire 
mandò in dono la fua Libreria alla Repubblica i 1 anno 
1469 , ii valore della quale aicendeva a 30000 Zec- 
chini. Fu poi arricchita di tempo in tempo d'altri volumi, 
e codici dai Procuratori di S. Marco desinati a fopran- 
tendere alla medelìma , e di tutti quelli codici Greci , Italia- 
ni , e Latini pubblicò un doppio Catalogo ragionato il 
iurriferito Signor Zanetti. 

A parte delira della Piazzetta continua un altra fab- 
brica pubblica, feparata da un canale con ponte baffo di 
pietra ed ivi rifìede il Magiftraro della Sanità . A parte 
riniftra f affato un ponte alto fopra un piccolo canale , fi 
trovano le Prigioni: fabbrica folida tutta di inarmo, che 
ha comunicazione col Palazzo Ducale per mezzo di un 

O 4 pon- 



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216 LO STATO VENETO. 

ponte coperto fituato nella parte più alta delle due fab- 
briche. Chiamai! queflo il Ponte de fofpiri ; e ben a ragio- 
ne , perchè ivi partano dalle Prigioni i ioli Rei per cflè- 
tc esaminati , e giudicati . Lungo farebbe il deferivere 
minutamente tutte le pubbliche fabbriche degne d' oflèr- 
v;izione, li fontuofi, e magnifici palazzi de'Patrizj più co- 
spicui , e le bdliflimc Chicle che adornano una Città 
grande, e tutta generalmente ben fabbricata . Ci rcftri- 
gneremo pertanto ad indicare le più oflervabili. 

Nell'cftremità orientale della Città dalla parte della 
Laguna è fituato il grand' Arfcnale , che ha 2 miglia e 
mezzo di circuito, ed è cinto di mura altiflìmecon Tor- 
ri di guardia difpoite in determinata diftanza . Dalla par* 
te di terra ha un magnifico portone adorno di ftatuc , 
e fimboJi, che fu cretto nel 157 j , fecondo Y Infcrizione 
che vi fi legge: 

VICTORIA. NAVALIS 
MONUMENTUM 
MDLXXI. 

Nei due lati fi mirano due fmifurati lioni di mar- 
rao: fpoglia degli avanzi d' Atene, al cui Pireo ferviro- 
no altre volte. Furono di colà trafportati dal Capitan 
Generale, e Principe della Repubblica Francefco Moro- 
fini il Peloponnefiaco nel 1687. Neil' interno c'è un com- 
porto di cofe che formano un tutto mirabile . Ivi fi 
veggono depofiti copiofirtimi d' ogni forta di munizioni 
da guerra, cannoni, e mortai di bronzo di vario cali- 
bro , e di corruzione bcllirtìma . Ve ne fono anche 
di coftruzione bizzarra, ed uno di fette bocche. Ab- 
bondano le palle da cannone, eie bombe; e vi ritrova- 
no grandirtìme fa le piene di armi da fuoco, e da taglio 
elegantemente difpofle , che baderebbero ad armare 60000 
perfone • Vi fi ammirano armature antiche, e lame 
rariffime, fra le quali contafi l'armatura delf fa mofo Gior- 
gio. Cartriotto detto Scanderbecb . I depofiti di canape, 
tele, catrame, corde, gomene, ancore, ed altri attrec- 

ci mi- 



V 



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IL DOGADO. 217 
ci militari da mare, e da terra Iorio immenfi . Ne' 
cantieri lavorano continuamente più di 2000 perfone , 
e vi fi confervano in depofito per Decreto della Repub- 
blica 25 Navi da guerra; ma ve ne fono fcmpre alcune 
di più, fenza contare le Fregate, Sciabecchi, Corvet- 
te , Galere , ed altri legni minori . Le navi fono di 
corruzione fortiflìma , con cartoni per confervar l'acqua 
onde fchivare 1' incomodo delle botti ; ma il modo di 
gettarle all' acqua le danneggia qua fi Tempre alcun po- 
co , non eflendovi fpazio ballante per lafciarle correre a 
loro talento ; onde fono ritenute con violenza a forza 
di gomene; di che ne rifente tutto il corpo della na- 
ve . Anticamente fi gettavano per quanto dkeCi .dalla 
parte della Laguna, ove dovevano certamente avere più 
ipazio, e rifentirne minor danno . 

In un luogo appartato confervafi un gran navilio tut- 
to dorato d' oro finitììmo , con moltiflimi ornamenti di 
Itaruc , fregi , ed intagli .. E 1 fabbricato a due foli pia- 
ni , T inferiore con 16 remi per fianco ; il fuperiore ha 
T afpetto d' un ampia fala coperta d' un tetto ornato 
eneriormente di velluto crernefino trinato d' oro, che 
Aendelì da poppa, a prua, e fotto vi fono quattro or- 
dini di fedili , con fìncitre a lato comodiflìme . Nel 
luogo più eminente delia poppa fi vede il Trono regio 
dei Doge, con più baffi fedili a lato per gli Ambafcia- 
dori delle Corti prcfTo la Repubblica . Annualmente nel- 
la vigilia dell' Afcenfione vien condotto fuori dell' Arfe- 
nalc , ed ancorato nel Porto vicino alla Piazzetta , don- 
di nel giorno ièguente partendoli colf accompagnamen- 
to di Galere, ed infinite barche minori fomminiftra a 
Venezia il più bello d' ogni altro fpettacolo . E 1 ouer- 
vabile, che V Ammiraglio dell' Arfenale, perfona pratica 
del mare, dell' ordine di marina, prima che parta il Do- 
ge col fuo accompagnamento per lo fpolalizio del mare , 
deve alìicurarlo , fopra la lua vita , che non fia per fuc- 
cedere burrafea , ne altro pericolofo infortunio di mare ; 
confuetudine , che quantunque fia conosciuta infufficicnte, 
pure fi conferva collantemente anche al prefente . La 

fo- 



1 



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2lS LO STATO VENETO. 

Joprantendenza a qutfto veramente raro Allenale , come 
li e fcritto ncll' introduzione, è commetta dalla Repub- 
blica ad un Magiftrato di varj Patrizi dell' Ordine Sena- 
torio . Ultimamente è fiata intimità ncll' Arfenale una 
Scuoia di Nautica, e Matematica per educare nella Teo- 
rica molti giovani figli dei principali Artefici ftipesdiati 
dell' Arfeoale, onde tanto più fi rendano perfetti ncll' 
arte di coftruire le Navi . Vi fu desinata parimenti una 
fala, ove fi riporranno tutti i modelli di nuove corru- 
zioni di legni da guerra , macchine, e tutti li nuovi in- 
itrurnenxi inventati dai talenti nazionali . 

Nel centro della Città dalla parte occidentale del Ca- 
nal grande trovafi Rialto, antica fede del Governo ora 
trasportato a S. Marco . Vi rifiedono ancora molti Ma- 
giilrati in pubblici antichi pala»! . Quivi trovafi la Piaz- 
za detta di Rialro, ove fono i portici che V attornia- 
no, Cogliono radunarli i mercanti tutti Veneziani, Te» 
delchi, Greci, Armeni, e d' altre nazioni , per trattare 
dei loro interefli , comprare , vendere , e ftipulare con- 
tratti colla mediazione dei Senfali, che vi concorrono 
immancabilmente . 

L' anima, e Jo fpirito della piazza mercantile di Ve- 
nezia è il Bancogiro , che anticamente fu inftituito da 
perfonc private co' loro fondi , A qucfto pofeia fu de- 
gnata la prefidenza d' un Magiftra to pubblico per cau- 
zione de' mercanti ; ma nel finire del iècolo XVI. , ve- 
dendo il Governo , che alcuni di que' Banchi privati 
erano andati in decadenza con detrimento del commer- 
cio , per iofpcnfioni clic nafeevano nel cambio della 
Piazza , decretò che fofle aperto a pubblico nome del 
Principato medefimoun Banco conia prefidenza de' fuoi 
Patrizj approvati dal Senato . Fu pofto a maggiore co- 
modità de' mercanti nella Piazza di Rialto . In eflb 
ognuno può depoiìrare qualunque fomma di danaro , a 
cui dai Governo vien dato il privilegio di non poter ef- 
iere Icque/trata, nè in alcuna guifa trattenuta . Il da- 
naro depofitato fi può ellrarre da' proprietarj a loro pia- 
cere, ne' giorni che il Banco è aperto, fecondo il co» 

Itu- 



^ 



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IL DOGADO. zig 
ftnme fiatutario , fenza diTpcndio ili forte alcuna . La 
Magifiratura , che prefiede a quello Banco è folìenuta 
da un Patrizio , come fi è detto, che ha il titolo di 
deportano, c dura in carica tre mefi , dopo de* quali fi 
fa il bilancio , fi falda la cada , e fe ne produce il ri- 
fiatato ai Senato . Niuno può ricufare nello Srate di 
ricevere il pagamento de' fuoi crediti in partite di elio 
Banco, nelle fomme che oltrepafTano li jco ducati; ed 
è proibito girar partite a debito del Principato , fenza 
Decreto precifo del Senato . Il continuo giro di credi- 
li , e partite che fi fanno dai mercanti in quello Banco, 
gli fecero acquetare il nome di Bancogiro , ElTendo poi 
principale oggetto di quello Banco il promuovere il pub- 
blico, e privato interelTe, vi fi fece perciò tale adegua- 
mento, che non foJo i privati potettero avere il danaro 
occorrente alla giornata; ma femprechè il Senato volef- 
fe procedere all' eftinzioue di elio Banco , follerò pror> 
ti ti Capitali bailcvoli , per ialdarc tutte le partite . 
Ad oggetto di commercio fono ammeiTi in Venezia , 
ed albergati in pubblici alloggi fparfi in diverfe parti 
della Città, i Tedefchi, Turchi, Ebrei, Greci, ed Ar- 
meni . L* abitazione dei Tedefchi è una bella Fabbrica 
fulla riva oppofia del Canal- Grande dirimpetto a Rialto, 
a cui foprantendono in materia di tralììco , e dazj tre 
Nobili detti Vi [domini . Il Palazzo chiamali Fontico de* 
Tedefchi , e fu donato dal Governo alla nazione Ale- 
manna fino dai tempi del gran commercio de' Venezia- 
ni prima della {coperta del Capo di Buona Speranza . 
Arfe però nel fccolo XVI. , ma fu rifabbricato folto 
jl Principato di Lionardo Loredano ancor più ampio , 
e più belio di prima . Il Fontico de' Turchi al prefen- 
te non ha niente di oflervabile, attefo la poca cura di 
quella nazione per mantenerlo in buono fiato , e miglio- 
rarlo . Il fito ove abitano di Ebrei chiamali il Ghetto 

ìj 

divlto in tre parti ^ nuovo, vecchio, e novi/fimo. Ivi abi- 
tano tutti gli Ebrei indiftintamente al numero di circa 
2000 , ed hanno diverfe Sinagoghe , fecondo le diverfe 
nazioni che fi ftabiliròno in Venezia . Il luogo c am- 
pio, 



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220 LO STATO VENETO. 

pio, ma fabbricato irregolarmente, con una vada piazza 
nel mezzo . Ai Greci, ed Armeni non è aflègnato nsf. 
fun pubblico alloggio, e poflbno, come anche i Tcdeichi 
abitare in ogni parte della Città a loro talento . Ma per 
quanto fpetta V efercizio della Religione , i Greci non 
folo hanno una loro Chiefa particolare affai bella, ma 
anche un Collegio per educazione della Gioventù dAla 
loro nazione . Per Bolle de' Pontefici , e condiicenden- 
za del Governo la loro Chiefa è indipendente dall' auto- 
rità ordinaria ecclefiaftica del Patriarca di Venezia ; ma 
per altro devono effi Greci profetare pubblicamente la 
comunione Cattolica , confcrvando però il rito della loro 
Chiefa Greca . Gli Armeni pure hanno la loro Chiefa, 

Quantunque effendo Cattolici , non hanno difficoltà di 
requentare le altre Chiefe delia Città . Evvi pure un 
Monaftero di Mònaci Armeni in un Ifola fuburbana , 
come più fotto offerveremo. 

Fra le altre Fabbriche tanto facre quanto fecolarf, c 
private è degna d' effere vifitata la Chiefa della Salute 
eretta dalla Repubblica per voto in occafione dell' ulti- 
mo contagio . Ella è fituata nella parte occidentale 
della Città in un Ifola detta delle Zattere, full a cut 
punta che guarda il Porto interno di Venezia (la la Do- 
gana di Mare: altro Ediflzio pubblico, e fontuofo tutto 
di marmo . La Chiefa degli Scalzi merita d' effere di- 
ligentemente offervata attefo la fua belliffima bruttura, 
e gli ornamenti di finiffimi marmi . La Patriarcale di 
Cartello è una delle più valle , e belle delia Città . E' 
quefta ufficiata da numerofo Clero con dodici Canonici , 
lei fottocanonici , e alquanti Accoliti, oltre le tre digni- 
tà di Arcidiacono, Primicerio, ed Arciprete, e dodici 
Piovani delia Città, che hanno la dignità, il titolo c 
le infegne Canonicali, ed intervengono alle folenni fun- 
zioni della Cattedrale. Vi fi conlervano in una magni- 
fica Urna le fagre Offa di S. Lorenzo Giuftiniano, pri- 
mo Patriarca di quefta Cattedrale, che furono ivi col- 
locate T anno 1649. , e vengono annualmente vifitate 
dal Doge , c dalla §crenillima Signoria . La Chiefa 

eh' era 



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IL DOCADO. 221 

eh' era degli foppreflì Gcfuiti è magnifica, ed ha una 
belliffìma facciata, ma non ha piazza badante . Anche 
la Cafa di que' Religiofi annefla alla Chiefa dalla parte 
del Canale è affai bella. Quefta ora è (lata dal Gover- 
no convertita in Collegio ove s' iniegnano le Scienze per 
ammaeftramento di quella gioventù, che non ha il co- 
modo di pattare a tìudiare neh" Univerfità di Padova . 
La Chiefa de' PP. Domenicani Oflervanti detta de' Ge- 
fuati è degna d' e(Tere collocata fra le più ben fabbrica- 
te . Quella di S. Salvadore di Canonici Regolari è ma- 
gnifica fabbrica del Sanfovino . Quelle pur di S. Zac- 
cheria e di S. Lorenzo , infigni monafterj di nob ili Mo- 
nache, fono fabbriche grandiofe, e Angolari . 

I Palagi di Cafe Patrizie più magnifici , e veramente 
principefehi fon fitunti la maggior parte lungo il Canal- 
Grande. Vi fi diftinguono fra gli altri quelli delle Fa- 
miglie Pefaro , de' Comari dalla C a Grande , Comari di 
Calle della Regina , Graffi , Rezzonico , Gr intani , ed altri 
molti . Anche lontano da qucfto Canale fi trovano per 
ogni dove fontuofi palagi di Patrizi , fra* quali è of- 
fervabile quello della nobiliffìma Cafa Pifani di S. Ste - 
fano . , 

Un* altra forta di Fabbriche pubbliche, che meritano 
1* attenzione de* Foreftferi fono quelle , che chiaman fi in 
Venezia le Scuole Granii: Edifizj affai valli con belliffì- 
me facciate di marmo di varie ftrutture . Ma molto 
più meritano artenzione le infigni Reliquie che ne* loro 
Santuari fi confervano, e le belle pitture, e quadri ec- 
cellenti che nelle loro Sale interne fi ammirano . Que- 
lle Scuole Grandi fono fei , cioè di Santa Maria della 
Carità, di S. Giovanni Evangelica, della Mifericordia , 
di S. Marco Evangelica, di S. Rocco, e di S. Teodoro . 
La Scuola Grande di Santa Maria della Carità è tra 
Je fei Confraternite maggiori la più antica . La fua ih- 
itituzione fu V anno 1260. Non pofTono eflcre ammeflì 
nel numero de' fuoi Confratelli Capitolari fe non que* 
Cittadini , a* quali convenga la Toga . Ha confiderabi- 
li rendite, che s 1 impiegano, come dalle altre cinque, in 

Ope- 



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122 LÓ STATO VtNETÓ. 

Opero di Pietà; e rifplcnde in erta il decor.T, e la nià- 
gniheenza in ogni cofa < Granaiole e nobili fono le 
fabbriche, die fervono non meno alle iacre Funzioni t 
che alle frequenti adunanze o di tutto ii corpo , o di 
parte di erto per le neceflarie conferenze indinne ai rct- 
to fuo Governo; e quantunque non abbiano il pregio 
della più perfetta architettura, eflendo (late erette prima 
della metà del quattordicefimo fecolo, in cui non era" 
ancora dalla fua decadenza rialzato il buon guflo, fona 
però finte ridotte ultimamente a quello (lato di nobile 
decenza , di cui non può delklerarfi ii maggiore < La 
fua facciata è una delie più riputate opere del Malfari t 
Le fcale, ed il pavimento fono di eccellente difegno del 
Maccamzzi . Abbonda d* intagli all'ai vaghi ; ed è or- 
nata di bellirtìmc pitture antiche e moderne . Tra le 
prime fe ne contano aleune di Jacobello del Fiore, di 
Giovanni Belino, del Cordella, di Tiziano 5 e tra le 
feconde 11 ammira un quadro (ingoiarmene del celebri 
Cignaroli , che rapprefenta la morte di Rachele . Il 
Cardinal BeiTarionc , che volle effere aferitto nel numera 
de' Confratelli , fu di erta benemerito aliai per le infigni 
Reliquie che le ha donate, tra le quali fi venera un 
pezzo ben grande della fiera Porpora di Nollro Signo re, 
ed un antica Tavola Greca poifeduta un tempo da Ire- 
ne, che fu poi moglie dell' Imperatore Matteo CaUtecu- 
2eno é E ornata d' oro * tli perle, c d' altre gemme 
preziofe; ma più ricca aliai per due groffii pezzi dei Le- 
gno della fanta Croce* e due altri della Vette hiconfu- 
tile di Gesù Grillo * V anno furteguente alla intljtuzkV 
ne delia Scuola della Carità fu formata T altra di S. 
Giovanni Evangeltlla - La fabbrica di erta fu qua fi in- 
tieramente rifatta a giorni noflri con Una magnifica fa- 
la . Si conferva in erta tra le altre infigni Reliquie una 
preziufa porzione della S. Croce , donatale da Filippo Marteri 
. ' Cavaliere * e gran Cancelliere di Cipro. Le altre quattro 
fono (late fucceffiva niente di tempo in rem po inftituite ne* 
fecoli furteguenti ,\ e tutte hanno grandiofe fabbriche . Tra 
quelle però fi dillingue quella di S. Rocco, edifizio affai 

rtiae- 



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Il D O G A t> 0 . ±%$ 

maeftofo ; ed è opera di Santo figliuolo del celebre Giu- 
lio Lombardo, con la cui adìilcnza riuièì una delle più 
nobili opere d' Architettura. Neil' interno poi è ornata 
di pitture eccellenti, la maggior parte del Tintoretta- 
La vicina Chiefa pure dedicata allo fteflb Santo è fpct- 
tante alla mcdefima Scuola; e la fua facciata recente- 
mente eretta è un tclìimonio del buon gufto de' noftri 
moderni Architetti * 

Ciò che rende ai Fcrcftieri più grato il foggtorna in 
Venezia, oltre la libertà del trattare, ed il genio fociale 
de' nazionali fono i continui , e belliiFimi divertimenti , 
che continuamente vi fi poflono godere, lì Carnovale che 
incomincia il giorno di S. Stefano , e dura fino al dì del- 
le Ceneri, è il tempo desinato al paflatempo . Allora t 
Veneziani che fono molto inclinati alla maichcra , Con- 
corrono in folla ai Teatri, de'quali, 7 fe ne contano in 
Venezia. Quello di S. Benedetto è oggidì confiderai il 
più nobile, ed ivi fi rapprefencano le Opere ferie in nut- 
rica. In quello di S. Moisè, e di S. Samuele fi fogliono 
rapprefentare le Opere unificali bufionefche , e negli altri 
quattro le commedie Italiane . Oltre* il Carnovale è lecito 
andare in mafehera in alcune altre cccafioni, fpezialmente 
ite! tempo che dura la fiera detta della Senfi* , o Afcen- 
fìone . Quella Fiera è molto vaga per la bella difpofizjo- 
rtc delle lue botteghe. EH' è però più di gala che di com- 
mercio; poiché vi fi fa mohVa di cofe preziofe , argen- 
terie i gioje, e drapperie , e d'altre belle manifatture d' 
ogni genere d J art;l!i, che traggono la curiofità, e l'am- 
mirazione delle perfone. Talvolta fi gode un altro diver- 
timento affai dilettevole, e ringoiare, che dir fi potrebbe 
1.1 Naumachia, ma i Veneziani lo chiamano la Regatta. 
Confitte quella in un corlo di piccole , e leggeriflime bar- 
chette, ad uno, o a due remi , che fi fa per tutta la 
lunghezza del Canal-Grande , e va a terminare ad una 
meta, chiamata la Macchina « Le prime quattro che arri- 
vano alla meta vengono gradatamente premiate , la pri- 
ma più della feconda, e quella più «iella terza, e la quar- 
ta meno di tutte. Il concedo d' un popolo infinito alle 

fine- 



1 



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224 LO STATO VENETO . 

fìneftre, ed alle rive, il numero indicibile di altre picco- 
le barche, e gondole che accompagnano , gli atleti ma- 
rittimi , e fiancheggiano il canale , rendono lo fpcttaco- 
lo verameute grandiofo, e dilettevole. 

Quanto alla qualità , c condizione degli Abitanti na- 
zionali Veneziani fi diflinguono quattro Clafli di fami- 
glie, cioè Patrizie che hanno ingreflo al Maggior Confi- 
glio, ed ingerenza nel Governo : Cittadine originarie le 
quali fono impiegate nel miniftero , e nella fegreteria di 
tutti i Magiftrati della Repubblica , ed anche in amba- 
feiate, o come fegretarj a arabafetata , ovvero pretto al- 
alcune Corti in qualità di Refluenti ed Inviati. La terza 
clafle è quella de' Cittadini aggregati , alla quale fono 
aferitti rutti li Cittadini originar) delle Provincie di Ter- 
raferma, e dello Stato da Mare, e quefti poflòno eferci- 
tare tutti gli altri minori pubblici uffizj che richieggono 
per requifito indifpenfabile la Cittadinanza Veneta . L' 
ultima clafle, e la più numerofa è quella degli abitanti 
fenza titolo di cittadinanza , nel qual numero fono com- 
prefe tutti gli Artifti , ed anche i Mercanti . Tutti perà 
poflòno applicarfi al commercio, eccettuati li foli Patri- 
zi, a cui refta aflòlutamenre inibito. 

Il Clero di Venezia è divifo anch' eflo in due Clafli . 
La prima è quella del Clero che di rem Sinodale , ed è 
formato dai Parrochi , e dai Benefiziati delle 72 Par- 
rocchiali Chiefe della Città , e della Diocefi , la mag- 
gior parte delle quali fon Collegiate, i quali hanno dirit- 
to d* intervenire al Sinodo Diocefano , quando viene dal 
Patriarca convocato . Chiamafi V altra il Clero delle Con- 
gregazioni , che fono nove, ciafeuna delle qnali è forma- 
ta di un numero determinato di Sacerdoti fecolari , a* 
quali uno prefiede col titolo di Arciprete in ciafeuna ; e 
nelle pubbliche facre funzioni comparifeono tutti con (lo- 
ia di colore diverto , fecondochè fu dapprincipio fcelto da 
ciafeuna Congregazione . Da alcuni membri di quelli no- 
ve corpi viene formato il Collegio del Clero , compollo 
di tutti i nove Arcipreti , dei nove Maflai , e de' Sindici 
maggiori, e minori , al quale fpetta l' amminiftrazionc 

e la 



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IL DOGADO. 225 
e h diftribuzione delle rendite di queAo Clero , e la de- 
cifione di alcune controverfie di EcclefiaAico diritto. La 
Prelidenza di quello Collegio è formata da tre Arcipre- 
ti , e da tre Sindici Maggiori . Ogni perfona ecclefiaAica 
però, fu di qualunque ci a (Te, di Famiglie anche Patrizie, 
refta totalmente efclufa da qualfivoglia influenza nel go- 
verno fecolare . 

Il Patriarca di Venezia viene eletto dal Senato , e ri- 
conofeiuto dal Sommo Pontefice. I Vefcovi fuffraganei 
al Patriarca di Venezia fono quelli di Cbioggi'a , Tor- 
cetto, e Caorlc ; ma egli e anche Primate della Dal- 
mazia. I Parochi poi di Venezia fono eletti dai padroni 
de' Beni Aabili eretti nelle rifpettive Parrocchie . I 
Conventi de* Regolari che hi tutta la [Città fono 22 , 
oltre la fubordinazionc competente all' Ordinario , fo- 
no lbttopofti per le cofe d' economia , e polizia interna , 
ed cAcrna , ad un MagiArato fecolare detto il Magi- 
Arato Sopra Monajìerjì come pure li Monafterj delle Mo- 
nache, che in numero di 31. ftiffiftono in quella Cit- 
tà . Sonovi anche 4 Ofpedali ;maggiori deftinati a di- 
verfe opere di pietà , cioè a raccogliere li bambini efpo- 
Ai, ad alimentare orfani di padre, e madre, vecchi 
mendici, ammalati incurabili , ed altri; ed anche fanciulle- 
orfane, parte delle quali fono impiegate a lavorare, e par- 
te , ammaendate nel canto, e iuono, lìefercirano fpeflb 
nelle rifpettive loro Chiefe a cantare nel coro, e danno 
alla Città un facro divertimento, chiamato in Venezia 
gli Oratorj. Gareggiano in ciò tutti quattro gli Ofpedali, 
e grandinio è femprc il concorfo de' Nazionali , e de' Forc - 
^eri alle loro Chiefe quando fi fanno queAi facri Oratorj. 

Quanto al Porto, cherefta dirimpetto alla Città dalla 
parte del Mezzodì, egli è molto ampio, cilcuro. Non 
molti fono i baAimcnti che ivi fi vedono, e fembrano 
anche meno per la grand' eAenfione del Porto AelTo. Per 
altro non tutti fi avvicinano a Venezia , ma molti re- 
Aano ancorati afl&idi lontano, onde appena apparirono . 

Dello Aato attuale del commerzio Veneziano fi è fat- 
ta parola anche nell'Introduzione. Per quello poi che 
riguarda la Città, eficndoqueAa fituata in mezzo alle La- 
It iita . P gunc 



226 LO STATO VENETO. 

Sirie è neceflario che tutto vi venga portato <T altronde * 
alla Dalmazia, c dai Levante le vengono gli ogli, le 
uve pafle , il cotone, e il catrame. L'Iftria vi manda 
iquifite uve , mofeati , e legne da bruciare * La Ter- 
raferma vi fpedifee le fue fete, lane, ferro, accia jo, ra- 
me, vitriolo, legni da fabbrica, vini, grano, canape, li- 
no, carta, rifo, anche manifatture di panni . IlDogado 
fomminiftra erbaggi , pollame , e frutta , ma non abbaflanza f 
e pefee in abbondanza. Dalle Provincie foreftiere ritrae 
Venezia , cera , mele , zucchero , lana , piombo , (lagno , 
argento, ed oro filato, caffè, fpezierie , tele , vallonia , ft> 
da, buoi da macello, vitelli, formaggio, ed altre cofe 
neceflarie al mantenimento della vita . Irr Venezia fi 
fabbricano colle fete , manifatture bellifiìme, e broccati 
d'oro affai (limati: colle lane, panni d'ogni qualità , e 
fcarlatti : gli ogli , e la foda fono convertiti in (apone 
finiflimo, e pregiato fopra ogni altro. Lo zucchero vicn 
raffinato in una maniera fingolare . La cera vi fi depu- 
ra , e rendefi candida fimilmente con tal perfezione, che 
inutilmente viene imitata dagli efteri. I legni fono im* 
piegati nella coftruzione de' battimenti mercantili; ed ol- 
tre di ciò vi fono tante altre forgenti di ricchezze in mol- 
te Fabbriche di altra qualità , di tartaro , porcellana, fpec- 
chi, criftalli , e vetro. La (lamperia reca egualmente 
utile coufidcrabile alla Città , ed il commercio de* libri che 
ivi fi fa, quantunque forfè in altri tempi fotte maggiore, 
pure anche di prefente fi foftiene in vigore, mediante la 
diligenza di alcuni Librai, e Stampatori, che giunfero ai di 
noftri ad eguagliare colla nitidezza della carta , pulitezza 
de' caratteri , e cogli adornamenti di bellittìmi intagli in ra- 
me , l J Edizioni più magnifiche d'altri paefi. Le arti si li- 
berali come meccaniche fiorifeono in quefta Città , quanto 
in qualunque altra. I Pittori più di tutti fempre vi fi 
diftinfero : gl'Intagliatori in rame, Architetti, Sculto- 
ri, ed altri più inferiori artefici abbondano in Venezia* 
In una Città, in cui niente fomminiflranole fue cam- 
pagne, abbondano i viveri ciò non ottante; e quantun- 
que a proporzione della Terraferma , fieno più cari , 
pure in ogni tempo , ed in ogni ora trovafi qualunque 

cofa 



> 



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IL DOGADO, ltf 

cofa; ne vi fu mai cfcmpio che quefta gran Metropoli 
fcarfeggiaffè , e foffrifle urgente careftia di pane * vino, 
carne , ed altre cofe bifognevoli alla fufliftenza , mercè 
l& fomma vigilanza del Governo per mantenere femprc 
provveduti li Fornici pùbblici , e tenere apertele rtrade per 
cuiqucfte cofe néceflarie giungono alla Dominante. 

I nomi delle mifure, con cui ii vendono e comprano 
dai mercanti * le derrate in Venezia, fono differenti per lo 
più dà quelli delle altre Popolazioni d'Italia. Di molti 
abbiamo parlato già nell' Introduzione , ora noteremo 
il rimanènte. L' oglio fi vende a migliaja, miri, e lib- 
bre. Il rriigliajo è di mira 46 da libbre 25 per cialche- 
duno a mifura, e di libbre 30 oncie 3 a péfo groflb. 
Del vino fi tratta ad anfore , bigonci , martelli j fecchi, e lib- 
bre; Libbre 4 da rriiftira fanno dnfecchio, 7 fecchi un ma- 
rtello , 1 martelli un bigoncio, 4 bigonci uh anfora. 11 
grano va a ftaja , quarte j e quarteruoli. Quattro quar- 
teruoli fanno una quarta , e 4 quarte uno italo . (*) La 
Carta dà fcrivere fi vende dai mercanti a balle , rifme * 
fe quinterni. Foglj 25 fanno I quinterno, io quinterni 
ima rifmà, e iò rifme una balla: 

a. La Zuecca, o Giuiecca Ifola bislunga tagliata- per 
mezzo da varj canali, ftendefi per lungo a Mezzodì del- 
la Città di Venezia, e quafi gareggiando con la lun- 
ghezza di quefta, cammina dirittamente ad erta paralle- 
la ( incurvando*! però alquanto nel mezzo )da Occidente 
a Levante, C termina vicino all' Ifola diS. Giorgio mag- 
giore; formando così un cimale affai più grande del Cd* 
fia lazzo, e che chi ama fi Canale della Z ne ce a . Vi fono due 
rnonarterj di Regolari, quattro di Monache, ed un con- 
ferva torio dì Vergini, detto le Zitelle , che fiefercitanonel 
lavorodi merli fmiffimi affai ricercati eftimati dappertutto. 
Vengono formati cori l'ago, t fi chiama quefto lavoro 
Pmto di Venezia . Comprende queir/ Ifola una fola Par- 
rocchia affai popolata ; c la Chiefa Parrocchiale è pur 
Collegiata, còme le altre della Città, nel cui numero è 
comprefa. La Fabbrica più ofler£bile in queft' Ifola èjil 

Tem- 

O In fine dj qudto Tomo fi daranno due Tavo.e de* Peli , e Mifure . 



\ 



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tlfr LO SfATO VENETO. 

Tempio , detto del Redentore , uffiziato da Cappuccini .eretto 
pervotodalla Repubblica nell' occaftone deUa Pefte ficrifli- 
ftia del 1J7<5- Q« e » 0 Tempio, che ha una nobiliflima c 
-randiofa facciata di marmo ornata di ftatue , fu Ar- 
chitettato dal Palladio . Si ammirano in elfo molte eccel- 
lenti pitture del Palma, del Baflàno , del J intoretto , 
di Paolo Veronefe , e di Giovanni Bellino. 

Vuolfi che a queft' Ifola derivato fu il nome da' Giu- 
dei che un tempo ivi abitaflero: il che però viene dai 
più negato. Comunque fia, egli è certo che m' più ri- 
boti tempi fu detta SpintLonga, attefo appunto la fu» 
bislunga figura ; quantunque prima del quattordicefimo 
fecoto non fi fteodefie tanto in largherà . Imperciocché; 
quel tratto dell' Ifola che guarda la Laguna , fino al 
principio del fecolo già detto, era tutto paludofo; e mia- 
mente l'anno 1318. fu dal Governo divifo in porzioni, 
e conceduto a diverfi Cittadini , a condizione che a loro 
oroprie fpefe ne alzaflero, e fodaflero «terreno, evifab- 
bricafl-erocafe , e magazzini, deftinati fingolarmente Rac- 
conciar le pelli de'buoi: il che anche oggidì fi fa in queft Ifola. 

Abbonda clfa di orti, e di vigne affai eftefe, in cui, 
oltrecchc fi coltivano ed erbaggi in gran quantità ,. e frutta 
d'oeni genere, che vengono di giorno in giorno portati 
alla Citta , trovano ancora i Veneziani la State un deh- 
,infn oaffeseio, ed un ameno divertimento. , 

l 1. Gilgio Maggiore , Ifola collocata nella fletta li- 
nea con la precedente, da cui refta div.fa per mezzo d. 
uno «retto canale. Anticamere conteneva una. vigna, 
ù" bofchetto, ed unaChiefa fabbricata dalla Patrizia Fa- 
miglia Badoaro , dedicata a S. Giorgio, la quale dalla 
Famiglia medefima fu foggettata alla Ducale^» S. Mar- 
co Qualche tempo dopo dal Doge Tribuno Memmo fu 
donatila Chiefa , e l' Ifola l'anno 9 8z. a Giovanni Morofim 
Monaco Benedettino, e compagno del S. Doge Orfeo o di 
Udfuocero, e per opera d, erto fu eretto in queft Ifola 
-«nio Moniftero, a cui concorfero moltiflimi anche 
S^lKS^profeffare la Regola di S.Benedetto . 
Coli', andar del tempo fi penso poi ad ergere un nuovo Tem- 
pio, e già l' anno 1J64- furono gettati 1 primi fondamenti di 



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9 



IL D O O A D 0 . 220 
quello che oggidì fi vede, la cui magnifica fabbrica fat- 
ta fopra il difegno del Palladio, fu efeguit» nello fpazio 
di cinquanta anni. La fua facciata è ornata di (lame 
{colpite da Giambattifta Albanefi . L' Aitar maggiore ha 
quattro ila tue di bronzo del Campagna, di cui è pur ope- 
ra la (tatua di Maria Vergine , che vedefi alzata fopra 
l'altare ad efla dedicato . Gì' intagli del Coro rapprefèn- 
tanti la vita di S. Benedetto fon opera fingolarittìma di 
Alberto de Brulé . I due BalTani y il Tintorctto , il Ric- 
ci, il Pontoni fi diftinfero nelle Pitture» Infigni e pre- 
ziofe reliquie fi confcrvano in quefto Tempio , anzi mol- 
ti interi corpi di Sami, fra* quali il Sacro corpo del 
Protomartire S. Stefano trafportato da Coftantinopoli V 
anno ino; alla cui venerazione fu con Decreto ftabili- 
to che ogn'apno dopo i fecondi Vefpen del giorno di 
Natale.*, ed il feguente giorno al Santo dedicato, patti 
biennemente accompagnato il Sereniflimo Principe. 

Fu dopo la fabbrica del fuddetto Tempio, rifabbricato 
in più grandiofa forma anche il Monitoro , eh' è uno 
de' più nobili edifizj che veder fi potia , nel cui re- 
fettorio vedefi il gran quadro rapprefentante le nozze di 
Cana > dipinto da Paolo Veroncfe . 

4, S. Maria delle Grazie , Ifola che $' avanza nel- 
la Laguna di là dalla Giudecca , era anticamente una 
fcmplice terra paludofa , comprefa nella donazione che 
abbiamo accennata del Doge Memmo a Giovanni Mo- 
rofint 1 Marco Bollani Abate di S. Giorgio donolla 
ad un certo Fr. Lorenzo , Tanno 1264. a folo oggetto 
ch'egli facefle ivi fabbricare un luogo coperto, di quel- 
la forma che da' Veneziani dicefi Cavana , per rifugio 
de' Pellegrini, che pattavano alla Paleftina. Ivi poi fu fab- 
bricata una Chieia , e data in cuftodia ad alcuni Ere- 
miti della Congregazione di S. Girolamo di Monte Fie- 
foli ; e da una Immagine di Maria Vergine in etti ri- 
cotta , l' Ifola che prima chiamavafi di S. Maria della 
Cavana , fu poi detta di S. Maria delle Grazie . Soppref* 
fa quetta Congregazione da Papa Clemente IX. fu ivi 
fondato l'anno 1670. un Monattcro di Cappuccine del- 
la più Arena eftèrvanza . La magnifica Cappella ove fi 

P 3 cu- 



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I 



230 LO STATO VENETO. 

cuftodifce l'Immagine fuddetta , fu fatta coftririre dalla, 
Ducal Famiglia Valier. Vi fi vedono anche eccellenti pit- 
ture del Palma, e del Tintcretto. 

5. S. Clemente , Ifola fituata dopo quella delle Grazie 
in quella parte della Laguna che chiamafi Canal Orfa- 
no. Fu in quefta eretta circa l'anno J141. una Chiefe 
in onore di S. Gemente Papa, ed un Qipjzio, a fine di 
albergare que' Pellegrini de* quali fopra abbiam detto , 
Paflarono pofeia ad abitarla nel fecolo feguente i Cano- 
nici Regolari, i quali vi fletterò fino all'anno 1545. 
cui fu data a' Monaci Eremiti Camaldolesi, dove a fpe- 
fe -di Francefco Giufìiniani fu eretto l'Eremo eia Cilici a 
che di prefente fi vedono , In quefta Chieia fu poi V 
anno 1643. fabbricata una Cappella fui modello della S. 
Cafa di Loreto ; e la fteffa Chiefa fu poj rifatta, e r> 
dotta a maggior petfezione in quelli ultimi tempi. 

6. S. Spirito , Ifola che ritrovafi dopo quella di S, 
Clemente, nella fteffa linea, e più lontana di quefta da,, 
Venezia . Orca il principio del quindicefimo fecolo fu 
fondata in queft' Ifola una Congregazione di Canonici 
Regolari di S. Spirito, foppreffa lacuale nel 1656. fu con- 
ceduto il Monaftero ai Pr. Minori Ofservanti della Pro* 
vincia di Candia, già caduta in potere de' Turchi . Di 
colà portarono que' Padri molte intigni reliquie che nel- 
la Chiefa fuddetta fi venerano ; e le pitture eccellenti 
che in effa fi ammiravano furono per Decreto del Se r 
nato trafportate a Venezia, e collocate nella Chiefa det- 
ta della Salute. 

7. S. Elena > Ifola fituatt a Levante di Venezia, e in 
poca diftanza da effa , da alcuni Scrittori creduta Y an- 
tico Olivolo, ma fenzajgran fondamento . Vero, è ben- 
sì che in quell' Jiola fu da Vitale Michele Vefcovp. 
di Gattello fondato un Of pitale circa l'anno 1170. per 
alloggio de' Pellegrini , il quale poi divenne nel fuffe- 
guente fecolo un Monafterp di Canonici Regolari . Fu 
poi dato ai Monaci della Congregazione del Monte Oliveto 
pel 1407. per legge del Maggior Configlio ; dal qual anno 
divenne Jufpadronato dei Dogi . Il Tabernacolo eretto 
(opra l'aitar Maggiore è di pietre preziofe, e di eccel- 
lente 



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0 



IL DOG ADO. 231 
lente lavoro , e la Palla è pittura del Vecchio Palma . 
Vuoili che in quella Ghicla ci fia il Corpo di S. Elena 
Imperatrice . In queftV Mòla fono coftruiti alcuni forni , 
pe' quali fi cuoce il bifcotto per ufo delle truppe, e del- 
la Marina . 

8. La Certofa^ ICola tra Cartello , ed il porto di S. 
Niccolò . E' la più grande di tutte quelle della Veneta 
Laguna che fono abitate da Regolari. Chiamavafi anti- 
camente rifola di S. Andrea del Lido , e fu data ad 
abitare fin da' primi tempi della Repubblica agii Eremiti di 
S. Agoftino ; indi fu con Parte del Maggior Configlio V 
anno 1422, accordata a' Monaci di S. Brunone della 
Religione Cartufiana, che tuttavia fufliftono, ed hanno 
un affai comodo Monaftero , ed una belliflìma Chiefa 
magnifica , arricchita di preziofe Reliquie da Luigi Gri- 
mani Arciveicovo di Cardia , ed ornata di rare Pitture 
del Palma , e di Marco Bafaitti Friulano. 

9. S. Giorgio in Alga , Ifola limata a Ponente della 
Città in quella parte della Laguna che conduce a Fufi- 
na. Fu così detta della quantità d'alga marina che a 
quel fito è portata dalla corrente , Fu prima abitata da 
Monaci Jknedittini, indi dagli Eremiti di S. Agoftino, 
poi dalla Congregazione de* Canonici fecolari di cui S. 
Lorenzo Gfuftiniano fu uno de' Fondatori. Soppreffa que- 
lla da Papa Clemente IX. l'anno 1668. fu data l' Ifola 
ai PP. Minimi di S. Francefco di Paola , e nel 1699. 
ai Carmelitani Scalzi che ancora fufliftono . Per un in- 
cendio accaduto l'anno 171 6, perì una preziofa raccol- 
ta di Codici ivi collocata dal Cardinal* Antonio Cor- 
rer, arricchita da Eugenio IV. ed accrefciuta da Paolo 
JIL di quelli che al Monaftero della Madonna dell'Or- 
to avea iafciati il Cardinale Aleandro , Nel Refettorio 
di quefto Monaftero fi vede una belliflima pittura di 
Donato Veneziano , rapprefenrante r Ja CrocififlSone di 
N. Signore. 

10. S. Angelo della Polvere , Ifola poco lontana dalla 
precedente , e molto più diftante dalla Città , e da tutte 
le altre della Laguna . Fu dapprincipio detta di S. An- 
gelo di Contorta, ed abitata da' Monaci di S. Benedetto, 

P 4 poi 



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Z$Z LO STATO Vi£N£TÓ. 

poi da' Carmelitani. Deftinau nel J 555. alla fabbrica deU 
la Polvere , alcuni anni dopo da un accidentale incendio 
furono atterrati tutti gli edifizj de* quali ora poche ve- 
li i già fi vedono . 

ij. S. Secondo Ifola fituata vicino a Venezia in quella 
parte della Laguna che conduce a Meftre . Fu in quella 
fabbricato un Monaftero di Monache Benedettine V anno 
J034; ed ivi Tanno J089. fu trafportato il Corpo di 5. 
Secondo Martire. Soppreflò quindi il Monaftero, fu con- 
ceduta rifola l'anno 143 1. ai Padri Domenicani di Aretta 
offervanza, che tuttavia ivi fulfiftono . Reftarono incen- 
diati il Monaftero, e la Chiefa quattro anni dopo ; ma 
furono rifabbricati follecitamcnte nella decente forma che 
oggidì fi vede. 

12. S. Crifioforo iella Pace , Ifoletta viciniflima a Ve- 
nezia nella Laguna Settentrionale, per cui fi paffa aMu. 
rano . Nel fecolo XIII. eravi un Mulino , giuda T ufo di 
que* tempi, affine di aver più pronto in Venezia il bifo- 
gno della vettovaglia . Fu poi deftinata queft 1 Ifola T anno 
J352. ad un Confervatorio per collocarvi Je donne conver- 
tite dal peccato ; 1' anno 1424. accordata fu ai Frati 
di S. Brigida e, finalmente Tanno 1436. agli Eremiti di 
S. Agoftino della Congregazione di Monte Ottone, fra' 
quali fi diftinfeFr. Simeone da Camerino , a cui riufeì 
di conchiudere la Pace tra i Veneziani, ed il Duca Fran- 
cefeo Sforza di Milano nel 1454 : per la qual cofa de- 
rivò all' Ifola il nome fuddetto . La Chiefa è ornata di 
Pitture del Battano , e di Giovanni Bellino. 

13. S. Michele, altra Ifoletta parallela alla precedente, 
e più vicina a Murano. Fu in quefta Ifola eretta antica- 
mente una Chiefa della quale fi trova fatta menzione nel 
decimo fecolo. Fu poi l'anno 1212. donata ai Monaci 
Camaldolefi , che ivi hanno un nobiliifimo Monafte- 
ro , ed un magnifico Tempio tutto di marmi quadrati , 
ornato di vaghi intagli di Ambrogio da Urbino , e di 
rariflime Pitture del Conegliano , del Campagnola , 
del Lazzarini, e di Ambrogio Bono; ma foprattutto ricco 
di preziofe Reliquie, tra le quali fi rende affai confidera- 
bile una infigne porzione della S. Crocefripofta in un'antica 

Ta- 

■ 

» 



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IL DOCADO. , - *33 

Tavola Greca, trafporrata da Coflantinopoli , la quale fu 
con una dotta Differtazione iiluflrata dall' EruditifTirno 
P. Cofladoni Abbate di quel Monaflero . Fu inquefVIfo- 
la pure fatta ergere vicino allaChiefa una beJIilTima Cap- 
pella di molto elegante flruttura , e di prezrofi marmi , 
dai Procuratori di S. Marco detti de Cifra , lafciati per 
teitamento commiflarj dalla N. D. Margherita Virturi , 
vedova del Patrizio Giovanni Miani, che Tanno 1516. 
lafciò una grande fomma di foldo da impiegarfi nella 
erezione del fuddetto Oratorio , o Cappella dedicata, all' 
Annunziazionc di M. V. Hanno pure quelli Monaci una 
Biblioteca ricca di Libri flampati, e MSS; anzi di que- 
lli ultimi è già flampato un Catalogo ragionato , ed uno 
pur fe ne (lampa delle edizioni del XV. fecolo da efli 
podedute in gran numero. 

24. Cajlello S. Andrea , Forte fituato fra V Ifola delle 
Vignole e la punta del Lido di Malamocco . Fu quefto 
edificato a difefa del Porro di Venezia , con batterie a 
fior d' acqua , con un mafehio nel mezzo capace di can- 
none, incroftato vertò il mare di marmo , e dalla parte 
della Città ha una mezzaluna con una (bada coperta . 
Il Cartello è capace di numerofo presìdio , e dentro vi 
rifiede un Patrizio Veneto col titolo di Cancellano . 

15. S. Servolo, Ifola a mezzodì della Città, nella qua- 
le fu eretto prima dell' Soo. un Monaflero di Benedettini . 
Furono riftauratc le fabbriche di qiiefV Ifola a fpefe 
del Governo, c deftinate nel 1715. a formare un Ofpe- 
dale per ufo de'SoIda* infermi, e di eiTo fu data la cu- 
ra alla Religione de'Padri Ofpitalieri di S. Giovanni di 
Dio. Ivi pure v'è un Ofpedale per li pazzi . 

16. S. Lazzaro, altra IfoJa vedo mezzodì , fin dall' 
anno 1182. dcflinata per Ofpedaleai poveri atraccatidal- 
la Lcpra: infermità dai Veneziani allora detta il mài di 
S. lazzaro. Ceffata affatto quella malattia alcuni fecoli 
dopa fu deftinato T Ofpedale a* poveri mendicanti , che 
furono- poi trafportati con le rendite di elio in Venezia 
l'anno 15:94. Fu allora ridotta 1' Ifola a femplici orti , 
finche Tanno J716. con Decreto del Senato fu accorda- 
ta a' Monaci Armeni di S. Antonio Abate , che vi fab^ 

bri- 



2J4 10 ìfAtO VENfiTO. 

brigarono Uh elegante Monaftero , ed una nobiliflìma 
Chìefa^ è che hanno ivi una folta Libreria di Libri Cam- 
pati , e MSS. 

J7, li Lazzaretto Vecchio, Ifola che nel metlefimo Se- 
colo fu conceduta ad alcuni Eremiti Agoftiniani , i quali 
nel 1249, vi fabbricarono una Chiefa dedicata a S. Ma- 
ria di Nazaret ; dal qual tempo fu queu? Ifola con que- 
llo nome chiamata , finché Tanno J422. fu dal Senato giù* 
dicata opportuna ad accogliere le pedone , e le merci che 
venivano da'Paefi marittimi , onde colà reflaflero finche 
follerò giudicate non infette di pefle , o d' altro mal con- 
tagiofo . Desinato pertanto a quegli Eremiti un altra 
luogo nel Padovano, furono in quell' Ifola eretti de' pub- 
blici alberghi a queflo fine , ed allora fi chiamò queft* 
/ Ifola col nome di lazzaretto . E* poco difeofta dall' Ifola 
di S. Lazzaro , dalla quale nc'giorni feftivi paffa un di que* 
Monaci a celebrare la MefTa nella Chiefa che vi fu de- 
centemente fabbricata , con tre altari . Quelli Alberghi 
furono in più ampia forma r Maura ti nel 1565. Chiamafi 
poi Lazzaretto Vecchio, perehè nel 1467. ne fu cretto un 
altro che fu chiamato hnovo in una altra Ifola ; onde 
non mancafle mai albergo a chi veniva dal mare con 
ioipetto di contagiofa malattia. 

6. La Podeftaria di MuYano. 

Contiene un piccolo Diflretto, governato da un Patri- 
zio Veneto col titolo di Podeflà . Nello fpirituale è fotto- 
porto al Vefcovado di Torcello. Si notino 

1. Marano, Città fabbricata in mezzo alla Laguna co. 
me Venezia , ed interfecata parimenti da canali . Gira in 
circuito circa 3. miglia Italiane , e contiene circa 70 oc 
abitanti . Vi fi contano 4 Parrocchie , 6 Monafleri d 
Monache , 1 Convento di Regolari! , 1 Oratorio , e : 
Collegi per l'educazione della Gioventù . Ivi hanno refi- 
denza il Vefcovo di Torcello , ed il Rapprefentante Ve- 
neto. La Città gode il privilegio di battere certe mone- 
te che diconfi Ofelk , e perciò ogni anno colà paflano 
gli artefici della Pubblica Zecca di Venezia per coniarne 
cinquanta: numero determinato, e inalterabile. 

Nella 



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IL DOCADO. *35 m 

Nella Chiefa Parrocchiale di Santa Maria , e di S. 
Donato, eh 1 è inoltre Matrice, "'fi venera fra le altre pre- 
ziofe Reliquie il Corpo di S. Gerardo Sagredo Patrizio 
Veneziano. L' antichiflima Urna Battefimale , che irì effa 
è ferbata , è molto pregevole. Il pavimento di quella Chie- 
da merita pur oflervazione , elfendo itato .fin dall' anno 1 140. 
formato a Mulaico . Anche Ja Chiefa di S. Stefano è ar- 
ricchita di Reliquie intigni, fra le quali Q venera un gran 
•numero delle Ofla de* SS. Innocenti . Abbondano pure le 
Chiefe di Murano d'eccellenti pitture , e fingolarmente 
in quella delle Monache degli Angeli molte ;iè ne ara- 
mirano dei Vivarini , di Giovanni Bellino, di Paolo Ve* 
ronde , del Pordenone , e di altri ancora non meno cele- 
bri pennelli. 

Tra le Fabbriche più belle fi conta il Palazzo Corna- 
ro , che ha una lunghhlìma Galleria ornata di bulli , e 
quadri . La cola però più oflervabile in Murano fi c 
quella delle Fornaci , nelle quali fi fabbrica il Criftallo , 
C fi lavorano col fiato Specchi beiliffimi , e molto mi- 
gliori di quelli , che fi formano altrove , Fanno pur ivi 
di puro criallUo fmifurate lumiere, atte a foiknere un 
gran pefo di cere , e le adornano di vaghi fiori pur di 
criftallo , efeguiti con tutta la perfezione. Formano an- 
che con mirabile artifizio intieri armarj, e Peferi all'ufo 
Érancefe, che fervono per lo più allemenfe più confpicue 
d'Europa. La Città fu fondata dagli abitanti d'Aitino, 
ed è coetanea a quella di Venezia ; anzi dicefi che' antica- 
mente formafle una delle fei , così dette, contrade di Ve- 
nezia f 

%. S. Erafmo , o S. Hafemo , Ifola che ferve di Lido 
alle Lagune . Contiene una Parrocchia con circa 90 abi- 
tanti i quali hanno il diritto fin dal 1 55S. di eleggerli 
il loro Paroco; reftando però al Piovano, ed al Capito- 
lo della Matrice di Murano quello di eleggere un Econo- 
mo , quando accada la morte del Paroco attuale . Gli 
abitanti fono ^Ortolani , ed abonda quel terreno d' ot- 
timi erbaggi, e di frutta. 

3, Le tignole , Ifoletta. con Orti, e pochi agricoltori . 



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136 LO STATO VENETO 



7. La Podcfìaria di Torcetto . 

Abbraccia un Diftretto affai più eftefo degli altri del 
Dogado, ftendendofi parte nella Laguna, é parte nella 
Terraferma fopra più di ?o fra Citta, I fol e , Parrocchie, 
c Villaggi minori , con circa 20000 abitanti . Viene go- 
vernato da un Podeftà Veneziano . La Diocefi di Tor- 
cello non eftendeii a tutta la Podcftaria , ficcome miefta 
non fi fìendca tutta la Dioccll . Si notino 

1. B urano , Ifola e Città grande , che riconofee dagli 
Ahinati la fua origine. E' quefta Città popola tiffim a , 
ma povera . I Tuoi abitanti , che afeendono a 9000 , 
fono dediri alla pefea, ed alla caccia di felvaggiume ac- 
quatico . . Le donne pure lavorano Merli di quello ftefló 
genere, che abbiamo indicato parlando delle Zitelle del- 
la Giudecca; ma non riefee, come il lavoro di quefte r 
così delicato, e gentile quello delle Buranefi . La Chiefa 
Parrocchiale c dedicata a S. Martino Vefcovo, ed in 
eiTa fi venera il Corpo di S. Albano Vefcovo, e Marti- 
re, a cui profefTano gli abitanti una divozion Angolare \ 
ed avendolo eletto per prorertore noti ricorrono ad im- 
plorare, d'ordinario, ne* loro bifogni il patrocinio d'al- 
tri Santi fuorché di lui. 

Vi fono pure in Burano due Monilìerj, di Monache * 
Nella Chiefa fpettante a quello di S. Mauro li conferva, 
una belliflìrna Palla di Paolo Veronefe. 

2. Torcetto, Città un tempo affai confulerabile fonda- 
ta pure dagli Altinati, che dapprincipio fa nominarono 
Nttovo Aitino , nella quale fu trafeortata la Sede Vedo- 
vile di Aitino forto il Pontificato di Severino, che ne 
approvò la Traslazione , farta dal Vefcovo Paolo, nel 
di lui fuccelfore Maurizio . Dell' antica grandezza di 
quefta Città , é della fua ricchezza , per cui fu dall' Im- 
peradore Costantino Porfirogenito chiamata il grande Em- 
porio di Tonello , appena reftano alcune poche vcfligia > 
ed è divenuta una delle più difabirate Ifole delle Venete 
Lagune . Efiftono però oltre il pubblico Palazzo , e po- 
che cafe abitate da poveri Ortolani , 1* antica e illuftre 
Badia di S. Tommafo de' Monaci di Ciftcllo, e i due 



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tt DOCADO. *37 
rlguardevoti Monilterj c Chicli di S. Giovanni, c di S. 
Antonio di Monache Benedettine nere* La fabbrica poi 
più antica, e più degna d' oflervdiidne è la Chiefa Cat- 
tediale, in fronte aiia quale evvi il Battirtcno, èi 4ià* 
to , a guifa di fu a Cappella , l'altra pure antica Chieia 3 
S. Fofca dedicata , Non è però quefta la Chieia innal- 
zata dal Vefcovo Paolo innanzi la metà del VII. Seco- 
lo, ne quella che fu circa la fine dello fteffo fecolo di 
nuovo edificata fotto il Vefcovo Diodato . Quella 
che oggidì fuflifte fu eretta dal Vefcovo di Torcetto 
Orfo Orlcolo figliuolo del Doge Pietro Orfeolo II. V an- 
no looS. Rifpiende in e(fa dappertutto la più nobile 
magnificenza . Da due ordini di Colonne di marmo/ 
Greco c divifa in tre navate: il fuo pavimento è for- 
mato a Mofaico: le mura pure di Mufaici fono ornate 
affai degni d' olfervazione . Ma quello che più merita d' 
efferc otfervato fi è V antico Presbiterio in fondo alla 
navata di mezzo. Ha quefto la figura di femicircolo, 
ed è comporto di fei fcagiioni , che prendono la ftefla 
figura ; i quali vengono tagliati nel mezzo da un' al- 
ta , ma ftretta fcala , in capo alla quale è fituata la 
Cattedra Vescovile di marmo , fulla quale fedendo il 
Vefcovo fcorgeva tutto il popolo fino al fondo della Ba- 
sìlica . Sotto il detto Presbiterio vedefi V antica Con-, 
fefljone, donde però furono trafportate , e collocate fo- 
pra gli Altari le Reliquie , che fecondo I 1 antico rito ivi 
fi conferva vano : tra le quali è pregevole affai il preziofo 
Corpo del Santo Vefcovo d* Aitino Eliodoro . Intor- 
no quefto nobiliffimo Tempio merita d' effer letta F eru- 
ditiffima Diuertazione ttefa dal mentovato P. Abate Co- 
ftadoni . 

E uffiziata quefta Cattedrale da un Capitolo comporto 
di otto Canonici, un Arcidiacono, un Primicerio , ed 
un Arciprete , oltre due Diaconi , e due Suddiaconi ; e 
ne* giorni folcimi fei altri Canonici non partecipanti af- 
fiftono alle funzioni, che fon fatte dal Vefcovo, il qua- 
le però abita in Murano . Il Podeftà poi rifiede in Ba- 
rano, dove ha il fuo Palazzo Pretorio. 

3. Mazorfoj Ifola di numerofe abitazioni, e di belle 

lab- 



Zj8 LO STATO VENBTO. 

fabbriche fornita dagli Altinati . Avea cinque Chiefe Par- 
rocchiali^ due fole delle quali ora fi vedono. La Cinc- 
ia di S. Pietro i non meno povera deli' altra di S. Mi- 
chele, moftra ancora* benché disadorna* unrefiduo dell' 
antico fplendore. Ha quattro Monafterj di Monache. Non 
è molto popolato, ma non è poi sìdefenpcome Torcel- 
!o. Ne' fecoli partati era Mazorbò il luogo delle villeg- 
giature de* Veneziani ; ma dopo gli acquifti fatti dalla 
Repubblica nella Terraferma ritrovarono più falubre V 
aria, e più dèliziofo il fito del Trivigianoe del Padova- 
no : e fin^ol armente liingo le fponde della Brenta , da 
FuGna a Padova fabbricarono magnifici Palazzi ; tra 'qua- 
li fon memorabili anco nelle Storie il Palazzo della Fa- 
miglia Fofcari alMoranzano, e quello della Famiglia Pifa- 
ni alla Mira, che furono onorati da un ofpite tanto il- 
luftre quanto fu Enrico III. Re di Francia, a! quale nel 
primo de' Fofcari, in ifpczialtà deftinato , e preparato à 
sì nobile oggetto , fu fatta per divertimento di quefto 
Monarca una magnifica gioftra . 

Le altre Ifolette delle Lagune foggette a quefto Dì- 
ftretto fono Monti del Rofario , con piccola Chiefa: S. 
Giacomo di Palude , quali deferta con pochi ortolani : S. 
Francefco del Deferto con un Convento di Francefcani Ri- 
formati; e S.Criftina, Ifoletta coltivata, e fruì tiferà , coli 
una piccola Chiefa dedicata a S. Criftina. Oltre di que- 
lle è offervabile S. Arian ove li trafportano le ceneri , é 
le offa di tutta la Nazion Veneziana . 

I Villaggi di Terraferma non hanno niente di confi - 
deraj>ilc, e fono Campalto^ Cada Riva y Cavallino , Cava 
Zuccarina y Cortellazzo, Gajo , Malgbera^ S. Stin di Lìven- 
za , Teffera , Tre Palade , Terzo , Tre forti , S. Michele del 
Quarto , ed altre più piccole fenza Parrocchia . Ne' fui 
ove fono alcuni di quelli Villaggi v' erano anticamente 
alcune Città, da noi già accennate , di Eraclea , Equilio, 
Amiano, Coftanziaco, ed altri luoghi molto popolati. 

8. La V ode fi ari a del /e Gamb arare . 

E x Diftretto fiutato fulle fponde della Terraferma a Po- 
nente della Città di Venezia, e confina col Padovano . 

Vie* 



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I 



IL D O G A D O . 13* 

Viene governato dà un Patrizio col titolo di Provvedi* 
te. Il filo terreno è fertiliflìmo , ed abbondante d'ogni 
forta di frutta, e grani; ma quantunque ivi fi portino a 
villeggiare molti Nobili, e Cittadini Veneziani la Prima- 
vera, e T Auturino, pure l'aria non vi è totalmente fa* 
na. Il Diftretto comprende 5 Villaggi. Si notind 

j. Le Gambarare , Parrocchia comprefa fra quelle del- 
la Città di Venezia, la quale abbraccia moltiflìme abita- 
zioni fparfe qua e là in molta diftatìza , e popolate da 

Siù di 4000 abitanti. Anticamente chiamoflTi FoffaGawi* 
atia> ed era affai più tirino alle acque falfe. Ivi rificde 
il Provvcditor Veneziano. 

2. S. Ellero , o S. Ilario , al prefente Villaggio, fu ne* 
fecoli di mezzo un famofo Monafterio, ed Abbazia di Mo- 
naci, che poffedevano quafi tutto il Diftretto. Fu quefto 
Monaftero atterrato da Ezzelino che ne difeacciò i Mo- 
naci , ed ivi alzò uu Torrione . Gli altri Villaggi foggetti 
alla Podeftaria fono: L Anconctta , Bottenigo , c Bugaletto. 

9. Là Podeftaria di Caor/e . 

Confina col Friuli, e col Trevifano , ed abbraccia 10 
Villaggi . con circa 6000 abitanti . Il Diftretto confifte 
per lo più in Paludi, e Lagune, c viene governato da 
un Podeftà Veneto. La Diocefi di Caorle è ancor più 
riftretta del Territorio. Si notino 

Caorle , piccola Città Vefcovile fituata fopra un* Ifola, 
che forma lido ad altre Lagune . Ha un Porto capace 
di piccoli baftimenti . Credefi fabbricata colle rovine di 
Concordia , e fu in pattato di maggior eftenfione , e con- 
fiderazione ; ma rimafe più volte diftrutta dagli Unghe- 
ri , e dai Genovefi . Ora non ha fortificazione alcuna . 
Vi rifiede un Patrizio Veneto col titolo di Podeftà . E 
fede Vefcovile fin dal 509. in cui S. Gregorio Papa af- 
fegnò quella Città per Sede ad un certo Vefcovo Gio- 
vanni fcacciato dalla Pannonia dai Vefcovi dell' Iftria , 
che foftenevano Io Scifma . Nelle fue Lagune fi pefeano 
pefei fquifiti . Da Venezia a Caorle fi può navigare per 
canali interni , fenza efporfi al mare . 

2. Tot da Moflo> è un groflò Villaggio folla fponda 

del 



H° lo stato veneto. 

; ci !lni:nc ZJvenza, il pfo fruttifero, e popolato di tutto 
il Diftrctto . Gli altri fono piccoli Villaggi , che non 
hanno cos' alcu^ a degna <T orazione , 

io // Contado di Grado: 

Sbraccia quelle poche Ifolc , che fi trovano nelle- 
lagune dette di Grado, abitate da foli pefeatori, ed 
agricoltori . Al governo di curette vicn deftinato dalla. 
Repubblica un Patrizio col titolo ci Conte , iubordinata 
al Reggimento di Palma . Il Diftrctto nello fpirituale 
è fottopofto alla Diocefi Patriarcale di Venezia. Si oiV 
fervi 

Grado y Città già celebre, è porta in un* Ifola ai con- 
fini del Dogado . Fu fabbricata dagli Aquilejefi , in tem- 
po che Attila aveva diilrutta la loro patria . Neil' oc- 
cafione medefima ivi eflèndo con effo loro pausato il Pa- 
triarca di quella Città, t cui fucccflbri ancora per qual- 
che fecolo ebbero in Grado la loro Sede , venne quindi ad 
accrcfccrfì coli' andare del tempo l'efca a quel famolo Sci- 
fma , che terminò finalmente lottò il Pontificato di Gre- 
gorio II., il quale fmembrò in due parti la Diocefi d* 
Aquileja, confermando a Grado la Sede Vefcovile di eui 
da molto tempo era in poflelfo, e dando al Vefeovo à l 
ctfa il titolo di Patriarca . Durò quefto Patriarcato fino 
ali* anno 145 1., nel quale dopo la morte di Michele fu 
unito da Niccolò V. al Vefcovado di Cartello, ed al 
fuo Vefcovo S. Lorenzo Giuitiniani, ed a* fuoi fuccefib- 
ri fu dato il Titolo di Patriarca. 

La Città di Grado prefentemente è di poco rilievo , e 
cominciò a decadere fin dal tempo, in cui fu trafporta- 
ta la Sede del Governo Veneto da Eraclea, a Maiamo- 
co , fndi a Rialto ; mentre allora fu abbandonata da tut- 
te le Famiglie nobili , che avevano influenza nel Gover- 
no . Ora è in peffimo flato. La fua Chiefa antica Cat- 
tedrale conferva ancora qualche veftigio della fua antica 
grandezza , c magnificenza , nel pavimento a Mufaico ; 
c nel Coro, fi vede ancora V antica Sedia Patriarcale di 
marmo. If luogo è poco popolato, e vi rifiede un Pa- 
trizio Veneziano col titolo di Conte. • 

XIT. I L 



1 

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241 

XII. IL TREVISANO 

Paragrafo L* 

POche, e cattive Cart£ abbiamo di quefta Provin- 
cia. Una ne pubblicò il Magmi nella Tua Italia, co- 
piata ìndi dal Bleau, ed altri iufteguenti Geografi . In 
Venezia preffo Domenico Lovifa a Rialto ne tu pubbli- 
•cata un'altra piuttofto topografica, malamente incifa, e 
poco efattamente delineata da certo Stefano Moxxj Scols* 
ri, autore di altre fimiii Carte Provinciali Venete nel 
fecolo patiate. Trovati parimenti il Trevifano delineato 
meno difettofamente nella Carta della Diocefi Padovana 
di B artoìommeo Clerici , pubblicata in Padova Tanno 1720. 
Tutte quelle però fono rare , eccetto quelle del &leau 
che fi trovano facilmente in Amfterdam . Comprendono 
quelle Carte focto il nome di Trevifano tutta, o poco 
meno dell'antica Marca Trevifana inftituita in Italia di 
Carlo Magno, che abbracciava tutta , e forfè pia dell' 
«ntica Regione di Venezia Terreftre • Taluna vi com- 
prende ioltanco quella parte di Marca che fi ftende fra 
la Liven^a , e la Brenta, ed il M ufo ne , cioè dal Padova* 
no, e Vicentino, al Friuli. Noi però col titolo di Tre- 
vifano comprenderemo quella fola parte di Marca, che 
chiamali propriamente il Territorio di Trevifo; conque' 
Diftretti, o feudali, o fcparatamente governati da Patri- 
zi Veneti con autorità anche illimitata civile , e cnm i- 
nale, ma che riconofeono per Capo di Provincia ilCa- 
pitanio di Trevifo, e nell' economico la Camera filcale 
di quella Città, 11 rimanente della Provincia Trevilana 
farà comprefo nelle deferizioni del Baffanefc , e Coneglia- 
nefe Governi Capitali, ed indipendenti , e del Cenedo- 
fe , che formando Diocefi , feparatamente anch' eflb la r a de- 
feri tto, 

2. Il Trevifano nel fenfoefpofto (lendefi in lughez- 
za circa 40. miglia Italiane , c pili di 30. Idf larghez- 
za . Confina da Ponente col Padovano, Balta nife e Ti. 

balia . Q. rolo 



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24* LO STATO VENETO. 

rolo, per mezzo del Monte Fenera; da Tramontana col 
Feltrino , e paneg-lianefe * da Levante col Friuli ; e 
da Mezzodì col Dogado di Venezia. Il terreno in pic- 
cola parte è montuplò , nel rimanente piano , e ferti- 
li (Timo • Produce abbondantemente ogni Torta di gra- 
no, vino, e frutta. Abbonda parimenti d'agnelli, di ca- 
brati, di capretti, di vitelli, di buoi , di lepri , polli 
indiani , e noftrali , di tordi , di quaglie , di ftarne , di 
coturnici, e o*i molte a}tre forra di lelvaggiume , ed ha 
pefet «cedenti trorte, lamprede, lucci, anguilla, e gam- 
beri molto ricercaci. Fa gran copia di cacio ma poca 
racolta cì'oglio, di cera, e di mele; non già perche non 
riefeanp quelli prodotti nella Provincia , ma perchè ven- 
gono pòco coltivati . La feta, e la lana è uno de* prodot- 
ti piìi ricchi* riguardcvoli della provipcia , Vi fono Bof, 
chi confiderà bili che producono funghi delicatiflimi in 
copia.. Il Bofco del Monttllo a Settentrione della Città 
di Trevifo, in di danza di io. miglia, è il più con fiderà- 
bile di tatti. E piantato fopra un belli Aimo colle pieno 
d* altiflimc quercic , ed cfìendcfi in larghezza circa 4. mi- 
glia, e 7. in lunghezza . Da Settenni une è circondato 
dalle Piave, e nel rimanente da altro canale che lo cin- 
ge d'intorno fiancheggiato da bellti&mi Villaggi, e den- 
tro contiene un Eremo di Monaci Certo fi ni detto perciò 
laCertofa. Quello bpfeo appartiene intiera mene e aliaRi> 
pubblica, per fervigio del grand'Arlcnate di Venezia . £ 
guardato, « cuflodito continuamente da buona guardia , 
(olla foprantendenza di un Patrizio Veneto, che col ti- 
tolò di Provveditore, hafuprema autorità criminale contro 
chiunque ardtffe recare alcun detrimento alle piante del 
bofee fteffo. I fiumi principali che bagnano quella Pro- 
vincia fono, la Piave 1 il Sàie , il Mu forte , ed altri mino- 
ri . Nella Provincia vi fono alcune fabbriche di panni , 
feta , e carta ♦ . 

3. In turto il Trevifano vi fono 2. Città , 4. Tes> 
re graffe-, più di 240. Villaggi con circa aoaoco. abi- 
tanti. Dividcfi in Reggimenti Veneti , e Feudali. 1 Reg- 
gimenti Veneti fono go crnaii de Patria; Veneziani con 

au- 



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IL TREVISANO. 1^ 

autorità ci vile, * criminale inimicata, e con indipendenza 
l'uno dall'altro; tutti pero in qualche maniera fonofilm 
bordinati al Cape di Provincia, o nel militare foltantoV 
o anche Delle appellazioni ; e tutti egualmente ri conafeo-, 
no nell'economico la Camera iìfcale di Trevifo. 1 Di* 
Aretti feudali, o Contadi vengono governati dai rifpetti- 
vi Feudatari, per mezzo iei loro Vicarj, con autorità per 

10 più di mero, e mifto impero, eoo alcune riftrizioni 
latte dal Governo' Veneto , e con dipendenza dalla Ca- 
mera Fifcalc nel l' economico , c nel -militare dal Capita*' 
nio della Provincia . Nello fpiriruale parte di quefla Pro- 
vincia è foggetta alla diocefi di Ceneda , e di Padova* 
e al contrario la l^iocefi di Trevifo fi eftende anche fuo- 
ri della Provincia in Dogado, ed altri Governi indipen- 
denti . ' ' J • 

- \> 4. Il Trevifanoè la Pro vi nera primogenita della Re- 
pubblica. Anticamente qucfto paele era comprefo nella 
Regione di Venezia. Cado Magno a quefta ftefla Re- 
gione impofe il nome di Marca Trevifana: ma reftarono 
in feguito dalla medefìma fmembrate la maggior parte 
delle Provincie da queir imperatore comprefev* . Quel 
tratto che ritenne il nome di Marca Trevifana nei le- 
coli dell'anarchia fi divife in moltiffimi piccoli Terri- 
torj , o fjgnoreggiati da Famiglie potenti , o indipenden- 
ti a guiia di altrettante piccole Repubbliche . La mag- 
gior porzione però dì quefta Marca, ri (tre ita fra ilFriu-^ 

11 , e il Padovano, reftò in potere della Città di Trevifo 
in tempo che regge vafi a Repubblica, e di chi fignoreg- 
giò dappoi quefta città , cioè de' Vicarj Imperiali, di F.z- 
zèlino,dc Camincfi, e degli Scaligeri , dai quali nel 135$^ 
fu in un trattato di pace rinunziato l'intiero dominio 
alla Repubblica di Venezia» Nella fcabrola guerra Ge- 
novefe il Trevisano fu rinunziato fpontaneamente dai 



rarefi, loro fu di nuovo tolto» dalla Repubblica poohi an- 
ni dopo cioè nel 1380., uè mai piìi fa fmembraio imiera- 
mente dal Aio dominio. Nella Lega ci Cambrai quefla fu 
Tunica Provincia- che intieramente rìOlt fofle occupata 




Q. 2 



dai 



244 IO STATO VENETO. 

dai Collegati, c dopo U pace di Bologna, JaReppubbJj- 
ca fu riftabilita odi 'intiero poffeffo di tutti ]i Piftretti 
di quella Provincia, che dai Collegati erano flati occu- 
fati durante la guerra. Comprende adunque il Tre vi Uno 
Ji (eguenti Diflrctti, o Governi fcparati . . 

/. // Territorio della Cina di Trevi fo. 

Occupa la parte più grande della Prqvincja , e comic 
ne go. Villaggi con circa peooo. abitanti. Il fuo terre* 
no per lo più é piano > e fcrr.il (lìmo di grani , ed è ba- 
gnato {penalmente dal fiume Silc, che lo divide in due 
parti. Quefto Qiftrctto * governato dall' autorità imme- 
diata del Patrizio Venetp Capo della Provincia Trivi, 
giana come Podeltà, e Capitanio infieme. Si notino 

I. TREVISO , o Trìvigi in lat. Taryijtum , ed anche 
T€rviftum y Città antica, fortificata, capitale di t«tta la 
Proyincia, è. fituara fulle fponde del fiume Silc, che do- 
po averla bagnata fi rende navigabile fino, alla Tua foce, 
comunicando colle Lagune per mezzo di canali interni . 
La Ci tra non è mqlro grande , girando in circuito fplo 3, 
miglia Italiane . Prima della Lega di Cambra^ (tende vali 
con Lunghi Borghi affai più; ma in quell'incontro, cf* 
fendo (lata fortificata dalla Repubblica, fu riftretta nei 
limiti che tuttavia ritiene. Vi fi contado 2500. cafe eoa 
circa 130CO. abitanti, che fecondo le ultime numerazio- 
ni , vanno piuttofto crefeendo, che diminuendo^ . E' fituara 
in un' amena pianura circondata, da Villaggi deliziofi in 
ogni lato. Ha 3. Porte dett.e Attilia , de Santiqua» 
tanta \ e di $. Tommafo . Le fuc mura fono forti, fofte.' 
nute da fpaziofi terrapieni, con larghe foffe fempre pie- 
ne di acqua; ed è munita di ?. torrioni, 3. mezzelune \ 
e 2. baluardi. Oltre il Silc che la bagna , feorre in- 
teriormente nella. Città un fiumiccllo d«to $omwga , 
che dìram^fi; in moUi canali per comodo degli abi* 
tanti. Si trovano nella Città di Trevifo ió. Parrochie, jc 
Monafkrj di Monache , 7. di Regolari, 4. Ofpitali , ed 
alircCbifi-*4C9lleg),e'LttQghi mi, epput* Monte di Pietà, 



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IL TREVISANO* ^45 
i! principale fra tutti quelli dello Stato. La Città è béri 
fabbricata, e in qualche patte amena. Le ftrade però , 
e le piazze Torlo per lo più irregolari , quantunque la 
meggior parte ben felciate , e con portici i Fra le Fab- 
briche migliori , che adornino la Città fi contano il 
Palazzo del Rapprefentante , quello del Vefcovo , della Fa* 
miglia Brefcia Patrizia* Veneta originaria di quefta Cit- 
ta, e de' Conti Pola Nobili Trevifani. I Monafterj , e 
Conventi sì d'Uomini, conte di donne, fono la maggior 
parte ben fabbricati * artlpj , e ricchi con belle Chicle , 
ornate per Io piìi di eccelenti pitture di buoni Autori , 
e fopratutto di Paris Bordone fuo GitradirtO * Quella! di 
S. Nicolò de' Padri Domenicani [*] è fornita di iupel- 
lettili preziofc , e di reliquie intigni . 

La Cattedrale farebbe un magnifico Tempio ; ma non 
è per anche terminata , e rifatta dall' antica forma con 
cui fu la prima Tolta ne Meco! i rozzi fabbricata. In que- 
lla fi confervano molti corpi Santi, e fra gii altri quel- 
lo di S. Liberale primario protettore della Città. 

Vi fono anche 2. Teatri pubblici. Uno di quelli, det- 
to il Teatro Onigo % può numerarli frà i migliori d 1 Ita- 
lia, e per I* archittetura , e per la fua foda corruzione , 
effendo tutto di pietra, e ottimamente dipinto. In que- 
Ho ogni anno in tempo della Fiera, che fi apre il me. 
fe d'Ottobre, fi recitano Drammi in Mufica , i quali 
chiamano gran numero di Foreftieri , e di Nobiltà , e 
Cittadinanza dalla Dominante, e dalle vicine Provincie. 

E' governato Trevifo da un Patrizio Veneto di diftin- 
zione , non però dell'Ordine Senatorio, ed efercita uni- 
tamente 1* autorità civile, criminale, e militare, portan- 
do il titolo di Podeftà, e Capitanio , c dura in carica 
ordinariamente \6 mefi . Alia Camera Fifcale prefiedo- 
ixo 2 Camerlenghi Patrizj Veneti, ed il rimanente del- 
la Corte fubaltcrna è regolato col metodo degli altri 
maggiori Reggimenti di Terra ferma. 

Il Governo economico interno, e ]a polizia della Cit- 
tà è regolata da Magiftrati foflenuti da* Cittadini . il 

Q. 3 Con- 

( * ) Di quefto Convento fu il S. Pontcf. Beato Benoder. XI. na- 

t ivo di qu:fta fletta Citta. 



1+6 LO STATO VENETO 

Coniglio maggiore della Città c comporto di it$ vo- 
tanti comprt:o il Rapprefcntanrc , rome capo del me* 
de fimo . Quefto è formato di 5 clafli di pc rione , cioè 
di Nobili, di Do: tori o in Leggi ,' o in Medicina , 
di Noraj , di Cittadini femplicemente , e di Artefi- 
ci: claffi nelle quali ridano inchiufi tutti gli abitan- 
. ti dejla Città, il cui corpo intiero è rapprefentato da 8 
Provveditori , ed Anziani del Configlio mcdcfimo . al 
quale ipetta l'elezione degli altri Magifrrati inferiori , 
che giudicano anche in caufe civili di prima iftanza. 

Un' altra divihone oflervabile degli abitanti di quella 
Città è • quella dei due gradi , , madore , e minore . Quel- 
li eh* entrano nel primo hanno titolo di vera nobHfà , 
e formano un Collegio derivato dall'antica Scuola de Mi- 
lìti con rigorofe prove per; entrarvi * e che inchiude an- 
che varie] antiche Famiglie di Patrrzj Veneti. Appartie- 
ne a quefto lolo Corpo tra le altre prerogative quella 
di conferire un pingue Priorato intitolato di S, Maria 
Mater Domini eontra bofles Ftdei , unico illuiìre avanzo 
del già celebre Ordine de Cavalieri Gaudenti , e lo con- 
ferifee ad uno de' fuoi individui più benemeriti infignin- 
dolo della Croce in petto, e del titolo di Cavaliere deh 
la Città. Il Grado minore è comporto dal Collegio do 9 
Dottori, Giuri Hi , e Medici, da quello de' Nota/ divifo 
in due Claffi- , dai Cittadini , cioè da quegli abitanti 
della Città ehe non elerci tano arte meccanica, e dall' Li- 
ni verfità delle Arti . 

Il Vefcovado di Trevifò ha una ben vecchia data ; 
perciocché vuolfi che fieno (lati i Trevifeni ridotti alla 
Fede Criftiana da S. Profdocimo Vefcovo di Padova. 
,E' fiegiato di dignità ragguardevoli, per le quali riten- 
. gono ancora i Velcovi di Trevifo gli fpcciou titoli di 
Duca , Marche je , e Come . Sedevano quelli un remoo nel- 
le Diete dell'imperio, col diritto di votare , e di efer* 
citare Magi tirature. Nella vada Diocefi ch'clTt reggono 
é infigne la Cattedrale , sì per le antiche , e moderne 
prerogative, e diritti approvati da) Governo, come per 
li numero!), e non tenui Benefuj de' quali è fornita che 
faranno circa 00 , quafi tutti a libera collazione dell' 

in». 



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IL TREVISANO- 247 
iilurtre Capitolo de' Canonici , in numero di 18 , croce* 
figliati, e con altre prelatizie onorificenze; il quale n'e 
il Collatore ordinario, non eccettuate nè pure le fue 3 
Dignità Decano, Arcidiacono , Primicerio, già com- 
prese ne jS Canonici che. hanno li privilegiata facoltà 
di ottare. 

Per l'educazione della Gioventù nazionale ha Trevi- 
fo un buon Seminario per li Chierici y ed un Collegio , 
t le Scuòte pubbliche per -ognuno , ove infegnano le 
fcienze i PP. Somafchi. Fiorirono in quella Città mol- 
ti Uomini illuflrt, é molti che fi diflinfcro nelle belle 
arti, ioprattutto nella Pittura . L' arte della {lampa fu 
molto coltivata ne' fuoi felici principi in quella Città 
prima che altrove. Vi fi impresero fubito dopo il j 470. 
li più accreditati Autori Greci , Latini , ed Italiani con 
beliiffimi caratteri , edizioni ricercate , e (limate al pari 
delle prime, di Venezia, Roma H Milano, ed altre Cit- 
tà, che furono le prime a mettere in Opera quello An- 
golare ritrovamento. Fu quefta* Città rr.onofcente verfo 
gli uomini illuftri che in efla fiorirono ; e un efempìe» 
fra gli altri ne abbiamo- nell'aggregazione che fece alla 
di lei Cittadinanza, di Giovanni Bonifacio Storico di 
efla Città. 

% . La fondazione di Trevifo non. è ben certa; perciocché 
prefio gli antichi Storici, e Geografi non fi ritrova no- 
minata. Il più vecchio autore che indichi Tre vifo e Pro- 
copio. Plinio bensì nota li Popoli Tauri/ani ncìV antica 
Venezia j ma parla- di elfi come di popoli che abitavan 
fra i monti. E però veriffimile che fi formaffe, c cre- 
fcftfle la Città di Trevifo di mano in mano che decade o 
tero e perirono le antiche Città circonvicine di Acelo , 
Altw ^ Concordi*, e Opitergio . Sotto il Regno Gotico 
era già Città confiderabile ; poiché vi fu incoronato il 
Ke Totila, quegli che facchegiò Roma. Venuti in Ita» 
lia i Longobardi, Trevifo fu fatta Sede capitale di un 
Marchefato , confermato poi, ed ampliato dail'lmperato- 
re Carlo Magno, che al governo di quella Città polo 
i»no de Conti della Ola d' Elle, i quali poi ne fu- 

Q 4 rono 



248 LO STATO VENETO* 

rono Tracciati dai Trevifani, che vollero reggerfi a gui- 
fa di Stato libero. Ciochè indica maggiormente lo (tato 
florido di Trevifo in que* tempi , fi è il leggere , che 
in quefta Città efifteva una delle 4, Zecche , che fole 
allora efiftevano in Italia • Sotto il Regno di Berenga- 
rio trovafi novamente la Cafa Eftenfe fignoreggiante nel- 
le due Marche Anconitana, e Trevifana, ma non perciò 
Tre vìfo .perdette il fuo libero governo, eia propria po- 
lizia; e folo per qualche breve fpazio di tempo li prò- 
prj Tuoi Vefcovi favoriti dagF Imperadori Alemanni fe 
ne arrogarono l'affoluto dominio. Ma l' Imperadore Enri- 
co li. diede nuovo fiftema alla polizia dr quella Città ,■ 
fnftituendo Confoli per la criminale e civile giuftizia , con 
Melarne però al Confi :lio di efla la fcelta , e la con* 
ferma delle loro proprie Magiftraturc, feguendo le anti- 
che prerogative, e confuetudini . Ih momento di quefta 
venuta di fcnrico a Trevifo fu quello* che condufle ad 
abitarvi ftabilmente alcune Famiglie Tcdefche tra le qua- 
li gli £^e/#W . 11 Marchefato per altro della Marca 
retava- nella Cafa Eftenfe, che lo ritenne fino ar tempi 
di Enrico V., che venuto in Italia, concedette in feu- 
do a molti fuoi nazionali , o parziali alcuni luoghi di 
quefta Marca ; lo che fè fpargere in e(Ta altre chia- 
re infeudate Famiglie • Afcelo all' Imperio Federico 
I. pensò di voler ravvivare in quelle Città d' Italia , 
che ne' fecoli addietro riconolcevano la protezione 
dell'Impero, la maeftà di effo . Venne perciò in Ita- 
lia con grotto efercito V anno 1155. e poi vi ricornò 
più volte; onde fegu irono le molte Leghe delle Città 
Lombarde contro di elfo a manutenzione della loro li- 
bertà , tra le quali anche Trevifo . Sciolta la Lega t 
Imperatore lafciò un fuo Governatore anche in quefta 
Città, fenza però alterare il fiftema delle antiche Magi- 
Arature, ed il Coniglio, che Tanno 11Ó4. era comporlo 
di 300. Cittadini, e chiama vafi Parlamento. Sino all' an. 
no U74. ninna interna rivoluzione affliffe quefta Città/ 
ma perciocché rimaneva in cfTa la dignità Confolare 
con ampia autorità, ne nacquero quindi de' di Tordi ni per 

cui 



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* L TREVISANO. Ity 

cui i Trevifani cfcdcttero opportuno privarfi del Conio- 
lato fteflb, ed eleggere un Pretore o Podefta. E'ofterva- 
bile che dalla Pretura Trevifana per legge dello Statu- 
to era efclufo chiunque folle originario della Marca , o 
del Friuli . Eletto in Podeftà uno degli Ezzelini dét- 
to il Monaco , padre del Tiranno , governò la Città af- 
fai afpramente, onde ne fu cacciato V anno il 8}., e tre 
anni dopo elcflero que' Cittadini un Pretore di origine 
Veneta , cofa che negli anni fuflfeguenti fu pia volte ri* 
petuta, finché la Città cadde novamentein potere di Al- 
berico da Romano fratello del Tiranno Ezzelino, ma di- 
lui nemico. Dopo tornarono i Trivigiani t porli in li- 
bertà, ed eleflero novamente un Podeftà Veneziano. Ma 
fucceduto nelf Impero Ridolfo di Ausburg Principe pio e 
povero , Gerardo da Camino ricchiffìmo Cittadino di Trc- 
vifo potè dallo fteflb comprare il titolo di Capitano della 
Città, e con ciò governarla quafi aìfolutamente per 22. 
anni. Stanchi jpoì i Trevifani del govetno de'Caminefi fi 
rimifero in liberta , infidiata loro fempre dagli Scali- 
geri Signori di Verona , da altri Principi circonvici* 
ni , da' Caminefì fcacciati ; ma dopo varie [vicende 
fu occupata la Città dagli Scaligeri , che avendo atraca- 
ta in feguito oftinata guerra colla Republica di Venezia 
ed avuta fempre la peggio , per ottenere la pace dovettero 
cederle il dominio della Città di Trevifo e del fuo Terri- 
torio. Ben è vero che i Carrarefi fe ne impadronirono 
nel tempo della guerra Genovefe;-fna pochi anni dopo 
la Città fu riconquista dai Veneziani, che fempre la ri- 
tennero anche nella difaftrofa Lega diCambrai, quantun- 
que più volte tentata dai Collegati. 

a. Monte Bellina, Cartello fituato fopra un deliziofo 
colle, ove nafeono uve fquifìte , di cui fi fanno fcelti 
vini 0 Avvi un'antichiffimaChiefa Collegiata, ed'ogmfet- 
timana in quefta Terra fi tiene* un mercato confiderabile . 

3. Narvefa f bel Villaggio pretto il Bofco del Montel- 
lo, con una pingue Badia già Benedettina , ed ora mi- 
trata , e in commenda della nobiliflìma Famiglia Coli ul- 
to , con una Collegiata di Canonici non relìdcnti. 

4. VU 



15° LO STATO VENETO. 

4. Vidore , era una volta cartello ben munito, da cui 
prefe il nome una nobile Famiglia di Trevifo. V'ha un' 
infigne Badia ora ridotta in Commenda . 

. . ... 

%. Il Di (lutto di Mefirc< 

Confina col Padovano, e col Dogado, ed è afai effe- 
io, fertile, e popolato. Abbonda di biade, di vino , a 
frutta, e contiene 44 Villaggi * Vieti governato da inr 
Patrizio Veneto con titolo di Podefìà , e Capitan io , 
ma con fu bordi nazione alla Podcftara di J revifo , cut 
dal Governo dirigonfi li Decreti per farli efeguire . 

Riguardo poi al militare dipende interamente dal 
pitanio di Trevifo, e neN' economia dalla Camera Fi* 
leale della ftefla Città. Il Diftrctto ha il proprio Staru-» 
to flampato, diverfo da quello di Trevifo. Si noti 

Mejire , 1 erra grotta aperta n vicinanza delle lagune , ben 
fabbricata , e popolatifrima . Vi fono alcune Chiele , e Mo- 
na ftcrj d'uomini, e di donne, alcuni be il iflìmi palazzi dì 
campagna» e comodi (fi mi pubblici alloggi. Aveva anti- 
camente un Gattello , che fu abbruciata dogi' Imperiali 
«ci 15 14 in tempo della famofa Lega di Cambrai , E* 
luogo di gran concorfo di popolo per la vicinanza del- 
la Dominante. Vi fi fabbrica ora un Teatro , che riu- 
scirà affai nobile. 11 Luogo è ricco, ed etere-ita il traf- 
fico, e vi fi trovano continuamente pronte vetture per 
ogni parte d'Italia. Ivi rifiede il Rapprelentante in pub* 
blico Palazzo non ifpregicvolc • La Terra ha il fuo Con- 
figlio, poiché componendoti la Podeftaria fua di- 4 Quar- 
tieri , ognuno di quelli elegge otto Configlieri con un 
Capo di ColmeiU, e un Deputato; e cosi tutto il Confi- 
glio vicn formato di 40 pedone, cui prefiede il Rappre- 
ientante , che in etto ha due voti . V ha in oltre un 
Contiglio minore formato da 8 fole -perfòne. - 

: . »,♦•*• * 

/ 

» t . 

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1 

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I L T R. £ f l-9 A N 0. 25I 

• . • • -, 

3. // Diftretto di Noalc. 

ftefta al di fopra di quello di Meflre^ c confina egual- 
mente col Padovano * da cui é feparato per mezzo di un 
canale detto la Fojfa Padovana. E bagnato dai fiumi 
Mar^enego , e Mufen egualmente tiie il Meftrino. Abbrac- 
eia 13 Villaggi fertili di grani , e vini, ed e governato 
da un Patrizio Veneto col titolo di Podeftà « Si nojti 

Noale , Terra grotta , e antico Cartello firaato fopra ti 
fiume Marirneg*. Ha una bella Piazza , e belle Chiefe 3 
con un Monaftero di Monache Benedettine, il più anti- 
co de', 4 che efiftono nella Diocefi Trevifana • la Par toc- 
chi ale è migliore delle altre per la fua architettura , c 
per le pitture* 

E' refidenza dèi Podeftà Veneziano fubordinato al Reg- 
gimento di Trevifo. Appartenne anticamente ad una Fa- 
miglia potente Trevifana detta- Ttmptfla . Fu pofTeduio 
dagli Ezzelini , e dagli Scaligeri . Ne prefero cuftodia i 
Veneziani la prima volta Tanno 1359. coli* ifpedirvi un 
Patrizio Capitanio, che poi fi cambiò in Podeftà, come 
tuttavia fuflifte . 1 migliori Palazzi fono quelli de* Con- 
tarmi, Barbarigo, Correggio, e de' conti dalla Torre . 
Ha circa icoo. abitanti, si oflervano tuttavia la veftigia 
della fua antichità in un Cartello circondato da aire mu- 
ra , e da fotte profonde che ricevono T acqua dal fiume 
Manpnego. 

m 

4. Il Territorio di Caftel Franco. 

■ 

Stendefi in lunghezza , e larghezza quafi cgualmeri- 
te per 8 miglia italiane , comprendendo 28 Villaggi , 
ed altri piccoli cafali . Il Territorio è popolato da circa 
zcooo abitanti, è fertiliffimo di grani , e pafcoli . Con- 
fina coi BafTaneie, e Padovano, ed é governato da un Pa- 
trizio Veneto col titolo di Podeftà, <on piena giurifdizio- 
ne civile, e criminale, i cui giudizj lono appellabili ai fo- 
li Tribunali della Dominante . Il Territorio di Ciftel Fran- 
ca 



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2 5 2 ■ r.O STATO V E N E tO/ 

co è fcnza monti, e d'aria temperata, e falubre. Non ha 
fiumi, abbonda però d'acque vive , anzi dona origine al 
Sile nel Villaggio di Cafacorba, dove fono fontane , e pa- 
ludi molto grandi / «perciò fallarono gli antichi Geògra- 
fi affegnanefor origine di quefto fiume air monti Trevilani. 
Ha però due Torrenti, cioè H Mufone , e /' Svenale : In 
tutto il Diftretto fi trovano fparó bclliftmi Palazzi di 
Villeggiatura!, adorni di eccellenti pitture* 

1. Caflcl Franco grofliflima Terra murataf, e antico Ca-* 
dello fituato fulla riva del Mufon in una vada pianu. 
ra. E' luogo ben fabbricato, con x Parrocchie, 4 Con- 
venti di Regolari, ed uno di Monache. E mercantile, 
c ricco, e vi fi trovano alcuni Lanificj di calze, e ber- 
rette. La Ch'iefa maggiore detta il Duomo fu eretta in 
quello fecolo, con nobile , e maeftofa archittetura , e 
merita di efTere offervata . Le mura del Cartello fono a 
fecco, e le fbfle vengono bagnate dalle acque del Mu> 
fone • Rticonoicc la lua prima fondazione dai Trevi fani, 
che mentre fi reggevano a Repubblica lo fabbricato- 
nò l'anno 1109. per frontiera dei loro confini contro 
li Padovani ; e poiché fondarono una Colonia ed ae> 
cordarono franchigie ai Nobili , e Popolari ,' che vi fi 
vollero ftabilire, gli fu quindi dato il nome di Caflél 
Franto . Suffifte , e mantienfi tuttavia la diftinzione di / 
Nobili , e Popolari negli abitanti di quefia Terra 1 ri» 
conofeiuta anche dal Principato , e loltanto ai primi 
fono rifervatc ^Cariche di giurifdizione . V'ha urrCofc' 
legio di Nobili per le aggregazioni, ed uno di Notaj, 
a lòmiglianza di Trevifo* La Terra ha il fuo Statuto 
particolare. Pervenne al Dominio Veneto la prima vol- 
ta l'anno 13^8. Ivi il Podeftà Veneziano fà la fua re* 
fidenza . 

2. Loria , tu antico Cadetto poffeduco da nna nobile 
Famiglia di qucfto nome, fino dall'anno 11 50. Il fuo 
terreno è pregno di zolfo , e ò't nitro ; a tal che nel 
1754. ufcì dalla terra in que' contornì una quantità di 
quegP ignei vapori, che fuochi fatui fon detti , i quali 
appiccandofi a' tetti di paglia di que' villerecci abituri , 

ca- 

1 



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IL TREVISANO. 253 
cagionarono grandiilìmo danno , e (pavento agli abitanti : 
fenomeno eh era fucceduto 130. anni prima ne' fi ti me- 
defìm i . 

3. Oodegè antico Caftello rovinato , il quale ctedefi 
fabbricato da' Goti circa Tanno 400. Fu poi poflcdiito 
in patrimonio da Ezzelino. Òggi è gròflb Villaggio ed 
ameno. L'Arciprete di quella Parrocchiale ha- l'ufo de* 
Pontificati , qual Abbate Mitrato . ; 



. // Territorio di 




E fituato nei centro della Provincia , e fi Rende Co- 
pra 3$. groflj Villaggi. Nella parte piana , e Meridio- 
nale è abbondante di grani e di vini, e nelT aprica 
copiofo di frutta , di vini fquifiti , ed ha in varj luo- 
ghi quantità di ulivi, e di agrumi '. La fcetfenr rionale 
è ficea di foraggi , e di animali , nè le mancano bo- 
fchi copiofi di roveri , e di caftagni . Vi fono molte 
fonti d'acqua falubri, dolci, ed acidule intorno a' colli 
verfo Settentrione , ne' quali mrovafi pur in copia Ja 
Torba , di cui però non fi fa molto uto , per effem 
legname in abbondanza. Il Lanifìcio- vi fjoriice , prin- 
cipalmente nelle Terre di Csvafo, e di Gtffpanp, clupr 
ghi adiacenti al Territorio Alolano . Specialmente nel 
Villaggio delle Qafe(Ie , vi ha una fabbrica diftinta 
di drappi di feta • Vicn governato da un Patrizio 
Veneto con titolo di Podeftà , che ha autorità il- 
limitata , nel civile e criminale , dipendendo in ap- 
pellazione dai foli Tribunali della Dominante . Nel 
militare pero , e nelT economico il Diftretto è fu b or- 
dinato al Capitanio di Tre vi fo, ed a quella Camera 
Fifcale • Si emende quello DUI retto dalia Piave alla 
brenta circ* 13. miglia, e dai monti fino a' Cuoi confi- 
ni in pianura 12. incirca. , }1 numero de' fuoi abitami 

può 



IL TREVISANO. 255 

motte fi fottomife al Dominio Veneto. Fu e ila ricono- 
lauta , e ripriftinata nel grado , e titolo di Città con 
efprefla dichiarazione dei Governo in quefto fccolo , 
lenza però innovazione Alcuna di fua poli tia fecolare t 
o eccLefiaftica : ed alla lua Chiejà fu ultimamente accor- 
dato il tùolo di Cattedrale. Jl Tuo Confìglio ha la pre- 
rogativa di Nobiltà , capace del Cavalierato di Malta . 
La Città ha il fuo Statuto particolare. 

Furono Tempre coltivate io Aiolo le Lettere, e le 
Scienze, e tuttavia fi coltivano : di che una prova ab- 
biamo nell'Accademia de' Rinnovati , che fu da qualche 
anno con nuove leggi ri riabilita, e eoa giudiziofo indi- 
tuto abbraccia tanto le Scienze , quanto le beile Arti. 

La Cbiefa Cattedrale $ penata, ed abbellita con pre- 
giate pitture, ed uffiziata da un antichiflimo Capitolo di 
Canonici, il cui Capo è un Prevofto, e vi hanno, luo- 
go anche molti altri Sacerdoti col titolo di -Manfionarj, 
ed altri Ecclefiaftici . Per ordinazioni del Governo etta- 
ro anche quello Capitolo rimeflb nel Tuo antico diritto 
di ottare, ed eleggere alternativamente li proprj Cano- 
nici, co) Vefcovo Ordinario. 

1 Feudatarj che dipendono clalla Cattedra Vefcovile di 
Trevifo preìtano giuramento in mano del Vefcovo, alle 
due Chieie di S. Maria di Aiolo , e di S. Pietro dì 
Trevifo ; coftume inveterato da più di 8. Secoli . 

Fra i moderni Palazzi privati che fi veggono in que- 
fia Città fono ofTeryabjli quelli de* Conti Fictta , della 
Prepofitura, de'Pafini, cje j Bekran.ini , oltre alcuni aflai 
belli, e deliziofi ne' gorghi , e nelle vicinanze della Cit- 
tà . Molto ameno $ dilettevole riefee il Riuso de* PP. 
Franccicani Riformati t nella cui Chieta fi conlervano 
tre Quadri de' pifi eccellenti del Battano. Dilettevoli an. 
cora per le belle 'vedute che vi fi godono, fono le lima, 
zioni del Monaflerq delle .Monache Benedettine , e dove 
vi era il Convento de' Cappuccini • Evviin Aiolo un 
Monte di Pietà , ed un Ofpitale . Ogni Sabbato vi fi 
tiene Mercato .franco, ed ogni anno alia metà d' Ago- 
ftp vi fi fa una Fiera molto ricca, che dora 3. giorni* 

Jl 



15^ LO STATO VENETO. 

IL Podeftà rifiede nel Caflello Fabbrica ampia, c ma- 
gnifica con torri in fito ameno ed elevato , ove fi do- 
mina la Città, e fi gode la rara vifta di un cftefo ori*» 
zonte . 

Il colle fu cui è pofta la Città è bagnato nelle fue 
radici vedo Settentrione dal fiume o piuttofto torrente 
Mufone , che ivi da più parti riceve acqua . La Città 
però e provveduta d'acqua da una copiofa, e vaga Fon- 
tana pofta nel mezzo della Piazza, oltre alcune iorgenti 
di acque chiare quà e là fparfe . Delie Fabbriche antiche 
rimane un Acquedotto Romano , di cui fcriffero alcuni 
nazionali eruditamente . Nella facciata della Canonica Pre- 
pofuoriale leggefi tuttavia un' antica infcrizione ; per. 
che portava l'acqua al Bagno pubblico colà coft rutto. Fu 
Afolo la Sede della Regina di Cipro Caterina Cornaro , 
vedova del Re Jacopo Lufignano , che per concezione 
del Governo lo dominò dal 148?. fino al 151 a in cui 
morì , ed agli antichi fuoi titoli naturali aggiugneva 
quello di Domina Aceli. Vi foleva in tempo di fua dir 
mora tenere una sfarzofa Corte con concorfo di molti 
illuftri perfonaggi, e Letterati, fra i quali, prima d'ef. 
fere Cardinale, fi diftinfe il celebre Pietro Bembo di lei 
parente. Dopo la morte della Regina tornò la Città in 
pien potere dalla Repubblica. 

3. Romano antico Cartello prcfTo la Brenta che diede 
il cognome alla Famiglia degli Ezzelini , che lo abita- 
rono, e fortificarono . Ora è luogo di poco conto. 

3. S. Zenone fu una buona fortezza poco di dante da 
Afolo , fabbricata fopra un colle affai eminente dove an- 
co al di d'oggi fe ne vedono le veftigia, eflendo (tata 
diftrutta fino dai fondamenti l'anno izòo. dall' Efercito 
Crociato contro li Fratelli Ezzelini , l'uno de' quali cioè 
il Tiranno, ferito in battaglia a Soncino Terrà delCre- 
monefe , perì difperacamente ; l'altro , cioè Alberico fu affe- 
diato e prefo in qucfto Caftcllo -con tutta la fua Fami- 
glia . Tanto era l'odio de' Popoli contro coftoro , che 
avutigli nelle mani, abbruciarono viva la moglie, e le 
figlie largendone le ceneri al vento , e tagliarono a 

pez. 



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I L TREVIGIANO. 257 
pezzi li figli 5 indi ftraicinato fu Alberico a coda di ca- 
vallo fopra le rupi, finché di vifo iLfuo corpo in più parti 
fu lafciato infepolco per cibo agli animali . Quello Ca- 
mello era il più forte che averterò gli Ezzellini , in cui 
cuftodivano, cpme in Arfenale, i loro teforie fuppelletti- 
Ji preziole . In effo erano fabbricate profondiifime carce- 
ri, c dolorofiflime invenzioni tiranniche ; ma per vero 
{dire fe la crudeltà di coltura fu lenza pari , la barbarie 
de' lpro nemici non fu minore, 

7. // Diftrctto di Quer . 

E 1 di angufto recinto , e contiene pochi Villaggi , e 
Calali, lltuato nella parte più lontana della Provincia 
montuofa , • confinato fra il Baflanefe, e Feltrino. Vi 
fono buoni pafcoli , e vi fiorifee il lanifìcio . Si notino 

1. Qner, antica Fortezza ora diroccata , e piuttofto 
Villaggio con Arcipretura . & governato da un Patrizio Ve- 
neto col titolo di Cartellano. Reda fulla fponda Occi- 
dentale della Piave circondato da monti. 

2. CaftclnuovO) altro antico Cartello poco difeofto da 
Quer , ora è Villaggio fituato fulla ftrada che conduce 
a Feltre; ed è oflervabile perchè in tempo della Lega 
di Cambrai fu quivi prefo Girolamo Miani Patrizio Ve- 
neto che n'era Provveditore, e che poi fu fondatore del- 
la Religione Somafca , e Santo dichiarato dalla Chiefa 
Cattolica, il quale fu liberato dalle catene barbaramente 
jmpoftegli dai Nemici della Repubblica, per miracolo 
della Beata Vergine Maria. 

8. // Diftretto della Motta. 

E v porto nell' altra eftremità Orientale della Provincia 
al piano, e confina col Friuli col Coneglianefe , e col Do- 
garlo. Cqntiene 47 Villaggi a/Tai popolati , ed è gover- 
nato da un Patrizio col titolo di Podeftà . Sì noti 

La Motta , Caftello antico , ora Terra grolla fulla Li- 
venza , ove il Confluente Monticano fi fcarica nella ftefla . 
Quella appartenne una volta al Friuli , e per ciò ancora 
Italia. R di- 



$5$ LO STATO VENETO,. 

dicefi Motta del Frinii. Si tien* d«.lCluvcrio , Vittorello, 
cri altri Geografi , che ifia quello (tetro luogo che dita- 
modi anticamente Pont LiquentU in Jlgro fyitsrgino, nel 
Codice Teodofiano circa l'anno 370, ed anche da Pac^ 
lo Diacono . Fu interrortamente fpggetta ai Patriarclii 
è' Aquileja, ai CarrareG , Scaligeri , e Caminefi, ai quali 
era Hata donata l'anno 1029 da Corrado II. Imp. Tu 
nel 1195 da Bianchino ceduta a' Trevifani, e nel 1291 
da Bianchino, e Tolberto data in protezione della Re- 
pubblica Veneta, come pure nel 1 3S3 da Ricciardo fu 
alla Repubblica, c a Leopoldo Duca d' Auftria data la 
facoltà di ricuperarla dalla Chicfa d* Aquileja. Finalmen- 
te pafsò m libero potTeflo de' Veneziani : e prefa e.ri- 
prefa nella guerra della Lega di Cambrai , fu poi ricu- 
perata, e fempre pofleduta dalla Repubblica. Il Podeftà 
Veneziano vi fa la fu a refidenza. Ha un magnifico tem- 
pio fui dilegno del Sanfovino , con un Arciprete di cui 
la Comunità ha il Giufpadronato . Vi è pure fuori clella 
Terra una Chiefa de' PP. Minori Offervan ti, con vafto 
Convento. Il Luogo è molto popolato, e mercantile. Vi 
fono due Fabbriche di ^appelli 5 e due Tintorie . Vi fi 
fa una Fiera franca di due giorni nclmefe d' Agofto, alla 
quale v'è fempre numerofo ronco rio. 

Fu la Motta Patria del rinomato Cardinale Girolamo 
Aleandro Arcivescovo di Brindifi il quale fu Pubblico 
Proiettore in Parigi, e Bibliotecario della Vaticana . Mo- 
rì in Roma l'anno 1541; ma fu trasferito il fuo cada- 
yere alla Patria, ove egli fu eretto un Depofitocon ono- 
revole Infcrizionc . Ivi pur fiorirono alcuni altri celebri 
Letterati, fra' quali Francefco Mottenfe , ed un altro Gi- 
rolamo Aleandro pronipote del primo , noto abbaftan- 
za per le molto erudite opere che pubblicò . 

-»»•»'' • • " • 

9* La Valdobiadenc ... 

Fin dall'anno jiio* riconobbe li fuoi confini proprj 
aflegnatilc dall'Imperatore Enrico V. Conteneva antica- 
mente molti Feudi , e Cartelli con Rocche forti , ed ave- 
va li fuoi particolari Signori , da cui pafsò la Valle in 

du- 

- . • ♦ 



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IL TREVIGIANO. t$9 

dominio della Repubblica Trevifana, ed ora propriamen- 
te è una porzione del Territorio Trevisano ; Stendefi fò- 
t>ra la Piave, ed è bagnata dal fiumicello Rimonta, eh' 
efee dalla Piave ftefla nel Villaggio di linciai del Con- 
tado di Ccfana, e vi fi unifee un altra volta a Btgoiin 
nel Territorio della Città. Contiene alquante Parrocchie , 
c varj altri Villaggi minori ; La Valle è fertile compe- 
tentemente j con buoni pafcoli * è vi fi trovano alcune 
buone fabbriche, ed Edilizi in cui fi lavora la feta . Si 
notino 

1. Valdobiadene , o Pieve di Valdobiadene , che da no- 
ine al Diftretto , grofTa Parrocchia fituata a Ponente del 
Fiumicello Rimonta. E luogo antichiflimo , e vuolfi da 
molti che fia il Duplavilis menzionato da Paolo Diaco- 
no Come Patria del B. Venanzio Fortunato Vefcovo di 
Poitiers nella Francia , che fiorì circa la metà del Seco- 
lo VI. c fu un dottiilimo Prelato, autore di moltiflìmi 
Inni eleganti che fi recitano dalla Chiefa Cattolica in 
alcune folennità , e di altri Sacri Componimenti. Viene 
però contefa a Valdobiadene quefia gloria dal dotto Scrit- 
tore delle Vite de* Letterati del Friuli , che appoggiato 
al fentimento del Oliverio , riconofee nell' antico Dupla* 
vilis il luogo ora detto S. Salvadore , Feudo della no- 
biliflima Famiglia Collalto , del quale 'diremo a fuo 
luogo. 

2. S. Vito, altra Parrocchia jpofta a Levante della Pia- 
ve, divenuta celebre dacché qualche Scrittore la credet- 
te il luogo della nafeita del Santo Pontefice Benedetto 
XI. della Famiglia BoccafTini , creato Tanno 1303. Il 
benemerito però , ed erudito Aurore delle Memorie di 
quefto Pontefice, pubblicate in Trevifo Tanno 1737. 
chiaramente provò edere ftata la Citta di Trevifo la Pa- 
tria di Benedetto. 



R 2 ip. Jl 



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1Ó0 LO STATO VENETO* 

10. Il Contado di Cefana. 

E' confinato fra la Valdobiadene , la Piave, c la KU 
monta , nell' efìrcmità della Provincia che tocca il Fel- 
trino . Contiene 7 Villaggi fituati fra i monti , e divifi 
in molti Cafali detti Colmelli y fertili per li pafcoli, e per 
la cacciagione , e copiofi di grano . Quello Contado è 
fignoreggiato con piena giurifdizione da 3. famiglie Ver- 
gerla , Muzia, e dal Colle , oggidì diramate in moltipli- 
cati rami, abitanti dentro dei Contado, ed anche in Ce- 
neda, Serravalle, ed Àfolo , e altrove; e perciò ode fi in 
quelle contrade anche in poveri cafali lì titolo di Con- 
te per la derivazione da quei ceppi : pregio che non to- 
gliefi per la fortuita povertà. Si non 

Lene i ai y la più bella Villa del Diretto vicina alla 
Piave . Nella Aia Chiefa Parrocchiale vi fono tavole e 
pitture eccellenti di Tiziano, ed altri celebri Pittori. 

11. IJ Contado di Mei, 

Confina anch' etTo col Feltrino, eBellunefe, e contiene 
19 Villaggi in terreno montuofo , ma fertile mediocre.* 
mente. Refta fmiato fopra il Contado diCelana, ed è il 
più Settentrionale della Provincia . Dopo la Signoria de' 
Vefeovi di Belluno, de' Caminefi , e Trevifani venne in 
potere del Governo Veneto y che Tanno 14x2. ne con- 
celTe feudale in vettirura alia Famiglia Patrizia Zorzi, dal- 
la quale pafsò il feudo in altra limile Famiglia Gritti, 
che oggidì tuttavia efercira la giurifdizione del Diftretto 
con mero e rnifto imperio per mezzo di un fuo Vica- 
rio. Si noti 

Mei , antico Cartello fabbricato fopra un monte vici- 
no aila Piave, ora piurtofto Terra murata piccola, beri 
coftrutta, e popolata, ove rhìede il Vicario Feudale. E 1 
diverfo da Zumelie altro Villaggio del Contado poco di* 
ftante da quello Gattello. 

1 

f 21. Il 

t 



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IL TREVIGIANO* 2ÓI 

it. Il Contado di Val di Marine 

è 

Confina da Mezzodì col territorio di Trevifo', da Po 
Dente coi due Contadi di Cefana , e Mei , da Settentrio- 
ne col Beliunefe, e da Levante col Concglianefc . Com- 
prende 16. Villaggi, ha buoni pafcoli, e vi fiorifee il 
lanifìcio. U Diftrette è bagnato dal tìumicello Soligo, 
che ha Ja Tua origine da un Lago di mediocre grandez- 
za fuuato nella Valle fletta. Tratte il nome da quel Ma- 
rino Faliero che fu Doge della Repubblica di Venezia , 
e poi fuo ribelle > cui il Governo , prima di conferirgli il 
Principato, avealo dato in fetido» Ritornato il Diftretto 
alla Repubblica fu governato per mezzo di un Podeftà 
Patrìzio » Finalmente li meriti di Bindolino da Bagna* 
cavallo induttèro nuovamente il Governo ad in Vedi rio di 
quello Contado- co* fuoi difendenti , aferivendo la di lui 
famiglia alla Nobiltà Patrizia l'anno 1436, la quale an- 
cora futtifte, e gode la piena giurisdizione del Feudo * 
Il Contado ha il proprio Statuto ftampato, diverte dal 
rimanente della Provincia . Nello fpirituale è foggetto al 
Vefcovo di Ceneda , come li due antecedenti Contadi di 
Cefana > e Mei . Si notino < , 

1. Val ài Marino , o Rocca di Val di Marino è un an- 
tico Cartello modernamente rifabbricato con magnificenza 
fopra un colle in vicinanza del confluente Soligo. Fu 
edificato Tanno 11^4 da' Trevifani per freno de' Co- 
negliancfi, e Cenedtfi vicini. E' diverfo da Marino altro 
Villaggio inferiormente fituato in poca diftanza verfo 
Mezzodì. Quello è il Luogo capitale di tutto iì Conta- 
cio, 

i* FolHna y bella Terra con una Badia di Monaci Ca- 
maldolefi , la cut Chiefa è molto frequentata. In que- 
lla avvi un Altare dedicato a S. Bellino, dove fi fegna- 
no con una chiave li morficati dai cani rabbiofi , affin- 
chè ricevino la fanità . Il Luogo è affai abitato , c ci 
fono alcune bu-ne Fabbriche di panni . 

3, Miane Villaggio poco diftante dalla Follina, ove 

pàrimeiìri fìorircc il Lanificio . 

4. Pie- 



tòt lo stato vèneto; 

4. Pieve di Soligo , grolla Terra ben fabbricata, in cui 
fi fanno buone manifatture di lana. E x Luogo popolato 
in vicinanza del fiume Saligo, ed appartiene per metà 
al Tewùorio di Trevifo. 

13. // Contado di Sé Donato 

E* una piccola giurisdizione feparata del TrevifanoV 
che confina col Dogado di Venezia, ed è pofleduta in- 
divisa da due Famiglie Patrizie Venete Cornaro, e Con- 
tarmi H Diftretto comprende ima Terra grolla con al- 
cuni Cafalt, d piccoli Villaggi adiacenti; ed è bagnata' 
principalmente dal Fiume Piave, che ivi dall' antico fuo 
corfo è condotto a sboccare nel porto di Cotteli azzo per 
mezzo di un canale fatto a mano, che dicefi il Taglio* 
nuovo di Piave . La direzione dr quello rapido fiume an« 
tica mente era molto diverfa, mentre sboccava nel mare 
fra il Cavallino, e la Cava Zuccarind : due Villaggi del 
Diftretto di Torcello nel Dogado; ma verfo la metà del 
pattato fecolo avendo ordinato il Governo che forte ad* 
ogni fiume impedita la via di sboccare nelle Lagune , 
con ifpefe immenfe fu fcavato un nuovo canale, per 
cui la Piave andava a sboccare riel Porto di S. Marghe- 
rita vicino a Caorle ; ma il fiume da fe fteffo fi formo 
una foce affai più baffa , che tuttavia ritiene. Neil' al- 
veo vecchio delia Piave furono introdotte l'acque delSi- 
le con altro difpcndiofiilìmo canale/ coficchè di prefen- 
te l'antico Porto di Piave notato da' Geografi fi è con- 
vertito nella foce del Sile, che più non comunica colle 
Lagune fe non per due piccoli canali di navigazione fer- 
rati con foftegni , e porte . Si noti 

5. Dona di Piave, che dà il nome al Contado, e una 

bella Terra molto popolata, ed efercita il traffico. 

I 



ANNO- 



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IL TREVIGIANO, %6} 
ANNOTAZIONE* 

La Città diftrotta , ovvero le Campagne di Aitino* 
da alcuni Geografi fono comprese , o uefcrirteneila Pro» 
fincia Trevifana 4 ma realmente appartengono al Dogado 
di Venezia. Intorno a quefta Città diftrutta, della qua> 
le fanno menzione Plinio, Tolommeo, ed altri antichi 
fiorici, batterà oflervarc che anticamente fu ricchiflìma, 
grande, e celebre. Fù din 1 rutta dsigli Umi; ma non to- 
talmente atterata, nè (pianata, poiché ne fuflìftevano al- 
cuni confiderabiii avanzi ne* Secoli IX , e X. La totale 
iua diftruzione provenne dalle 6 Colonie lhbilite nelle 
Lagune dai fuggitivi fuoi abitanti , che colle ruine della 
loro Patria alzarono altre abitazioni in 6 llòle delle La- 
gune , che fino ai tempi più baffi furono dette li 6 Se- 
ftieri d' Aitino le quali per ferbar qualche memoria dell' 
amata lor Patria vollero appellare col nome delle fej 
porte del diftrutto Aitino, come fiamo aflìcurati dalla 
maggior parte degli antichi Cronichifti Veneziani . Di 
quelli ora non fufliftono che quattro, cioè Murano, Bu- 
ratio , Torcello , e Mazjorbo , e le altre due cioè Attimi*- 
no, e Coflantiaco perirono, con molte altre Città, e Luo- 
ghi delle Lagune. Le ruine di Aitino appena appajono; 
e fe 1' altezza un poco maggiore del terreno non V indi- 
caffè , non fi potrebbe dire : qui fu Aitino . Scriflero al- 
cuni che ne' contorni di quefta diftrutta Città fi trovano 
fpeflfo delle antichità preziofe perfino dagli agricoltori 
lavorando la Terra . La verità però è che rariflìme vol- 
te ciò avviene, e che forfè nell'una o pochiflàme antica- 
glie vi fi troverebbero quand' anche vi fi fcavafle la ter- 
ra a quello fine; perchè la Città non fu diftrutta ad un 
tratto da Tremuoto, ne da «inondazione , nè da verun 
altro improvvido accidente, ma fmantellata da popoli 
rapaciftìmi, ed indi a poco a poco disfatta, come abbia- 
mo accennato da' fuoi abitanti medefimi . Comunque fia 
non è permcfTo a qualfivoglia perfona il fare neppure 
prova alcuna di lcavazione ne |Vi, nè in altro luogo di 
tutto lo Stato fenza l'aflcnfo di un Magistrato partico- 



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254 t0 STA TO VEtilTO. 

lare di Venezia detto dei Cattaveri. Perciò poca fede fi 
può predare air efagerate efpreflipni di que' Geografi che 
ci rapprefemano le Campagne d* Aitino , come una mi- 
piera inefaufta ài Medaglie C ammei > ed altri rimafuglj 
di antica Romana manifattura , che fi hanno fempre trovato 
t fi trovano dagli Agricoltori nel rivoltare [offoprn colf 
tram la terra , 



il fim DJO. TOMO XXlh 



TA- 



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I M A- 

efatrcMle Antiche Gtom2tricP e > P re- 
mali Eccellentiflìjm Magiftr* aQiltcn- 
r ir J>6o. dal 

recato, ed elatcamence T *Z& u , A • 

coni celebre Signor Giovann^^&Y 
iflìngnor Ammiraglio che fu" Eccc " 

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neziiie fi chiamano pollici, o pP° . 
^raj vede. E' però d avvertirli . * mu J?" 
sì anjunti fono tra loro nella mec iv ' P 1 ^ 1 * 

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